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GLI ETRUSCHI. L'espansione -La civiltà etrusca comincia a formarsi nel corso del II millennio a.C. in un'area corrispondente all’attuale Toscana -Tra.

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1 GLI ETRUSCHI

2 L'espansione -La civiltà etrusca comincia a formarsi nel corso del II millennio a.C. in un'area corrispondente all’attuale Toscana -Tra VII e VI sec. a.C., partendo dalla Toscana, gli Etruschi estendono il loro dominio su parte dell'Umbria e del Lazio e fondano centri come Volterra, Arezzo, Perugia -Poi si espandono a nord nella Pianura Padana e a sud si spingono fino in Campania (Felsina, Modena, Parma, Verona, Rimini, Ravenna, Capua, Nola)

3 L'espansione Grazie alle loro potenti flotte gli Etruschi, per un certo periodo, dominano il mar Tirreno, riuscendo a occupare la parte orientale della Corsica dove, nel 540 a.C., sconfiggono i Greci in una battaglia navale Con gli inizi del V sec. a.C. comincia il loro declino: nel 509 a.C. sono cacciati da Roma, nel 474 a.C. la loro flotta è distrutta dai Greci davanti a Cuma. Il declino è lento ma inesorabile: tra IV e III secolo a.C. l’Etruria, sottomessa da Roma, cessa di esistere come entità politica autonoma

4 Le origini - Erodoto (storico greco del V sec.a.C) li considera originari della Lidia (Asia Minore); sarebbero arrivati nella nostra penisola verso la fine del XIII sec. guidati dal principe Tirreno -Dionigi di Alicarnasso (studioso greco del I sec. a.C.) li considera un popolo italico indigeno -Oggi prevale una terza teoria: la civiltà etrusca si sarebbe formata in Italia con il contributo dei Villanoviani e di immigrati greco-anatolici giunti sulle coste laziali e toscane a ondate successive in seguito agli sconvolgimenti provocati in area Egea dall'invasione dei popoli del mare

5  gli Etruschi si organizzano in città-stato autonome, spesso rivali e in conflitto tra loro, tanto che alcune ne sottomisero altre. Alcune città si riunirono in confederazioni. La più potente fu la dodecapoli (unione di 12 città). Sembra che le confederazioni avessero un carattere più religioso che politico.  il re di ciascuna città si chiamava «lucumòne», eletto a vita, con il pieno potere giudiziario e militare. Era coadiuvato da un consiglio di anziani aristocratici  dal VI secolo a. C. troviamo una repubblica di tipo aristocratico, comandata da magistrati annuali con varie funzioni e da una sorta di senato La organizzazione politica

6  -La crescita economica degli Etruschi dipende da capacità progredite in campo agricolo. Essi misero a punto tecniche idrauliche di drenaggio e irrigazione utili a estendere le aree coltivabili  -Fattore di ricchezza fu l’abbondanza di giacimenti minerari, specie in Toscana e isola d’Elba, il cui sfruttamento fu possibile grazie alle grandi conoscenze di tecnologia metallurgica  Terzo fattore di ricchezza: il commercio e gli scambi stabiliti con tutto il Mediterraneo e il Vicino Oriente. Gli Etruschi non esportavano solo materie prime per la metallurgia, cioè metalli grezzi, ma oggetti lavorati e di pregio L’economia etrusca

7 La società etrusca - Limitate le in formazioni sulla società etrusca -E’ certo che una divisione netta separava il vertice della società (famiglie aristocratiche proprietarie di terre e di miniere) dai ceti popolari e dai servi, entrambi esclusi dalla partecipazione al potere politico. -Accanto agli schiavi esistevano dei servi semiliberi che potevano possedere greggi e terre

8 La cultura etrusca  Le nostre conoscenze sulla cultura e lo stile di vita degli Etruschi derivano dai reperti e dalle pitture ritrovate nelle necropoli  Grande è l’ importanza data al culto dei morti. In origine gli E. cremavano i defunti deponevano le ceneri in urne dette canopi; poi adottarono la sepoltura. Le tombe erano case dove i defunti potevano “vivere ancora” con accanto i loro oggetti. Gli affreschi, coloratissimi, abbellivano le pareti e rappresentavano momenti dell’esistenza quotidiana dando l’idea di un popolo amante della vita

9 La religione etrusca Nella religione etrusca è notevole l’influsso della civiltà greca. Tinia, signore della folgore, corrisponde allo Zeus greco Uni, sposa di Tinia, corrisponde a Era e alla romana Giunone La classe sacerdotale è interprete della volontà degli dei attraverso l’osservazione del volo degli uccelli, dei fenomeni celesti e delle viscere degli animali sacrificati, in particolare il fegato


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