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1 “LE TOSSICODIPENDENZE” Lezione del 2 e 3 Aprile 2011 Dott.ssa Barbara BOSSO.

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1 1 “LE TOSSICODIPENDENZE” Lezione del 2 e 3 Aprile 2011 Dott.ssa Barbara BOSSO

2 2 VISIONI SULLA TOSSICODIPENDENZA Possiamo ricondurle a tre schematizzazioni generali: Visione moralistica Visione psicosociologica Visione medicalistica

3 3 LA NATURA DELLA DIPENDENZA I problemi legati alle sostanze sono caratterizzati da: FORTE DESIDERIO DI FARNE USO (Craving) FORTE DESIDERIO DI FARNE USO (Craving) DIFFICOLTÀ A CONTROLLARNE L’USO DIFFICOLTÀ A CONTROLLARNE L’USO ALTRI PROBLEMI CORRELATI A TALE USO ALTRI PROBLEMI CORRELATI A TALE USO

4 4 LA NATURA DELLA DIPENDENZA CRAVING Il craving che significa desiderio irresistibile, costituisce il sintomo centrale della compulsione che spinge la persona con problemi di dipendenza a ripetere l’esperienza dell’uso della sostanza. Esso è alla base del mantenimento della condizione tossicomanica e della ricaduta, anche dopo anni di astensione.

5 5 LA NATURA DELLA DIPENDENZA CHE COS’E’ UNA SOSTANZA PSICOATTIVA? Una sostanza farmacologicamente attiva è un agente chimico, che ha degli effetti sulle funzioni biologiche degli uomini o degli altri animali. Una sostanza psicoattiva agisce nel cervello in modo da alterare l’umore, i processi cognitivi o il comportamento.

6 6 LA NATURA DELLA DIPENDENZA LE CAUSE DELLA DIPENDENZA Le teorie moderne considerano la dipendenza come la conseguenza dell’uso pesante e cronico di sostanze. Si ritiene che questo uso pesante derivi dall’interazione tra i geni dell’individuo e il suo ambiente. Una volta instaurato questo tipo di uso la dipendenza è lo stadio successivo.

7 7 LA NATURA DELLA DIPENDENZA Secondo il DSM la dipendenza è una compulsione a usare una sostanza non necessaria dal punto di vista medico, accompagnata da un deficit della salute o della funzionalità sociale. L’espressione dipendenza da sostanze psicoattive equivale al concetto di “addiction”.

8 8 LA NATURA DELLA DIPENDENZA SINTOMI CARATTERISTICI DELLA DIPENDENZA Riduzione del repertorio comportamentale Importanza dell’assunzione di sostanze Consapevolezza della compulsione Tolleranza Manifestazione di ripetuti sintomi dell’astinenza Sollievo o eliminazione dei sintomi dell’astinenza con ulteriore assunzione Ripristino della dipendenza dopo l’assunzione

9 9 LA NATURA DELLA DIPENDENZA UNA PERSONA HA UN PROBLEMA DI DIPENDENZA SE: Prova un forte desiderio di assumere sostanze (craving) Ha difficoltà a controllarne l’uso Ha dei problemi correlati all’uso

10 10 CHI DIVENTA DIPENDENTE? Gli studi epidemiologici forniscono molte informazioni su chi diventa dipendente. Mostrano, coerentemente nei diversi paesi, come i maschi hanno probabilità molto maggiori delle femmine di diventare dipendenti in quanto sono maggiormente esposti ad un uso più pesante di sostanze. Indicano inoltre che la dipendenza da alcool si presenta nei giovani in percentuali maggiori rispetto alle persone meno giovani.

11 11 TIPI DI RELAZIONE SOGGETTO- SOSTANZA Uso Abuso Dipendenza Mania

12 12 SIGNIFICATI E FUNZIONI DELLA RELAZIONE INDIVIDUO-SOSTANZA Si possono riconoscere almeno quattro possibilità di genesi della tossicodipendenza, tutte con significativi riscontri nella pratica clinica: Funzione autoterapeutica Funzione di potenziamento o tossicodipendenza funzionale Funzione di di svelamento Funzione di ricondizionamento sensoriale

13 13 SIGNIFICATI E FUNZIONI DELLA RELAZIONE INDIVIDUO-SOSTANZA I soggetti che diventano tossicodipendenti sono trasformati dalla droga, pur essendo soggetti molto diversi fra loro. Si possono riconoscere gli effetti della trasformazione in alcuni modi di funzionamento psichico che i tossicodipendenti condividono.

