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Capitolo 2 Produttività del lavoro e vantaggio comparato: il modello di Ricardo In allegato a Economia internazionale: teoria e politica del commercio.

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Presentazione sul tema: "Capitolo 2 Produttività del lavoro e vantaggio comparato: il modello di Ricardo In allegato a Economia internazionale: teoria e politica del commercio."— Transcript della presentazione:

1 Capitolo 2 Produttività del lavoro e vantaggio comparato: il modello di Ricardo In allegato a Economia internazionale: teoria e politica del commercio internazionale di Paul R. Krugman e Maurice Obstfeld, terza edizione italiana a cura di Rodolfo Helg

2 Slide 2-2 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Organizzazione del capitolo  Introduzione  Il concetto di vantaggio comparato  Un’economia ad un solo fattore  Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore  Fraintendimenti a proposito dei vantaggi comparati  Il vantaggio comparato in presenza di più beni  Introduzione dei costi di trasporto e di beni non commerciati  Evidenza empirica sul modello di Ricardo  Sommario

3 Slide 2-3 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  I motivi che inducono i paesi a commerciare tra di loro sono sostanzialmente due: sono diversi tra loro in termini di clima, terra, capitale, lavoro e tecnologie. cercano di conseguire economie di scala nella produzione.  Il modello di Ricardo è basato sulle differenze tecnologiche tra paesi. Tali differenze tecnologiche si riflettono in differenze nella produttività del lavoro. Introduzione

4 Slide 2-4 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Nel giorno di San Valentino la domanda statunitense di rose è di circa 10 milioni.  Coltivare rose negli Stati Uniti d’inverno è difficile. E’ necessario l’uso di serre riscaldate. Il costo dell’energia, del capitale e del lavoro impiegati è notevole.  Le risorse per la produzione di rose potrebbero essere impiegate per produrre altri beni, come i computer. Il concetto di vantaggio comparato

5 Slide 2-5 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Costo-opportunità Il costo-opportunità delle rose in termini di computer è il numero di computer che si sarebbero potuti produrre con le risorse impiegate per produrre un certo numero di rose.  Vantaggio comparato Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene se il costo-opportunità della produzione di quel bene in termini di altri beni è minore in quel paese che in altri. Il concetto di vantaggio comparato

6 Slide 2-6 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Supponiamo che negli Stati Uniti le risorse utilizzate per produrre 10 milioni di rose possano essere utilizzate, in alternativa, per produrre computer.  Supponiamo anche che in Messico le risorse per produrre quegli stessi 10 milioni di rose possano essere utilizzate, in alternativa, per produrre computer.  Questo esempio assume che i lavoratori messicani siano meno produttivi dei lavoratori statunitensi. Il concetto di vantaggio comparato

7 Slide 2-7 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Se ogni paese si specializza nella produzione del bene con il minore costo-opportunità, allora il commercio internazionale può essere vantaggiosi per entrambi i paesi. Le rose hanno un costo-opportunità minore in Messico. I computer hanno un costo-opportunità minore negli Stati Uniti.  I vantaggi dal commercio internazionale possono essere visti considerando le variazioni nella produzione di rose e di computer in entrambi i paesi. Il concetto di vantaggio comparato

8 Slide 2-8 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Tavola 2-1: Ipotetiche variazioni della produzione Il concetto di vantaggio comparato

9 Slide 2-9 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  L’esempio della Tabella 2-1 illustra il principio dei vantaggi comparati: Se ogni paese esporta i beni nei quali gode di un vantaggio comparato (costi-opportunità minori), allora tutti i paesi possono in linea di principio avvantaggiarsi dagli scambi.  Cosa determina il vantaggio comparato? Rispondere a questa domanda ci aiuterebbe a capire come le differenze tra paesi determinano la struttura dei flussi commerciali (quali beni un paese esporta). Il concetto di vantaggio comparato

10 Slide 2-10 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Un’economia ad un solo fattore  Consideriamo un’economia, che chiamiamo A. In questa economia: Esiste un solo fattore di produzione, il lavoro. Vengono prodotti solo due beni, vino e formaggio. L’offerta di lavoro in ogni paese è fissata. La produttività del lavoro (lavoro impiegto x unità di prodotto) in ogni bene è fissata. In tutti i mercati vigono condizioni di concorrenza perfetta.

