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Dovè la Romania?. Carta di identità POPOLAZIONE: 22.500.000 (Italia 60,5 milioni) ESTENSIONE: 238.391 km quadrati ( poco più di due terzi della superficie.

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1 Dovè la Romania?

2 Carta di identità POPOLAZIONE: (Italia 60,5 milioni) ESTENSIONE: km quadrati ( poco più di due terzi della superficie italiana). ORDINAMENTO POLITICO: Repubblica presidenziale RELIGIONE: ortodossa, cattolica, protestante P.I.L.: miliardi $ (Italia miliardi $) P.I.L. PRO CAPITE: 11,500 $ (Italia $) CAPITALE: BUCAREST

3 Le province della Romania TRANSILVANIA MOLDOVIA MUNTENIA BANAT BUCOVINA OLTENIA DOBROGEA CRISANA

4 Cartina fisica

5 Un po di storia

6 Dallantica DACIA allattuale ROMANIA 2mila a.C a.C Insediamento di nuovi popoli di origine iranica, germanica e turco- slava I Principati di Valacchia e Moldavia si uniscono: nasce la ROMANIA d. C./ medio Evo Conquista Romana 106 – 271 d.C Transilvania, Valacchia e Moldavia appartengono allimpero Ottomano Asburgo / Impero Austro - Ungarico Tribù Indo-europee (TRACI) Regno di DECEBALO (DACIA) Unità nazionale: Transilvania, Bucovina e Bessarabia vengono inglobate 1920

7 La conquista Romana Nel passato, allepoca dellImpero Romano lattuale Romania si chiamava DACIA, e aveva come capitale Sarmizegetusa I DACI erano un popolo pacìfico che praticava lagricoltura, lallevamento e la viticultura. Il re dei Daci era Decibalo. In seguito alla conquista romana la DACIA divenne provincia di Roma. Molti coloni romani si trasferirono nella Dacia e si fusero con le popolazioni locali. Il grande poeta romano Orazio si trasferì a Ovidiu sul Mar Nero, dove visse fino alla morte

8 Il tempio di Sarmizegetusa Regia

9 Disco solare a Sarmizegetusa Regia

10 Il castro romano di Potaissa

11 Storia moderna Dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, la Romania divenne uno Stato comunista nell'orbita del Patto di Varsavia Nel 1948 venne ufficialmente abolita la monarchia e varata la costituzione della Repubblica Popolare Romena Nel 1965 iniziò il governo dittatoriale del presidente Nicolae Ceauşescu, che ebbe termine nel 1989 a seguito di una rivolta popolare. Da allora la Romania è un paese democratico, la cui costituzione si ispira ai modelli occidentali. La Romania fa parte dell'Unione europea dal 1º gennaio 2007.

12 Nicolae Ceauşescu Il dittatore e la rivoluzione che lo abbatté Nicolae Ceauşescu divenne capo del partito comunista nel 1965 e capo di stato nel Il suo regime, alla fine degli anni 70 era diventato sempre più duro, arbitrario e capriccioso. Questo regime viene abbattuto da una sollevazione popolare a cui segue Il colpo di stato del Questo fatto segna lo spartiacque tra il regime di Nicolae Ceausescu ed una difficile transizione verso la democrazia

13 Il Comunismo Nel 1848 CARL MARX pubblica il manifesto del Partito Comunista In tutta Europa, fino al 1920, ci sono sommosse e rivoluzioni di operai e contadini che cercano maggiore benessere e giustizia, guidati dagli ideali del socialismo Nel 1917 LENIN riesce a fare la rivoluzione comunista in Russia, sconfigge la tirannia dello Zar e cerca di dare il potere alla classe proletaria Nel 1923 LENIN muore. Gli succede STALIN, che tradisce gli ideali del comunismo e instaura un regime totalitario che durerà fino al 1989 Dal 1965 la Romania è governata da Nicolae Ceasescu, un dittatore molto legato al governo russo

