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Riforme del mercato del lavoro, flessicurezza e impatto sulla finanza pubblica Francesco Pastore Seconda Università di Napoli, IZA di Bonn e Associazione.

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1 Riforme del mercato del lavoro, flessicurezza e impatto sulla finanza pubblica Francesco Pastore Seconda Università di Napoli, IZA di Bonn e Associazione Italiana Economisti del Lavoro interni/156-pastore-francesco.html

2 Outline A. Alcuni fatti stilizzati sulla disoccupazione giovanile B. Il divario di esperienza lavorativa dei giovani C. Due approcci di politica economica: A. Approccio liberista B. Approccio interventista D. I sistemi di transizione scuola-lavoro nell’UE E. Impatto sulla finanza pubblica F. Osservazioni conclusive

3 Scopo della presentazione Individuare alcuni fatti tipici del fenomeno oggetto di analisi Fornire un quadro interpretativo per spiegare le cause e le conseguenze della disoccupazione giovanile Comprendere l’evoluzione recente del dibattito sull’argomento:  Dalla flessibilità degli anni 80-’80 alla flexicurity di oggi Fornire criteri per una valutazione ex ante dell’impatto delle politiche europee sulla disoccupazione giovanile e sulla finanza pubblica Parole chiave: Divario di esperienza lavorativa dei giovani; Transizione scuola-lavoro; Flessicurezza;

4 Definizione statistica dei giovani e indicatori di svantaggio giovanile  Giovani teenagers: anni Dalla scuola dell’obbligo alla secondaria superiore  Giovani adulti: anni Dalla scuola superiore al bachelor degree dei paesi Anglo-Sassoni  “Giovani anziani”: or anni (a seconda del paese) In paesi dove l’università e le transizioni scuola-lavoro durano di più  Svantaggio assoluto: il tasso di disoccupazione giovanile: Dipende dalle condizioni macroeconomiche  Svantaggio relativo. Il rapporto fra tasso di disoccupazione dei giovani e degli adulti Dipende dalle transizioni scuola lavoro e del mercato del lavoro

5 Tasso di disoccupazione di giovani e adulti nell’area OCSE (2000) Nota: I dati di Estonia e Slovenia si riferiscono al Fonte: propria elaborazione su dati OCSE.

6 Tasso di disoccupazione di giovani e adulti nell’area OCSE (2009) Nota: I dati di Israele e Russia si riferiscono al Fonte: mia elaborazione su dati OCSE.

7 Le differenze di genere fra i giovani

8 La natura della disoccupazione giovanile I flussi dentro e fuori dalla disoccupazione sono maggiori fra i giovani che fra gli adulti (Clark and Summers, 1982) poiché:  I giovani sono alla ricerca del miglior posto di lavoro per loro  A volte tornano nell’istruzione e nella formazione professionale  Soprattutto i meno abili  I datori di lavoro anche cercano i migliori candidati Conseguenza del job shopping:  La durata della disoccupazione è più breve, ma  Per i più abili: alto rischio di entrare in una catena di posti di lavoro temporaneo e part-time a bassa paga  Due sentieri per i giovani ad alta e bassa abilità

9 Il “divario di esperienza dei giovani”  I giovani hanno un basso livello di capitale umano :  Nonostante il crescente livello di istruzione, non hanno le altre due componenti del capitale umano:  L’esperienza lavorativa generica  Quella specifica ad un certo posto di lavoro  Per ridurre il loro divario di esperienza dagli adulti, i giovani si muovono dentro e fuori dall’occupazione in cerca del miglior posto di lavoro per loro  Questa ricerca richiede ai meno qualificati di tornare nel circuito dell’istruzione e della formazione professionale per ridurre le loro carenze  La disoccupazioen giovanile è per sua natura un fenomeno temporaneo