14 14 SIGNIFICATI E FUNZIONI DELLA RELAZIONE INDIVIDUO-SOSTANZA Coartazione del desiderio Coartazione del desiderio Ambivalenza verso la rinuncia e lutto per la perdita Ambivalenza verso la rinuncia e lutto per la perdita Rimpianto per la dimensione tragico- eroica Rimpianto per la dimensione tragico- eroica Discontinuità del sé (del senso della propria storia e della propria identità) Discontinuità del sé (del senso della propria storia e della propria identità) Impulsività/compulsione Impulsività/compulsione

15 15 DI “DIPENDENZA” DEFINIZIONE DI “DIPENDENZA” Condizione patologica caratterizzata da perdita del controllo dei comportamenti di assunzione e gravi conseguenze sulla vita sociale dell’individuo

16 16 DEFINIZIONE DI DROGA Perché una sostanza sia inclusa tra le”droghe” è necessario che: 1. Sia autosomministrata dalla persona 2. Provochi la stimolazione del sistema mesolimbico del cervello (circuito di reward)

17 17 DIPENDENZA “PSICOLOGICA” Caratterizzata dal “craving” (bramosia irrefrenabile) per la sostanza. E’ la causa di: comportamento di ricerca compulsiva della sostanza comportamento di ricerca compulsiva della sostanza ricadute a distanza. ricadute a distanza.

18 18 CRITERI DI CLASSIFICAZIONE c. giuridicilegali / illegali c. di “pericolosità”leggere / pesanti c. di preparazionenaturali / sintetiche c. farmacologicicaratteristiche strutturali e farmacodinamiche c. di modalità d’azioneeccitanti / sedative

19 19 CRITERI GIURIDICI Risentono delle legislazioni dei singoli Stati. Ogni società accetta alcune sostanze come lecite e ne condanna altre come illecite. Nel mondo occidentale alcol etilico e nicotina sono ammesse, in Medioriente cannabis e khat sono tollerati e l’alcol è proibito, nei paesi andini le foglie di coca sono usate per poter lavorare alle alte quote

20 20 CRITERIO DI PERICOLOSITÀ “droghe pesanti”: Oppiacei Oppiacei Cocaina Cocaina Amfetamine Amfetamine Allucinogeni Allucinogeni Barbiturici Barbiturici Alcol Etilico Alcol Etilico “droghe leggere”: Cannabinoidi Cannabinoidi Nicotina Nicotina Caffeina Caffeina Solventi volatili Solventi volatili Questa classificazione si presta a molte critiche ed ha generato sottovalutazione della reale tossicità delle droghe “leggere”

21 21 CRITERI DI MODALITÀ DI AZIONE Stimolanti: Cocaina,, Ecstasy, Nicotina, Canapa indiana, … Stimolanti: Cocaina, Amfetamine, Ecstasy, Nicotina, Canapa indiana, … Depressive: Oppio e derivati, Benzodiazepine, … Depressive: Oppio e derivati, Benzodiazepine, … Ipnotici: Barbiturici, Analgesici, Benzodiazepine, … Ipnotici: Barbiturici, Analgesici, Benzodiazepine, … Psichedeliche: LSD, Mescalina, … Psichedeliche: LSD, Mescalina, …

22 22 LE SOSTANZE Effetti,tossicità.

23 23 EROINA Polvere finissima o granulare di colore bianco, bruno o rossastro, solubile in acqua. Si assume per via nasale, fumata, IM o EV. Subito dopo l'assunzione produce una potente euforia che svanisce dopo pochi minuti per lasciare il posto ad uno stato di rilassamento e di benessere con scomparsa di ansie e dolori.

24 24 COCAINA Polvere bianca o biancastra, fine, raramente umida. Si assume per via nasale, EV o fumata (crack). Provoca una breve ed intensa sensazione di piacere seguita da un periodo caratterizzato dalla rimozione dei dubbi e dall’aumento della stima e della fiducia in se stessi con sensazione di essere più creativi, competenti, produttivi e forti.

