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Centro di promozione per la salute Franco Basaglia GIORNATA DI STUDIO PIANO INTEGRATO DI SALUTE SALUTE MENTALE E INTERVENTO DOMICILIARE Relatore: Bruno.

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1 Centro di promozione per la salute Franco Basaglia GIORNATA DI STUDIO PIANO INTEGRATO DI SALUTE SALUTE MENTALE E INTERVENTO DOMICILIARE Relatore: Bruno Benigni – Presidente Centro F.Basaglia Arezzo LIVORNO – CHIOSTRO DI S. FRANCESCO – 16 MARZO 2007 Centro di promozione per la salute Franco Basaglia Provincia di Arezzo

2 UN PROGETTO PER LA SALUTE MENTALE DEVE TENERE CONTO DELL'UNITA' PSICOFISICA DELLA PERSONA INSERITA NEL SUO CONTESTO SOCIALE IL SUPERAMENTO DEL MANICOMIO HA APERTO LA STRADA A QUESTA CONCEZIONE OLISTICA DELLA SALUTE DELL'UOMO CHE OGGI E' A FONDAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE CON LA LEGGE N° 833 DEL 1978

3 MODIFICAZIONE DEL PROFILO EPIDEMIOLOGICO E DEMOGRAFICO DELLA POPOLAZIONE EVOLUZIONE DELLE BIOTECNOLOGIE OSPEDALE DIAGNOSTICO-SPECIALISTICO PER MALATTIE IN FASE ACUTA SANITA' TERRITORIALE E WELFARE LOCALE SALUTE MENTALE

4 LA PROGRAMMAZIONE LEGGE 229/1999 P.A.T. (PROGR. ATT. TERRITORIALI) LEGGE 328/2000 P.S.Z. (PIANO SOCIALE ZONA) DELIBERA R.T. 155/2003 P.I.S. (PIANO INTEGRATO SALUTE)

5 PIANO INTEGRATO DI SALUTE IL P.I.S. DEVE ESSERE RICHIESTO IN TUTTI I DISTRETTI DELLA REGIONE TOSCANA CON O SENZA SOCIETA' DELLA SALUTE IL P.I.S. A COMPRENDE TUTTE LE TEMATICHE SANITARIE E SOCIALI NON SOLO LE PRIORITA' IL P.I.S. SI COLLEGA AL BILANCIO FINANZIARIO DELLA SANITA' E DEL SOCIALE

6 I 5 CAPISALDI DEL DISTRETTO E DELLA ZONA SOCIALE I. GOVERNO UNICO EE.LL. E GOVERNANCE II. PIANO INTEGRATO SALUTE PARTECIPATO III.RISORSE FINANZIARIE E PROFESSIONALI IV.RETE INTEGRATA DEI SERVIZI E PRESIDI V.PARTECIPAZIONE SOGGETTI DEI SOCIALI E DEI CITTADINI

7 IL P.I.S. E' SOLO UN DOCUMENTO DI INTENTI SE NON C'E' UN GOVERNO CHE LO REALIZZA E SE MANCA UN BILANCIO SIA DELLA SANITA' CHE DEL SOCIALE CHE LO RENDA PRATICABILE

8 IL PIANO INTEGRATO DI SALUTE E' LO STRUMENTO PARTECIPATO DI PROGRAMMAZIONE INTEGRATA DELLE POLITICHE SANITARIE E SOCIALI PER LA SALUTE E IL BEN-ESSERE SOCIALE A LIVELLO DELLA ZONA DISTRETTO HA DURATA TRIENNALE DEVE ESSERE STRUMENTO E PASSAGGIO AMMINISTRATIVO OBBLIGATORIO PER L'AZIENDA E IL COMUNE SINGOLO ASSOCIATO

9 ...PARTECIPATO... COINVOLGERE NELLE SCELTE DEGLI OBBIETTIVI, DEGLI STRUMENTI E NELLA DESTINAZIONE DELLE RISORSE LE OO.SS., IL TERZO SETTORE, LA CITTADINANZA ATTIVA. PREVEDERE LA STIPULA DI INTESE SOTTOSCRITTE, ACCOMPAGNATE DA PRECISE ASSUNZIONI DI RESPONSABILITA'

10 ...INTEGRATO... PREVEDERE REGOLE, MODELLI E PROTOCOLLI DI COLLABORAZIONE TRA OPERATORI DEI SERVIZI SANITARI ED OPERATORI DEI SERVIZI SOCIALI SU PRECISI OBBIETTIVI DI SALUTE E ASSISTENZA RICHIEDRE E DEFINIRE PRECISI IMPEGNI TRA L'AZIENDA SANITARIA E GLI ENTI LOCALI SULLA BASE DEL PROGRAMMA

11 MODELLI DI INTEGRAZIONE OPERATIVA DIPARTIMENTO DELLE CURE PRIMARIE ED EQUIPES TERRITORIALI DI ASSISTENZA PRIMARIA ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA CASA DELLA SALUTE

12 ZONA DISTRETTO PROGRAMMAZION E REGIONALE P.A.L. DATI SALUTE BISOGNI SOCIALI PREDISPOSIZIONE PROFILO DI SALUTE E QUADRO DEI BISOGNI SOCIALI P.I.S. OBBIETTIVI DI SALUTE E BEN- ESSERE STANDARD QUANTITATIVI E QUALITATIVI AZIONI ATTUATIVE PER L.E.A. INDIVIDUA RISORSE

