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CORSO DI FORMAZIONE PER RSPP E ASPP Modulo A SARA STABILE Dipartimento Processi Organizzativi AGENTI CHIMICI E CANCEROGENI.

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1 CORSO DI FORMAZIONE PER RSPP E ASPP Modulo A SARA STABILE Dipartimento Processi Organizzativi AGENTI CHIMICI E CANCEROGENI

2 1 INDICE  Sostanze pericolose - Titolo IX  Capo I Protezione da agenti chimici Linee guida Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome Titolo VII Bis  Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageni Linee guida Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome Titolo VII  Capo III Protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto

3 2 Quadro Legislativo sugli Agenti Chimici D.Lgs 25/02 D.Lgs 77/92 Ammine Aromatiche D.Lgs 277/91 Amianto Piombo Protezione da Agenti Chimici D.Lgs 66/00 DPR 962/82 CVM Protezione da agenti Cancerogeni/Mutageni abroga Atmosfere Esplosive D.Lgs 233/03 (Sostanze infiammabili, polveri combustibili) D.Lgs 257/06 abroga Protezione da Amianto D.Lgs. 81/08 Titolo XI Titolo IX

4 3  Campo di applicazione  Definizioni  Valutazione dei rischi  Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi  Misure specifiche di protezione e di prevenzione  Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze  Informazione e formazione per i lavoratori  Divieti  Sorveglianza sanitaria  Cartelle sanitarie e di rischio  Consultazione e partecipazione dei lavoratori  Adeguamenti normativi TITOLO IX Capo I Protezione da agenti chimici

5 4  Tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività che comporti la presenza di agenti chimici  Trasporto di agenti chimici pericolosi (ad integrazione delle norme specifiche) l’attività lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici o se ne prevede l’utilizzo compresi produzione, manipolazione, immagazzinamento, trasporto, eliminazione e trattamento dei rifiuti CAMPO DI APPLICAZIONE art.221

6 5 officine parrucchieri agricoltura manutenzione e pulizia industrie chimiche laboratori CAMPO DI APPLICAZIONE

7 6  Attività che comportano esposizione ad amianto (Capo III)  Agenti chimici per i quali valgono provvedimenti di protezione radiologica (D.Lgs. 230/95) CAMPO DI APPLICAZIONE Le Esclusioni

8 7 Agenti chimici Agenti chimici pericolosi Attività che comporta la presenza di agenti chimici Valore limite di esposizione professionale Valore limite biologico Sorveglianza Sanitaria Pericolo Rischio DEFINIZIONI art.222

9 8 SOSTANZE SINGOLE (alcool etilico, acetone, ammoniaca, ecc) PREPARATI E MISCELE DI SOSTANZE (vernici, colle, detergenti, ecc) AGENTI CHIMICI Tutti gli elementi chimici e i loro composti sia da soli sia nei loro miscugli allo stato naturale o ottenuti, utilizzati smaltiti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato

10 9 Agenti classificati pericolosi ai sensi dei D.Lgs 52/97 e D.Lgs 65/2003 (classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze e dei preparati) Agenti che non rientrano nel campo di applicazione delle direttive di prodotto ma i cui componenti corrispondono ai criteri di classificazione Agenti non classificabili, ma che comportano un rischio per la salute e la sicurezza per le proprietà chimiche, chimico-fisiche, tossicologiche e per le modalità con cui sono utilizzati, compresi gli agenti a cui è stato assegnato un valore limite Medicinali, prodotti cosmetici, munizioni, ecc Fumi di saldatura, fusioni o tempra metalli, lavorazioni a caldo materie plastiche, polveri di farina, ecc AGENTI CHIMICI PERICOLOSI Alcol etilico N° CAS: R11: Facilmente infiammabile S 2, 7, 16: Conservare fuori dalla portata dei bambini, conservare il recipiente ben chiuso, conservare lontano da fiamme scintille, Non fumare F

