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Diritto pubblico dell’economia. Il diritto pubblico dell’economia Diritto pubbl. econ. rientrava nel dir. amm. econ.. Deroghe autoritative al diritto.

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1 Diritto pubblico dell’economia

2 Il diritto pubblico dell’economia Diritto pubbl. econ. rientrava nel dir. amm. econ.. Deroghe autoritative al diritto comune. Modello dirigista: tutto il mercato è amministrativizzato Modello liberista: mercato lasciato al diritto comune

3 Il diritto pubblico dell’economia Diritto pubbl. econ.= governo pubblico dell’economia Non regola i rapporti tra privati, ma l’intervento pubblico nell’economia stessa.

4 Giustificazione economica dell’intervento pubblico Fallimenti economia di mercato Beni pubblici esternalità Asimmetrie informative Monopoli naturali Esigenze redistribuzione reddito

5 Analisi economica del diritto Usa strumenti economici per l’analisi del diritto, in una logica in cui prevale l’utile sul giusto.

6 Logica dell’analisi economica del diritto Le regole economiche nascono spontaneamente dal mercato Esse garantiscono il miglior risultato in termini di efficienza Le regole giuridiche debbono dunque assecondarle

7 Critica all’analisi economica del diritto Non tiene conto del profilo redistributivo Quest’ultimo viene affidato al solo strumento fiscale Ma tale strumento, da solo, è insufficiente È invece necessario un intervento redistributivo che preceda la decisione allocativa

8 Concetto di costituzione economica (pluralità di concetti di costituzione economica) Formale: disposizioni cost. formale che riguardano i rapporti economici Fattuale: struttura fattuale dell’insieme di beni dell’ordinamento economico Rilevanza diritto comunitario: una nuova cost. economica? Attenzione: non separabile dalla forma dell’unità politica complessiva voluta dalla costituzione

9 I modelli idealtipici Modello italiano: economia mista Rifiuto tanto del modello dirigista Quanto del modello liberista puro

10 Modello dirigista Primato della società politica (stato) sul mercato Rapporti economici “artificiali” Confondersi del diritto privato con il diritto pubblico

11 Il modello dirigistico A livello istituzionale il modello dirigista si traduce in: Pianificazione/ programmazione statale Monopoli pubblici Imprese di stato

12 L’economia pianificata Modello storico: Russia sovietica Mercato sostituito da una “pianificazione imperativa” La pianificazione si trova però anche in stati non dirigisti (piani a carattere “indicativo”). Es.: Italia, piano quinquennale 1966/70.

13 Modello liberista Mira a consegnare il mercato alla società economica Valorizzazione iniziativa privata Penalizzazione potere conformativo della società politica

14 Le varianti del modello liberistico Il modello liberista presenta due varianti Ideali liberistici puri Mercato come locus naturalis deregulation Stato come garante del buon funzionamento del mercato (Scuola Friburgo) Necessario “stato giuridico” del mercato

15 La terza via Entrambi i modelli (dirigista e liberista) non sono soddisfacenti Comportano, di fondo, una ineliminabile separazione tra mercato e società Invece: mercato come parte della società; circolarità relazioni tra mercato, diritto e politica

16 I principi della Costituzione e l’orientamento per lo stato sociale dirigismo Impostazione filosofica di matrice hegeliana

17 La critica al modello liberistico Liberismo Impostazione di tipo individualistico

18 L’impostazione della Costituzione Costituzione italiana Impostazione di tipo personalistico Da cui discende l’idea di uno stato con il compito di promuovere condizioni sociali idonee (stato sociale) Ma attenzione: uno stato sussidiario, non dirigista.

19 La costituzione economica italiana Premesse necessarie Non separabilità della cost. economica dalla cost. politica tout court La cost. non è un oscillare confuso tra marxismo e liberismo; in essa ritroviamo invece un’idea di economia sociale

20 Lettura art. 41 cost. Comma 1: “L’iniziativa economica privata è libera” Norma anfibologica: suscettibile di duplice lettura Una lettura pro mercato Una lettura contro il mercato

21 Lettura pro mercato Il comma 1 garantirebbe la libertà di concorrenza in senso oggettivo. Il potere ex art. 43 rappresenterebbe una extrema ratio. Suffragherebbero la tesi i seguenti riferimenti positivi: Art. 2: libertà negoziale; Artt. 4 e 35: tutela del lavoro (anche autonomo); Art. 117 c. 2 lett. e: tutela della concorrenza; Art. 117 c. 1: impone una rilettura conforme all’ordinamento comunitario.