10 Approccio liberista (ottimista) Why to bother? Un alto tasso di disoccupazione giovanile è la conseguenza della ricerca del miglior incontro possibile fra il giovane e il datore di lavoro L’unica cosa da fare è: rendere il mercato del lavoro più flessibile per aumentare le chance di trovare un buon posto di lavoro Il mercato fornirà la formazione professionale attraverso il lavoro temporaneo, nel caso di paesi che hanno attuato le riforme al margine Salari d’ingresso più bassi di quelli di mercato sarebbero una soluzione per la minore esperienza lavorativa dei giovani

11 Obiezioni all’approccio liberista e alla flessibilità: perché, il lavoro temporaneo può diventare una trappola? Becker (1962) / Lazear e Rosen (1981) I contratti temporanei riducono il divario di esperienza lavorativa generica, non di quella specifica ad un certo posto di lavoro; Orizzonti temporali brevi funzionano da disincentivo per datori di lavoro e lavoratori; Bentolilla e Dolado (1994) trovano, nel caso spagnolo, una crescita della disoccupazione giovanile come conseguenza della diffusione del lavoro temporaneo, per il rafforzamento del potere degli insiders (cfr. anche Acemoglu 2002) Heckman and Borjas (1980) La dipendenza della disoccupazione dalla durata è un artefatto dei dati statistici; Una volta che si controlla per la eterogeneità non osservata, la dipendenza della disoccupazione dalla durata scompare Essa allora potrebbe non dipendere dal basso grado di turnover, ma dalla qualifica professionale e dalla motivazione dei disoccupati; Le soluzioni alternative sono: migliori sistemi di istruzione e di transizione scuola-lavoro e politiche attive per l’impiego per i più deboli In quasi tutti i paesi, l’impatto netto sull’occupazione dei temporanei è positivo Ad eccezione di Spagna e USA Ichino et al. (2005, 2008) trovano  Un effetto lordo del 31 e 23% in Toscana e Sicilia rispettivamente, ma  Un effetto netto positivodi 19% e 11% in Toscana e Sicilia (qui solo debolmente significativo) Berton, Devicienti e Pacelli (2008) trovano una trappola: quella di restare temporanei per sempre o quasi

12 Evoluzione della flessibilità nel mercato del lavoro: Job finding e job separation in diversi paesi e anni Il turnover del lavoro La rigidità della protezione dell’impiego, versione 1 PaeseJob findingJob separation Stati Uniti, 1992-‘9365,92,8 Polonia, regioni a bassa disoccupazione, 1994-’05 36,32,5 Polonia, regioni ad alta disoccupazione, 1994-‘05 31,54,4 Russia, 1994-‘9540,83,7 Italia, 1994-‘9513,11,6 Italia, 2001-‘0220,31,5 Italia, 2007-‘0833,51,6 Italia, 2008-‘0928,32.3 Italia, 2009-‘1026,92,3

13 A simple scatter...

14 14

15 Una spiegazione... Produttività marginale del lavoro in un dato istante Produttività marginale degli occupati Aumento della produttività derivante dalle nuove assunzioni nel periodo precedente Riduzione della produttività derivante dai flussi fuori dall’occupazione nel periodo precedente Già in teoria, a ben vedere, l’effetto complessivo di una maggiore flessibilità sulla occupazione è indeterminato

16 Quando la flessibilità nel mercato del lavoro è utile e quando è problematica? La flessibilità porta a minore disoccupazione quando il capitale umano dei flussi verso la disoccupazione (adulti) è minore di quello dei flussi fuori dalla disoccupazione (giovani). In altri termini, quando:  L’esperienza lavorativa è meno importante dell’istruzione Ciò accade, a sua volta, quando il capitale umano e il mutamento tecnologico sono in fase di espansione. In questo caso, un maggiore turnover riduce la disoccupazione Viceversa, quando l’economia è statica, la flessibilità del lavoro può fare aumentare la disoccupazione Questa conclusione è coerente con l’affermazione di Solow, secondo cui il mercato del lavoro è un’istituzione sociale...

