La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Alle origini del cinema La nascita della fotografia Laboratorio di Tecnologia Insegnante: Silvia Mari.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Alle origini del cinema La nascita della fotografia Laboratorio di Tecnologia Insegnante: Silvia Mari."— Transcript della presentazione:

1 Alle origini del cinema La nascita della fotografia Laboratorio di Tecnologia Insegnante: Silvia Mari

2 Cosa è: La camera oscura è una scatola completamente buia all interno. Se si pratica un forellino su una parete si formerà sulla parete opposta unimmagine rimpicciolita e capovolta del soggetto inquadrato. La camera oscura si basa sul principio della propagazione rettilinea della luce La camera oscura Il principio della camera oscura è conosciuto fin dai tempi antichi.

3 Interessante, ma a cosa poteva servire? Praticamente a niente, fin quando se ne interessarono i pittori, dal Rinascimento in poi, quando cioè essi vollero riprodurre nei loro quadri immagini molto simili alla realtà. Fu proprio la camera oscura ad aiutarli a riprodurre il mondo reale esattamente come lo vede locchio umano e cioè con la prospettiva. Essi cominciarono così a costruire camere oscure con le quali ricalcavano su un foglio limmagine del paesaggio da loro inquadrato

4 Ne furono costruite di diversi tipi: portatili, dentro un baldacchino, dentro una carrozza o una tenda da campo, dove l'artista poteva lavorare e ricalcare su di un foglio limmagine che arrivava da fuori.

5 Era un procedimento piuttosto semplice che, col passare del tempo, venne utilizzato da tutti i grandi pittori paesaggisti, italiani e stranieri, come ad esempio Canaletto con le sue famose vedute di Venezia

6 Immagini di luce Le immagini che apparivano sui fogli dei nostri pittori erano fatte di sola luce. Bastava chiudere con una mano il foro di entrata per vederle sparire. Conoscendo la curiosità e la voglia di sperimentare sempre cose nuove propria degli esseri umani, possiamo immaginare che tutti restassero affascinati dalla riproduzione in miniatura dei paesaggi fatti di sola luce sui fogli da disegno La voglia di fissare, fermare queste immagini, con il tempo, ha fatto nascere la fotografia

7 Infatti, la parola fotografia deriva dalla lingua greca e significa scrivere con la luce La macchina fotografica non è altro che una camera oscura, più sofisticata naturalmente, e funziona in modo molto simile allocchio umano

8 Nellocchio umano succede la stessa cosa: locchio umano, cioè, può essere paragonato a una camera oscura Dalla pupilla entra la luce Immagine esterna Limmagine si proietta capovolta sul fondo

9 Immagine esterna Limmagine si proietta capovolta sulla retina che nella macchina fotografica corrisponde alla pellicola La pupilla, da dove entra la luce, si può dilatare o restringere, a seconda della quantità di luce esterna. Questa funzione nella macchina fotografica è svolta dal diaframma Molta luce Poca luce Quando abbiamo le palpebre chiuse non permettiamo alla luce esterna di entrare. Questa funzione nella macchina fotografica è svolta dallotturatore Il cristallino corrisponde allobiettivo e serve a mettere a fuoco Locchio umano e la macchina fotografica

10 Il cristallino è una lente biconvessa dellocchio, una struttura che, insieme alla cornea, consente di mettere a fuoco i raggi luminosi sulla retina, cambiando la propria forma, per adattarla alla distanza delloggetto che stiamo guardando. cornea iride pupilla cristallino Messa a fuoco: il cristallino

11 diaframma lenti Gli obiettivi fotografici possiedono più di una lente. La messa a fuoco si ottiene ruotando una vite che varia la distanza tra le lenti e la pellicola. Messa a fuoco: l Obiettivo

12 Il diaframma è la pupilla della nostra macchina. Quando cè poca luce deve essere aperto, quando cè molta luce si chiude 28 mm: grandangolare50 mm200 mm: teleobiettivo Esistono diversi obiettivi che si distinguono per langolo di campo, cioè la porzione di spazio che riescono a inquadrare obiettivo diaframma