25 25 CANNABIS Infiorescenze e foglie seccate (Marijuana), o resina e fiori pressati (Hashish) o liquido oleoso (Olio di hashish). Viene fumata da sola o con tabacco in sigarette o apposite “pipe” (chilum, narghilè); può essere assunta per via orale. Provoca dapprima secchezza alla gola, sete e midriasi con alterazione di vista, udito, odorato, tatto e gusto (più acuti). Segue una fase di eccitazione sensitiva e motoria i cui aspetti variano soggettivamente

26 26 ECSTASY Compresse di varia forma e colore. Viene assunta per via orale. Provoca effetti di eccitamento e di natura psichedelica, maggior capacità di comunicare con gli altri, aumento del desiderio sessuale, potenziamento delle sensazioni e delle percezioni. Provoca anche esperienze depersonalizzanti, lievi disturbi delle percezioni sensitive nonchè, a volte, stati di psicosi con allucinazioni della durata di diverse ore e insonnia pronunciata.

27 27 AMFETAMINA Compresse o capsule di varia forma e colore. Viene assunta per via orale. Provoca aumento dell'attenzione e maggiore resistenza alla fatica, netta esaltazione dell'umore, aumento dell'iniziativa personale, marcata euforia. Le amfetamine liberano l'aggressività fino al punto che l'assuntore può arrivare a stadi di delirio, di allucinazione, di panico, con tendenza al suicidio e all'omicidio. Presente inoltre, un marcato effetto anoressizzante.

28 28 ALLUCINOGENI Naturali (derivati da vegetali) e di sintesi (sotto forma di polveri, fogli gelatinosi, “”). Naturali (derivati da vegetali) e di sintesi (sotto forma di polveri, fogli gelatinosi, “francobolli”). Assunti per via orale. Hanno una enorme potenza sulla psiche umana, rendendo possibile la percezione di allucinanti fantasmagorie. Provocano una deviazione delirante del giudizio con distorsione della realtà. Inducono allucinazioni o illusioni, stati confusionali o di depersonalizzazione.

29 29 ALLUCINOGENI (effetti 1) Effetti immediati: Alterazione del pensiero, dell’umore, della percezione sensitiva. “Espansione” della mente con esperienze trascendentali quasi religiose. Esperienze “fuori dal corpo”, modificazione della percezione corporea, senso di distacco. Facilità di comunicazione e socializzazione. Effetti a breve termine: Percezione distorta del tempo, dello spazio, del movimento. Amplificazione della sensibilità ai suoni e al tatto. Ansia, disorientamento, vertigine, depressione e paranoia, associato a senso di forza e di invulnerabilità. Diminuzione della capacità di guidare o manovrare macchinari.

30 30 ALLUCINOGENI (effetti 2) Effetti a lungo termine: Sviluppo rapido di tolleranza e, per alcune sostanze, di forte dipendenza psicologica. Episodi di “flashbacks” (che consistono nel riprovare in maniera realistica le sensazioni sperimentate in una assunzione precedente, anche a distanza di giorni o mesi) con conseguente disorientamento e angoscia.

31 31 LE CONSEGUENZE SULLA SALUTE DELLA DIPENDENZA Effetti psicologici ed effetti avversi sulla salute correlati all’uso di: Cannabis Amfetamine Cocaina Eroina

32 32 IL DOPING Un problema sommerso o emergente (a seconda dei punti di vista)

33 33 COS’È IL DOPING Dall’inglese “To Dope” = Drogare Assunzione o somministrazione ad atleti o ad animali di sostanze illecite che migliorano artificialmente le prestazioni in gara. Non esiste una classificazione unitaria: ogni federazione sportiva prevede una propria lista di sostanze proibite.

34 34 ALCUNE SOSTANZE DOPANTI Stimolanti: Cocaina, Amfetamine, Efedrina, Caffeina, … Anabolizzanti: Testosterone, Nandrolone, Stanatolo, Tetraidrogestrinone, … Ormoni Peptidici e analoghi: Ormone della crescita (GH), Eritropoietina (Epo), Insulina, Corticotropina (ACTH), … Altri: Diuretici, Betabloccanti, Corticosteroidi, Alcol, Autoemotrasfusione, …

35 35 DOPING E DIPENDENZA In entrambi i casi viene utilizzata una sostanza a scopo non terapeutico con rischi per la salute. In entrambi i casi vengono messi in atto azioni specifiche allo scopo di non essere individuati come “utilizzatori”. In entrambi i casi nella prima fase non c’è la consapevolezza di avere un “problema” (questa prima fase può durare molti anni o indefinitamente).

