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Per questo mi chiamo Giovanni Paolo Pepe 3F Autore: Luigi Garlando Anno di edizione: Giugno 2013 Editore: Best Bur Luogo di edizione: Nuovo Istituto d’

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1 Per questo mi chiamo Giovanni Paolo Pepe 3F Autore: Luigi Garlando Anno di edizione: Giugno 2013 Editore: Best Bur Luogo di edizione: Nuovo Istituto d’ Arti Grafiche - Bergamo

2 Riassunto Giovanni è un ragazzo piuttosto timido che a breve sta per compiere il suo decimo compleanno. Approfittando di questa occasione, suo padre Luca decide di fargli una sorpresa. Una sera entra nella sua stanza mentre il figlio sta studiando dicendogli che il giorno dopo lo avrebbe accompagnato a fare una passeggiata durante la quale gli racconterà il motivo della bruciatura sulle zampe del suo caro peluche Bum. Giovanni non è più nella pelle. La mattinata seguente, i due si recano in un prato di viale della Libertà e il padre comincia a raccontare narrando la nascita di un bambino che e’ destinato a diventare un eroe: Giovanni Falcone. Egli nacque il 20 maggio 1939 e appena la madre lo mise alla luce entrò dalla finestra una colomba, il simbolo della pace. Lui non piangeva mai e “denunciava” ogni singola ingiustizia che subiva. Lui ha sempre voluto fare scuola navale, ma essendo quest’ultima troppo distante, decise di intraprendere la carriera di avvocato per combattere contro il più pericoloso nemico esistente al mondo: la mafia. Il padre di Giovanni spiega al figlio cos’ è questo terrificante “polipo” che affligge la Sicilia ma non solo, anche il mondo intero. La mafia è generalmente chiamata dai mafiosi Cosa Nostra. Il suo obiettivo è quello di guadagnare denaro tramite azioni illegali e illecite. Questa organizzazione è divisa in varie famiglie ognuna presieduta da un boss, sotto di lui c’è il sottocapo. Questi due sono affiancati dai consiglieri, poi sono presenti i capidecina i quali si occupano di controllare gli uomini d’onore. Giovanni Falcone, come disse il padre, era impegnato in una partita contro il più forte degli avversari, capace di far qualunque cosa pur di annientare definitivamente Giovanni. Quest’ultimo è costretto a vivere rinchiuso come un topo e seguito da scorte che stanno molto attente a prevedere ogni singola mossa mafiosa. Giovanni forma una squadra composta dai migliori avvocati della Sicilia (tra cui Paolo Borsellino) per raccogliere tutte le prove necessarie per sbattere in gattabuia migliaia e migliaia di mafiosi. Il padre racconta al figlio con delle metafore molto significative questo avvenimento dicendo che così come nei mondiali gli avversari cercano di sgambettare Maradona per evitare di subire goal, così i mafiosi cercarono di assassinare Giovanni e la sua squadra per evitare la prigione, ma riuscirono solo in parte nel loro intento; infatti Giovanni e Paolo Borsellino erano ancora vivi e, una volta in possesso di tutte la prove diedero il via al cosiddetto Maxiprocesso con il quale milioni di mafiosi finirono in carcere. Ma il 23 maggio 1992, il povero Giovanni, criticato da tutti per le voci che andavano girando sul suo conto (ambizione di potere ed egocentrismo), venne ucciso con l’utilizzo di una bomba sull’ autostrada che portava alla città di Capaci da tre mafiosi, e in quello stesso giorno nasce Giovanni, il figlio di Luca. Per questo si chiama Giovanni perché solo i suoi genitori, in un giorno triste come quello, possono capire cosa fece realmente Giovanni Falcone ed è solo merito suo se ora suo figlio e’ al sicuro. Pochi mesi dopo la nascita del figlio, Luca riprende il suo