13 occhio Macchina fotografica

14 I pionieri della fotografia I tentativi di fissare le immagini della camera oscura su un supporto sono andati avanti tutta la prima metà dellOttocento. La chimica ha dato un contributo fondamentale. - La prima ripresa fotografica vera e propria venne realizzata nel 1827 dal francese Nièpce. Egli utilizzò una lastra di peltro, resa sensibile alla luce da unemulsione a base di bitume. La fotografia richiese unesposizione di ben otto ore. - Nel 1835 Daguerre impressionò lamine dargento (dagherròtipi), ottenendo immagini molto nitide dalle quali non si potevano ricavare copie - Nello stesso anno Talbot scopre il sistema per realizzare tramite un negativo molte copie della stessa immagine (calotipìa) Alla metà dellOttocento sono già in commercio macchine fotografiche concettualmente identiche alle fotocamere moderne

15 La pellicola fotografica Questo tipo a doppia perforazione si chiama formato 35 mm (altezza della pellicola) o 24x36 mm (fotogramma) La pellicola è contenuta dentro un rollino. Alla vista ha una superficie opaca: è lemulsione sensibile formata da una gelatina di sali dargento sensibili alla luce. Nel 1870 nasce una materia plastica a base di cellulosa, la celluloide, che acquistò grande fama e risonanza dopo il 1889, quando la Kodak la adottò per la sua pellicola fotografica flessibile. La celluloide permise la nascita e lo sviluppo del cinema. Pur trattandosi di un materiale flessibile e resistente allumidità la celluloide è estremamente infiammabile e ciò ne ha limitato fortemente limpiego. Nel 1954 la celluloide non venne più usata per la fabbricazione di pellicole. Proprio a causa della citata infiammabilità, venne sostituita dal poliestere tuttora usato per la fabbricazione di pellicole cinematografiche.

16 ingranditore Bacinelle per lo sviluppo e il fissaggio su carta Laboratorio per lo sviluppo e la stampa Una volta scattate tutte le fotografie bisogna procedere allo sviluppo e alla stampa, che venivano realizzate in un laboratorio di questo tipo Contenitore per lo sviluppo della pellicola

17 Liquidi per lo sviluppo della pellicola e il fissaggio Contenitore per lo sviluppo della pellicola bacinella per sviluppo e fissaggio su carta Oggetti necessari

18 Cosa avviene nel laboratorio di sviluppo e stampa Alla base del processo fotografico cè la proprietà dei sali dargento di annerire in maniera proporzionale alla quantità di luce che ricevono. Il materiale fotografico è infatti costituito da uno strato di sali dargento dispersi in una particolare gelatina, steso su un supporto che può essere trasparente (pellicola) o opaco (carta). Con lo sviluppo otteniamo limmagine negativa del soggetto. Negativa in quanto presenta invertite le tonalità di luce, in particolare: le zone chiare che riflettono molta luce, impressioneranno maggiormente lemulsione sensibile e diventeranno scure. Viceversa le zone scure, che riflettono poca luce, impressionano poco lemulsione e diventeranno chiare. Limmagine che si forma nel materiale sensibile dopo lesposizione alla luce non è tuttavia visibile e viene perciò chiamata immagine latente. Per vederla dobbiamo procedere alloperazione di sviluppo della pellicola Immagine latente negativo

19 Per riavere limmagine positiva dobbiamo procedere alloperazione di stampa su carta sensibile. I toni scuri del negativo impressioneranno di meno lemulsione sensibile sulla carta e torneranno ad essere chiari e viceversa i toni chiari che impressioneranno di più lemulsione diventeranno scuri. Invertendosi di nuovo i toni otterremo limmagine positiva. Negativo (su pellicola) Positivo (su carta) Immagine reale: positivo scuro chiaro


Scaricare ppt "Alle origini del cinema La nascita della fotografia Laboratorio di Tecnologia Insegnante: Silvia Mari."

Presentazioni simili


Annunci Google