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Isolamento – patologia: orientamento fenomenologico e orientamento introspettivo. Isolamento – patologia: orientamento fenomenologico e orientamento introspettivo.

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1 Isolamento – patologia: orientamento fenomenologico e orientamento introspettivo. Isolamento – patologia: orientamento fenomenologico e orientamento introspettivo. Origine dellisolamento: caratteristiche genetiche e ruolo ambientale. Origine dellisolamento: caratteristiche genetiche e ruolo ambientale. Problema metodologico Problema metodologico costrutto multidimensionale Isolamento sociale

2 Il concetto di isolamento sociale Distinzione tra: Essere: stato reale dellindividuo caratterizzato da mancanza di relazioni con gli altri. Essere: stato reale dellindividuo caratterizzato da mancanza di relazioni con gli altri. Stare: stato messo in atto dallindividuo (può essere occasionale o costante). Stare: stato messo in atto dallindividuo (può essere occasionale o costante). Sentirsi: percezione vissuta dallindividuo stesso rispetto al proprio stato, solitamente associata a una dimensione di sofferenza. Sentirsi: percezione vissuta dallindividuo stesso rispetto al proprio stato, solitamente associata a una dimensione di sofferenza. SOLI

3 Lisolamento è: Unesperienza sia soggettiva che oggettiva, in quanto, da un lato, può essere motivata da uneffettiva mancata accettazione da parte degli altri, così come dal rifiuto da parte del soggetto stesso del proprio ambiente sociale, mentre dallaltro è fortemente connotata in senso affettivo ed emotivo e determina, in genere, sofferenza in chi la vive.

4 Forme di isolamento sociale : Ritiro sociale: isolamento di tipo passivo, determinato da ansia e insicurezza. Ritiro sociale: isolamento di tipo passivo, determinato da ansia e insicurezza. Rifiuto sociale: isolamento di tipo attivo, associato a comportamenti di tipo aggressivo e distruttivo. Rifiuto sociale: isolamento di tipo attivo, associato a comportamenti di tipo aggressivo e distruttivo. Isolamento reticente: tipico del bambino timido che per paura e ansia non interagisce (Asendorpf, 1990). Isolamento reticente: tipico del bambino timido che per paura e ansia non interagisce (Asendorpf, 1990). (Coplan & Rubin, Anni 90)

5 Atteggiamenti di fronte allisolamento sociale: 3-5 anni: il ritiro sociale passivo è ben accetto da adulti e coetanei. 3-5 anni: il ritiro sociale passivo è ben accetto da adulti e coetanei anni: il ritiro sociale passivo viene considerato dai pari come deviante rispetto alle norme sociali del gruppo anni: il ritiro sociale passivo viene considerato dai pari come deviante rispetto alle norme sociali del gruppo : durante ladolescenza il comportamento isolato passivo si trasforma in netto rifiuto : durante ladolescenza il comportamento isolato passivo si trasforma in netto rifiuto. Il rifiuto sociale attivo è sempre percepito come espressione di immaturità e impulsività e perciò rifiutato. Mentre il tipo reticente si integra durante lo sviluppo al tipo passivo. Il rifiuto sociale attivo è sempre percepito come espressione di immaturità e impulsività e perciò rifiutato. Mentre il tipo reticente si integra durante lo sviluppo al tipo passivo.

6 Il comportamento solitario: Il ritiro sociale passivo e quello reticente sono disadattivi per i maschi ma non per le femmine. Il ritiro sociale passivo e quello reticente sono disadattivi per i maschi ma non per le femmine. Il rifiuto sociale attivo è disadattivo per entrambi i generi, ma comprende disturbi della condotta solo nelle femmine. Il rifiuto sociale attivo è disadattivo per entrambi i generi, ma comprende disturbi della condotta solo nelle femmine. (Coplan, 2001)

7 Il comportamento solitario I bambini che manifestano ritiro sociale passivo si rivelano competenti sia nel gioco solitario, che nelle relazioni con gli altri. I bambini che manifestano ritiro sociale passivo si rivelano competenti sia nel gioco solitario, che nelle relazioni con gli altri. Al contrario i bambini che presentano un rifiuto sociale non solo non sono capaci di avere una condotta solitaria, ma instaurano relazioni instabili perché incompetenti sul piano socio- relazionale. Al contrario i bambini che presentano un rifiuto sociale non solo non sono capaci di avere una condotta solitaria, ma instaurano relazioni instabili perché incompetenti sul piano socio- relazionale. Anche i bambini reticenti non godono della solitudine, in quanto ansiosi ma sono limitati nelle relazioni amicali per paura. Anche i bambini reticenti non godono della solitudine, in quanto ansiosi ma sono limitati nelle relazioni amicali per paura.

