La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

L’occupazione femminile in Italia. Sta cambiando il modello di partecipazione delle donne al lavoro Si entra nel lavoro in età più avanzata, proprio nel.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "L’occupazione femminile in Italia. Sta cambiando il modello di partecipazione delle donne al lavoro Si entra nel lavoro in età più avanzata, proprio nel."— Transcript della presentazione:

1 L’occupazione femminile in Italia

2 Sta cambiando il modello di partecipazione delle donne al lavoro Si entra nel lavoro in età più avanzata, proprio nel momento in cui le generazioni precedenti iniziavano l’uscita, con un livello di aspirazioni e con un istruzione più elevata e con l’intenzione di non abbandonarlo in futuro Ciò determina: Un aumento della partecipazione esplicita al mercato del lavoro delle donne. Un aumento della partecipazione esplicita al mercato del lavoro delle donne. L’emergere delle indecise, specie al Sud, cioè delle donne che non vogliono stare completamente fuori dal mondo del lavoro e che si collocano in una situazione di attesa, nella “zona grigia” tra la partecipazione attiva e la totale estraneità al mercato del lavoro L’emergere delle indecise, specie al Sud, cioè delle donne che non vogliono stare completamente fuori dal mondo del lavoro e che si collocano in una situazione di attesa, nella “zona grigia” tra la partecipazione attiva e la totale estraneità al mercato del lavoro Al Sud emerge una cospicua offerta di lavoro potenziale specie femminile che oggi troppo poco si presenta esplicitamente sul mercato anche perché scoraggiato

3 L’occupazione dal 1993 al 2008 Prima fase: particolari difficoltà socio-economiche: – 525 mila occupati nei primi 2 anni Successiva ripresa: già dal 1999 si superano i valori iniziali e nel 2008: 23milioni 405mila occupati, 2 milioni 640mila in più rispetto al 1993 UOMINI In soli due anni tra il 1993 e il 1995 – 443mila occupati. Dopo 2 anni di stagnazione nel 1998 inizia la ripresa, nel 2008: 14milioni 64mila occupati, 665 mila in più rispetto al 1993 DONNE La caduta dell’occupazione è stata minore ed è durata meno. Già nel 1996 inizia una sostenuta ripresa, nel 2008: 9milioni 341mila, 1milione 975mila occupate in più rispetto al 1993

4

5 Ma il Sud ha preso le briciole dell’incremento di occupazione femminile 1milione 975mila occupate in più rispetto al milione 731mila al Centro Nord 244mila al Sud Le differenze tra donne del Nord e del Sud si sono ampliate. E’ emerso lo spettro dell’inattività femminile più volte in questi anni. La disoccupazione femminile comincia a calare dal 1998 fino a raggiungere il minimo nel Ma a partire dal 2004 fino al 2007 il calo della disoccupazione si è accompagnato al Sud all’aumento dell’inattività. Nel 2008 le donne cominciano a ricercare lavoro.

6

7 L’incremento di occupazione femminile è stato dovuto in gran parte alla crescita del part time 1milione 975mila occupate in più rispetto al 1993 Di cui 1 milione 64 mila in part time L’occupazione femminile è cresciuta fondamentalmente nel settore dei servizi Le donne continuano in tutto il periodo a presentare una percentuale di tempi determinati più alta degli uomini: Donne:dall’12,7% del 1993 al 15,6% del 2008 Uomini:dall’8,2% del 1993 all’11,5% del 2008 più precarie e con una precarietà che dura più a lungo nel tempo

8

9 Gli andamenti dell’occupazione femminile in sei paesi europei Spagna30,748,354,7Spagna30,748,354,7 Italia37,445,246,6Italia37,445,246,6 Francia51,658,260,0Francia51,658,260,0 Germania55,159,260,4Germania55,159,260,4 UK61,265,665,5UK61,265,665,5 Svezia68,570,571,8Svezia68,570,571,8 La Spagna sta più indietro dell’Italia nel 1994La Spagna sta più indietro dell’Italia nel 1994 Supera l’Italia nel 2004 con un incremento del 60% in dieci anniSupera l’Italia nel 2004 con un incremento del 60% in dieci anni Arriva al 54,7% nel 2007 con un incremento totale dell’80% contro il 25% dell’ItaliaArriva al 54,7% nel 2007 con un incremento totale dell’80% contro il 25% dell’Italia

