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1 dalle funzioni all’azione umana - come si interpreta un “oggetto” che manifesti teleonomia, ossia la presenza di funzioni? D. Dennett: la nascita della.

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2 1 dalle funzioni all’azione umana - come si interpreta un “oggetto” che manifesti teleonomia, ossia la presenza di funzioni? D. Dennett: la nascita della capacità di agire a partire dalle macromolecole

3 2 D. Dennett: la nascita della capacità di agire a partire dalle macromolecole “Prima di tutto, il virus necessita di un materiale nel quale racchiudere e proteggere il proprio genoma. In secondo luogo, necessita di un sistema per introdurlo nella cellula ospite. In terzo luogo, deve poter disporre di un meccanismo che consenta la replicazione specifica del suo genoma in presenza di un eccesso di RNA dell’ospite. Infine, esso deve organizzare la proliferazione del proprio genoma, un processo che solitamente porta alla distruzione della cellula ospite […]. Il virus addirittura fa in modo che sia la cellula a eseguire la sua replicazione; il suo solo contributo al processo è un fattore proteico, adattato in modo di attivarsi solo in presenza di una ‘parola d’ordine’ a livello dell’RNA virale. Non appena l’enzima la riceve, riproduce con grande efficienza l’acido nucleico del virus, ignorando quello della cellula ospite […]. Di conseguenza, la cellula si trova ben presto inonda di RNA virale, che viene racchiuso in un involucro proteico, sintetizzato anch’esso in grandi quantità; infine la cellula scoppia e libera una moltitudine di particelle virali di nuova formazione.” M. Eigen, biologo molecolare, cit. in D. Dennett, La mente e le menti, p. 33

4 3 D. Dennett: la nascita della capacità di agire a partire dalle macromolecole “Prima di tutto, il virus necessita di un materiale nel quale racchiudere e proteggere il proprio genoma. In secondo luogo, necessita di un sistema per introdurlo nella cellula ospite. In terzo luogo, deve poter disporre di un meccanismo che consenta la replicazione specifica del suo genoma in presenza di un eccesso di RNA dell’ospite. Infine, esso deve organizzare la proliferazione del proprio genoma, un processo che solitamente porta alla distruzione della cellula ospite […]. Il virus addirittura fa in modo che sia la cellula a eseguire la sua replicazione; il suo solo contributo al processo è un fattore proteico, adattato in modo di attivarsi solo in presenza di una ‘parola d’ordine’ a livello dell’RNA virale. Non appena l’enzima la riceve, riproduce con grande efficienza l’acido nucleico del virus, ignorando quello della cellula ospite […]. Di conseguenza, la cellula si trova ben presto inonda di RNA virale, che viene racchiuso in un involucro proteico, sintetizzato anch’esso in grandi quantità; infine la cellula scoppia e libera una moltitudine di particelle virali di nuova formazione.” M. Eigen, biologo molecolare, cit. in D. Dennett, La mente e le menti, p. 33

5 4 D. Dennett: la nascita della capacità di agire a partire dalle macromolecole  un vocabolario proprio della capacità di azione, qui usato impropriamente, metaforicamente  quand’è che questo vocabolario diventa proprio? “Queste minuscole macchine molecolari – impersonali, incapaci di riflessione, che agiscono come robot, automaticamente e inconsapevolmente – sono la base ultima di tutta la capacità di agire e quindi del significato e della coscienza presenti nel mondo” “Tanto per farvi toccare la cosa con mano, la vostra bis- bis-… bisnonna era un robot ”

6 5 D. Dennett: la nascita della capacità di agire a partire dalle macromolecole “ la vostra bis- bis-… bisnonna era un robot ” Non solo noi discendiamo da questi robot macromolecolari; essi sono anche le unità di cui è fatto il nostro corpo.