11 Slide 2-11 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  La produttività costante del lavoro viene modellizzata specificando il lavoro impiegato per unità di prodotto: Il lavoro impiegato per unità di prodotto è il numero di ore di lavoro necessario a produrre un’unità di bene. –Denotiamo con a LW il lavoro impiegato per unità di vino (cioè se a LW = 2, allora ci vogliono 2 ore di lavoro per produrre un litro di vino). –Denotiamo con a LC il lavoro impiegato per unità di formaggio (cioè se a LC = 1, allora ci vuole 1 ora di lavoro per produrre un chilo di formaggio).  Le risorse complessive dell’economia sono definite da L, l’offerta totale di lavoro (cioè se L = 120, allora l’economia è dotata di 120 ore di lavoro o di 120 lavoratori). Un’economia ad un solo fattore

12 Slide 2-12 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Possibilità produttive La frontiera delle possibilità produttive (PF) di un’economia mostra la quantità massima di un bene (ad esempio, il vino) che è possibile produrre una volta deciso il livello di produzione dell’altro bene (il formaggio) e viceversa La PF della nostra economia è data dalla seguente equazione: a LC Q C + a LW Q W = L (2-1) Dal nostro esempio precedente, otteniamo: Q C + 2Q W = 120 Un’economia ad un solo fattore

13 Slide 2-13 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A L/a LW L/a LC Figura 2-1: Frontiera delle possibilità produttive di A Un’economia ad un solo fattore Il valore assoluto dell’inclinazione eguaglia il costo-opportunità del formaggio in termini di vino F P Produzione di vino di A, Q W, in litri Produzione di formaggio di A, Q C, in chili

14 Slide 2-14 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Prezzi relativi ed offerta Le particolari quantità dei due beni che vengono prodotte sono determinate dai prezzi. Il prezzo relativo del bene X (formaggio) in termini del bene Y (vino) è la quantità di bene Y (vino) che può essere scambiata per un’unità di bene X (formaggio). Esempi di prezzi relativi: –Se il prezzo di una lattina di Coca Cola è di 0.5 dollari, allora il prezzo relativo della Coca Cola è la quantità di dollari che può essere scambiata con un’unità di Coca Cola, cioè 0.5. –Il prezzo relativo di un dollaro in termini di Coca Cola è di due lattine per dollaro. Un’economia ad un solo fattore

15 Slide 2-15 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Denotiamo con P C il prezzo in dollari del formaggio e con P W il prezzo in dollari del vino. Denotiamo con w W il salario in dollari nel settore del vino e con w C il salario in dollari nel settore del formaggio.  Allora, nell’ipotesi di concorrenza perfetta, la condizione di profitti non negativi implica che: Se P W / a W < w W, allora non vi è produzione alcuna di Q W. Se P W / a W = w W, allora esiste una produzione di Q W. Se P C / a C < w C, allora non vi è produzione alcuna di Q C. Se P C / a C = w C, allora esiste una produzione di Q C. Un’economia ad un solo fattore

16 Slide 2-16 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Le relazioni sopra indicate implicano che se il prezzo relativo del formaggio (P C / P W ) è maggiore del suo costo-opportunità (a LC / a LW ), allora l’economia si specializzerà nella produzione di formaggio.  In assenza di scambi, entrambi i beni vengono prodotti, e quindi P C / P W = a LC /a LW. Un’economia ad un solo fattore

17 Slide 2-17 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore  Assunzioni del modello: Esistono nel mondo due soli paesi (A e B). Ciascuno dei due paesi produce entrambi i beni (ad esempio, vino e formaggio). Esiste un solo fattore di produzione, il lavoro. L’offerta di lavoro in ogni paese è fissata. La produttività del lavoro in ogni bene è fissata. Il lavoro non è mobile tra i due paesi. In tutti i mercati vigono condizioni di concorrenza perfetta. Tutte le variabili con l’asterisco si riferiscono al paese B.