17 Durata della disoccupazione versus durata della transizione scuola lavro: (Quintini, Quintini, Martin, 2007) La febbre spagnola (Bentolila and Dolado, 1994 and 2013) In teoria, maggiore flessibilità implica che I giovani generino una pressione al ribasso dei salari degli adulti. Ciò a condizione che gli outsiders (I giovani) siano in grado di sfidare gli insiders (adulti). Se la flessibilità, però, riguarda solo I contratti a termine, allora gli outsidered non riusciranno mai ad accumulare l’esperienza lavorativa di cui hanno bisogno e ciò aumenterà il potere degli insideres, invece che ridurlo. I salari effettivi degli adulti saranno maggiori di quelli di equilibrio e la disoccupazione non si ridurrà

18 L’approccio interventista: A) Flessicurezza B) e riforma dei sistemi di transizione scuola-lavoro A. Flessicurezza significa  Sostegno al reddito nelle fasi di disoccupazione e contributi sociali e pensionistici per i temporanei per aumentare il costo di questo tipo di lavoro  Politiche attive per l’impiego per accrescere l’occupabilità  Stabilità occupazionale invece della stabilità del posto di lavoro B. Favorire transizioni scuola-lavoro più veloci, secondo 3 modelli: A. Sistema duale tedesco B. Jisseki Kankei Giapponese C. Servizi di Job placement nei paesi anglosassoni C. Il sistema di istruzione:  Flessibile piuttosto che rigido  Duale piuttostoc che sequenziale (La formazione dovrebbe essere fornita assieme all’istruzione generale) D. Accrescere la qualità dell’istruzione, attraverso: A. Meccanismi di valutazione B. Incentivi per accrescere la qualità dell’intervento I sistemi di welfare  Programmi pro-attivi versus programmi passivi di sostegno al reddito  Targeting e scala degli interventi  Sistema di stato sociale fondato sullo stato ovvero sulla famiglia Incentivi fiscali

19 Modelli di transizione scuola-lavoro à la Esping-Andersen? Il sistema tedesco: Principio d’istruzione duale Il sistema scandinavo: Politiche attive su larga scala Sistema anglosassone: Alta qualità dell’istruzione e flessibilità del mercato del lavoro Il sistema dell’Europa mediterranea: La famiglia e … il lavoro temporaneo I nuovi stati membri: Costruzione di un nuovo stato sociale

20 Garanzia Europea per i giovani In base al modello scandinavo, la garanzia europea consente ai paesi che presentano tassi di disoccupazione giovanili maggiori del 25% di ottenere fondi per politiche attive dell’impiego; apprendistato, training, e stage retribuiti in azienda per gli under-25. Condizioni di successo:  Centri per l’impiego funzionanti  Una normativa sull’apprendistato efficace  Una formazione professionale di qualità  la presenza di un dialogo sociale costante fra tutte le parti sociali

21 Impatto sulla finanza pubblica Il bilancio pubblico è in grave difficoltà La flessibilità e le riforme al margine erano le più economiche e perciò appetibili La flexicurity richiede una maggiore presenza del settore pubblico e quindi un costo più elevato per lo stato Come rendere il settore pubblico più efficiente nella gestione del mercato del lavoro e impegnare meno la finanza pubblica?  New public management: gestione per obiettivi, monitoraggio della gestione, valutazione dei risultati  Riorganizzazione dei centri per l’impiego, con un ruolo strategico, di controllo, di monitoraggio e di valutazione, lasciando l’esecuzione a soggetti esterni Nuovo rapporto pubblico-privato nel collocamento e nella formazione professionale Accreditamento degli operatori privati Organizzazione dei quasi mercati per la formazione professionale

22 Grazie per l’attenzione

23 The case of Italy

24 Recent evolution of YUR (15-24 years) and AUR (15-64 years) and real GDP growth

25 Ratio of the YUR to the AUR

26 YUR by educational level

27 Long-term YUR and AUR

28 Quarterly YUR and AUR

29 Evolution of AUR and YUR in Italy

30 Factors of the YUR in a comparative perspective a) the excessively rigid education system, particularly in the tertiary stage, that results in very late entry to the labor market; b) the low level of both secondary and tertiary education; c) insufficient contact between the world of education and the labor market, that prevents young people from gaining work experience; d) the lack of an adequate vocational training system; e) the lack of intermediation between demand and supply of qualifications.

