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Introduzione impianti: Curva di compensazione T mandata T esterna 15 °C 75 °C -5 °C 40 °C.

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1 Introduzione impianti: Curva di compensazione T mandata T esterna 15 °C 75 °C -5 °C 40 °C

2 Introduzione impianti:

3 Rendimento globale

4 Introduzione impianti: La potenza media W t dispersa per trasmissione è data da: W t = Σ (U x S x (t i – t em )) [W] Dove: W t = potenza media dispersa per trasmissione, [W]; U = trasmittanza media, [W/m 2 K]; S = area della superficie disperdente, [m 2 ]; T i = temperatura interna, [°C]; T em = temperatura esterna media mensile, [°C]; Nota: si tratta dello stesso calcolo di potenza indicato nella UNI7357 che anziché essere riferito alle condizioni limite (di punta), è riferito alle condizioni medie mensili

5 Introduzione impianti: La potenza media W v dispersa per ventilazione è data da: W v = Σ (0,34 x V x n x (t i – t em )) [W] Dove: W v = potenza media dispersa per ventilazione, [W]; 0,34 = calore specifico dellaria, [W/m 3 K]; V = volume degli ambienti, [m 3 ]; N = valore medio mensile di rinnovo dellaria, [Volumi/h]; T i = temperatura interna, [°C]; T em = temperatura esterna media mensile, [°C]. Nota: si tratta dello stesso calcolo di potenza indicato nella UNI7357 che anziché essere riferito alle condizioni limite (di punta), è riferito alle condizioni medie mensili

6 Introduzione impianti: La potenza media fornita dagli apporti solari W S è data da: W s = Σ (q s x A x C i ) [W] Dove: W s = potenza fornita dagli apporti solari, [W]; q s = potenza mensile della radiazione solare differenziata per gli otto orientamenti verticali e per il piano orizzontale, [W/m 2 ]; A = area equivalente delle superfici vetrate e di quelle opache, [m 2 ]; C i = coefficienti riduttivi dovuti a schermature. Nota: si tratta evidentemente del calcolo abitualmente effettuato per valutare i carichi termici estivi secondo il metodo Carrier

7 Introduzione impianti: La potenza media fornita dagli apporti INTERNI W i è data da: W i = Σ (a x A p ) [W] Dove: W i = potenza fornita dagli apporti interni, [W]; a = potenza fornita [W/m 2 ] dagli apporti gratuiti per unità di superficie del pavimento dovuti a: - persone, - illuminazione, - apparecchi elettrici, ecc.; A p = area del pavimento [m 2 ];

8 Introduzione impianti: L energia mensile dispersa per trasmissione Q tg è data da: Q tg = W t x d m [J] Dove: Q tg = energia mensile dispersa per trsmissione, [J]; è comprensiva delle energie disperse dalle strutture: - Verso ambiente esterno Q t - Verso il terreno Q g - Verso locali adiacenti non riscaldati Q u ; d m = numero dei giorni del mese. Nota: si tratta dello stesso calcolo di potenza indicato nella UNI7357 che anziché essere riferito alle condizioni limite (di punta), è riferito alle condizioni medie mensili

9 Introduzione impianti: L energia mensile dispersa per trasmissione Q v è data da: Q v = W v x d m [J] L energia mensile dispersa per trasmissione Q v è data da: Q v = W v x d m [J] L energia mensile fornita dagli apporti interni Q i è data da: Q i = W i x d m [J]

10 Introduzione impianti: E definita come lenergia necessaria per mantenere per tutta la stagione di riscaldamento la temperatura interna dellinvolucro edilizio al valore di progetto, compensando le perdite e tenendo conto sia degli apporti interni che esterni. Per valutarla occorre intanto calcolare le perdite mensili di energia dellinvolucro edilizio Q L : Q L = Q t +Q g +Q v +Q u [J] Dove: Q L = perdite mensili di energia dellinvolucro edilizio, [J]; Q t = perdite mensili per trasmissione verso lesterno, [J]; Q u = perdite mensili per trasmissione verso locali esterno non riscaldati,[J]; Q g = perdite mensili per trasmissione verso il terreno, [J]; Q v = perdite mensili per ventilazione, [J];

11 Introduzione impianti: E, in seguito, calcolare i guadagni mensili di energia dell involucro Q G : Q G = Q s + Q i [J] dove: Q G = totale apporti mensili di energia dellinvolucro edilizio, [J]; Q s = apporti mensili dovuti allenergia solare, [J]; Q i = apporti interni, [J];