18 Slide 2-18 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Vantaggio assoluto Un paese ha un vantaggio assoluto nella produzione di un bene se il lavoro necessario per produrre un’unità di quel bene è minore rispetto al paese estero. Assumiamo che a LC < a * LC e a LW < a * LW –Tale assunzione implica che il paese A goda di un vantaggio assoluto nella produzione di entrambi i beni. Un altro modo di vedere la stessa cosa è dicendo che A è più produttivo di B nella produzione di entrambi i beni. –Anche se il paese A ha un vantaggio assoluto in entrambi i beni, sono possibili scambi vantaggiosi per entrambi i paesi.  La struttura dei flussi commerciali è determinata dal concetto di vantaggio comparato. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

19 Slide 2-19 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Il vantaggio comparato Assumiamo che a LC /a LW < a * LC /a * LW (2-2) –Tale assunzione implica che il costo-opportunità del formaggio in termini di vino è minore in A che in B. –In altre parole, in assenza di scambi, il prezzo relativo del formaggio in A è minore del prezzo relativo del formaggio in B.  Il paese A gode di un vantaggio comparato nel formaggio e lo esporterà in B in cambio di vino. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

20 Slide 2-20 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A F*F* P*P* L * /a * LW L * /a * LC Produzione di vino di B, Q * W, in litri Produzione di formaggio di B, Q * C, in chili +1 Figura 2-2: Frontiera delle possibilità produttive del paese B Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

21 Slide 2-21 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Determinazione del prezzo relativo dopo gli scambi Cosa determina il prezzo relativo (cioè, P C / P W ) dopo gli scambi? –Per rispondere a questa domanda dobbiamo definire l’offerta relativa e la domanda relativa di formaggio nel mondo nel suo insieme. –L’offerta relativa di formaggio è pari alla quantità totale di formaggio offerta dai due paesi per ogni dato prezzo relativo divisa per la quantità totale di vino offerta, (Q C + Q * C )/(Q W + Q * W ). –La domanda relativa di formaggio nel mondo è un concetto analogo. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

22 Slide 2-22 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A RD' RD 1 Q'Q' a LC /a LW a * LC /a * LW RS Figura 2-3: Domanda e offerta relative mondiali Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore Prezzo relativo del formaggio, P C /P W Quantità relativa di formaggio, Q C + Q * C Q W + Q * W L/a LC L * /a * LW  Costo opportunità del formaggio in termini di vino

23 Slide 2-23 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  I vantaggi dal commercio internazionale Se i paesi si specializzano in base ai loro vantaggi comparati, allora beneficiano tutti da tale specializzazione e dal commercio internazionale. Dimostreremo tali vantaggi dal commercio internazionale in due modi. Primo, possiamo pensare al commercio internazionale come ad un nuovo modo per produrre beni e servizi (cioè come ad una nuova tecnologia). Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

24 Slide 2-24 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Un altro modo per vedere i vantaggi dal commercio internazionale consiste nel considerare come il commercio influenza il consumo in ognuno dei due paesi. La frontiera delle possibilità di consumo evidenzia la quantità massima di consumo di un bene che un paese può ottenere per ogni data quantità consumata dell’altro bene. In assenza di commercio, la curva delle possibilità di consumo coincide con la curva delle possibilità produttive. Il commercio internazionale espande le possibilità di consumo per ognuno dei due paesi. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

25 Slide 2-25 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore Figura 2-4: Il commercio internazionale espande le possibilità di consumo T F P T*T* P*P* F*F* (a) Paese A(b) Paese B Quantità di vino, Q W Quantità di formaggio, Q C Quantità di vino, Q * W Quantità di formaggio,Q * C

