La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

A cura di Luigi Bosi. Valutazione e modelli educativi Cambiando le teorie linguistiche, quelle pedagogiche e quelle psicolinguistiche cambiano anche i.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "A cura di Luigi Bosi. Valutazione e modelli educativi Cambiando le teorie linguistiche, quelle pedagogiche e quelle psicolinguistiche cambiano anche i."— Transcript della presentazione:

1 A cura di Luigi Bosi

2 Valutazione e modelli educativi Cambiando le teorie linguistiche, quelle pedagogiche e quelle psicolinguistiche cambiano anche i tipi di prove A.Ciliberti, Manuale di glottodidattica, Firenze 1994,p.177. Modello trasmissivo centrato sul sapere del docente (fino agli anni 60) Modello trasmissivo centrato su conoscenze e abilità prestabilite e oggettivamente misurabili ( anni 70-80) Modello costruttivo multiculturale problematizzante centrato sulla persona che apprende (dagli anni90)

3 Modello educativo trasmissivo centrato sul sapere del docente La valutazione coincide con lattribuzione del voto, che tende ad essere Intuitiva : senza alcun criterio esplicito e stabile né per sé né per gli alunni Ipsativa: consiste nellattribuire un voto in rapporto alle passate prestazioni dello stesso alunno (Effetto di alone( Halo effect) tendenza a lasciarsi guidare nel giudicare una persona da un'impressione generale Effetto Pigmalione, dal lat. Pygmalion, -onis, nome del mitico re di Cipro che ottenne da Afrodite la trasformazione in donna della statua da lui scolpita)

4 Modello educativo trasmissivo centrato su obiettivi misurabili La valutazione coincide con la verifica oggettiva del raggiungimento di obiettivi direttamente osservabili e misurabili quantitativamente Ossessione valutativa : la pretesa di operazionalizzare e quindi verificare in modo quantitativo non solo gli obiettivi di tipo cognitivo ma anche quelli di tipo psico-affettivo e relazionale La padronanza linguistica (proficiency) è intesa come possesso di conoscenze grammaticali e lessicali, da valutare con prove di grammatica, lessico e traduzioni.

5 Modello educativo costruttivo multiculturale - problematizzante La valutazione è parte integrante del processo educativo finalizzato alla formazione delle competenze necessarie per risolvere problemi Valutazione multidimensionale e ipercomplessa perché non riguarda solo i risultati ma tutto il processo e tutti i fattori dellistruzione, e coinvolge sia il piano cognitivo che quello psico-affettivo Concause: teoria della complessità, società liquida, padronanza linguistica come esito di competenze linguistico-comunicative > uso autentico della lingua

6 Proficiency (padronanza linguistica) Fino agli anni 60 Dagli anni 70 conoscenze grammaticali conoscenze lessicali correttezza nello scritto didattica delle lingue come trasmissione- acquisizione di regole prove : esercizi su singoli contenuti grammaticali, temi, traduzioni competenze linguistico- comunicative interlingua errori come competenze intermedie lapprendimento attraverso la comunicazione e luso autentico della lingua prove autentiche

7 I molti ambiti della valutazione da F. Gattullo, Alcuni concetti fondamentali della valutazione, in Poseidon Valutazione del profitto vs. della padronanza Valutazione delle conoscenze vs. delle competenze attraverso le prestazioni Valutazione degli atteggiamenti (nei confronti della disciplina, del metodo, dellargomento, dellapprendimento) Valutazione degli stili di apprendimento Valutazione dellorganizzazione didattica e dei metodi Valutazione dei materiali

8 I molti scopi della valutazione da F.Gattullo, Alcuni concetti fondamentali della valutazione, in Poseidon Raggruppamento/determinazione del livello di competenza Diagnosi (per stabilire percorsi individualizati) Determinazione del progresso di apprendimento (per il recupero e/o modificare la programmazione didattica Controllo del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento (per attribuire voti o giudizi) Selezione (per stabilire chi promuovere o respingere) Orientamento o prognosi

9 Momenti della valutazione Si può semplificare ( a scopo didattico) il processo di valutazione in tre momenti. La valutazione può essere: diagnostica: identificare la situazione di partenza; formativa: assumere informazioni tempestive sull'efficacia del processo di apprendimento; sommativa: valutare globalmente il curricolo svolto e i risultati conseguiti.