11 10 Esplosivi Comburenti Estremamente infiammabili Facilmente infiammabili Infiammabili Molto tossici Tossici Nocivi Corrosivi Irritanti Sensibilizzanti Cancerogeni Mutageni Tossici per il ciclo riproduttivo Pericolosi per l'ambiente SOSTANZE e PREPARATI PERICOLOSI

12 11 SIMBOLI e LETTERE EOFF+TT+Xn Xi C NXn/Xi

13 12 SIMBOLI LETTERE e CLASSI DI PERICOLO E Esplosivi O Comburenti C Corrosivi F+/F Estremamente/Facilmente Infiammabili T+/T Molto tossici/Tossici Cancerogeni/Mutageni Tossici per il ciclo riproduttivo Xn/Xi Nocivi/Irritanti Sensibilizzanti N Pericolosi per l’ambiente

14 13 Il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell’aria all’interno della zona di respirazione di un lavoratore in relazione ad un determinato periodo di riferimento ALLEGATO XXXVIII VALORE LIMITE ESPOSIZIONE PROFESSIONALE

15 14 Il Decreto 4 Febbraio 2008 (G.U. n. 48 del 26/02/2008) recepimento della direttiva n. 2006/15/CE ha integrato l'allegato XXXVIII con un secondo elenco di valori indicativi di esposizione professionale. Per i seguenti agenti chimici Acetonitrile, Isopentano, Pentano, Cicloesano, Cromo metallico, Composti di Cromo inorganico(II) e Composti di Cromo inorganico (III) (non solubili), e' previsto un valore limite di esposizione professionale inferiore a quello previsto dalla direttiva, pertanto il termine di adeguamento e' differito di 12 mesi alla data di entrata in vigore del decreto, al fine di consentire un'adeguata attuazione delle misure specifiche di protezione e di prevenzione. VALORE LIMITE ESPOSIZIONE PROFESSIONALE

16 15 VALORE LIMITE BIOLOGICO Il limite della concentrazione del relativo agente, di uno suo metabolita, o di un indicatore di effetto, nell’appropriato mezzo biologico ALLEGATO XXXIX Piombo e suoi composti ionici Misurazione del livello di piombo nel sangue (PbB) con l'ausilio della spettroscopia ad assorbimento atomico o di un metodo che dia risultati equivalenti Il valore limite biologico è : 60 µg Pb/100 ml di sangue Per le lavoratrici in età fertile : 40 µg Pb/ 100 ml di sangue

17 16  Identificare tutti gli agenti chimici, stilando una lista completa di tutte le sostanze e preparati utilizzati, prodotti, smaltiti, ecc.  Associare la classificazione CE (quando esistente) o valutare se comunque può comportare un rischio per la salute e sicurezza DM 28/02/2006 XXIX adeguamento al progresso tecnico LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 223 Il datore di lavoro determina preliminarmente l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi e valuta i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori

18 17 La Banca dati dell’Istituto Superiore di Sanità

19 18 Alcool etilico

20 19

21 20 proprietà pericolose informazioni comunicate dal fornitore/produttore livello, tipo e durata esposizione modalità del lavoro con agenti chimici quantità agenti chimici valori limite di esposizione professionale, valori limite biologici effetti misure preventive e protettive dati da sorveglianza sanitaria già intrapresa contemporanea esposizioni a più agenti chimici COSA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE NELLA VR? LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 223

22 21 QUANDO?  Aziende nuove (o attività nuove con presenza di agenti chimici) prima inizio attività  Periodicamente  In occasione di modifiche che la rendono superata  Se la sorveglianza sanitaria ne indica la necessità LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