31 Limitations of the Italian Educational system Low quantity and quality of (high) secondary and tertiary education About 40% of university students are fuoricorso Over 50% of them dropout of the university High share of overeducation / overskilling Higher probability of fuoricorso to become overeducated (Aina and Pastore, 2012) High share of graduates in arts and humanities

32 Demand and supply side explanations From the demand side: Low returns to education due in turn to: The product specialisation in traditional manufacturing The small and medium size of firms The low share of innovation and R&D (1.5% of GDP) From the supply side: Disorganization of the system:  Low attendance rates  The heavy burden of programs on students  Lack of practical competences of teaching programs  Lack of “problem solving”  Lack of links with the labour market More dropouts than in the States despite the low cost More “classist” than Germany despite free access to university

33 A comparison with the USA: the vicious circle Years of age 22 years30 years Earnings Italy USA

34 A comparison with Germany In Germany early tracking causes the educational system  to be “classist”  To display a low rate of educational and social mobility In Italy, the same result is achieved  despite the extreme ease of access to high education Because of disorganization

35 Graduates of 1st level and single cycle degrees by educational level of parents and type of degree Note: Graduates of 3-year programmes (180 university credits) and so-called laurea specialistica a ciclo unico (5- or 6-year single programme, providing 300 or 360 university credits) in LSCU degrees are: Medicine and Dentistry; Pharmacy, Architecture, Engineering and, from 2005, Law. Each bar measures the difference from the group mean share. Bars are ordered in descending order ot the difference share from the mean of graduates whose parents have both a degree. Source: own elaboration on AlmaLaurea data.

36 Concluding remarks Youth unemployment is lower where  educational systems are flexible and based on duality  labour flexibility is coupled with high education attainment  ALMP are fine tuned to the needs of the weakest groups: targeting and evaluation are necessary  households do not bear all the cost of youth unemployment Entry flexibility is achieved also in traditionally rigid EU countries with little advantage for stable youth employment The Lisbon strategy is a good guide, but costly and difficult to implement

37 Thanks for attention

38 Breve presentazione dell’autore Francesco Pastore [Ph.D. (Sussex); Dottorato ("Federico II"); M.Sc. (Coripe- Piemonte); Laurea ("Federico II")] ha conseguito l’abilitazione di professore ordinario di Politica Economica e di professore associato di Economia Politica. Attualmente, è Professore Aggregato di Economia Politica presso la Seconda Università degli studi di Napoli, research fellow dell’IZA di Bonn e segretario dell’Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro. È stato consulente, fra gli altri, di Friedrich Ebert Stiftung, ILO, UNDP, Unesco e World Bank. I suoi numerosi articoli scientifici di economia del lavoro, dell’istruzione e della transizione dal socialismo al mercato sono stati pubblicati in prestigiose riviste internazionali, quali, ad esempio, Journal of Economic Surveys, Economics of Education Review, Stata Journal, Economics of Transition, Economia Politica. Ha curato tre numeri monografici dell’International Journal of Manpower e due volumi della serie AIEL in Phisica Verlag. Nel 2011 ha pubblicato per i tipi della Giappichelli il libro su: “Fuori dal tunnel. Le difficili transizioni dalla scuola al lavoro in Italia e nel mondo”.

39 Presentation of the author Scrive con continuità editoriali su magazine di larga audience, quali: Social Europe Journal: lavoce.info: Lavoce archive: archivio.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina1192.html linkiesta: InGenere: Scuola democratica blog: Ha circa 650 citazioni su Google scholar: h-index=14 e h10-index=24: (http://scholar.google.com/citations?user=aXpEp1IAAAAJ&hl=it). 90 publicazioni in IDEAS: nel primo 6% degli economisti italiani Circa 50 mila downloads di 27 discussion papers pubblicati su IZAhttp://www.learning4.it/


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