36 36 CARATTERISTICHE DEL “DOPATO” Segue la filosofia della “scorciatoia” per ottenere risultati che altrimenti costano sacrifici quando ottenuti per la via “fisiologica”. Considera lecito il ricorso all’aiuto “chimico”, giustificando tale convinzione con l’ampia diffusione del fenomeno. Rifiuta la diagnosi di Dipendente/Abusatore di sostanze e del possibile invio a struttura specialistica.

37 37 POTENZIALI “DOPATI” Sportivi a livello agonistico (sia professionisti che dilettanti). Persone che svolgono attività sportiva a livello non agonistico. Persone con attività lavorativa “impegnativa” sia a livello fisico che mentale (es. camionista, progettista). Qualunque altra persona sensibile a messaggi pubblicitari che promuovano “integratori” di qualsiasi tipo

38 38 LA VULNERABILITÀ Chi è a rischio per dipendenza da sostanze

39 39 4 DOMANDE “SEMPLICI” 1.Perché le persone utilizzano droghe? 2.Perché alcune ne diventano dipendenti? 3.Esistono delle condizioni e dei fattori di rischio prevedibili? 4.Si può agire su questi fattori e prevenire le dipendenze?

40 40 CAUSE DELLA VULNERABILITÀ (1) 11 FATTORI BIOLOGICI & GENETICI 22 FATTORI PSICHICI E COMPORTAM. FATTORI SOCIO- AMBIENTALI 33

41 41 CAUSE DELLA VULNERABILITÀ (2) FATTORI BIOLOGICI & GENETICI FATTORI PSICHICI E COMPORTAMENTALI FATTORI SOCIOAMBIENTALI Assetto genetico (DRD2, DRD4) Sistemi endocrini anti stress Alterazione Sist. Dopamina, serotonina, noradrenalina Funzionamento metabolico cerebrale (PET) – attività lobo frontale Sesso (M > rischio) TemperamentoCarattere Disturbi della condotta Disturbo anti sociale Deficit di attenzione/iperattività Ritardo mentale Grado di timidezza/assertività Sistemi di coping e Self efficacy Autocontrollo (inpulsività & compulsività) Autostima Personalità dei genitori (sist. di autocontrollo…) Stabilità e coesione Relazioni e conflitti Modelli educativi e valoriali Psicopatologie Uso di sostanze Gruppo dei pari

42 42 VULNERABILITÀ ALL’ADDICTION (1) Condizione dell’individuo per la quale vi è un maggior rischio ad esprimere un comportamento d’assunzione reiterato con sviluppo di dipendenza, in presenza di disponibilità di sostanze d’abuso La vulnerabilità può avere basi congenite ed acquisite

43 43 VULNERABILITÀ ALL’ADDICTION (2) non è sinonimo di predeterminazione non è sinonimo di predeterminazione, non deve essere intesa come una condizione la cui esistenza farà sì che l’individuo diventi sicuramente TD. il rischio derivante dai fattori neurobiologici può essere controllato da fattori psichici, educativi ed ambientali

44 44 LA VULNERABILITÀ PUÒ ESSERE: TEMPORANEA: dipendente soprattutto da fattori ambientali (generatori di stress con disagio psichico reattivo) PERMANENTE: dipendente soprattutto dai fattori biologici (sistemi neuro endocrini alterati)

45 45 I TRATTI DI PERSONALITÀ La personalità è un sistema complesso che può essere scomposto nelle dimensioni psicobiologiche del Temperamento e del Carattere (Cloninger, 1994). I tratti di personalità inducono una variabilità dei comportamenti individuali e possono riflettere una differente funzionalità cerebrale. Si ritiene che le dimensioni del temperamento siano ereditabili e determinate neuro-biologicamente mentre le dimensioni del carattere sarebbero influenzate dai fattori socio- culturali.