23 22 Progettando/organizzando sistemi di lavorazione Fornendo attrezzature e procedure idonee per il lavoro, misure igieniche, metodi di lavoro appropriati per garantire la sicurezza e la salute nella manipolazione, nell’immagazzinamento, nel trasporto di agenti chimici sul luogo di lavoro nonché di rifiuti che li contengono Riducendo al minimo il numero di lavoratori esposti, la durata e l’intensità dell’esposizione, la quantità di agenti chimici MISURE E PRINCIPI GENERALI PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI I rischi da agenti chimici devono essere eliminati o ridotti

24 23 Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che vi è solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute e che le misure generali di prevenzione sono sufficienti a ridurre il rischio non si applicano Misure specifiche di protezione e di prevenzione Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze Appropriate misure organizzative e di protezione collettive Misure di protezione individuali (DPI) Sorveglianza Sanitaria Cartelle sanitarie e di rischio Misurazioni periodiche RISCHIO BASSO e IRRILEVANTE

25 24 Identificazione dei pericoli Idonea applicazione misure di Prevenzione e Protezione prevista da norme? ? Revisione misure Riprendere processo VR NO E’ necessario approfondire la VR? ? Giustificazione Art 223 c. 5 NO SI Valutazione preliminare dei rischi SI Valutazione approfondita dei rischi Misurazioni e/o modelli/algoritmi Il risultato della VR è tale da poter classificare il rischio come basso e irrilevante? ? SI CRITERI ESPOSIZIONE INALATORIA (misurazioni <<1/10 TLV su un turno o <<1/4 del TLV su tre turni o modello utilizzato) CUTANEA (misurazioni <10 volte il limite di rilevabilità o modello utilizzato) INCENDIO - DM 10/3/98 “Rischio incendio basso” NO Applicazione Misure Specifiche Emergenza – Sorveglianza Sanitaria – Cartelle Sanitarie Flow Chart percorso valutazione per la classificazione del rischio da agenti chimici pericolosi Linee Guida PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI Coordinamento tecnico delle Regioni e delle Province autonome

26 25 MISURAZIONI Ambientali Personali Esposizione inalatoria e/o cutanea e/o MODELLI, ALGORITMI (*) PER STIME 2 RISULTATI RISCHIO BASSO e IRRILEVANTE (*): un elenco non esaustivo si trova nelle LINEE GUIDA “Protezione da agenti chimici” redatte dal Coordinamento tecnico delle Regioni e delle Province autonome STIMA DEI RISCHI DI ESPOSIZIONE RISCHIO >BASSO E NON IRRILEVANTE

27 26 MISURAZIONE DEGLI AGENTI CHIMICI Allegato XLI UNI EN Guida alla valutazione dell'esposizione per inalazione a composti chimici ai fini del confronto con i valori limite e strategia di misurazione UNI EN e Requisiti generali per le prestazioni dei procedimenti di misurazione degli agenti chimici UNI EN Campionatori diffusivi per la determinazione di gas e vapori UNI EN Tubi di assorbimento mediante pompaggio per la determinazione di gas e vapori UNI EN Sistemi di misurazione di breve durata con tubo di rivelazione. Requisiti e metodi di prova UNI EN Pompe per il campionamento personale di agenti chimici. UNI EN Terminologia UNI EN Pompe per il campionamento di agenti chimici con portate maggiori di 5 l/min

28 27 N.EINECSN.CAS Nome dell’agente Limite di concentrazione per l’esenzione naftilammina e suoi sali0,1% in peso amminodifenile e suoi sali0,1% in peso Benzidina e suoi sali0,1% in peso nitrodifenile0,1% in peso DIVIETI DI PRODUZIONE LAVORAZIONE E IMPIEGO Allegato XL

29 28 DIVIETI In deroga possono essere effettuate, previa autorizzazione, le seguenti attività: attività di ricerca e di sperimentazione scientifica, ivi comprese le analisi attività volte ad eliminare gli agenti chimici che sono presenti sotto forma di sottoprodotto o di rifiuto produzione degli agenti chimici destinati ad essere usati come intermedi

