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La riforma Protestante Caccia alle streghe Persecuzioni agli ebrei Inquisizione spagnola (Filippo II) Inquisizione romana.

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Presentazione sul tema: "La riforma Protestante Caccia alle streghe Persecuzioni agli ebrei Inquisizione spagnola (Filippo II) Inquisizione romana."— Transcript della presentazione:

1 La riforma Protestante Caccia alle streghe Persecuzioni agli ebrei Inquisizione spagnola (Filippo II) Inquisizione romana

2 La Riforma Protestante L'inizio della riforma viene tradizionalmente fatta coincidere con la pubblicazione, il 31 ottobre 1517, da parte di Lutero, delle 95 Tesi sulle indulgenze a Wittenberg in Sassonia. Lo scalpore suscitato dalle Tesi e la denuncia da parte dell'arcivescovo Alberto di Hohenzollern, banditore dell'indulgenza, fece sì che Lutero venisse chiamato a Roma a discutere le Tesi. Lutero, grazie alla protezione dell'Elettore di Sassonia Federico, ottenne che le tesi venissero discusse in Germania. Ebbe quindi diverse discussioni con teologi, fra cui Johannes Eck nel 1518, che lo confermarono sempre più nelle sue opinioni, che nel frattempo diventavano più nette: la Bibbia era la sola autorità, e la salvezza era dovuta alla sola fede La rottura definitiva con Roma avvenne nel 1519, quando Leone X emanò la bolla Exsurge Domine nella quale si richiedeva a Lutero di ritrattare le sue dottrine entro 60 giorni. Lutero reagì dando fuoco alla bolla e bruciando anche i libri di diritto canonico, simbolo dell'autorità romana. La sentenza definitiva da parte del papa fu la scomunica del Le opinioni di Lutero vennero ampliate in tre importanti scritti del 1520: La libertà del cristiano, La cattività babilonese della Chiesa, Alla nobiltà cristiana di nazione tedesca. Compare anche l'altro fattore fondamentale per la diffusione della riforma: l'appoggio ricercato nel potere politico, che troverà in Lutero il modo per eliminare il legame fra Roma e principi tedeschi e anche di poter secolarizzare i beni ecclesiastici, che diventavano proprietà del principe o, nelle città, acquistati dai borghesi. Carlo V, d'accordo con il papa, fece un nuovo tentativo per fermare l'ondata della protesta luterana, invitando Lutero alla Dieta di Works (1521). Nuovamente il riformatore rifiutò di ritrattare le proprie affermazioni. L'imperatore, che si era impegnato nei suoi confronti con un salvacondotto, decise comunque di metterlo al bando dell'Impero con un editto. L'Elettore Federico III di Sassonia organizzò allora un finto rapimento e lo fece portare al castello di Wartburg (1521–1522) per proteggerlo. Qui Lutero si dedicò alla traduzione della Bibbia in tedesco.

