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Prevenzione generica e specifica nella postura e nel movimento Prevenzione generica e specifica nella postura e nel movimento.

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Presentazione sul tema: "Prevenzione generica e specifica nella postura e nel movimento Prevenzione generica e specifica nella postura e nel movimento."— Transcript della presentazione:

1 Prevenzione generica e specifica nella postura e nel movimento Prevenzione generica e specifica nella postura e nel movimento

2 Igiene posturale e motoria nel nursing Le rachialgie affliggono oltre il 50% dell’umanità adulta. I soggetti a rischio sono quelli le cui attività lavorative comportano sedentarietà o, al contrario, sforzi particolarmente intensi e/o prolungati, in relazione alla necessità di sollevare o spostare pesi di una certa entità. Il lavoro del Ft. rientra nel secondo caso

3 Igiene postuale e motoria nel nursing Ne deriva un’elevata frequenza di disturbi dolorosi nel rachide che compromette la salute e di conseguenza la capacità lavorativa. I meccanismi che più spesso portano a risvegliare i disturbi dolorosi della colonna vertebrale sono costituiti da aumenti eccessivi delle pressioni intradiscali e/o da tensioni della muscolatura paravertebrale particolarmente intense o brusche o prolungate.

4 Considerazioni fisiopatologiche del “mal di schiena” Le funzioni della colonna sono: -Dare sostegno al tronco, alla gabbia toracica, al capo, agli arti superiori. -Consentire movimenti ampi ed in diverse direzioni, da parte del tronco per la migliore utilizzazione degli arti superiori da parte del collo per l’orientamento del capo.

5 Considerazioni fisiopatologiche del “mal di schiena” Queste richieste di offrire un sostegno stabile, solido, sicuro e nel contempo realizzare una struttura ampiamente e variamente mobile, vengono soddisfatte da un complesso funzionale poliarticolato, irrobustito da muscoli e legamenti ed alla presenza di curvature che normalmente si presentano all’osservazione laterale. Queste curve sono concave posteriormente (lordosi) nei tratti cervicale e lombare, mentre a livello dorsale (cifosi) la concavità è verso l’avanti.

6 Considerazioni fisiopatologiche del “mal di schiena” L’entità delle curve, la loro maggiore o minore evidenza sono in rapporto con fattori diversi: -Lunghezza della colonna vertebrale -L’entità del carico che grava sui diversi segmenti -Lo stato di tensione dei muscoli e del complesso dei legamenti.

7 Le cause di iperlordosi cervicale Possono coesistere e potenziarsi vicendevolmente: -contrazione, o comunque tensione a livello della muscolatura del collo e delle spalle, spesso legata alla situazione dolorosa acuta o cronica in atto; -Iperlordosi lombare che condiziona un’accentuazione delle curve della colonna soprastante, per cui aumentano la cifosi dorsale e la lordosi cervicale; -Adattamento dei meccanismi neurologici che controllano il mantenimento delle posizioni corporee per cui l’iperlordosi viene “sentita come normale”.

8 Le cause di iperlordosi lombare Possono coesistere potenziandosi reciprocamente e sono: -Alterato equilibrio del bacino che può essere ruotato in avanti e in basso a causa della retrazione dei flessori dell’anca: in questo caso l’iperlordosi è legata alla necessità di recuperare la verticalità del tronco malgrado l’inclinazione in avanti della sua base (piano sacrale) -Contrazione o comunque tensione, a livello della muscolatura lombare, legata alla situazione dolorosa, acuta o cronica ed alla progressiva retrazione delle masse muscolari che si adeguano ad una lunghezza ridotta. -Adattamento dei meccanismi neurologici che controllano il mantenimento delle posizioni corporee; -Debolezza muscolare dei mm. addominali e mm. posteriori dell’anca che raddrizzano il bacino.