46 46 TEMPERAMENTO Rappresenta la risposta emozionale alle esperienze, è geneticamente determinato ed è tendenzialmente costante nella vita. Le Dimensioni Temperamentali previste nella teoria di Cloninger sono quattro: Novelty Seeking (ricerca delle novità) Harm Avoidance (evitamento del danno) Reward Dependence (dipendenza dalla ricompensa) Persistence (persistenza)

47 47 DIMENSIONI TEMPERAMENTALI Novelty Seeking (NS): soggetto alla continua ricerca di nuovi stimoli - in relazione all’attività della dopamina Harm Avoidance (HA): soggetto che cerca di evitare situazioni dannose - in relazione alla funzione della serotonina Reward Dependence (RD): soggetto dipendente dalle gratificazioni - in relazione all’attività della norepinefrina Persistent (P): soggetto tenace che affronta le difficoltà con costanza - in relazione all’attività della norepinefrina

48 48 CARATTERE Definisce il concetto del sé e le differenze individuali nelle mete e nei valori, che influenzano le intenzioni, le scelte e il significato dell’esperienza esistenziale. E’ influenzato dall’apprendimento socioculturale, modificabile nel corso della vita. Le Dimensioni del Carattere previste nella teoria di Cloninger sono tre: Self Directedness (autodeterminazione, senso di responsabilità) Cooperativeness (capacità di collaborazione, solidarismo) Self Trascendence (autotrascendenza)

49 49 DIMENSIONI DEL CARATTERE Autodeterminazione: senso di responsabilità, convinzione di poter autodefinire e mantenere le proprie scelte di comportamento (locus of control interno). Capacità di collaborazione: capacità espressa di cooperare con i propri pari nel raggiungimento di obiettivi e collaborare alla costruzione di “imprese” comuni. Essere tollerante verso gli altri con comportamento alla ricerca di intese. Autotrascendenza: capacita di speranza, spinte spirituali, di pensiero positivo con atteggiamento trascendente profondo, attento agli aspetti morali, forte percezione del futuro, capacità di andare “oltre a se”.

50 50 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE Il modello cognitivo è uno strumento euristico estremamente utile, attraverso il quale è possibile concettualizzare e spiegare i fenomeni del mantenimento dell’abuso di sostanze e della ciclica tendenza alle ricadute.

51 51 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE La terapia applicata all’abuso di sostanze si La terapia applicata all’abuso di sostanze si concentra su tre aree principali che hanno concentra su tre aree principali che hanno come obiettivo ideale l’astinenza: come obiettivo ideale l’astinenza: 1.Modificare le credenze maladattive 2.Insegnare loro abilità importanti nella vita 3.Cambiare il modo in cui i pazienti vedono se stessi, le loro vite e il futuro.

52 52 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE MODELLO COGNITIVO DELL’ABUSO DI SOTANZE Stimoli a elevato rischio (interni o esterni) Credenze maladattive circa le droghe circa le droghe Appetizione patologica e Bisogno compulsivo di Assumere sostanze Pensieri automatici Convinzioni facilitanti Ricaduta Strategiestrumentali

53 53 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE COCAINA 1.Riconoscere le situazioni durante le quali si assume più facilmente la cocaina 2.Evitare queste situazioni quando possibile 3.Fronteggiare efficacemente i problemi e i comportamenti associati all’abuso di sostanza

54 54 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE COCAINA Modalità alla base dell’apprendimento dell’uso di droghe: Modellamento Modellamento Condizionamento operante Condizionamento operante Condizionamento classico Condizionamento classico

55 55 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE COCAINA Analisi Funzionale Il primo passo consiste nell’aiutare il paziente a capire perché egli sta usando la cocaina. Questo richiede un’attenta analisi delle circostanze di ogni episodio e delle capacità e delle risorse disponibili nei pazienti

56 56 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE COCAINA Difficoltà e ostacoli Difficoltà e ostacoli Capacità e risorse Capacità e risorse Cause dell’uso di cocaina Cause dell’uso di cocaina

57 57 DIARIO DI AUTOMONITORAGGIO DELL’USO ANTECEDENTI PENSIERI ED EMOZIONI COMPORTAMENTI CONSEGUENZE POSITIVE CONSEGUENZE NEGATIVE Che cosa ha innescato l’uso? A cosa ha pensato? Cosa ho provato? Cosa ho fatto a quel punto? Cosa è avvenuto di positivo? Cosa è avvenuto di negativo?