26 Slide 2-26 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Un esempio numerico La seguente tabella descrive la tecnologia dei due paesi: Tabella 2-2: Lavoro impiegato per unità di prodotto Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

27 Slide 2-27 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Il precedente esempio numerico implica che: a LC / a LW = 1/2 < a * LC / a * LW = 2 In equilibrio mondiale, il prezzo relativo del formaggio deve collocarsi tra questi due valori. Assumiamo che P c /P W = 1 litro di vino per chilo di formaggio.  Entrambi i paesi si specializzeranno e beneficieranno di tale specializzazione. Consideriamo il paese A, il quale può trasformare vino in formaggio producendolo internamente oppure producendo formaggio e poi scambiando formaggio per vino. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

28 Slide 2-28 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Se non commercia, il paese A può impiegare un’unità di lavoro per produrre 1/a LW = 1/2 litri di vino. Alternativamente, può impiegare un’unità di lavoro per produrre 1/a LC = 1 chilo di formaggio, vendere tale quantità al paese B, e ottenere in cambio 1 litro di vino. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

29 Slide 2-29 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A In assenza di commercio internazionale, il paese B può impiegare un’unità di lavoro per produrre 1/a * LC = 1/6 chili di formaggio usando la tecnologia disponibile domesticamente. Può fare di meglio specializzandosi nel vino e scambiandolo con formaggio prodotto in A ? In presenza di commercio, il paese B può impiegare un’unità di lavoro per produrre 1/a * LW = 1/3 litri di vino. Poiché il prezzo internazionale del vino è P W / P C = 1 chilo di formaggio per litro, il paese B può ottenere 1/3 chili di formaggio che è maggiore di 1/6 chili. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

30 Slide 2-30 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Salari relativi Poiché esistono delle differenze tecnologiche tra i due paesi, il commercio internazionale di beni non rende i salari eguali tra i due paesi. Un paese che ha vantaggi assoluti in entrambi i beni godrà di un salario più elevato dopo lo scambio. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

31 Slide 2-31 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Ciò può essere illustrato con l’aiuto di un esempio numerico: –Assumiamo che P C = 12$ e che P W = 12$. Quindi, abbiamo che P C / P W = 1 come nell’esempio precedente. –Poiché il paese A dopo gli scambi si specializza in formaggio, il suo salario sarà (1/a LC )P C = ( 1/1)12$ = 12$. –Poiché il paese B dopo gli scambi si specializza in vino, il suo salario sarà (1/a * LW ) P W = (1/3)12$ = 4$. –Quindi, il salario relativo di A sarà pari a 12$/4$ = 3. –Ne consegue che il paese A, con il maggiore vantaggio assoluto, godrà dopo gli scambi di un salario maggiore. Il commercio internazionale nel modello ad un solo fattore

32 Slide 2-32 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Produttività e competitività Mito 1: il libero scambio è vantaggioso solo se un paese è abbastanza forte da sostenere la concorrenza straniera. –Questo argomento fallisce nel riconoscere che il commercio internazionale è basato sui vantaggi comparati e non sui vantaggi assoluti.  La questione dei bassi salari Mito 2: la concorrenza estera è sleale e danneggia gli altri paesi quando è basata su bassi salari. –Nel nostro esempio il paese B ha salari minori, tuttavia continua a trarre vantaggio dal commercio. Fraintendimenti a proposito dei vantaggi comparati

33 Slide 2-33 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Sfruttamento Mito 3: il commercio internazionale peggiora le condizioni dei lavoratori nei paesi con i salari più bassi. –In assenza di commercio, questi lavoratori starebbero peggio. –Negare l’opportunità di esportare significa condannare la gente povera a rimanere tale. Fraintendimenti a proposito dei vantaggi comparati

34 Slide 2-34 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Fraintendimenti a proposito dei vantaggi comparati Tabella 2-3: Variazioni dei salari e dei costi del lavoro per unità di prodotto