30 29 Dati ottenuti da VR Informazioni aggiuntive in caso modifica Procedure lavorative Agenti chimici pericolosi in termini di: tipo rischi per la salute e sicurezza valori limite esposizione norme specifiche (es. etichettatura, segnaletica) schede di sicurezza risultati (in forma anonima) ottenuti dal monitoraggio biologico DATORE di LAVORO Azioni e precauzioni adeguate (procedure lavorative, organizzative, norme igieniche, ecc.) LAVORATORI e/o RLS informazione formazione Informazione e formazione dei lavoratori

31 30  Campo di applicazione  Definizioni  Sostituzione e riduzione  Valutazione dei rischi  Misure tecniche organizzative e procedurali  Misure igieniche  Informazione e formazione  Esposizione non prevedibile  Operazioni lavorative particolari  Accertamenti sanitari  Registro di esposizione e le Cartelle sanitarie  Registrazione dei tumori  Adeguamenti normativi Protezione da agenti cancerogeni e mutageni TITOLO IX - CAPO II

32 31 Tumori professionali Le stime attualmente indicano che il 3-5% di tutti i tumori è di origine occupazionale In Italia circa morti/anno per tumore morti/anno per tumori professionali Intensità dell’esposizione RISCHIO Durata dell’esposizione

33 32 1)Attribuibili con elevata probabilità alla causa professionale  Mesotelioma pleurico e peritoneale (asbesto)  Adenocarcinoma del naso e dei seni paranasali (legno e cuoio)  Angiosarcoma epatico (CVM) 2)Tumori frequenti in alcune esposizioni professionali POLMONE (alluminio, arsenico, cromo, IPA, nichel, formaldeide,cadmio, silice, cadmio, berillio, ecc.) VIE URINARIE (IPA, ammine aromatiche, industria della gomma, ecc.) LEUCEMIE (benzene, formaldeide, industria della gomma, ecc.) Tumori professionali

34 33 Xn R40 Possibilità di effetti cancerogeni-prove insufficienti III Categoria R45 o R49 Può provocare il cancro Può provocare il cancro per inalazione I Categoria + T o T+ R45 o R49 Cancerogeno II Categoria CANCEROGENI Le sostanze e i preparati che, per ingestione, inalazione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza

35 34 UNIONE EUROPEA: CANCEROGENI CategoriaDefinizione 1 sostanze note per gli effetti cancerogeni sull’uomo Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l’esposizione dell’uomo ad una sostanza e lo sviluppo dei tumori Criterio:dati epidemiologici 2 da considerare cancerogene per l’uomo Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l’esposizione dell’uomo ad una sostanza possa provocare lo sviluppo di tumori Criterio:risultati positivi su due animali, genotossicità, dati biochimici e metabolici e relazione strutturale o dati epidemiologici 3 sostanze da considerare con sospetto Sostanze da considerare con attenzione per possibili effetti cancerogeni sull’uomo 3/a Criterio:sostanze oggetto di ricerche adeguate 3/b Criterio:sostanze oggetto di studi non adeguati

36 35 XnR68 Possibilità di effetti irreversibili III Categoria R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie I Categoria + T o T+ R46 II Categoria MUTAGENI Le sostanze e i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza

37 36 UNIONE EUROPEA: MUTAGENI CategoriaDefinizione 1 sostanze note per gli effetti mutageni sull’uomo Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l’esposizione dell’uomo ad una sostanza e l’insorgenza di alterazioni genetiche ereditarie Criterio : dati epidemiologici (fino ad oggi non si conoscono esempi di dette sostanze) 2 da considerare mutagene per l’uomo Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l’esposizione dell’uomo ad una sostanza possa provocare lo sviluppo di alterazioni ereditarie Criterio : Prove di mutagenicità sulle cellule germinali in vivo prove in vivo di rilevante interazione con le cellule germinali (DNA), prove in vitro su cellule somatiche di mammifero 3 sostanze da considerare con sospetto Esistono alcune prove ottenute da adeguati studi sugli animali che non bastano tuttavia a classificare la sostanza nella categoria 2 Criterio : Prove di mutagenicità sulle cellule somatiche in vivo o prove in vivo di interazione con il DNA