14 Leconomia della Romania Lagricoltura, pur se praticata con sistemi non troppo moderni, è abbastanza fiorente: in pianura si coltivano cereali, soprattutto grano, granoturco, barbabietole e girasoli. In collina viti e patate. E presente lindustria agroalimentare, siderurgica, petrolchimica, tessile, navale, estrattiva. Sono presenti giacimenti di carbone, gas metano e petrolio. Sulle rive del Danubio e del Mar Nero si pesca lo storione da cui si ricava il caviale. Dopo il collasso del Blocco Sovietico nel , la Romania è rimasta con una base industriale obsoleta ed un insieme di capacità industriali totalmente inadatto ai suoi bisogni. I programmi di ristrutturazione includevano la privatizzazione o la liquidazione di grandi industrie ad alto consumo elettrico (combinat) e maggiori riforme nel settore dell'agricoltura e della finanza. La capitale e le più grandi città nei paesi meridionali e occidentali hanno un PIL pro capite, con valori di circa il doppio o superiore alla media del paese. Si tratta di una significativa differenza economica tra le zone urbane e rurali.

15 La lingua rumena La lingua ufficiale è il rumeno, una lingua neolatina che appartenente alla famiglia delle lingue romanze, imparentata con altre lingue dello stesso gruppo parlate da oltre 800 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in America ed in Europa. Il lessico romeno contiene il 75% di elementi latini ed elementi di altre lingue. Uno studio effettuato da dei ricercatori romeni ripartisce le varie influenze secondo il seguente schema: 75% parole di origine latina o neolatina di cui: 35,33% ereditato dal latino, la maggior parte del vocabolario di base 15,26% prestiti dal latino (vocaboli eruditi) 22,12% dal francese 3,95% dall'italiano 10,17% di origine slava 6,18% antico slavo 2,6% bulgaro moderno 1,12% russo 0,85% serbo e croato 0,23% ucraino 0,19% polacco E un 10% di alte lingue (tedesco, ungherese, greco, turco)

16 Chiesa Cristiana Cattolica e Cristiana Ortodossa: quali differenze? Le Chiese Ortodosse sono le Chiese cristiane di rito greco-bizantino staccatesi da Roma con lo scisma del In sostanza: entrambi hanno la successione apostolica, tutti i sacramenti sono riconosciuti validi dall'una e dall'altra parte. Differenze: La chiesa ortodossa riconosce il papa quale "primo patriarca" ma non come vertice supremo della chiesa. Pone la sua figura alla pari con gli altri patriarchi della chiesa ortodossa. Per questo motivo non viene riconosciuto il dogma dell'infallibilità; non viene riconosciuto il dogma dell'immacolata concezione; non viene riconosciuto il dogma dell'Assunzione di Maria; negano l'esistenza del Purgatorio, ma credono soltanto nel Paradiso e nell'Inferno, che a differenza dei Cattolici, non è visto come eterno; Il Papa è visto piuttosto negativamente in quanto detiene (e ha sempre detenuto) un potere sia politico che religioso (v. Stato della Chiesa, Città del Vaticano), cosa che in ambito Ortodosso non si riesce a concepire.

17 Chiesa Cristiana Cattolica e Cristiana Ortodossa: quali differenze? I Sacramenti sono uguali a quelli della Chiesa Cattolica, ma invece di essere somministrato battesimo, separato da prima comunione e da cresima, nella Chiesa Ortodossa sono somministrati tutti insieme. Il battesimo avviene con completa immersione, così come definito dagli Apostoli. Un bambino di 5 anni quindi può normalmente ricevere la comunione come un adulto; La comunione Ortodossa non consiste nell'ostia, come per i Cattolici, ma in pane mescolato con vino, servito da un calice; Un'altra differenza importante che si può ritrovare nei sacerdoti Ortodossi, è che essi si possono sposare e possono avere una famiglia propria; Ancora, a differenza della Chiesa Cattolica, il divorzio è concesso, e anche un nuovo matrimonio, fino però ad un massimo di 3 volte; La Chiesa Ortodossa non da mai giudizi morali, non si esprime ad esempio negativamente sui rapporti sessuali pre-matrimoniali, né sulla contraccezione. Anzi quest'ultima è stata recentemente fortemente incentivata. Giudizi morali non vengono espressi nemmeno riguardo l'omosessualità.

