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AvanguardiaVisionaria Corso di Fotografia Digitale 2014 – 2015 La profondità di campo.

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Presentazione sul tema: "AvanguardiaVisionaria Corso di Fotografia Digitale 2014 – 2015 La profondità di campo."— Transcript della presentazione:

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2 AvanguardiaVisionaria Corso di Fotografia Digitale 2014 – 2015 La profondità di campo

3 AvanguardiaVisionaria In fotografia, la profondità di campo nitido o semplicemente profondità di campo è la distanza davanti e dietro al soggetto principale che appare nitida. Il concetto di profondità di campo è fondamentale in fotografia perché il saper controllare perfettamente l’estensione del piano di nitidezza, permette al fotografo di ottenere esattamente l’immagine desiderata e assegnare ad essa una valenza estetica oltre che documentativa.

4 AvanguardiaVisionaria Per ogni impostazione dell'obiettivo, c'è un'unica distanza a cui gli oggetti appaiono perfettamente a fuoco; la nitidezza diminuisce gradualmente in avanti (verso il fotografo) e indietro (in direzione opposta), per la precisione, la zona di nitidezza si estende per un terzo della sua lunghezza davanti al soggetto e per due terzi dietro al soggetto. Il "campo nitido" è quell'intervallo di distanze davanti e dietro al soggetto in cui la sfocatura è impercettibile o comunque tollerabile.

5 AvanguardiaVisionaria Se dovessimo fare un confronto con situazioni note a tutti o quasi, potremmo paragonare la profondità di campo come quella zona “libera” che si potrebbe creare dividendo un contenitore di acqua (una grande vasca ad esempio) in modo da ripartirne il volume totale come nell'immagine di seguito riportata L'esempio dell'acqua è calzante in quanto, se ci immergessimo all'interno delle zone piene d'acqua, non riusciremmo a vedere in modo nitido, cosa che invece ci accade quando siamo all'interno di della zona libera dall'acqua.

6 AvanguardiaVisionaria Da cosa dipende la profondità di campo? La profondità di campo è legata essenzialmente a tre fattori: la lunghezza focale; il diaframma; la distanza di ripresa.

7 AvanguardiaVisionaria possiamo affermare quanto segue: 1. quando si desidera isolare il soggetto dallo sfondo (ad esempio nel ritratto) è meglio utilizzare una focale più lunga. 2. quando si vuole avere sia il primo piano che lo sfondo perfettamente nitidi (ad esempio nella fotografia di paesaggio) è meglio usare una focale più corta. In questa foto ad esempi l’uso del teleobiettivo (focale 400mm) ha permesso di ottenere una ridotta profondità di campo e quindi di sfocare lo sfondo in modo da dare risalto al soggetto. In quest'altra, ad esempio, l’uso del grandangolo (focale 12mm) ha permesso di ottenere una grande profondità di campo, tanto che nella foto appare nitido sia il primissimo piano, l’amanita muscaria, sia lo sfondo.

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12 Per mettere a fuoco il soggetto e dietro tutto bello sfocato bisogna utilizzare diaframmi molto aperti, almeno f/2.8. A questo si può aggiungere che maggiore è la lunghezza focale e più l’effetto è maggiore. Fare un ritratto a f/2.8 e 200mm produce un effetto fuoco/sfocato molto piacevole.

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14 AvanguardiaVisionaria Fine Ci vediamo giovedì prossimo!


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