12 Introduzione impianti: Infine lenergia utile mensile per il riscaldamento dellinvolucro edilizio è data da: Q h = Q L – η x Q G [J] Dove: Q h = fabbisogno energetico utile mensile; Q L = perdite mensili di energia dellinvolucro edilizio, [J]; Q G = totale apporti mensili di energia dellinvolucro edilizio, [J]; η = fattore di utilizzazione degli apporti gratuiti (compreso tra 0 e 1). Esso, funzione dellinerzia termica delledificio e del rapporto specifico tra inerzia termica e dispersioni del mese, tiene conto del fatto che non tutti gli apporti teorici sono utilizzati per il riscaldamento delledificio.

13 Introduzione impianti: Il fabbisogno stagionale di energia utile è invece dato da: Q h stagionale = ΣQ h [J] Tale dato rappresenta una caratteristica dellinvolucro edilizio quando questo è riscaldato in modo continuo.

14 Introduzione impianti : A questo punto, ipotizzando un regime di funzionamento continuo e facendo uso di opportune semplificazioni, è possibile indicare il fabbisogno di energia primaria e quindi il consumo del sistema edificio impianto per il riscaldamento invernale. Q st = Q h / η c x η e x η p x η c [J] Dove: Q st = fabbisogno di energia primaria del sistema edificio impianto per riscaldamento invernale (consumo); η g = η e x η d x η p x η c = rendimento globale medio stagionale.

15 Introduzione impianti Lanalisi delle due formulazioni Q h = Q L – η x Q G [J] Q st = Σ(Q L - η x Q G )/η c x η e x η p x η c [J] Permette di formulare le seguenti conclusioni. Una limitazione dei consumi Q st può avvenire nei seguenti modi: 1.Limitando le perdite Q L 2. massimizzando gli apporti Q G 3. operando scelte progettuali, anche in merito alla qualità dei componenti dellimpianto, in grado di fornire un alto valore del rendimento globale medio stagionale.

16 Introduzione impiantisti: Lespressione analitica semplificata del consumo di energia per riscaldamento: Q st = Σ(Q L - η x Q G )/η c x η e x η p x η c [J] Dove: Q st = fabbisogno di energia primaria del sistema edificio impianti per riscaldamento invernale (consumo) in regime continuo; Q L = totale perdite mensili di energia dellinvolucro edilizio, [J]; Q G = totale apporti mensili di energia dellinvolucro edilizio, [J]; η p = rendimento di produzione η d = rendimento di distribuzione η c = rendimento di regolazione η e = rendimento di emissione Evidenzia come, operando soluzioni progettuali che vadano ad ottimizzare uno o ciascuno dei rendimenti sopra indicati, è possibile in fase di nuova progettazione, realizzare impianti ad elevata efficienza energetica, e nel caso di impianti già esistenti, migliorare soluzioni progettuali rendendole in grado di fornire, rispetto alle situazioni pregresse, un certo risparmio energetico.

17 Dettagli impiantistici:

18

19 Introduzione impianti: la contabilizzazione Impianto centralizzato distribuzione verticale (edifici vecchi) Contabilizzazione indiretta Impianto centralizzato distribuzione orizzontale (edifici recenti) Contabilizzazione diretta

20 Introduzione impianti: la contabilizzazione CONTABILIZZAZIONE DIRETTA Contatori diretti Si contabilizza direttamente il calore consumato tramite un dispositivo che rileva la portata del fluido 1: sonda temperatura mandata 2: sonda temperatura ritorno 3: misuratore di portata 4: unità elettronica Termostato

21 Contalitri radio per acqua calda e fredda sanitaria Misura del consumo di ogni radiatore tramite il ripartitore di calore Valvole termostatiche su ogni radiatore per gestione autonoma Adattatore dimpulsi per il rilievo dei consumi di altre grandezze Antenna di ricezione dati Gateway Introduzione impianti: la contabilizzazione

22 Introduzione impiantisti: Il bilanciamento dei circuiti

23 Dettagli impiantistici: il bilanciamento dei circuiti Valvola di taratura Autoflow Misuratore di portata

24 Introduzione impiantisti: Il bilanciamento dei circuiti

25 Introduzione impianti: Il bilanciamento dei circuiti

26 Documentazione tecnica Trattta dai cataloghi: Viesmann Buderus Geminox Paradigma Tonon IDM Climaveneta Mapress – Geberit Isover K-flex Caleffi Siemens Coster FCC – planthern RDZ – b!climax Sierra - Therfon


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