3 La dottrina Luterana e le sue conseguenze Il luteranesimo prevede un diverso approccio delle Sacre Scritture rispetto alla Chiesa Cattolica, nel senso che le dottrine della Chiesa devono essere verificate dalla Bibbia. Nel periodo medievale, la morte era continuamente in agguato e per l'uomo del tempo la preoccupazione principale era come salvare la propria anima. Anche Lutero ebbe tale preoccupazione e la superò elaborando sulla sua esperienza la teoria della giustificazione per fede, ossia in pratica l'uomo può salvare la sua anima avendo fede in Gesù Cristo e negando valore salvifico alle opere buone. Altro punto della Riforma Protestante era la lettura diretta delle Sacre Scritture. Lutero notava che al suo tempo i preti non erano preparati dal punto di vista teologico e molti di essi si limitavano a recitare, non senza imperfezioni, frasi in latino. Al popolo non era permesso leggere la Bibbia, essendo questa letta in latino dal sacerdote e da quest'ultimo spiegata ad essi. Lutero provvide a tradurre la Bibbia dall'ebraico e dal greco al tedesco. Sebbene non fu il primo (esistevano numerose traduzioni cattoliche in tedesco prima di Lutero), la sua versione della Bibbia fu la più importante in lingua tedesca. In merito all'Eucaristia, che Lutero chiamava "Sacramento dell'Altare" o "Santa Cena", egli negava la transustanziazione, presenza reale di Gesù mediante la trasformazione di pane e vino in corpo e sangue di Cristo, affermando invece la consustanziazione, presenza reale di Gesù insieme al pane e al vino. In merito alla Santa Cena, la cui liturgia era celebrata nella lingua del popolo ma parzialmente anche in latino, non vi è uniformità di vedute da parte degli altri protestanti. La Riforma negò che ci potessero essere altri intermediari tra l'uomo e Dio al di fuori di Gesù Cristo. Ne consegue il rifiuto dell'invocazione dei Santi, di Maria, e del ruolo intercessore della chiesa. La riforma nega che il cristianesimo possa avere come capo una persona, avendo come unico capo Gesù Cristo. L'organizzazione delle chiese luterane era basata su tre modalità: quella episcopale, quella presbiterio-sinodale, in cui il principe rivestiva il ruolo di episcopo nel suo territorio. Le dottrine della chiesa devono essere verificate dalle Sacre Scritture: non sono più necessari intermediari per la salvezza, viene quindi ridimensionata la gerarchia ecclesiastica. Restano come sacramenti il battesimo, l'eucarestia, nella quale si riafferma la presenza reale ma si nega (o si riduce ad opinione privata) la transustanziazione, in favore della consustanziazione, viene mantenuta parzialmente anche la confessione. Gli altri sacramenti tradizionali, come il matrimonio o l'ordine sacro non sono aboliti ma considerati riti ecclesiastici.

4 La Caccia alle streghe Con il termine caccia alle streghe si indica la ricerca e la persecuzione di donne sospettate di compiere sortilegi, malefici, fatture, legamenti, o di intrattenere rapporti con forze oscure ed infernali dalle quali ricevere i poteri per danneggiare l'uomo, specialmente nella virilità, o nello sciogliere o legare amori (connotati, questi, che nell'immaginario popolare hanno da sempre delineato la figura della strega). Il fenomeno della caccia alle streghe nacque all'incirca alla fine del XV secolo e perdurò fino all'inizio del XVIII secolo all'interno dell'occidente cristiano. Benché le prime tesi sulla stregoneria vengano fatte risalire alla letteratura cattolica del 1400 circa, fu in particolare nelle regioni protestanti in cui ebbe maggior rilevanza e recrudescenza il fenomeno, sopratutto durante l'Umanesimo e il Rinascimento. In quell'epoca, le streghe, ritenute sospette e pericolose dalle autorità civili e religiose, furono oggetto di persecuzioni che sovente terminavano con la morte. Nella terminologia moderna, per estensione, con "caccia alle streghe" si indica l'atto di ricercare e perseguire determinate categorie di persone o un qualsiasi soggetto percepito come nemico, in particolare quando questa ricerca viene condotta usando misure estreme e con scarsa considerazione della reale colpevolezza o innocenza. Le "cacce alle streghe" si concentrarono soprattutto tra la fine del 1400 e la prima metà del 1600 e conobbero due ondate: una dal 1480 al 1520 e l'altra dal 1560 al Le presunte streghe (e a volte anche i loro figli, soprattutto se femmine), appartenevano per lo più alle classi sociali inferiori ed erano di solito vedove, prostitute, levatrici ed herbarie. Soltanto una piccola minoranza di loro poteva essere realmente annoverata tra i veri e propri criminali (fu il caso della cosiddetta "Voisin", per esempio, prestatrice di servizi satanici per le messe nere della Marchesa di Montespan, pure lei criminale, favorita di Luigi XIV di Francia, al fine di assicurasi a lungo i favori del re), colpevoli di omicidi, o di altri gravi reati. La stragrande maggioranza era invece composta da persone innocenti, di ogni età e condizione, spesso "levatrici" e guaritrici o prostitute, in un tempo in cui decotti ed infusi a base di piante usati dall'empirico sapere tradizionale delle guaritrici risultavano non meno efficaci e sicure di medicine e medici: e, d'altra parte, la popolazione, essenzialmente rurale, non aveva altre possibilità per curarsi del ricorrere ai loro rimedi, meno costosi di quelli dei medici. Veniva considerata "strega" anche chi possedeva gatti neri o aveva i capelli rossi.