58 58 La terapia cognitivo-comportamentale applicata all’abuso di sostanze si concentra su tre aree principali:  modificare le credenze maladattive dei pazienti circa le droghe ed i loro comportamenti connessi;  insegnare loro abilità importanti nella vita così da raggiungere un maggior livello di soddisfazione e autogratificazione;  cambiare il modo in cui i pazienti vedono sé stessi, le loro vite ed il futuro. LA TERAPIA COGNITIVO - COMPORTAMENTALE DELL’ABUSO DI SOSTANZE

59 59 CONVINZIONI E CREDENZE … Sono schemi disadattivi precoci, cioè pattern comportamentali, cognitivi ed affettivi, caratterizzati da temi, ampi e pervasivi, concernenti sé stessi e le proprie relazioni con gli altri, sviluppatesi durante l’infanzia dall’incontro fra il temperamento di una persona e le sue esperienze interpersonali con i caregiver. Sono schemi disadattivi precoci, cioè pattern comportamentali, cognitivi ed affettivi, caratterizzati da temi, ampi e pervasivi, concernenti sé stessi e le proprie relazioni con gli altri, sviluppatesi durante l’infanzia dall’incontro fra il temperamento di una persona e le sue esperienze interpersonali con i caregiver.

60 60 CREDENZE LEGATE ALL’USO DI SOSTANZE Gruppo di idee centrate sulla ricerca del piacere, del sollievo, della fuga e della risoluzione dei problemi.  Le sostanze aiutano a mantenere un equilibrio psicologico ed emotivo  Le sostanze aumentano il funzionamento sociale ed intellettuale  L’uso garantisce divertimento ed eccitazione emotiva  Le sostanze aumentano le energie e la forza  Le sostanze hanno un effetto rasserenante  Le sostanze mitigano la noia, l’ansia, la tensione e la depressione  Se non si fa niente per soddisfare il craving o per neutralizzare la sofferenza, questi stati continueranno e forse peggioreranno

61 61 METODOLOGIE E TECNICHE PRINCIPALI Analisi funzionale Analisi funzionale Colloquio motivazionale Colloquio motivazionale Ristrutturazione cognitiva Ristrutturazione cognitiva Training di rilassamento Training di rilassamento Problem solving therapy Problem solving therapy Training di assertività Training di assertività Mindfulness Mindfulness Relapse Prevention Therapy Relapse Prevention Therapy

62 62 QUATTRO PROFILI DI PAZIENTI GRUPPO A Bassa importanza bassa fiducia Queste persone non ritengono né che il cambiamento sia importante, né di riuscire ad effettuare tale cambiamento nemmeno se ci provassero. GRUPPO B Bassa importanza alta fiducia Queste persone sono fiduciose di riuscire ad effettuare il cambiamento se solo pensassero che è importante, ma non sono convinte di voler cambiare. GRUPPO C Alta importanza bassa fiducia In questo gruppo il problema non sta nella volontà di cambiare, dal momento che le persone desiderano farlo. Il problema consiste nella scarsa fiducia di riuscire anche con un tentativo. GRUPPO D Alta importanza alta fiducia Queste persone ritengono che sia importante cambiare e, allo stesso tempo, credono anche di riuscirci.

63 63 LA RELAPSE PREVENTION THERAPY (Marlatt & Gordon) È un trattamento cognitivo- comportamentale indicato per evitare le ricadute in individui in cura per dipendenza da sostanze psicotrope o alcolismo.