13 LA DOMICILIARITA' E' UN CONTENUTO FONDAMENTALE DEL P.I.S. PER EVITARE L'ABBANDONO DELLE PERSONE E DELLE FAMIGLIE PER CONTRASTARE L'INTERNAMENTO E LO SRADICAMENTO DELLE PERSONE E' UNA POLITICA CHE INTERVIENE SULLA GLOBALITA' DEI BISOGNI PER AIUTARE LE PERSONE E LE FAMIGLIE AD AIUTARSI DA SE'

14 LA CONCERTAZIONE DEL P.I.S. OO.SS. DEI LAVORATORI E DELLE IMPRESE IL SISTEMA DELLE IMPRESE NO-PROFIT VOLONTARIATO E CITTADINANZA ATTIVA ISTITUZIONI SCOLASTICHE IPAB ENTI RESPONSABILI DEL TRASPORTO ISTITUTI INFORTUNISTICI ALTRI SOGGETTI SOCIALI E ISTITUZIONALI INDIVIDUATI DAL SOGGETTO TITOLARE DELLA PROGRAMMAZIONE

15 P.I.S. E SALUTE MENTALE IL P.I.S. DEVE DEFINIRE IL FABBISOGNO DI PERSONALE DELL'U.F.S.M. STABILIRE SEDI DI OPERATIVITA' DEL SERVIZIO DI S.M. A LIVELLO DISTRETTUALE SUB-DISTRETTUALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA DOMICILIARITA' DEFINIRE PROTOCOLLI OPERATIVI PER INTERVENTI SINERGICI TRA S.M. E GLI ALTRI SERVIZI SANITARI E SOCIALI DEL DISTRETTO IL P.I.S. NON DEVE IGNORARE IL PROBLEMA DELLA SALUTE MENTALE CONFINARE IN UN SETTORE SEPARATO LA S.M. DILUIRE E DISPERDERE LA S.M. IN UN GENERICO PROGRAMMA DI ATTIVITA' SOCIALE

16 SALUTE MENTALE E P.I.S. Sul piano scientifico e della conoscenza LA S.M. FORNISCE AL P.I.S ANALISI DELLE CONDIZIONI DI RISCHIO PER DISAGIO PSICOLOGICO E SOFFERENZA PSICHICA RACCOGLIE DATI SUL DISTURBO PSICHICO CON PARTICOLARE RIGUARDO A MINORI, ADOLESCENTI, LAVORATORI, ANZIANI Sul piano della prevenzione INTERVIENE INSIEME E IN COLLABORAZIONE CON GLI ALTRI SERVIZI SULLE DETERMINANTI SOCIALI: FAMIGLIA, SCUOLA, LAVORO, CONTESTO SOCIALE Sul piano dell'assistenza FORMULA PROGRAMMI INDIVIDUALIZZATI AL DOMICILIO, NELLE SEDI SEMI-RESIDENZIALI E RESIDENZIALI, INTEGRANDOSI CON LE CURE PRIMARIE, L'A.D.I. E CON L'OSPEDALE

17 WELFARE LOCALE E SALUTE MENTALE FA USCIRE LA S.M. DALLA SEPARATEZZA E SETTORIALITA' PORTA AL DOMICILIO LE CURE PRIMARIE E LE PRESTAZIONI SOCIALI ENTRO CUI SI COLLOCA L'INTERVENTO DELL'U.F.S.M. CON PROGRAMMI MIRATI REALIZZA INTERVENTI A FAVORE DI MALATI DI MENTE CHE RIGUARDANO: - LA CONDIZIONE ECONOMICA - L'INTEGRAZIONE LAVORATIVA - I PROCESSI FORMATIVI - L'ABITAZIONE - LE DIVERSE FORME DI ANIMAZIONE SOCIALE

18 P.I.S. E COMUNICAZIONE SOCIALE CONTRASTARE LO STIGMA E FAVORIRE L'INCLUSIONE SOCIALE GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE DI UTENTI E FAMIGLIE ALLE INIZIATIVE PER LA PARITA' DEI DIRITTI DI CITTADINANZA SOCIALE PERSEGUIRE L'EQUITA' E L'UGUAGLIANZA DI TUTTE LE PERSONE, SOPRATTUTTO DI QUELLE ESPOSTE AL RISCHIO DI EMARGINAZIONE IL P.I.S. PUO' PREVEDERE L'ASSUNZIONE DI UNA CARTA CONTRO L'EMARGINAZIONE

19 PER L'IMPORTANZA CHE ASSUME IL P.I.S. PER IL RINNOVAMENTO DELLA QUALITA' DELLA SANITA' E DEL WELFARE LOCALE E' NECESSARIO CHE LA REGIONE TOSCANA STABILISCA CRITERI E REGOLE CHE DEVONO ESSERE SEGUITE DALLE AZ. SANITARIE E DALLE ZONE – DISTRETTO, NATURALMENTE LASCIANDO IL NECESSARIO SPAZIO ALLE VARIABILI LOCALI. PER CONCLUDERE DUE PROPOSTE : PRIMA PROPOSTA

20 SECONDA PROPOSTA : LA REGIONE TOSCANA DOVREBBE ATTIVARE IN OGNI ZONA - DISTRETTO UNO STAFF DI COORDINAMENTO E DI SUPPORTO ATTIVARE UN SISTEMA DI MONITORAGGIO SULLE REALIZZAZIONI DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA


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