5 Persecuzioni agli Ebrei Durante il Rinascimento italiano gli ebrei vivono un periodo relativamente tranquillo. Per quanto riguarda la situazione degli ebrei in Italia, un radicale cambiamento si verifica dopo il 1492, quando moltissimi ebrei cacciati prima dalla Spagna e poi dal Portogallo si rifugiano nelle comunità italiane (Livorno, Ancona, Venezia); nel giro di un cinquantennio dovranno però lasciare anche l'Italia meridionale e le isole. Si tratterà di un vero e proprio esodo biblico, causa della progressiva e definitiva scomparsa degli ebrei dal Sud dell'Italia, con grave danno per tutta l'economia meridionale. Dalla seconda metà del Cinquecento in poi la Chiesa, impegnata nella Controriforma, assunse un atteggiamento rigido e intransigente anche nei riguardi degli ebrei. La politica anti- ebraica culminò con la bolla Cum nimis absurdum di Paolo IV (1555): tutti gli ebrei dovevano essere rinchiusi nei ghetti, non avere più di una sinagoga, vendere ogni immobile, commerciare solo roba usata e portare il contrassegno. Il primo ghetto era già stato istituito a Venezia nel La Germania cristiana del Seicento, intanto, subisce una dura e paradossale involuzione antisemita. Personaggio di spicco nelle trasformazioni del secolo, Martin Lutero manifesta inizialmente una profonda benevolenza nei confronti degli ebrei. Per questi ultimi la ventata di novità foriera di passioni per la cultura ebraica e di lacerazione in seno alla Chiesa, è motivo di piacevole sgomento. Ma lidillio non è destinato a durare: Martin Lutero ripiega sempre più verso lantisemitismo e le reazioni controriformistiche della Chiesa cattolica coinvolgono anche gli ebrei. Vengono decretate nuove espulsioni sia in alcune città tedesche, sia in alcune italiane e gli ebrei sono di nuovo costretti a migrare.

6 Beato Simonino di Trento Il piccolo Simone, chiamato poi nei secoli Simonino, figlio del conciacapelli Andrea (parrucchiere dellepoca), alletà di due anni e mezzo, scomparve misteriosamente la sera del 23 marzo 1475, ricorrenza del giovedì santo e il suo corpo dopo convulse ricerche fu ritrovato la mattina del 26 nel giorno di Pasqua, in condizioni strazianti, in un fosso d'acqua che attraversava lo scantinato della casa, di uno dei maggiori rappresentanti degli ebrei di Trento. Per una serie di circostanze, di tempo, di luogo e di clima creatasi dopo la predicazione recente del beato Bernardino da Feltre, con riferimenti antisemiti, si instaurò subito la certezza che lomicidio fosse dovuto ad un rituale perpetrato dagli ebrei. Furono imprigionate una trentina di persone, tutte appartenenti alle tre famiglie di ebrei allora residenti in Trento, quelle degli usurai Samuele ed Angelo e del medico Tobia; per ordine del principe-vescovo Giovanni Hinderbach furono sottoposti a processo, che fece largo uso della tortura, per cui alla fine finirono per confessarsi colpevoli. Il caso Toaff Per la storiografia accademica – tutt'altro che poco abbondante sull'argomento – la questione è risolta da molti anni. L'"accusa del sangue" – che prosegue una calunnia lanciata dai pagani contro i cristiani, basata su una maliziosa incomprensione della nozione di "bere il sangue di Cristo" nell'Eucarestia – è un mito antisemita, la cui genesi può essere spiegata con una serie di elementi storici e sociologici precisi, e che assomiglia al mito del vampiro come non-morto che torna dalla tomba a bere il sangue dei vivi o a quello del Sabba dove le streghe si accoppiavano con i demoni. La differenza con queste mitologie cui ormai credono in pochi è che ancora oggi la televisione degli Hezbollah al-Manar, il governo siriano e quello iraniano, e più in generale tutto l'ultra- fondamentalismo islamico, utilizzano l'accusa del sangue per la loro propaganda anti-ebraica. Toaff sostiene ora che è tutto vero: sarebbe esistito almeno dall'Alto Medioevo al Quattrocento un "fondamentalismo violento e aggressivo" (p. 13) – l'anacronismo, giacché il termine "fondamentalismo" nasce solo agli inizi del XX secolo è curioso, e forse rivelatore – presso un gruppo, non inconsistente, di ebrei ashkenaziti che avrebbero effettivamente sacrificato fanciulli cristiani per assumere ritualmente il loro sangue.