18 I Monasteri in Romania Monastero Suceava

19 I Monasteri in Romania

20

21 Interno di Monastero

22 I Monasteri in Romania

23 Il conte Dracula è esistito veramente? Vlad III di Valacchia fu voivoda (principe) di Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 e infine nel Figlio di Vlad II Dracul (diavolo), Era noto come Vlad epe (Vlad l'Impalatore in romeno). Negli anni della caduta di Costantinopoli, combatté a più riprese contro l'avanzata dell'Impero ottomano nei Carpazi, provocando le ire del sultano Maometto II. Entrato in conflitto col Regno d'Ungheria, allora retto da Mattia Corvino, venne imprigionato nel 1462 dal sovrano ungherese e ritornò al potere dopo un decennio come suo vassallo. Venne ucciso in circostanze misteriose nel Il voivoda Vlad III fu celebre fonte d'ispirazione per lo scrittore irlandese Bram Stoker per la creazione del suo personaggio più famoso, il conte Dracula, protagonista dell'omonimo romanzo.

24 Il castello del Principe Vlad Vlad Ţepeş a tavola all'ombra dei condannati al palo nell'incunabolo del tardo XV secolo edito a Strasburgo.

25 I Nomadi

26 Chi sono? Da dove arrivano? Gli zingari hanno unorigine comune, lIndia del nord e una lingua comune, il romanès o romani diviso in svariati dialetti. Mille sono anche gli anni della storia degli zingari divisi essenzialmente in tre gruppi principali: Rom Sinti Kalé (gitani della penisola iberica). La popolazione zingara in Italia rappresenta lo 0,16% circa dellintera popolazione nazionale essendo stimati in un numero di persone compreso fra le e le unita. Sono presenti solo Sinti e Rom con i loro sottogruppi. I Sinti sono soprattutto insediati nel nord dellItalia e i Rom nellItalia centro- meridionale

27 La geografia degli zingari ROM SINTI KALE

28 BUCAREST

29 Palazzo del Parlamento

30 Un Arco di Trionfo in Romania

31 Bucarest

32

33 Bucarest: Ateneo

34 Iasi

35 Cluj

36 Brasov

37 Timisoara

38 Chiesa di San Silvestro

39 Centro storico di Sighioara (patrimonio dellumanita)

40 Ceahlau: Riserva naturale e Lago Bicaz

41 Lago vulcanico di S. Ana

42 Moschea del Re Carlo I°, a Costanza, centro dellIslam in Romania

43 Chiesa fortificata di Premier

44 Cattedrale greco-cattolica della SS. Trinità a Blaj

45 Terme Herculane

46

47 Castello di Targu Neamt

48 Castello di Targu Neamt ponte di accesso

49 Chiesa ortodossa a Trieste

50 Chiesa ortodossa a Tokjo

51 Limmigrazione in Italia: alcuni numeri su cui riflettere Il tasso di natalità in Italia è di 1,4 figli per donna, contro un tasso di 2,4 per le donne straniere. Oggi è già un fatto che senza gli immigrati, lItalia avrebbe una popolazione inferiore ai 55 milioni di persone e in discesa. Una società, cioè, inesorabilmente in declino, i cui bisogni sono solo in parte compensati dalla presenza della cosiddetta cittadinanza etnica. Lapporto di questi cinque milioni di nuovi cittadini è davvero prezioso per la nostra comunità: intanto va detto che il lavoro etnico produce l11% del Pil italiano, oltre a pagare 12 miliardi di euro in tasse e contributi previdenziali. A questo vanno aggiunti i circa 9,3 miliardi di euro in rimesse verso i Paesi dorigine (secondo i dati del 2011 che vengono della World Bank). la pressione migratoria, molto forte nellultimo decennio, ha trasformato pesantemente il mercato del lavoro e della società italiana. Sono già i lavoratori stranieri a pagare una parte non piccola delle pensioni degli italiani. nel 2009 gli stipendi dei lavoratori stranieri sono risultati in media del 23% inferiori a quelli dei lavoratori italiani, a parità di mansione.