9 Conseguenze Le conseguenze negative dell’alterato allineamento dei segmenti vertebrali sia a livello cervicale che lombare si riflettono sul tessuto osseo delle vertebre a causa della modificata distribuzione dei carichi e si ripercuotono anche sulle articolazioni vertebrali che vanno così più rapidamente incontro a fenomeni degenerativi.

10 Conseguenze La muscolatura addominale e glutea viene messa a relativo riposo per quanto concerne il controllo dell’allineamento lombare; mentre la muscolatura propriamente spinale il m. psoas per il livello lombare e i mm. trapezio sup., sternocleidomastoideo e grande pettorale per il livello cervico-dorsale, si trovano in condizione accorciata che ne favorisce l’irrigidimento e la perdita di elasticità.

11 Conseguenze dischi Iperlordosi legamenti dolore articolazioni Contrattura muscolare

12 Prevenzione Generica: attività fisiche e fisicosportive inserite nelle abitudini di vita (piscina, attività i bicicletta, partita a tennis) settimanale o bisettimanale Specifica: esecuzione di esercizi adeguati alle capacità ed alle possibilità del singolo con la sufficiente conoscenza di anatomia e fisiologia del rachide oltre che dei meccanismi che portano all’instaurarsi della sintomatologia e dei criteri di ergonomia.

13 Prevenzione in funzione allo scopo cui mirano gli esercizi Gli esercizi possono essere raggruppati sotto i termini: -di rilasciamento: modalità di autocontrollo e di comportamento con l’associazione della respirazione; -di rinforzo: diretti a migliorare, per i problemi del rachide, la funzionalità dei mm. estensori del ginocchio e dei mm. addominali.

14 Prevenzione in funzione allo scopo cui mirano gli esercizi -di allungamento: mirati a stirare progressivamente quei mm. la cui retrazione influisce sull’equilibrio statico e dinamico della colonna vertebrale (mm. posteriori della colonna lombare e cervicale, ileopsoas, ischiocrurali, sternocleidomastoideo, trapezio superiore, grande pettorale). Gli esercizi mirano a contrastare l’iperlordosi lombare e l’atteggiamento con spalle elevate e protratte facilitando la risoluzione di croniche contratture che favoriscono l’insorgere di episodi dolorosi. Gli esercizi devono essere eseguiti regolarmente, in modo progressivo, senza brusche sollecitazioni a carico delle formazioni stirate: la posizione di allungamento deve essere mantenuta per secondi ripetendo la prova per 3 o 4 volte al giorno. Il mantenersi in forma comporta, oltre al regolare esercizio, anche il controllo del peso corporeo perché non superi i valori normali.

15 Ergonomia applicata al nursing Spostamento di pazienti: luoghi e tempi - Evitare di flettere il tronco e di compiere movimenti concomitanti di flessione o estensione con quelli di torsione della colonna. - Alcuni suggerimenti, se osservati, possono realmente limitare le probabilità di soffrire di disturbi acuti o cronici alla schiena.

16 Suggerimenti 1) Nel chinarsi a raccogliere un oggetto è meglio flettere gli arti inferiori e non la schiena. 2) Evitare o limitare sia l’ampiezza che la velocità dei movimenti di torsione del busto specie se questo è già flesso in avanti o di lato. 3) Non sollevare pesi con i muscoli della schiena, ma utilizzare i mm. degli arti inferiori 4) Sfruttare il proprio peso, oltre che i propri muscoli, allo scopo di favorire lo spostamento di persone o oggetti

17 Suggerimenti 5) Non ricorrere mai a movimenti bruschi e violenti, di strappo, allo scopo di vincere resistenze elevate. 6) Non portare pesi eccessivi, specialmente lontano dal tronco, in avanti o di lato: eventualmente è meglio sistemare il carico sulle spalle. 7) Non portare pesi eccessivi in modo asimmetrico, ma cercare di distribuirli sui due lati. 8) Chiedere l’aiuto altrui.


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