7 Inquisizione Spagnola Il Consiglio dell'Inquisizione Generale e Suprema (Consejo de la General y Suprema Inquisición) dava le istruzioni ai Tribunali, esaminava i rapporti dei processi, ordinava le ispezioni, rivedeva le cause e agiva come tribunale per i membri del Inquisizione accusati di reati. Il presidente era Inquisitore Generale. Gli altri membri erano gli inquisitori provinciali (nominati dal re), prelati e avvocati. I Tribunali (Tribunales) giudicavano gli accusati. Erano formati da tre inquisitori, per la maggior parte membri del clero secolare con esperienza giuridica, e altri funzionari come procuratori, segretari, notai e un difensore dell'accusato, che normalmente si limitava a informare l'accusato di come si svolgeva il procedimento. I Familiari (Familiares) erano senza salario fisso. Incoraggiavano le delazioni, raccoglievano le testimonianze e catturavano gli accusati. Nonostante fossero personaggi odiati dalla popolazione, il loro numero crebbe notevolmente perché venivano esentati dai contributi fiscali e potevano girare armati. Inoltre la familiarità con l'Inquisizione era considerata prestigiosa e prova di "purezza di sangue". L'Inquisizione Spagnola e l'espulsione degli ebrei Ferdinando e Isabella affidarono a Tomás de Torquemada nel 1481 il compito di trovare e punire i conversi - gli ebrei e i mori - che ufficialmente si erano convertiti al Cristianesimo ma continuavano ad officiare in segreto i riti della propria religione. Alcuni Ebrei convertiti erano stati nominati sacerdoti e persino vescovi. I loro censori li chiamavano marrani, un termine dispregiativo che può essere tradotto anche con "maiale". L'Inquisizione cominciò a perseguitare i conversi a Siviglia, e furono istituiti tribunali speciali in rapida successione a Cordova, Jaén, e Ciudad Real, e in seguito nelle regioni di Aragona, Catalogna e Valencia. Tra il 1486 e il 1492 furono tenuti solamente a Toledo venticinque autodafé, e ne sarebbero stati eseguiti oltre 464 tra il 1492 e il In totale, furono processati oltre conversi, dal 1480 fino al decreto di espulsione di tutti gli ebrei dalla Spagna del 1492.