38 37  una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione delle categorie cancerogene/mutagene 1 o 2, stabiliti ai sensi del D.Lgs. 52/97, e successive modifiche  un preparato contenente una o più sostanze cancerogene /mutagene quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie cancerogene/mutagene 1 o 2, stabiliti ai sensi dei D.Lgs. 52/97, e D.Lgs. 65/03 (≥ 0,1% in peso salvo limiti diversi e specifici riportati nell’Allegato I)  una sostanza, un preparato o un processo di cui all’Allegato XLII (IPA presenti nella fuliggine e nel catrame, polveri, fumi e nebbie prodotti durante il raffinamento del Nichel, ecc.) DEFINIZIONI art. 234

39 38 VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE All.XLIII Nome agenten. EINECSn. CAS Valori limite (mg/m 3 ) 8 ore Benzene ,25 pelle Cloruro di vinile monomero ,77 Polveri di legno duro elenco IARC vol.62/1995 5,00 Frazione inalabile Polvere inalabile: frazione di massa di particelle aerodisperse aventi per il 50% un taglio dimensionale di 100 micron (UNI/EN 481)

40 39 Estratto dalle linee guida Titolo VII – Legno duro

41 40 ALTRI CRITERI DI CLASSIFICAZIONE  Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale (CCTN)  International Agency for Research on Cancer (IARC - Lyon)  American Conference of Governament Industrial Hygienist (ACGIH)  National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH)  US Environmental Protection Agency (EPA)

42 41 CLASSIFICAZIONE ACGIH ClasseDefinizione A1 Carcinogeno riconosciuto per l’essere umano L’agente è risultato carcinogeno per l’essere umano sulla base dei risultati di studi epidemiologici, o di evidenza clinica convincente, in esposti umani. A2 Carcinogeno sospetto per l’essere umano L’agente è risultato carcinogeno in animali da esperimento. Gli studi epidemiologici disponibili sono controversi o insufficienti per confermare un incremento del rischio di cancro per le persone esposte. A3 Carcinogeno per l’animale L’agente è risultato carcinogeno in animali da esperimento ad una dose relativamente elevata o per vie di somministrazione, in siti di tipo istologico o per meccanismi che non vengono considerati rilevanti per i lavoratori esposti. Gli studi epidemiologici disponibili non confermano un incremento del rischio di cancro per le persone esposte.

43 42 CLASSIFICAZIONE ACGIH ClasseDefinizione A4 Non classificabile come carcinogeno per l’essere umano Attualmente non esistono dati o quelli esistenti sono inadeguati per classificare l’agente per quanto riguarda la cancerogenità per l’essere umano e/o animali. A5 Non sospetto carcinogeno per l’essere umano L’agente non è ritenuto carcinogeno per l’essere umano, sulla base degli studi epidemiologici appropriatamente condotti sull’uomo. Questi studi sono stati condotti su un periodo sufficientemente prolungato, tengono conto di storie espositive affidabili, di dosi sufficientemente elevate ed evidenza statistica adeguata per concludere che l’esposizione all’agente non comporta un rischio significativo di cancro per l’essere umano

44 43 ClasseDefinizione Gruppo I sostanza cancerogena per l’essere umano L’evidenza delle conoscenze è sufficiente per concludere che esiste una relazione causa- effetto, tra l’esposizione alla sostanza in esame e la comparsa di tumori nell’essere umano Gruppo 2a sostanza probabilmente cancerogena per l’essere umana Nonostante vi sia sufficiente evidenza di cancerogenità in campo sperimentale, l’evidenza di cancerogenità per l’essere umano è ancora limitata Gruppo 2b sostanza possibilmente cancerogena L’evidenza di cancerogenità per l’essere umano è limitata, mentre in campo sperimentale è per ora insufficiente CLASSIFICAZIONE IARC