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69 69 DIARIO DI AUTOMONITORAGGIO DEL RISCHIO Luogo Con chi Con chiOra lunedì martedì mercoledì giovedì EVENTO ATTIVANTE SOSTANZADATA PERCHÉ

70 70 APPLICAZIONE DELLA TERAPIA COGNITIVO- COMPORTAMENTALE NELL’USO DI COCAINA

71 71 I compiti critici della TCC:  Incoraggiare le motivazioni nei confronti dell’astinenza ( vantaggi-svantaggi )  Insegnare modalità per affrontare i problemi e le difficoltà ( situazioni ad alto rischio )  Modificare le situazioni che agiscono come rinforzo ( modificare lo stile di vita )  Incoraggiare la gestione delle emozioni più dolorose (ansia, depressione)  Potenziare le relazioni e sviluppare supporti sociali ( rete sociale ) APPLICAZIONE DELLA TERAPIA COGNITIVO- COMPORTAMENTALE NELL’USO DI COCAINA

72 72 TRAINING SULLE ABILITÀ DI COPING Gestione dello stress  Gestione dello stress - Gestione della aggressività Fronteggiare il craving  Fronteggiare il craving - Gestione degli stati d’animo negativi Resistenza ai triggers  Resistenza ai triggers - Abilità sociali Abilità di comunicazione  Abilità di comunicazione - Assertività  Potenziamento delle abilità relazionali - Gestione del tempo libero

73 73 LA GESTIONE DEL CRAVING Riconoscere Evitare Affrontare  Craving: risposta condizionata e limitata nel tempo  Descrizione del craving: - cos’è il desiderio per lei? (somatico, cognitivo, emotivo) - Quanto la preoccupa/infastidisce? Quanto a lungo è durato l’ultima volta?  Lista degli eventi che innestano il craving. Il terapeuta aiuta il paziente ad evitare le situazioni esterne che scatenano il craving Il Surfing: il craving come un’onda L’obiettivo non è farlo scomparire, ma farne esperienza in modo che scateni meno ansia.  Rilassarsi e prestarvi attenzione: lasciare che giunga, cresca e passi.

74 74 FLUSSO DI UNA SEDUTA DI TCC Controllo del desiderio e dell’abuso di sostanza e delle  Controllo del desiderio e dell’abuso di sostanza e delle situazioni ad alto rischio accadute dopo l’ultima seduta. situazioni ad alto rischio accadute dopo l’ultima seduta.  Ascolto delle preoccupazioni dei pazienti.  Analisi e discussione dell’esercitazione pratica. Introduzione e discussione sull’argomento della seduta.  Introduzione e discussione sull’argomento della seduta.  Porre in relazione l’argomento della seduta con le preoccupazioni attuali. preoccupazioni attuali. Analisi della comprensione del paziente e delle sue  Analisi della comprensione del paziente e delle sue reazioni all’argomento. reazioni all’argomento.  Assegnazione di un esercizio pratico per la settimana.  Pianificazione della settimana e anticipazione delle potenziali situazioni ad alto rischio. potenziali situazioni ad alto rischio.

75 75 LE TECNICHE Gli schemi di risposta che producono l’abuso di sostanze sono trattati con una combinazione di tecniche di tipo cognitivo e comportamentale. Le tecniche cognitive affrontano le credenze legate alle sostanze ed i pensieri automatici che innescano il craving. Le tecniche comportamentali si focalizzano sulle azioni che interagiscono in modo causale con i processi cognitivi.

76 76 TRATTAMENTO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE COCAINA Aree rilevanti: Sociale Sociale Ambientale Ambientale Emozionale Emozionale Cognitiva Cognitiva Fisica Fisica

77 77 MODELLO DI PREVENZIONE DELLA RICADUTA Il programma di prevenzione della ricaduta può essere suddiviso nelle seguenti aree: Aumento dell’impegno rivolto al cambiamento Aumento dell’impegno rivolto al cambiamento Individuazioni delle cause della ricaduta Individuazioni delle cause della ricaduta Introduzione di strategie utili Introduzione di strategie utili Preparazione alla ricaduta Preparazione alla ricaduta Individuazione degli elementi dello stile di vita che possono essere importanti per il mantenimento del cambiamento iniziale Individuazione degli elementi dello stile di vita che possono essere importanti per il mantenimento del cambiamento iniziale

78 78 MODELLO DI PREVENZIONE DELLA RICADUTA Le situazioni ad alto rischio possono essere raggruppate in tre tipi principali: Situazioni che innescano stati emotivi negativi Situazioni che innescano stati emotivi negativi Situazioni degli stati di umore positivo Situazioni degli stati di umore positivo Schemi comportamentali abituali o consolidati Schemi comportamentali abituali o consolidati


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