8 La Spagna musulmana si era rivelata un porto sicuro per gli ebrei, e divenne velocemente il centro della vita intellettuale Ebraica. Tuttavia, qualche mese dopo la caduta di Granada, arrivò il decreto di espulsione di Ferdinando e Isabella, che ordinava agli Ebrei di tutte le età di lasciare il Paese entro l'ultimo giorno di luglio, e che permetteva di portare via tutte le proprietà eccetto metalli preziosi o denaro. La motivazione del decreto verteva sul pericolo di ricaduta dei conversi causato dalla vicinanza degli Ebrei non convertiti, che li allontanavano dal Cristianesimo e li facevano tornare ai vecchi riti. Non erano menzionate altre ragioni, e non si dubita che quella religiosa fosse la principale. Si dice che Don Isaac Abravanel, che aveva in precedenza riscattato 480 ebrei di Málaga dal Re per dobloni, a quel punto offrì loro corone per la revoca dell'editto. Si dice anche che Ferdinando esitò, ma fu preceduto da Torquemada, che lanciò ai piedi del sovrano un crocifisso, chiedendogli se avrebbe tradito Cristo per soldi come Giuda. A prescindere dalla verità del racconto, non ci furono segnali di ripensamento da parte della monarchia e gli Ebrei si prepararono all'esilio. Furono espulsi oltre ebrei, che si rifugiarono in Turchia o nel Nord Africa; in molte migliaia morirono nel viaggio. L'espulsione dalla Spagna portò alla nascita della comunità sefardita; il ritorno, in Spagna, di un membro della comunità sefardita fu comunque impossibile fino al 1858, anno dell'annullamento dell'editto. Con l'espulsione degli ebrei l'Inquisizione aveva campo libero, dato che la sua autorità si estendeva per definizione solo sui cristiani, e che ora ogni ebreo presente sul territorio era stato battezzato. Se questi avessero continuato a praticare i propri riti, sarebbero stati condannati come peccatori ricaduti (nell'errore). Operato dell'Inquisizione Spagnola Sisto IV morì nel 1484, e gli succedette papa Innocenzo VIII, che per due volte emise una bolla chiedendo più misericordia per i convertiti. Egli ordinò per converso a tutti i Re cattolici di estradare gli ebrei in fuga di nuovo in Spagna, dove avrebbero subito un processo. L'Inquisizione, in quanto organo religioso, era presieduto da autorità clericali; tuttavia, in caso di eresia accertata, il condannato veniva affidato alle autorità secolari per l'esecuzione della condanna. La tortura era ampiamente usata per ottenere la purificazione dell'anima del condannato. La penitenza andava dall'umiliazione pubblica al rogo - dopo lo strangolamento per chi si pentiva, da vivi per chi non rinnegava il proprio peccato; al posto degli irreperibili veniva bruciata una loro effigie, per gesto simbolico. Queste erano le pene eseguite durante gli autodafé, che potevano durare un giorno intero. I membri religiosi del tribunale erano assistiti da civili (familiari), il cui incarico era molto prestigioso. L'Inquisizione fu abolita dal governo napoleonico ( ) ma fu reistituita con il ritorno sul trono di Ferdinando VII; fu abolita definitivamente nel 1834.

9 Inquisizione Romana La Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione o Sant'Uffizio fu una struttura della Chiesa cattolica creata nel 1542 da papa Paolo III con la bolla Licet ab initio. Il primo presidente della congregazione fu Giovanni Pietro Carafa, futuro papa Paolo IV. Il Sant'Uffizio consisteva di un collegio permanente di cardinali e altri prelati che dipendeva direttamente dal Papa. Il suo compito esplicito era mantenere e difendere l'integrità della fede, esaminare e proscrivere gli errori e le false dottrine. A questo scopo fu anche creato l'Indice dei libri proibiti, un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, creato nel 1558 sotto Paolo IV. Ebbe diverse versioni e fu soppresso solo nel 1966 con la fine dell'inquisizione romana sostituita dalla congregazione per la dottrina della fede, secondo quanto sancito dal Concilio Vaticano II. Il raggio d'azione degli inquisitori romani era tutta la Chiesa cattolica, ma la sua azione, tranne alcuni casi (come il cardinale inglese Reginald Pole), si restrinse quasi solo all'Italia. In breve tempo questo tribunale divenne il più importante all'interno della cattolicità, infatti ad esso potevano appellarsi i condannati da altri tribunali. Inoltre divenne quasi una sorta di supervisore del lavoro dei tribunali locali. In specifici casi il Sant'Uffizio si serviva della consulenza di professionisti esterni (teologi soprattutto ed esperti di diritto canonico, ma anche scienziati come nel caso di Galilei). Non tutti i processi per eresia, ateismo e altre devianze dalla fede cattolica erano gestiti dall'Inquisizione. In Francia, ad es., sotto l'ancien régime, atei e bestemmiatori erano processati dai tribunali civili. Filippo Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600) fu un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano, condannato al rogo dall'Inquisizione cattolica per eresia. Tra i punti chiave della sua concezione filosofica, che fondeva neoplatonismo e arti mnemoniche con influssi ebraici e cabalistici, la pluralità dei mondi, l'infinità dell'universo ed il rifiuto della transustanziazione. Il suo pensiero presenta un'accentuazione dell'infinitezza divina sconosciuta ai neoplatonismi precedenti. Con notevoli prestiti da Nicola Cusano, Giordano Bruno elabora una nuova teologia dove Dio è intelletto creatore e ordinatore di tutto ciò che è in natura, ma egli è nello stesso tempo Natura stessa divinizzata, in un'inscindibile unità panteistica di pensiero e materia.


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