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UN BACKGROUND SOCIO CULTURALE CHE HA DETERMINATO: SCARSA PROPENSIONE AL RISCHIO E AL CAMBIAMENTO IN GENERE, CONVINZIONE CHE GLI EVENTI NON SI POSSONO DOMINARE,

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Presentazione sul tema: "UN BACKGROUND SOCIO CULTURALE CHE HA DETERMINATO: SCARSA PROPENSIONE AL RISCHIO E AL CAMBIAMENTO IN GENERE, CONVINZIONE CHE GLI EVENTI NON SI POSSONO DOMINARE,"— Transcript della presentazione:

1 UN BACKGROUND SOCIO CULTURALE CHE HA DETERMINATO: SCARSA PROPENSIONE AL RISCHIO E AL CAMBIAMENTO IN GENERE, CONVINZIONE CHE GLI EVENTI NON SI POSSONO DOMINARE, FATALISMO. Una rappresentazioni di queste trappole di sottosviluppo… La vicenda della fam.Toscano, pescatori di Aci Trezza, in Sicilia. Quando 'Ntoni, il maggiore dei nipoti, parte per la leva militare padron ‘Ntoni, il nonno, tenta un affare: compra una grossa partita di lupini da zio Crocifisso, li carica sulla barca e li affida al figlio Bastianazzo perché li vada a vendere a Riposto. La barca naufraga, Bastianazzo annega, i lupini sono perduti e a Padron 'Ntoni rimane il debito della merce perduta. Successivamente Luca, uno dei nipoti, muore nella battaglia di Lissa (1866). Il debito dei lupini causa la perdita della "casa del nespolo" e impedisce le nozze della nipote, la Mena. Un nuovo naufragio della "Provvidenza" porta Padron 'Ntoni ad un passo dalla morte, dalla quale, fortunatamente, riesce a scampare. In seguito Maruzza, la nuora, muore di colera. Il primogenito 'Ntoni che, da quando ha fatto il serrvizio militare sul "continente" non si rassegna alla miseria dei pescatori, decide di andare via dal paese per far ricchezze, ma, una volta tornato ancora più impoverito, si dà al contrabbando e finisce in galera dopo aver ferito un doganiere. Padron 'Ntoni, ormai vecchio, muore senza riuscire a rivedere la sua vecchia casa. Lia, la sorella minore, vittima delle malelingue, lascia il paese e si abbandona all'umiliante mestiere della prostituta. Mena sceglie di rinunciare a sposarsi con compare Alfio, di cui è innamorata, e rimarrà in casa ad accudire i figli di Alessi e della moglie Nunziata, il minore dei fratelli che, continuando a fare il pescatore, ricostruirà la famiglia e potrà ricomprare la "casa del nespolo". Quando 'Ntoni, uscito di prigione, torna al paese, si rende conto di non poter restare a causa del suo passato di detenuto. MA IL SUD NON E’ PIU’ QUELLO DEI TEMPI DI VERGA

2 NASCITA DEI DISTRETTI INDUSTRIALI

3 ANALISI FATTORIALE - secondo dopoguerra - Mezzogiorno Livello reddito pro capiteInferiore alla μ nazionale Integrazione economica fra i diversi sistemi locali Area scarsamente integrata al suo interno Domanda locale Ampia all’interno delle grandi aree urbane Geografia fisicaSfavorevole Infrastrutture Tecnologie del trasporto limitate -> diverse aree isolate (C di trasporto proibitivi)

4 ANALISI FATTORIALE - secondo dopoguerra - CENTRO NORD Geografia fisicaFavorevole Integrazione economica fra i diversi sistemi locali Buona integrazione economica fra i diversi sistemi locali Domanda localeMolto più ampia Geografia fisicaFavorevole InfrastrutturePiù sviluppate

5 ANALISI FATTORIALE - secondo dopoguerra - CENTRO NORD In queste aree una storia diversa ha permesso di raggiungere: 1.Reddito più alto; 2.Domanda pro capite più ampia e differenziata; 3.Offerta -> specializzazioni produttive e condizioni favorevoli hanno permesso la nascita di sistemi produttivi in cui si sono accumulate tecnologie, know how, “saperi contestuali ”.