lavoro da negoziante, ma esce in anticipo. Dopo di che il suo negozio si incendia ed esplode tutto. Si salva solo un pupazzetto che ha i piedi un po’ bruciacchiati. E’ Bum, che poi i suoi genitori regalano a Giovanni. Giovanni è un ragazzo piuttosto timido che a breve sta per compiere il suo decimo compleanno. Approfittando di questa occasione, suo padre Luca decide di fargli una sorpresa. Una sera entra nella sua stanza mentre il figlio sta studiando dicendogli che il giorno dopo lo avrebbe accompagnato a fare una passeggiata durante la quale gli racconterà il motivo della bruciatura sulle zampe del suo caro peluche Bum. Giovanni non è più nella pelle. La mattinata seguente, i due si recano in un prato di viale della Libertà e il padre comincia a raccontare narrando la nascita di un bambino che e’ destinato a diventare un eroe: Giovanni Falcone. Egli nacque il 20 maggio 1939 e appena la madre lo mise alla luce entrò dalla finestra una colomba, il simbolo della pace. Lui non piangeva mai e “denunciava” ogni singola ingiustizia che subiva. Lui ha sempre voluto fare scuola navale, ma essendo quest’ultima troppo distante, decise di intraprendere la carriera di avvocato per combattere contro il più pericoloso nemico esistente al mondo: la mafia. Il padre di Giovanni spiega al figlio cos’ è questo terrificante “polipo” che affligge la Sicilia ma non solo, anche il mondo intero. La mafia è generalmente chiamata dai mafiosi Cosa Nostra. Il suo obiettivo è quello di guadagnare denaro tramite azioni illegali e illecite. Questa organizzazione è divisa in varie famiglie ognuna presieduta da un boss, sotto di lui c’è il sottocapo. Questi due sono affiancati dai consiglieri, poi sono presenti i capidecina i quali si occupano di controllare gli uomini d’onore. Giovanni Falcone, come disse il padre, era impegnato in una partita contro il più forte degli avversari, capace di far qualunque cosa pur di annientare definitivamente Giovanni. Quest’ultimo è costretto a vivere rinchiuso come un topo e seguito da scorte che stanno molto attente a prevedere ogni singola mossa mafiosa. Giovanni forma una squadra composta dai migliori avvocati della Sicilia (tra cui Paolo Borsellino) per raccogliere tutte le prove necessarie per sbattere in gattabuia migliaia e migliaia di mafiosi. Il padre racconta al figlio con delle metafore molto significative questo avvenimento dicendo che così come nei mondiali gli avversari cercano di sgambettare Maradona per evitare di subire goal, così i mafiosi cercarono di assassinare Giovanni e la sua squadra per evitare la prigione, ma riuscirono solo in parte nel loro intento; infatti Giovanni e Paolo Borsellino erano ancora vivi e, una volta in possesso di tutte la prove diedero il via al cosiddetto Maxiprocesso con il quale milioni di mafiosi finirono in carcere. Ma il 23 maggio 1992, il povero Giovanni, criticato da tutti per le voci che andavano girando sul suo conto (ambizione di potere ed egocentrismo), venne ucciso con l’utilizzo di una bomba sull’ autostrada che portava alla città di Capaci da tre mafiosi, e in quello stesso giorno nasce Giovanni, il figlio di Luca. Per questo si chiama Giovanni perché solo i suoi genitori, in un giorno triste come quello, possono capire cosa fece realmente Giovanni Falcone ed è solo merito suo se ora suo figlio e’ al sicuro. Pochi mesi dopo la nascita del figlio, Luca riprende il suo lavoro da negoziante, ma esce in anticipo. Dopo di che il suo negozio si incendia ed esplode tutto. Si salva solo un pupazzetto che ha i piedi un po’ bruciacchiati. E’ Bum, che poi i suoi genitori regalano a Giovanni. Giovanni Falcone