45 44 ClasseDefinizione Gruppo 3 sostanza non classificabile come cancerogena per l’essere umano I dati epidemiologici non sono sufficienti per classificare la sostanza cancerogena per l’essere umano. Gruppo 4 sostanza probabilmente non cancerogena per l’essere umano I dati epidemiologici portano a pensare che la sostanza non sia cancerogena per l’essere umano. CLASSIFICAZIONE IARC

46 45 Banca dati cancerogeni ISS

47 46 Banca dati cancerogeni ISS

48 47 BENZENE

49 48

50 49

51 50 Banca dati cancerogeni ISS

52 51 SOSTITUZIONE E RIDUZIONE (ART. 235) INDIVIDUAZIONE DEGLI AGENTI CANCEROGENI E/O MUTAGENI NELL’AMBIENTE DI LAVORO  SOSTITUZIONE E RIDUZIONE sostanza, preparato e/o procedimento meno nocivo  Se non è tecnicamente possibile la sostituzione RICORSO AD UN SISTEMA CHIUSO sempre che ciò sia “tecnicamente possibile”  PERSEGUIRE IL PIÙ BASSO LIVELLO DI ESPOSIZIONE TECNICAMENTE POSSIBILE impiegare tutte le misure tecniche, organizzative e procedurali, art. 237 L’esposizione non deve comunque superare il valore limite (Allegato XLIII)

53 52 La valutazione tiene conto in particolare di:  caratteristiche delle lavorazioni  durata e frequenza delle lavorazioni  quantitativi utilizzati e loro concentrazione  capacità di penetrare nell’organismo per le diverse vie di assorbimento compreso l’assorbimento cutaneo VALUTAZIONE DEL RISCHIO Misure di prevenzione e protezione DATORE DI LAVORO in occasione di modifiche del processo produttivo significative ai fini della SSL e in ogni caso trascorsi tre anni dall’ultima valutazione effettuata

54 53 Documento di Valutazione dei rischi integrato con:  Le attività lavorative con l’indicazione dei motivi per i quali sono impiegati agenti cancerogeni o mutageni  I quantitativi utilizzati o presenti in sottoprodotti o come impurità  Il numero dei lavoratori esposti o potenzialmente esposti  Il grado di esposizione se è noto  Le misure preventive e protettive e i DPI utilizzati  Le indagini svolte per la possibile sostituzione degli agenti cancerogeni e mutageni VALUTAZIONE DEL RISCHIO RLS ha accesso a tali dati

55 54 Quantitativi non superiori alle necessità e non accumulati sul luogo di lavoro Limitazione del n. di esposti mediante isolamento delle lavorazioni e accesso limitato alle aree adeguatamente segnalate Progettazione, programmazione e sorveglianza delle lavorazioni per evitare l’emissione degli agenti Misurazione degli agenti per verificare l’efficacia delle misure e per individuare esposizioni anomale Regolare e sistematica pulizia dei locali, attrezzature, impianti Procedure di emergenza Conservazione, manipolazione, trasporto, immagazzinamento e smaltimento in condizioni di sicurezza Disposizione, su conforme parere del medico, di misure protettive particolari per categorie a rischio Appropriati e adeguati servizi igienici Idonei indumenti protettivi da riporre in posti separati Gestione DPI (custodia, controllo, pulizia, riparazione, sostituzione) Misure tecniche e organizzative e procedurali

56 55 Informazione e formazione (frequenza quinquennale) Esposizione non prevedibile rimuovere la causa informazione ai lavoratori e RLS comunicazione all’organo di vigilanza Operazioni lavorative particolari (Ad es. la manutenzione) Disporre l’accesso alle aeree (tempo strettamente necessario) prevedendone l’isolamento e la relativa segnaletica Fornire speciali indumenti e DPI Misure di prevenzione e protezione

