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L’uccelletto in chiesa “L’UCCELLETTO IN CHIESA”, comunemente attribuito al grande poeta romano Trilussa, in realtà è la versione in italiano di un sonetto.

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3 L’uccelletto in chiesa “L’UCCELLETTO IN CHIESA”, comunemente attribuito al grande poeta romano Trilussa, in realtà è la versione in italiano di un sonetto in romanesco “ER PASSERO FERITO” di Natale Polci (Giuliano di Roma 1897 – Roma 1988). Recita Andrea Bocelli.

4 Era d'agosto e un povero uccelletto ferito dalla fionda di un maschietto andò per riposare l’ala offesa sulla finestra aperta di una chiesa

5 Dalle tendine del confessionale il parroco intravide l'animale, ma, pressato dal ministero urgente rimase intento a confessar la gente,

6 Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere dicevano i fedeli le preghiere una donna, notato l'uccelletto, lo prese al caldo e se lo mise al petto.

7 A un tratto un cinguettìo ruppe il silenzio, e il prete a quel rumore il ruolo abbandonò di confessore, e scuro in viso peggio della pece s'arrampicò sul pulpito e poi fece: "Fratelli, chi ha l'uccello, per favore, esca fuori dal tempio del Signore".

8 I maschi, un po' stupiti a tal parole, lenti si accinsero ad alzar le suole, ma il prete a quell'errore madornale "Fermi!" – gridò – "mi sono espresso male, rientrate tutti e statemi a sentire: solo chi ha preso l'uccello deve uscire".

9 A testa bassa, la corona in mano cento donne s'alzarono pian piano, ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò “Sbagliate ancora, rientrate tutte quante figlie amate, ch'io non volevo dir quel che pensate".

10 Ecco: quel che ho detto torno a dire, solo chi ha preso l'uccello deve uscire; ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa, soltanto a chi l'uccello ha preso in chiesa".

11 Finì la frase, nello stesso istante, le monache s’alzaron tutte quante, e con il volto pieno di rossore, lasciavano la casa del Signore.

12 “O Santa Vergine!" – esclamò il buon prete – “fatemi la grazia se potete, poi, senza fare rumore, dico, piano piano, s’alzi soltanto chi ha l'uccello in mano".

13 Una ragazza che col fidanzato s’era messa in un angolo appartato sommessa mormorò col viso smorto: “Che ti dicevo, hai visto, se n'è accorto!".

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