7 6 1. ATTEGGIAMENTO FISICO 2. ATTEGGIAMENTO DEL PROGETTO 3. ATTEGGIAMENTO INTENZIONALE D. Dennett, La mente e le menti (Kinds of Minds)

8 ATTEGGIAMENTO INTENZIONALE 7 * strategia per interpretare il comportamento di una entità come se fosse un agente razionale (come se fosse un ente che orienta la sua “scelta” d’“azione” prendendo in considerazione le proprie “credenze” e i propri “desideri”)

9 8 tutte quelle entità e solo quelle il cui comportamento è prevedibile /spiegabile assumendo un atteggiamento intenzionale (Dennett, MM, p. 46) Dunque i sistemi intenzionali sono

10 SISTEMA INTENZIONALE 9 * sistema orientato ad un fine e modulato dall’informazione (“agente”) (termostati, virus, protozoi, piante, animali, computer che giocano a scacchi, robot, persone)

11 10 Agente razionale Sistema intenzionale NON CONFONDERE !  L’agente razionale agisce secondo la rappresentazione di fini  Il sistema intenzionale agisce come se rappresentasse dei fini

12 11 USO DELL’ATTEGGIAMENTO (“STRATEGIA”) INTENZIONALE

13 12 2. Stabilire quale possano essere le sue credenze in base alla sua posizione e scopo nel mondo 1. Decidere di esaminare l’oggetto come un agente razionale (che agisce alla luce di credenze per favorire obiettivi) 3. Determinare quale possano essere i suoi desideri in base alla sua posizione e scopo nel mondo 4. Prevedere cosa farà alla luce di tali credenze per favorire i suoi obiettivi sopravvivere

14 13 Psicologia evoluzionistica 1. sopravvivere 2. riprodursi

15 14 2. Stabilire quale possano essere le sue credenze in base alla sua posizione e scopo nel mondo 1. Decidere di esaminare l’oggetto come un agente razionale (che agisce alla luce di credenze per favorire obiettivi) 3. Determinare quale possano essere i suoi desideri in base alla sua posizione e scopo nel mondo 4. Prevedere cosa farà alla luce di tali credenze per favorire i suoi obiettivi sopravvivere

16 15 “Credere realmente e veramente che p (una proposizione qualunque) non è altro che essere un sistema intenzionale per cui p occorre come una credenza nella interpretazione migliore” (IS, it. p. 50) La credenza “c’è” quando c’è un’interpretazione funzionante che vi fa riferimento – NON quando si presenta come rappresentazione interna ad un soggetto: “Non è che noi attribuiamo o dovremmo attribuire credenze desideri soltanto a cose in cui troviamo rappresentazioni interne, ma piuttosto quando scopriamo un oggetto per il quale funziona la strategia intenzionale, cerchiamo di interpretare alcuni dei suoi stati o processi interni come rappresentazioni interne. Ciò che fa di una caratteristica interna di una cosa una rappresentazione potrebbe essere solamente il suo ruolo nel regolare il comportamento di un sistema intenzionale” (p. 53)

17 16 “Credere realmente e veramente che p (una proposizione qualunque) non è altro che essere un sistema intenzionale per cui p occorre come una credenza nella interpretazione migliore” (IS, it. p. 50) La credenza “c’è” quando c’è un’interpretazione funzionante che vi fa riferimento – NON quando si presenta come rappresentazione interna ad un soggetto: “Non è che noi attribuiamo o dovremmo attribuire credenze desideri soltanto a cose in cui troviamo rappresentazioni interne, ma piuttosto quando scopriamo un oggetto per il quale funziona la strategia intenzionale, cerchiamo di interpretare alcuni dei suoi stati o processi interni come rappresentazioni interne. Ciò che fa di una caratteristica interna di una cosa una rappresentazione potrebbe essere solamente il suo ruolo nel regolare il comportamento di un sistema intenzionale” (p. 53)

18 17 “Non esiste alcun momento magico nel passaggio da un semplice termostato a un sistema che possiede realmente una rappresentazione interna del mondo circostante” (p. 53) DUNQUE :

19 18 “Non esiste alcun momento magico nel passaggio da un semplice termostato a un sistema che possiede realmente una rappresentazione interna del mondo circostante” (p. 53) DUNQUE : = ?

20 19 credenze desideri 1. Decisione di trattare l’oggetto come un agente razionale 2. Individuazione delle credenze che dovrebbe avere data la sua posizione e il suo scopo nel mondo 3. Individuazione dei desideri

21 20 credenze desideri 4. Previsione: agirà per favorire i suoi obiettivi alla luce delle sue credenze obiettivi AZIONE


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