10 Da che è dipesa la crescita dell’occupazione? La crescita degli ultimi anni prima della crisi è stata spiegata da tre fattori fondamentali: 1. Aumento della permanenza degli ultracinquantenni 2. Aumento della componente straniera 3.Aumento dei tempi determinati Gli stranieri in Italia presentano un tasso di occupazione più elevato degli italiani ma ciò è dovuto alla struttura per età più giovane, all’inserimento in professioni a più bassa specializzazione. Anche per le donne è così, ma ci sono forti differenze tra comunità. Tassi alti per filippine rumene e ucraine e bassi per marocchine e albanesi. Gravi problemi di conciliazione dei tempi di vita

11 L’occupazione sale dell’1,9% (+176 mila unità), oltre l’80% nelle regioni del Centro-nord.L’occupazione sale dell’1,9% (+176 mila unità), oltre l’80% nelle regioni del Centro-nord. Dal +2,6% del primo semestre al +1,3% del secondo.Dal +2,6% del primo semestre al +1,3% del secondo. Il tasso di occupazione femminile è al 47,2% con elevati divari territoriali: dal 62,1% dell’Emilia Romagna al 27,3% della Campania.Il tasso di occupazione femminile è al 47,2% con elevati divari territoriali: dal 62,1% dell’Emilia Romagna al 27,3% della Campania. La disoccupazione femminile torna a crescere: +11,2% (88 mila unità). L’incremento soprattutto tra ex inattive.La disoccupazione femminile torna a crescere: +11,2% (88 mila unità). L’incremento soprattutto tra ex inattive. Tuttavia nel IV trimestre l’inattività femminile nelle regioni meridionali torna a crescere (+1,7% pari a 73 mila unità).Tuttavia nel IV trimestre l’inattività femminile nelle regioni meridionali torna a crescere (+1,7% pari a 73 mila unità). Il mercato del lavoro femminile nel 2008

12 Il lavoro propone un’altra criticità forte: donne schiacciate dalle rigidità sociali Asimmetria dei ruoli elevata – il 73% delle ore di lavoro familiare della coppia, in cui la donna lavora e ha fino a 44 anni, è assorbito dalle donne Rete servizi per la prima infanzia scarsa (sotto il 20% i bambini che vanno al nido) e costosa (crescita più sostenuta dei nidi privati). Flessibilità nei posti di lavoro scarsa (32,0%) (tranne Pubblica Amministrazione 53,4%) Accesso al lavoro delle donne basso al crescere del numero dei figli Tasso di occupazione single 62,5% 0 figli 47,5% 1 figlio 52,8% 2 figli 50,8% 3 figli o più 38,5% La nascita di un figlio rappresenta ancora una criticità: 1 donna su 5 lascia o perde il lavoro; CONSEGUENZA: FORTE SOVRACCARICO DI LAVORO SULLE DONNE FIGLI ANCORA BARRIERA ALL’ACCESSO E AL MANTENIMENTO DEL LAVORO

13 I tassi di occupazione femminile diminuiscono all’aumentare del numero di figli In tutti i paesi ma in ITALIA DI PIU’In tutti i paesi ma in ITALIA DI PIU’ e più e più Italia68,559,853,9 41,5Italia68,559,853,9 41,5 Francia82,079,676,257,3Francia82,079,676,257,3 Germania83,176,168,751,7Germania83,176,168,751,7 UK84,875,471,348,0UK84,875,471,348,0 Spagna76,766,360,652,1Spagna76,766,360,652,1 Finlandia83,780,781,066,7Finlandia83,780,781,066,7

14 L’asimmetria dei ruoli è diminuita, ma per le nuove strategie adottate dalle donne CHE PERCHE’ gli uomini sono più coinvolti hanno aumentato di 16 minuti in 14 anni, 1 minuto all’anno PIU’ PERCHE’ le donne scelgono di diminuire il tempo dedicato al lavoro familiare (- 33 minuti) 84,6% 77,7% nell’arco di 14 anni si passa dall’84,6% al 77,7% di ore di lavoro familiare delle coppie assorbite dalle donne

15 Nel Nord Est + occupazione + part time + nidi e servizi sociali + baby sitter + reti informali + condivisione nella coppia - meno figli - meno figli In sintesi Le donne lavoratrici del Centro Nordmolto sovraccaricate ma relativamente più supportate. Le donne lavoratrici del Centro Nord molto sovraccaricate ma relativamente più supportate. Le donne lavoratrici del Sud fortemente svantaggiate su tutti i piani. Nel Sud - occupazione - part-time + lavoro a tempo determinato determinato - servizi sociali - reti informali - baby sitter - condivisione nella coppia + figli Le criticità per le donne non sono le stesse ovunque


Scaricare ppt "L’occupazione femminile in Italia. Sta cambiando il modello di partecipazione delle donne al lavoro Si entra nel lavoro in età più avanzata, proprio nel."

Presentazioni simili


Annunci Google