8 Il comportamento solitario tra: Modelli culturali: modello occidentale vs modello orientale. Modelli culturali: modello occidentale vs modello orientale. Stili educativi: insegnanti e genitori. Stili educativi: insegnanti e genitori. (Corsano, 1999)

9 Isolamento sociale e psicopatologia: 1. Disturbo dAnsia di Separazione 2. Disturbo Reattivo dellAttaccamento: di tipo inibito e di tipo disinibito 3. Disturbo Autistico 4. Fobia Sociale 5. Disturbo Depressivo 6. Disturbo Schizoide di Personalità 7. Disturbo Evitante di Personalità 8. Disturbo Dipendente di Personalità

10 Origini dellisolamento sociale: Componenti intra-individuali: tratti temperamentali specifici nel bambino (elevata frequenza dellattività motoria e tendenza ad esprimere emozioni negative). Il bambino tenderà ad evitare lesplorazione a causa del temperamento pauroso. Componenti intra-individuali: tratti temperamentali specifici nel bambino (elevata frequenza dellattività motoria e tendenza ad esprimere emozioni negative). Il bambino tenderà ad evitare lesplorazione a causa del temperamento pauroso. (Kagan, 1989; Fox & Calkins, 1993)

11 Origini dellisolamento sociale: Componenti inter-individuali: Componenti inter-individuali: un attaccamento di tipo insicuro-ansioso- ambivalente sarebbe associato a modalità comportamentali passive e dipendenti che portano il bambino allisolamento sociale; un attaccamento di tipo insicuro-ansioso- ambivalente sarebbe associato a modalità comportamentali passive e dipendenti che portano il bambino allisolamento sociale; strategie educative altamente direttive, caratterizzate da atteggiamenti intrusivi e assertivi da parte dei genitori, i quali limitano i comportamenti del bambino. strategie educative altamente direttive, caratterizzate da atteggiamenti intrusivi e assertivi da parte dei genitori, i quali limitano i comportamenti del bambino. (Ainswort e coll., 1978; Renker e coll., 1989; Rubin, Stewart & Chen, 1994)

12 Caratteristiche dellisolamento sociale. Il bambino isolato: Caratteristiche comportamentali: a 4- 5 anni predilige attività di tipo non sociale, è restio ad esplorare ambienti sociali nuovi e si mostra ansioso, pauroso ed inibito. In una fase di sviluppo successivo (scuola elementare) continua a preferire giochi non sociali, spesso diventa vittima di bullismo. Caratteristiche comportamentali: a 4- 5 anni predilige attività di tipo non sociale, è restio ad esplorare ambienti sociali nuovi e si mostra ansioso, pauroso ed inibito. In una fase di sviluppo successivo (scuola elementare) continua a preferire giochi non sociali, spesso diventa vittima di bullismo.

13 Caratteristiche dellisolamento sociale. Il bambino isolato: Caratteristiche socio-cognitive: non ha difficoltà nellinterpretazione degli stimoli sociali e nel generare soluzioni competenti, ma fallisce nel momento in cui deve realizzare la strategia per la risoluzione del problema, a causa del vissuto di timore che vive pensando di non riuscire nella risoluzione del compito. Caratteristiche socio-cognitive: non ha difficoltà nellinterpretazione degli stimoli sociali e nel generare soluzioni competenti, ma fallisce nel momento in cui deve realizzare la strategia per la risoluzione del problema, a causa del vissuto di timore che vive pensando di non riuscire nella risoluzione del compito.

14 Caratteristiche dellisolamento sociale. Il bambino isolato: Caratteristiche di personalità: ha un basso concetto di Sé, una percezione negativa delle proprie competenze sociali e un basso livello di autostima. Caratteristiche di personalità: ha un basso concetto di Sé, una percezione negativa delle proprie competenze sociali e un basso livello di autostima. Uno sguardo alla ricerca: campione di bambini Cagliari e hinterland di 9-10 anni, i maschi isolati sono introversi, non interessati alle novità e svogliati, manifestano un comportamento aggressivo, al contrario le femmine isolate hanno unalta amicalità ed uno spirito innovativo.

15 Competenza emotiva: È la capacità di un individuo di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, di saperle comunicare attraverso le espressioni e il linguaggio della propria cultura e di regolarle in modo adeguato al contesto, così da ricavare un senso di efficacia dagli scambi interattivi. (Saarni, 1999)

16 Aspetti della competenza emotiva: Il Sé: la conoscenza delle proprie emozioni e dellambivalenza delle stesse. Il Sé: la conoscenza delle proprie emozioni e dellambivalenza delle stesse. Gli altri: il riconoscere le emozioni degli altri, il saperle regolare, lagire di conseguenza, il saperle esprimere. Gli altri: il riconoscere le emozioni degli altri, il saperle regolare, lagire di conseguenza, il saperle esprimere. La competenza emotiva si sviluppa parallelamente alla Teoria della Mente. La competenza emotiva si sviluppa parallelamente alla Teoria della Mente.


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