6 Sistemo Locali del Lavoro 1.Sono dispersi sul territorio nazionale tanto in termini di macroregioni [Nord e Sud], quanto all’interno delle macroregioni stesse. 2.La modernizzazione delle reti stradali e la realizzazione della rete autostradale Nord-Sud consente l’integrazione

7 Il conseguente accesso al mercato meridionale rappresenta una condizione importante per lo sviluppo dell’industria del Nord  La maggiore domanda consente di raggiungere economie di scala statiche e dinamiche. (decisive poi per la competitività sui mercati internazionali)

8 Tale integrazione determina Lo spiazzamento di molti produttori meridionali, La deindustrializzazione di vaste aree. TUTTAVIA Accade anche che all’integrazione si accompagna anche un forte sviluppo di imprese e produzioni in alcune aree meridionali, che crescono più della media nazionale determinando rilevanti concentrazioni produttive. [le autostrade riducono i costi di trasporto da Milano a Matera, ma anche dal Matera a Colonia] …

9 IL CASO NATUZZI Il Gruppo Natuzzi, dal 1959, progetta, produce e vende mobili imbottiti classici e contemporanei. Al 30/12/1997 conta dipendenti con una età media di 29 anni. Alla holding “Industrie Natuzzi S.p.A.”, quotata alla borsa di New York – NYSE– fanno capo 20 stabilimenti di produzione di salotti e di materie prime, tutti ubicati in Italia. Le società del gruppo controllano il 92% delle materie prime e semi-lavorati necessari e la quasi totalità dei servizi utilizzati. La produzione (circa 430 modelli in oltre 300 diverse tipologie di pelle e tessuti) avviene per “commesse” e avvalendosi delle tecniche del just-in-time. Le aziende del gruppo (come anche i terzisti cui l’azienda si rivolge) sono prevalentemente collocate nella zona al confine tra Puglia e Basilicata, dove è sorto un vero e proprio distretto industriale specializzato nella produzione di imbottiti. Fonte: Materiale didattico predisposto da Roberto Parente e Massimiliano Esposito per sole finalità didattiche all’interno dei corsi di Strategia di Stoà.

10 LA DOTAZIONE FATTORIALE AL SUD E’ PROIBITIVA,COME SI SPIEGA ALLORA LA NASCITA DI SLL ? I distretti meridionali si sviluppano grazie all’azione di economie di agglomerazione di vario tipo > perché in questi si determinano economie di scala e non altrove? SPIEGAZIONI IMPORTANTI: 1.I SLL più sviluppati al ’96 sono quelli che hanno avuto a una maggiore domanda domestica negli anni ’60  I SLL in crescita sino agli anni ’80 sono tutti in pianura,vicini alle grandi aree urbane, al centro di bacini di domanda ampi.

11 2.I distretti nascono in prossimità delle grandi vie di collegamento autostradale. tutti i distretti meridionali per arrivare sui mercati esteri devono risalire tutta la penisola  ma questa forza ce l’hanno solo le aree in cui si sono conservate strutture produttive. Laddove le attività artigiane si sono disperse non rinascono più. Inoltre come osservato da krugman e Venables All’aumentare della dimensione dell’industria nella regione centrale, anche la domanda locale di fattori aumenta e l’aumento del prezzo dei fattori (ad esempio il costo del lavoro) spinge alcune imprese fuori dalla regione centrale. Questi SLL del Sud sono stati alimentati anche dalla delocalizzazione!