52 Gli italiani in Romania Secondo lorganizzazione Unimpresa le aziende italiane operanti in Romania sono , danno lavoro a persone e alimentano un interscambio di 12 miliardi di euro annui che fanno dellItalia il primo partner commerciale e uno tra i primi paesi investitori.aziende italiane Ad esempio, lEnel è il più grande investitore energetico del paese con 2,5 milioni di clienti e dipendenti. Secondo stime, il fatturato delle aziende italiane (150 milioni di euro) equivalgono al 7% sul prodotto interno lordo del paese. Unicredit ha creato a Bucarest un International Desk, che affianca migliaia di queste nostre aziende ma offre i servizi anche a quelle di altri paesi.

53 Dove è diretta lemigrazione romena?

54 I rumeni in Europa Prima della caduta del Muro di Berlino a emigrare dalla Romania furono complessivamente persone, per lo più appartenenti alle minoranze tedesche ed ebree; dopo il 1989 i flussi sono notevolmente aumentati, inizialmente verso i paesi vicini e poi a più distante, fino a coinvolgere in maniera massiccia anche le donne e gli abitanti dei villaggi. Per capire la propensione allespatrio bisogna far riferimento allurbanesimo forzato voluto da Ceausescu e alla conseguente soppressione di villaggi: a seguito della chiusura delle fabbriche, questi lavoratori hanno continuato lesodo, questa volta a livello transnazionale, Specialmente nella prima fase, si sono sviluppate le cosiddette migrazioni informali o circolari, spesso di breve durata e funzionali alla sopravvivenza delle famiglie. Il ritmo dellesodo è andato aumentando, sostenuto per lo più dalle reti amicali e parentali. Allinizio del 2006 erano più di 1 milione i romeni in età da lavoro che si trovavano nellUE a 15, con i maggiori insediamenti in Spagna e in Italia: due anni dopo questi paesi rimangono ancora i poli principali, mentre il numero dei romeni soggiornanti (lavoratori e non) è salito a circa due milioni. Secondo la Fondazione Soros una famiglia romena ogni tre e il 23% degli adulti hanno conosciuto lemigrazione, nel 50% dei casi diretta in Italia e in un quarto dei casi in Spagna.

55 La collettività romena: prima in Italia per numero di immigrati I romeni, che in Italia erano appena nel 1990, sono andati continuamente aumentando, fino a diventare un milione circa allinizio del 2008: cento volte di più nel volgere di 17 anni. Essi si collocano al di sopra delle già consistenti collettività di albanesi e marocchini. Lunificazione del territorio comunitario e lo sganciamento dal sistema delle quote ha reso più agevoli i loro trasferimenti, senza che però questo regime giuridico più favorevole li abbia liberati dallo sfruttamento (lavoro nero, caporalato, discriminazione). Allinizio del 2007, su un totale di stranieri regolari i romeni sono risultati , per il 53,4% costituiti da donne. Aggiornata allinizio del 2008, la stima, basata sullutilizzo incrociato di tutti gli archivi disponibili, ipotizza la presenza di romeni (stima di massima), inegualmente ripartiti tra motivi di lavoro, di famiglia e altre ragioni.

56 ITALIA. Stima di massima dei romeni soggiornanti al Motivi di lavoro (73,7%):occupati dipendenti , parasubordinati , autonomi , disoccupati , area informale Motivi di famiglia (23,5%): minori , altri familiari Altri motivi (2,8%). Totale presenze: FONTE: Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes Con circa unità di romeni presenti troviamo il Lazio (la provincia di Roma supera da sola le presenze), con la Lombardia, con il Piemonte, con il Veneto, con lEmilia Romagna e la Toscana e, nel Meridione, con Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. Al Sud laumento dei romeni (sia maschi che femmine) è stato in percentuale più consistente, anche perché partiva da numeri più bassi rispetto ai contesti del Centro-Nord.