22 Lettura contro il mercato L’art. 41 garantirebbe solo la dimensione “verticale” dell’iniziativa economica privata. Rappresenterebbe (al pari della proprietà privata) un “diritto inferiore”, non assoluto.

23 Art. 41 c. 2: “Non può svolgersi (l’iniziativa economica privata) in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”. Conferma l’incapacità del libero gioco della concorrenza di raggiungere quelle finalità sociali e solidaristiche poste a fondamento del sistema. Vi sono valori ed interessi non realizzabili partendo dal mercato (es.: dignità della persona, salute, ambiente). È quindi necessario un (ineguale) bilanciamento tra calcolo economico e sviluppo sociale al fine di assicurare l’”utilità sociale”. Ciò impone una lettura sistematica delle norme sull’iniziativa economica, ponendo in rilievo i collegamenti con gli artt. 1-4 cost. che definiscono la forma ed i compiti essenziali dello stato.

24 Art. 41 c. 3: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”. -il comma 3 prevede il potere di sottoporre l’attività economica alla potestà pubblica, quando ciò sia richiesto dagli interessi pubblici. -La costituzione ritiene necessario un governo pubblico dell’economia: il mercato da solo non è ritenuto in grado di assicurare il pieno affermarsi dei valori costituzionali. -A tal fine sono previsti due strumenti (assistiti dalla garanzia della riserva di legge): programmazione (democratica e partecipata, mai dirigista); controlli (strumenti di verifica dello stato di realizzazione della programmazione).

25 Costituzione e proprietà privata Art. 42 cost.: “La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo stato,a enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurare la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.”. La situazione della proprietà privata è simile a quella del diritto d’impresa: i pubblici poteri hanno proprietà conformative, di controllo e di programmazione, quando ricorra l’inerenza di un interesse pubblico in ordine all’appartenenza, alla disposizione, al godimento del bene. Si parla di “funzionalizzazione”. E’ prevista inoltre la possibilità di esproprio (nei casi previsti dalla legge, per motivi di interesse generale, salvo indennizzo – art. 42 c. 3 -).

26 Art. 43: “Ai fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.”. tipologie Collettivizzazioni Possono essere a favore di: Enti territoriali (statizzazione, regionalizzazione, municipalizzazione) Organismo centrale diverso dallo stato (nazionalizzazione) Collettività di settore organizzata (socializzazione) Assunzioni singolari

27 Le nazionalizzazioni La collettivizzazione si opera anzitutto con una riserva originaria d’impresa; se nel settore esistono anche imprese già operanti, si procede per espropriazione Una volta operata la collettivizzazione, essa può essere organizzata secondo: Modello burocratico Modello imprenditoriale Concessione

28 La proprietà agricola Art. 44: “Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la modifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.”. Problema del latifondo nel sud Favor per il proprietario/agricoltore (cfr. anche art. 47) Svalutazione funzione imprenditoriale in campo agricolo

29 La tutela del risparmio Art. 47: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”. Legittima il governo pubblico del sistema creditizio Difesa del valore della moneta tra i compiti della Repubblica Ruolo Banca d’Italia

30 Il sistema tributario Art. 53: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”. Progressività (diversa dalla proporzionalità) Riserva di legge relativa

31 Dopo la riforma del Tit. V Art. 117, c. 2, lett. e: “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie … e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie.”. Federalismo cooperativo: livelli essenziali e coesione economico-sociale.

32 Altri profili costituzionali Principi di buon governo dell’economia (es. artt. 47 e 81) Diritti sociali: non sono solo limiti all’iniziativa economica, ma costituiscono un elemento del sistema economico, la sua finalizzazione complessiva (dignità del lavoratore, sicurezza del consumatore, diritto all’assistenza sociale e sanitaria, asimmetria tra i diritti del lavoratore e i diritti del datore di lavoro)


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