12 LO SVILUPPO NON E’ UN FATTO DETERMINISTICO,L’ECONOMIA E’ UNA SCIENZA SOCIALE STORIE LOCALI IMPRENDITORI ECCEZIONALI IMPRESE PIONIERE GRADO DI APERTURA VERSO L’ESTERNO DELLE COMUNITA’ LOCALI-CULTURA LOCALE VELOCITA’ DI RIPRODUZIONE DELLE IMPRESE IMITATRICI CAPACITA’ DI IMPORTARE IDEE,UOMINI,TECNOLO GIE  ANCHE ALTRI FATTORI SONO DETERMINANTI

13 REGOLARITA’  i distretti industriali nascono attraverso 3 fasi : 1.INNESCO (coincide con l’avvio delle produzioni) DISPONIBILITA’ DI FATTORI IMMOBILI (specifici dei territori: legati alla localizzazione, al clima, alle risorse del suolo e del sottosuolo, alle specificita’ culturali) DALLA STORIA (sedimentazione dei conoscenze, attività economiche) MA L’ASSENZA DI TALI FATTORI OGGI NON E’ PIU’ UN OSTACOLO INSUPERABILE un produzione distrettuale può innescarsi anche dove non si hanno condizioni “ereditate”  CI SI PUO’ LIBERARE DALLE TRAPPOLE DI SOTTOSVILUPPO

14 SI PUO’ ESSERE CAPACI DI IMPORTARE QUALCOSA PUO’ ARRIVARE UN’AZIENDA DALL’ESTERNO (MELFI) COMMESSE DI LAVORAZIONE IDEE E TECNICHE NUOVE TORNANO EMIGRATI CHE HANNO IMPARATO UN MESTIERE CAPACITA’ IMPRENDITORIALI: copiare,migliorare ciò che si fa altrove E ancora FATTORI CASUALI

15 2.GESTAZIONE DEVONO VERIFICARSI PRECISI FATTORI ECONOMICI: 1.Produzioni locali concorrenziali 2.Lavoro sui fattori di competitività: apprendere,sperimentare, migliorare. 3.Le produzioni devono crescere fuori dal mercato locale [costi di trasporto, di contatto e comunicazione con altri mercati non proibitivi ]

16 4.Devono nascere nuove imprese [servono capitali necessari e mercati finanziari funzionanti in grado di alimentare gli embrioni] 5.Servono donne e uomini con una buona formazione di base [uso computer, conoscenza delle lingue straniere]

17 RISORSE INDISPENSABILI SUL TERRITORIO: Strutture formative locali Grado di concorrenza fra le imprese del distretto [la competizione determina e accelera il progredire delle imprese] Attitudine socio-culturale all’imprenditoria Contenimento degli effetti da scoraggiamento in caso di fallimenti

18 Tutti questi aspetti sono interrelati: un distretto in gestazione sviluppa dinamiche virtuose o viziose: Circolo vizioso  le imprese sopravvivono ma la competitività rimane legata al basso costo del lavoro o alla rendita garantita dal sommerso. Si corre così il rischio di essere scalzati da nuove imprese nascenti.

19 Circolo virtuoso: Cresce la dimensione del distretto Aumenta il numero delle imprese Aumenta la gamma orizzontale di prodotti offerti L’estensione verticale di beni e servizi disponibili Si accumulano conoscenze a 360° AUMENTA LA FIDUCIA

20 3.DECOLLO TUTTI I PROCESSI DESCRITTI ACCELERANO E SI AUTORAFFORZANO Il decollo è collegato all’azione di una o più imprese leader che fanno fare al distretto un “salto”: introducendo Nuovi processi produttivi Nuovi prodotti Entrando in nuovi mercati

21 EFFETTI DA ACCELERAZIONE E MOLTIPLICAZIONE DI ESTERNALITA’ POSITIVE Accelera l’imitazione, la divisione del lavoro Cresce l’ampiezza della gamma Il riconoscimento esterno La reputazione Si diffonde ottimismo: si attirano K esterni, imprese, imprenditori.

22 CONCLUSIONE I distretti possono nascere ovunque, concretizzare questa possibilità è molto difficile: all’innesco segue raramente anche il decollo. Il “successo” di un’area non dipende dal settore in cui compete ma da COME compete.


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