57 Lapporto dei romeni al sistema produttivo italiano In Italia gli immigrati, allincirca 1 ogni 10 occupati, sono diventati una componente strutturale e sempre più rilevante del mercato occupazionale, in cui il tasso di disoccupazione è da anni in costante diminuzione: ormai sono gli immigrati a coprire i due terzi del fabbisogno di nuova forza lavoro e i romeni stanno in prima fila. In effetti, ogni 6 nuovi assunti stranieri 1 è romeno: secondo stime, i romeni garantiscono l1,2% del PIL italiano (Avvenire, ). Nonostante lalto livello di preparazione, essi trovano sbocco nei posti meno garantiti e, perciò, sottoscrivono in media 1,5 contratti lanno. Linserimento avviene per un terzo nellindustria (notoriamente in edilizia), per la metà nel terziario (assistenza familiare, alberghi e ristoranti, informatica e servizi alle imprese) e per il 6,6% in agricoltura. Laumento degli occupati registrati dallInail tra il 2006 e il 2007 è stato eccezionale, passando da a ,

58 Un inserimento negato? La doppia faccia della questione LUfficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), che collabora con lomologo romeno (CNCD ) e con le associazioni dei romeni, sulla base delle segnalazioni ricevute, ha tracciato un quadro delle più ricorrenti situazioni di discriminazione e di disparità che caratterizzano i romeni, i quali appaiono in realtà più vittime che untori: - Diffusione di uninformazione tendenziosa sui fatti nei quali sono coinvolti i romeni; - Mancanza di informazione, di assistenza legale e di formazione a beneficio dei romeni che arrivano in Italia; - Sfruttamento sul luogo di lavoro, specialmente nel settore edile, primato dei romeni negli infortuni mortali e molestie sessuali subite dalle donne durante laccudimento; - Perseguimento della sicurezza pubblica con atteggiamenti spesso intimidatori, come emerso durante i controlli effettuati sul territorio; - Riscontro di difficoltà burocratiche e di atteggiamenti ostili tra gli operatori pubblici con conseguente ostacolo ai romeni nella fruizione dei servizi sociali; - Persistenza di specifiche difficoltà al momento di procedere alle iscrizioni anagrafiche; - Segnalazione di impedimenti che hanno ostacolato lesercizio del diritto di voto nelle elezioni amministrative italiane del 2007 (qualche comune ha addirittura preteso una traduzione legalizzata della parola Bucaresti, nome romeno della capitale). Contrariamente a quanto spesso si pensa, la vita quotidiana dei romeni non è facile e numerosi sono gli aspetti problematici. Secondo gli studi del CNEL sullintegrazione, e gli approfondimenti in corso tramite lutilizzo di indici differenziali per misurare il trattamento riservato agli immigrati, questi ultimi, nei contesti regionali più sensibili, arrivano al massimo al 60% degli standard di inserimento socio-lavorativo rilevati tra gli italiani, per cui si è ben lontani dallassicurare pari opportunità.italiani

59 Il sistema scolastico in Romania Scuola materna (asilo ) Scuola primaria: dura quattro anni e si rivolge alla fascia di età dai sette agli undici anni. Scuola secondaria inferiore (ginnazi): la durata è di quattro anni e copre la fascia di età dagli undici ai quindici. Il piano di istruzione contiene: lingua e comunicazione, matematica e scienze, gente e società, arte, educazione fisica e sporto, tecnologie, consigli e orientazione. Al termine di questo ciclo di studi si sostiene un esame e viene rilasciato un certificato di idoneità, che permette di iscriversi al concorso di ammissione alla scuola secondaria superiore. Questa prevede tre possibilità di scelta: Scuola professionale biennale : età 15-17; è previsto il rilascio di un attestato che non permette però l'iscrizione all'Università. Liceo generale: della durata di quattro anni e rilascia un diploma di maturità. Liceo specialistico: la durata di questo percorso scolastico può variare a seconda degli indirizzi. Il conseguimento del diploma consente l'iscrizione a scuole di istruzione superiore. Queste sono sia pubbliche che private e includono: università accademia politecnico college


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