57 56 Sorveglianza sanitaria Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche  I lavoratori per i quali la VR ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti a sorveglianza sanitaria  Il datore di lavoro su conforme parere del medico adotta misure specifiche sulla base delle risultanze degli esami effettuati (allontanamento)  Ove gli accertamenti sanitari evidenziano l’esistenza di un’anomalia imputabile all’esposizione il medico competente ne informa il datore di lavoro  Il Datore effettua una nuova valutazione e ove tecnicamente possibile una misurazione della concentrazione dell’agente  Il medico competente fornisce adeguate informazioni ai lavoratori sulla SS e dopo la cessazione

58 57 Il medico competente istituisce ed aggiorna, sotto la propria responsabilità, per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto professionale CARTELLE SANITARIE E DI RISCHIO

59 58 RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO REGISTRO DI ESPOSIZIONE Lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria Iscrizione in un registro degli esposti oattività svolta oagente cancerogeno o mutageno ovalore dell'esposizione a tale agente istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta attraverso il medico competente Il responsabile del servizio di prevenzione ed i rappresentanti per la sicurezza hanno accesso a detto registro

60 59 Il datore di lavoro: a) consegna copia del registro all'ISPESL ed all'organo di vigilanza competente per territorio, e comunica ogni tre anni e quando i medesimi ne facciano richiesta, le variazioni intervenute; b) consegna, a richiesta, all'Istituto Superiore di Sanità, copia del registro; RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO

61 60 c) in caso di cessazione di attività dell'azienda, consegna copia del registro all'organo di vigilanza competente per territorio; d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno già esercitato attività con esposizione ad agenti cancerogeni, il datore di lavoro chiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro, nonché copia della cartella sanitaria e di rischio RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO

62 61 In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro invia all‘ISPESL la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore con le annotazioni individuali contenute e ne consegna copia al lavoratore stesso RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO In caso di cessazione di attività dell'azienda, il datore di lavoro consegna il registro e le cartelle sanitarie e di rischio all'ISPESL

63 62 Le annotazioni individuali contenute nel registro e le cartelle sanitarie e di rischio sono conservate dal datore di lavoro almeno fino a risoluzione del rapporto di lavoro e dall'ISPESL fino a 40 anni dalla cessazione di ogni attività che espone ad agenti cancerogeni o mutageni RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO

64 63 I modelli e le modalità di tenuta del registro e delle cartelle sanitarie e di rischio sono determinati con decreto del Ministero della Sanità di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e del lavoro e della previdenza sociale RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO Decreto del Ministero della Salute n 155 del 12/07/07 pubblicato su Gaz. Uff.n. 217 del 18/09/07 Regolamento attuativo dell’art. 70 c.9 del D.Lgs. 626/94 Registri e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni All.1 Registro di esposizione All.2 Cartella sanitaria e di rischio All.3 Richiesta all’Ispesl di copia delle annotazioni individuali e delle cartelle sanitarie e di rischio in caso di assunzione di lavoratori esposti in precedenza All.4 Specifiche per la compilazione dei modelli

65 64 REGISTRAZIONE DEI TUMORI I medici, le strutture sanitarie pubbliche e private, nonché gli istituti previdenziali assicurativi pubblici o privati, che refertano casi di neoplasie da loro ritenute causate da esposizione lavorativa ad agenti cancerogeni, ne danno segnalazione all’Ispesl, tramite i COR L’Ispesl, tramite una rete completa di Centri Operativi Regionali (COR), realizza sistemi di monitoraggio dei rischi derivanti da agenti cancerogeni, utilizzando i dati dei flussi informativi e le informazioni dell’INPS, ISTAT, INAIL e li rende disponibili ogni anno al Ministero della Salute e alle Regioni Presso l’Ispesl è costituito il REGISTRO NAZIONALE dei casi di neoplasie di sospetta origine professionale


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