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La valutazione e il trattamento della relazione genitori-figli: gli incontri protetti Dott.ssa Carmelina Calabrese.

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Presentazione sul tema: "La valutazione e il trattamento della relazione genitori-figli: gli incontri protetti Dott.ssa Carmelina Calabrese."— Transcript della presentazione:

1 La valutazione e il trattamento della relazione genitori-figli: gli incontri protetti Dott.ssa Carmelina Calabrese

2 BIGENITORIALITA MAMMA E PAPA INSIEME ANCHE DOPO LA SEPARAZIONE

3 LA MENTE DEL BAMBINO SI COSTRUISCE ATTRAVERSO IL SUO RAPPORTO CON LA PROPRIA MADRE E IL PROPRIO PADRE.

4 LIMPOSSIBILITA DI UNA BIGENITORIALITA SI RIFLETTE SUL MINORE E LO RENDE VITTIMA DI UN VERO E PROPRIO ATTENTATO ALLA SUA STABILITA FUTURA

5 DA QUELLA PRIMA NEGAZIONE IL BAMBINO VIENE INGLOBATO IN UNA RELAZIONE DISTORTA E DISFUNZIONALE CON IL GENITORE ALLOCATARIO. E DA QUEL MOMENTO NASCONO I TEMI DEL CONSEGUENTE CONFLITTO DI LEALTA.

6 BAMBINI CON SCARSA AUTOSTIMA ADULTIZZATO MATURO, RESPONSABILE, COSCIENZIOSO TUTTI IN GENERE SONO CONTENTI DI LUI E PER QUESTO E DIFFICILE CHE LE SUE FRAGILITA E DIFFICOLTA VENGANO PERCEPITE. RICERCA LA PERFEZIONE HA PAURA DI SBAGLIARE E DI DELUDERE LE ASPETTATIVE ALTRUI. MAGGIORI DIFFICOLTA NELLA RELAZIONE CON I PARI, SENSO DI INADEGUATEZZA E ISOLAMENTO.

7 INVISIBILE TENDE A NON ESSERE PERCEPITO DALLADULTO. TIPICA E LASSENZA DI COMPORTAMENTI ESTREMIZZATI E PERSONALIZZATI. FA PARTE DEL GRUPPO DI BAMBINI DEFINITI TRANQUILLI NON LITIGA. SCHEMA COMPORTAMENTALE CARATTERIZZATO DA PASSIVITA. ACCETTA IL COMPROMESSO DI ESSERCI SENZA ESSERE VISTO.

8 SFUGGENTE ALLE RELAZIONI EVITA QUALSIASI CONTATTO INTERPERSONALE. PRESENTA COMPORTAMENTI AMBIVALENTI DI AVVICINAMENTO/ALLONTANAMENTO. ATTRAE LATTENZIONE SU DI SE PERCHE ESPRIME SOFFERENZA E DISAGIO. VIENE SPESSO ESCLUSO DAI COETANEI. E UN BAMBINO SPAVENTATO E DELUSO

9 LAFFERMAZIONE DELLA CULTURA DELLA BIGENITORIALITA E IL CONCRETO EFFETTIVO RIMEDIO AL DANNO PER I FIGLI IL MIGLIOR GENITORE ALLOCATARIO E QUELLO CHE MEGLIO CONSENTE ALLALTRO LA FREQUENTAZIONE CON I FIGLI.

10 Spazio Neutro si connota come contesto specialistico in cui si garantisce, ai minori messi in mezzo alle dispute famigliari una possibilità di ascolto dei vissuti di famiglia e si favorisce il diritto alla bi-genitorialità. Neutro nel senso di consentire uno spazio in cui si sospende il conflitto tra i genitori e si facilita al minore laccesso a entrambe le famiglie di origine.

11 LA TUTELA DEL LEGAME GENITORIALE INCONTRI PROTETTI

12 LE CORNICI TEORICHE DI RIFERIMENTO: Psicologia giuridica clinica; psicologia sistemico- relazionale (approccio strategico); psicologia cognitivo- comportamentale

13 OBIETTIVO PREVALENTE : favorire la tutela del legame genitoriale; realizzare un contesto relazionale in cui i vissuti e le emozioni legate alla specifica vicenda possono essere verbalizzati, accolti e rielaborati senza produrre ulteriori rischi e pericoli per lo sviluppo psico-fisico dei bambini

14 FINALITA:Relazione genitoriale/legame affettivo - mantenere - costruire - ricostruire - Proteggere - co-genitorialità

15 Il target a degli incontri protetti riguarda minori coinvolti in situazioni quali: separazione/divorzio; violenza domestica; abuso psicologico, sessuale e/o fisico; affidamento eterofamiliare periodo preadottivo; devianza psicopatologia/inadeguatezza genitoriale.

16 LE TIPOLOGIE DEGLI INCONTRI PROTETTI incontri protetti a fini osservativi- valutativi verifica di fattibilità incontri protetti a fini trattamentali

17 Le fasi dellintervento a) linvio: a.1.Analisi della domanda e incontro con linviante b) I primi colloqui separati con i genitori c) La conoscenza del bambino o adolescente d) Gli incontri protetti e) La chiusura del caso

18 PROCEDURE OPERATIVE OPERATORE REFERENTE DEGLI ADULTI OPERATORE REFERENTE DEL MINORE

19 GLI STRUMENTI CLINICI DELLINTERVENTO COLLOQUI INDIVIDUALI COLLOQUI CON LA COPPIA GENITORIALE COLLOQUI CON IL MINORE

20 INCONTRI PROTETTI VALUTATIVI GIOCO LIBERO COMPITI DI PARLATO COMPITI DI ATTIVITA

21 CRITERI DI ANALISI DELLA RELAZIONE TRA IL MINORE ED IL GENITORE qualità dello scambio (apertura/chiusura; confidenza/opposizione; gamma di sentimenti/sentimento dominante); funzione di guida e supporto del genitore (presente/assente o critica); il minore esprime emozioni in presenza del genitore (no/si, positive/si, negative). Se le esprime, il genitore come risponde (ignorandole/reprimendole/subendole/accogl iendole e rassicurandolo);

22 modalità di gioco del minore (da solo/con ladulto su iniziativa del minore/con ladulto su iniziativa del genitore/con ladulto su iniziativa delloperatore); modalità relazionali del genitore durante il gioco (il genitore segue le proposte ludiche del minore/ il genitore impone sue regole ludiche); esiste una modalità giocosa di parlare tra il minore e ladulto (si/no); modalità del genitore di rispondere alle indicazioni delloperatore (le segue in modo collaborativi/ le segue perché costretto/ non le prende in considerazione).


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