35 Slide 2-35 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Costruzione del modello Entrambi i paesi consumano e sono in grado di produrre un numero elevato, N, di beni diversi.  Salari relativi e specializzazione La struttura dei flussi commerciali dipenderà dal rapporto tra i salari del paese A e quelli del paese B. I beni saranno sempre prodotti dove è meno costoso farlo. –Per esempio, sarà meno costoso produrre il bene i nel paese A se wa Li w/w *. Il vantaggio comparato in presenza di più beni

36 Slide 2-36 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Il vantaggio comparato in presenza di più beni Tabella 2-4: costi del lavoro per unità di prodotto nei paesi A e B

37 Slide 2-37 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Quale paese produce quali beni? Un paese ha un vantaggio di costo in ogni bene per il quale la sua produttività relativa è maggiore del suo salario relativo. –Se, per esempio, w/w * = 3, A produrrà mele, banane e caviale, mentre B produrrà solo datteri e focacce. –Entrambi i paesi beneficieranno dei vantaggi della specializzazione. Il vantaggio comparato in presenza di più beni

38 Slide 2-38 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Determinazione del salario relativo nel modello a più beni Per determinare i salari relativi in un’economia a più beni, dobbiamo considerare le domande di lavoro implicite nelle domande relative dei beni (cioè, le domande relative derivate). In A, la domanda relativa di lavoro diminuisce all’aumentare del rapporto tra i salari di A e quelli di B. Il vantaggio comparato in presenza di più beni

39 Slide 2-39 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Mele 8 Banane 4 Caviale 2 Datteri 0.75 Focacce RD Il vantaggio comparato in presenza di più beni Figura 2-5: determinazione dei salari relativi RS Salario relativo, w/w * Quantità relativa di lavoro, L/L *

40 Slide 2-40 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Introduzione dei costi di trasporto e dei beni non commerciati  Ci sono tre ragioni principali per le quali la specializzazione nell’economia internazionale reale non è estrema: l’esistenza di più di un fattore produttivo. i paesi talvolta proteggono i settori dalla concorrenza straniera. il trasporto di beni e servizi è costoso.  L’introduzione dei costi di trasporto rende alcuni beni non commerciati.  In alcuni casi, il trasporto è virtualmente impossibile. Esempio: servizi quali il taglio dei capelli o la riparazione dell’automobile non possono essere commerciati internazionalmente.

41 Slide 2-41 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Evidenza empirica sul modello di Ricardo Figura 2-6: Produttività e esportazioni

42 Slide 2-42 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A Sommario  Abbiamo esaminato il modello di Ricardo, il più semplice fra i modelli che mostrano come differenze nelle caratteristiche dei paesi diano luogo al commercio internazionale e come da esso derivino vantaggi reciproci.  In questo modello, il lavoro è il solo fattore di produzione ed i paesi si differenziano soltanto per la produttività del lavoro nei diversi settori dell’economia.  Nel modello di Ricardo, un paese esporterà il bene nel quale ha un vantaggio comparato (come contrapposto al vantaggio assoluto) in termini di produttività del lavoro.

43 Slide 2-43 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Il fatto che il commercio internazionale avvantaggi un paese può essere mostrato in due modi: possiamo pensare al commercio internazionale come a un modo indiretto di produzione. possiamo mostrare che il commercio internazionale espande le possibilità di consumo di un paese.  La distribuzione dei vantaggi derivanti dal commercio internazionale dipende dai prezzi relativi dei beni che i due paesi producono. Sommario

44 Slide 2-44 Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A  Estendendo il modello ad un fattore produttivo e due beni al caso di più beni consente di mostrare che i costi di trasporto possono dare luogo a beni non commerciati.  La previsione principale del modello di Ricardo - cioè che i paesi tenderanno ad esportare i beni per i quali hanno una produttività relativamente elevata - è stata confermata da numerosi studi empirici. Sommario


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