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Quattrocenteschi e Caravaggio: pittori di luce. Piero della Francesca Antonello da Messina Giovanni Bellini Caravaggio Tecnica luministica in:

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Presentazione sul tema: "Quattrocenteschi e Caravaggio: pittori di luce. Piero della Francesca Antonello da Messina Giovanni Bellini Caravaggio Tecnica luministica in:"— Transcript della presentazione:

1 Quattrocenteschi e Caravaggio: pittori di luce

2 Piero della Francesca Antonello da Messina Giovanni Bellini Caravaggio Tecnica luministica in:

3 Divina Lux Vocazione di San Matteo CaravaggioCaravaggio PierodellaFrancescaPierodellaFrancesca Sogno di Costantino

4 Divina lux “”Con questo segno vincerai” L’affresco fa parte del ciclo decorativo Storie della Croce, nella chiesa di San Francesco ad Arezzo ( ); La scena raffigura il sogno con la rivelazione che avrebbe vinto la battaglia contro Massenzio, se avesse apposto sugli scudi dei soldati la croce di Cristo.

5 Divina lux E’ il primo notturno della pittura italiana. Il buio della notte non è rotto dall’angelo, poiché è rappresentata l’alba. La luce sovrannaturale,emanata dall’angelo,illumina una sola porzione della realtà.

6 Divina lux Si trova nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma(1599); Matteo,gabelliere, viene sorpreso da Cristo che gli si presenta sotto forma di luce. Tutti i personaggi si girano verso la fonte luminosa, increduli, in particolare Matteo.

7 Divina lux Doppia interpretazione: 1.Classica 2.Prof. Bologna

8 Divina lux Critica tradizionale La luce nel dipinto rappresenta la Grazia Divina che inonda e colpisce i personaggi inaspettatamente. Ferdinando Bologna (l’Aquila, 1930-) La luce caravaggesca deve essere interpretata come strumento di conoscenza nella rivoluzione scientifica. Bologna fa un parallelismo tra Caravaggio e Galileo.

9 Cogitatio Battesimo di Cristo Riposo dalla fuga in Egitto Piero della Francesca Caravaggio

10 Cogitatio L’opera è oggi situata presso la National Gallery di Londra (1440c.a.) Cristo, al centro dell’opera immobile come una colonna, viene battezzato da Giovanni Battista, con alle spalle le acque del Giordano.

11 Cogitatio La tavola non presenta alcun tipo di prospettiva. La profondità è data solo dal corso del Giordano(Tevere). La luce avvolge tutto equamente, definendo un’atmosfera sospesa e irreale.

12 Cogitatio Le figure sono presentate l’una accanto all’altra nel modo più semplice; Nessuno artificio prospettico, cose vicine appaiono velate da strati di atmosfera luminosa; Il motivo religioso diventa anche sociale: il divino si rivela negli umili. Tela conservata a Roma presso la galleria Doria Pamphilj ( )

13 “La poesia non è invenzione fantastica ma espressione della vita interiore, della più profonda realtà umana” Argan

14 Luce ad occhio di bue Caravaggio tende spesso, nelle sue opere, a servirsi della luce per illuminare solo gli “attori” protagonisti delle scene rappresentate.

15 “Occhio di bue” Il lampo di luce colpisce solo i protagonisti della vicenda. Essa rivela tre momenti della scena: -il santo colpito dai carnefici; -sgomento e fuga degli astanti; -angelo con la palma del martirio. Martirio di San Matteo, Caravaggio. La tela si trova a San Luigi dei Francesi a Roma ( )

16 “Occhio di bue” Il vero protagonista -peccatore è il sicario, è su di lui che deve agire la luce salvifica di Dio. Autoritratto dell’autore

17 Top light Vergine Annunziata CaravaggioCaravaggio AntonelloDaMessinaAntonelloDaMessina Annunciazione

18 Vergine Annunziata Il dipinto è conservato a Palermo presso la Galleria Nazionale della Sicilia. 1475ca. (Antonello da Messina)

19 Top light La luce, che scende dall’alto, conferisce alla forma del volto e del velo una regolarità quasi geometrica. Comunque la fonte luminosa non è certa, poiché potrebbe essere l’osservatore stesso (angelo).

20 Top light La tavola si trova presso Musée des Beaux-Arts di Nancy in Francia. 1609c.a. (Caravaggio)

21 Top light L’angelo è rappresentato in procinto di coprire la Vergine con la propria ombra, per consentirle di concepire il Cristo. L’angelo non è più fonte di luce che irradia la Madonna, ma è lui stesso ad essere illuminato dal pennello del pittore.

22 Entrambe le Madonne vestono di azzurro, simbolo della creazione; In Caravaggio l’angelo è visibile; in Antonello l’angelo non è visibile; Lo sguardo della Madonna caravaggesca è rassegnato alla scelta divina; Quello della Madonna antonelliana coinvolge l’osservatore- angelo.

23 Unificatoria Lux San Gerolamo nello studio Orazione nell’orto BelliniBellini AntonelloDaMessinaAntonelloDaMessina

24 San Gerolamo nello studio (Antonello da Messina) La tavola si trova presso la National Gallery di Londra 1474c.a. Unificatoria Lux

25 Luce fiamminga La coincidenza di “razzi” prospettici e luminosi è assoluta. Secondo lo schema fiammingo, l’opera è una perfetta correlazione di luce, prospettiva e figura.

26 Unificatoria Lux Orazione nell’orto (Giovanni Bellini) La tavola si trova presso la National Gallery di Londra Mantegna, 1455

27 La luce dell’aurora non è l’unica fonte luminosa del dipinto. L’altra, infatti, colpisce il Cristo alle spalle: si tratta di una calda luce dorata che pervade tutte le cose e le unifica. Unificatoria lux

28 Riflessi di Luce Ricorre in alcune opere l’uso di oggetti come specchi di luce.

29 Riflessi di Luce Bacio di Giuda PieroDellaFrancescaPieroDellaFrancesca Caravaggio Sacra conversazione

30 Riflessi di luce Sacra Conversazione (Piero della Francesca) La tavola si trova presso la Pinacoteca di Brera a Milano

31 Riflessi di luce Sulla corazza si riflettono il manto della Vergine e la finestra (fonte di luce a sinistra). Sull’elmo si riflette lo stesso Federico. La corazza ha la funzione di fondere in un unico corpo i due personaggi più importanti della tavola: Federico e la Vergine.

32 Riflessi di luce Il Bacio di Giuda (Caravaggio) La tela è conservata presso la National Gallery a Dublino

33 Riflessi di luce L’attenzione dell’osservatore è catturata dal riflesso di luce sull’armatura della guardia.

34 Riflessi di luce Abbiamo la trasposizione dell’oggetto sacro filtrata attraverso un realismo travolgente. Armatura co-protagonista dell’abbraccio di Giuda. Quello che caratterizza quest’opera, come ha sottolineato il professor Bologna, è l’estremo naturalismo della scena.

35 Carolina Filoni Marta Giaccari

36 G. C. Argan, Storia dell’arte italiana, Sansoni, Firenze, 1977 (volumi 1,2,3); G. Cricco e P. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, Zanichelli editore, 2008; R. Vodret, Caravaggio, Silvana Editoriale Spa, 2009; F. Bologna, L’incredulità del Caravaggio, Bollati Boringhieri, 2007; G. Barbera, Antonello da Messina, Mondadori Electa, 1998.


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