3 Tempo e Luogo Il tempo in cui si svolge questo racconto è ben definito. Infatti, questo libro narra della drammatica storia di Giovanni Falcone, ed è evidente che è ambientato alla fine del Il tempo in cui si svolge questo racconto è ben definito. Infatti, questo libro narra della drammatica storia di Giovanni Falcone, ed è evidente che è ambientato alla fine del I luoghi in cui i fatti si svolgono sono principalmente all’aperto, ma in alcune parti del racconto essi si svolgono in ambienti chiusi come ad esempio la casa del piccolo Giovanni e quella della signora Maria, la sorella di Giovanni Falcone. I luoghi in cui i fatti si svolgono sono principalmente all’aperto, ma in alcune parti del racconto essi si svolgono in ambienti chiusi come ad esempio la casa del piccolo Giovanni e quella della signora Maria, la sorella di Giovanni Falcone.

4 I Personaggi Il piccolo Giovanni: bambino molto curioso e timido. Si fa sempre sottomettere da Tonio, il bullo della scuola. Ha sempre voglia di scherzare e di giocare ed è molto attratto dalle gesta di Giovanni Falcone. Il piccolo Giovanni: bambino molto curioso e timido. Si fa sempre sottomettere da Tonio, il bullo della scuola. Ha sempre voglia di scherzare e di giocare ed è molto attratto dalle gesta di Giovanni Falcone. Cosa Nostra: è il “polipo” contro il quale Giovanni combatte fino alla morte. E’ composta da varie famiglie governate da un boss. Fa di tutto per assassinare Giovanni e alla fine ci riesce. Ma alla fine una buona parte viene sconfitta Cosa Nostra: è il “polipo” contro il quale Giovanni combatte fino alla morte. E’ composta da varie famiglie governate da un boss. Fa di tutto per assassinare Giovanni e alla fine ci riesce. Ma alla fine una buona parte viene sconfitta Luca: è il padre del piccolo Giovanni, al quale racconta la storia di Giovanni Falcone con grande maestria e in modo divertente. Ama prendere in giro, scherzosamente, il figlio. Luca: è il padre del piccolo Giovanni, al quale racconta la storia di Giovanni Falcone con grande maestria e in modo divertente. Ama prendere in giro, scherzosamente, il figlio. Giovanni Falcone: il protagonista della storia. E’ contro ogni genere di ingiustizia e fa di tutto pur di annientare la mafia. Ha coraggio da vendere e ha vissuto una vita piena di sacrifici. Giovanni Falcone: il protagonista della storia. E’ contro ogni genere di ingiustizia e fa di tutto pur di annientare la mafia. Ha coraggio da vendere e ha vissuto una vita piena di sacrifici.

5 Impressioni Personali Questo libro mi ha aperto gli occhi nel farmi sapere cosa è in realtà quel mostro dai mille volti chiamato mafia: un’organizzazione senza scrupoli capace di uccidere persone solo per denaro e potere. Mi ha anche riportato alla mente che esistono degli uomini,eroi come Giovanni, che darebbero la vita pur di liberare l’ Italia da questo cancro sociale. La storia di Giovanni ha un epilogo piuttosto triste, ma il messaggio che quest’uomo con la sua morte ha dato al mondo,ossia di non aver timore di combattere per i propri ideali e difenderli a costo della propria vita, è ancora vivo nella nostra memoria e rimarrà tale se tutti noi seguiremo l’esempio di Giovanni Questo libro mi ha aperto gli occhi nel farmi sapere cosa è in realtà quel mostro dai mille volti chiamato mafia: un’organizzazione senza scrupoli capace di uccidere persone solo per denaro e potere. Mi ha anche riportato alla mente che esistono degli uomini,eroi come Giovanni, che darebbero la vita pur di liberare l’ Italia da questo cancro sociale. La storia di Giovanni ha un epilogo piuttosto triste, ma il messaggio che quest’uomo con la sua morte ha dato al mondo,ossia di non aver timore di combattere per i propri ideali e difenderli a costo della propria vita, è ancora vivo nella nostra memoria e rimarrà tale se tutti noi seguiremo l’esempio di Giovanni Paolo Pepe … Paolo Pepe … Luigi Garlando


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