10 Le fasi della valutazione decidiamo cosa valutare (obiettivo o livello di competenza) selezioniamo alcuni elementi caratteristici o sgnificativi rispetto allobiettivo; costruiamo o individuiamo lo strumento di verifica; decidiamo in quale modo lo proponiamo; ricorriamo a determinate scale di misurazione per costruire un punteggio (somma di risposte corrette, correzioni con criteri, indicatori di livello), o creare giudizi di merito raccogliamo le informazioni / i dati / le risposte; interpretiamo i dati raccolti sulla base dei criteri scelti; utilizziamo i risultati dellinterpretazione per prendere una decisione (che normalmente coincide anche con la restituzione dei risultati agli alunni ed eventualmente ai genitori, al consiglio di classe, ecc.).

11 Requisiti delle prove di valutazione Validità = la prova misura proprio ciò che intende misurare Attendibilità = la prova misura con precisione ciò che si prefigge di misurare, cioè fornisce misure costanti e ripetibili indipendemente da chi misura, da quando si misura e da dove si misura Praticabilità = la prova è adeguata alle condizioni di somministrazione (per es. nel caso di una prova di ascolto, quando il luogo permette una riproduzione chiara e comprensibile, ecc.)

12 Complessita della valutazione Ciò che veramente conta non può essere contato W.I.Thompson, Ecologia e autonomia, Milano 1988, p. 51 Complessità delle competenze Distinzione fra finalità educative (area affettivo relazionale, valutazione dialogica) e obiettivi specifici di apprendimento (osservabili e verificabili, area cognitiva) Distinzione fra verifica e valutazione Obiettivi di competenze (non solo semplici conoscenze e abilità) Valutazione integrata fra punto di vista soggettivo (autovalutazione), punto di vista oggettivo e intersoggettivo

13 Gli obiettivi di competenze secondo A. Colombo in Il curricolo e leducazione linguistica, 2008, pp.16-17; e in Berlinguer ti ho voluto bene, 2002, p.59. devono essere: Obiettivi e non altro, realistici e verificabili Tali che richiedano di compiere operazioni(manuali, verbali, mentali) utilizzando quel che si è appreso Non la scomposizione di una competenza in comportamenti minimi osservabili, ma lindicazione di prestazioni, o tipi di prove, che potrebbero fungere da indicatori dellacquisizione di competenze complesse e non sempre analizzabili, sulla cui base definire standard e distinguere livelli di successo.

14 Obiettivi di competenza: qualche esempio Conoscere una definizione di soggetto è una conoscenza; usarla per verificare se il soggetto sottinteso di un gerundio è uguale a quello del verbo reggente o è diverso è una competenza. La lettura tecnica (decodifica) di un testo a una certa velocità è unabilità. Capire un testo è una competenza. Sapere che un testo ben formato deve avere certi requisiti è una conoscenza; saperlo scrivere è una competenza Calcolare percentuali è unabilità: interpretare e confrontare percentuali è una competenza

15 Le prove comunicative o autentiche Preparare prove o compiti realmente rappresentativi delle competenze da valutare Elaborare criteri di giudizio e di attribuzione dei voti chiaramente collegati a descrittori di livello Accordo intersoggettivo fra chi valuta la prova sui criteri di correzione Coinvolgimento degli alunni nella costruzione dello strumento di valutazione

16 Varietadegli strumenti di valutazione Per intercettare i diversi stili cognitivi degli alunni Per monitorare le diverse componenti del processo educativo Come strategia di apprendimento Per favorire lautonomia di studio Usare sia strumenti oggettivi (test a S/M, Vero/falso, ecc.) che strumenti alternativi (diario di apprendimento, rubric, osservazioni, ecc.)

17 Principali metodi di valutazione da E.Zecchi, Le rubric

18 Metodi a selezione di risposta sono adatti, soprattutto, a verificare la padronanza dei livelli più bassi dellapprendimento: conoscenza ed in parte comprensione di un determinato soggetto (quello che Ausubel (1968) definisce ilrote learning (apprendimento meccanico) nulla o quasi ci dicono sui livelli più alti della scala tassonomica, cioè quelli dellapplicazione, dellanalisi, della sintesi e della valutazione (del meaningful learning apprendimento significativo e del problem solving transfer Mayer e Wittrock, 1996, p.47)

19 Metodi a costruzione di risposta scomporre le prestazioni complesse degli studenti nei loro elementi importanti

20 Caratteri di una buona rubric Deve individuare gli elementi importanti della prestazione in condivisione con gli alunni Ciascun elemento importante deve essere atomico I ratings (livelli di prestazione attesi) debbono essere distinti,comprensivi e descrittivi Deve essere uno strumento di comunicazione con gli studenti e con le famiglie Deve avere valenza orientante Deve fornire indicazioni articolate e non un voto stringato


Scaricare ppt "A cura di Luigi Bosi. Valutazione e modelli educativi Cambiando le teorie linguistiche, quelle pedagogiche e quelle psicolinguistiche cambiano anche i."

Presentazioni simili


Annunci Google