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A Don Rinaldi manca solo la voce di Don Bosco Prof. Enrico Dal Covolo.

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1 A Don Rinaldi manca solo la voce di Don Bosco Prof. Enrico Dal Covolo

2 Lu Monferrato Nascita e battesimo: 28 maggio 1856 Famiglia: Cristoforo, Antonia Brezzi, ottavo di nove figli Cresima: 21 maggio 1862 Prima Comunione: no documento Mirabello Collegio a Mirabello(1866) Direttore Don Giovanni Bonetti Assistente il chierico Paolo Albera 2 volte incontri con DB Lu Monferrato La frequenza ai sacramenti La vita piuttosto ritirata La partecipazione attiva alla Confraternita di S.Biagio La buona consuetudine fare frequentemente la Comunione la devozione verso la Madonna La buona consuetudine fare frequentemente la Comunione la devozione verso la Madonna

3 Vocazione Invito di Don Bosco( ) Colloquio(22 giugno 1876), Lettere di Don Bonetti(13 settembre 1877) sì, o Madre mia SS., piuttosto la morte anziché non corrispondere alla mia vocazione Formazione 1877: 22 novembre, a Sampierdarena, casa per le vocazioni adulte(D.Paolo Albera) 1879: 8 settembre, a S.Benigno Canavese per il Noviziato(D.Giulio Barberis) 1880: 13 agosto, Prefessione perpetua 1882: 23 dicembre, Ordinazione Duplice vantaggio 1. lo aiutò a vincere la sua riluttanza pscicologica nel prendere decisioni, per cui divenne un ardito e sicuro realizzatore di imprese apostoliche 2. lesperienza gli tornò utilissima per dirigere molte anime per la scelta della vita religiosa Duplice vantaggio 1. lo aiutò a vincere la sua riluttanza pscicologica nel prendere decisioni, per cui divenne un ardito e sicuro realizzatore di imprese apostoliche 2. lesperienza gli tornò utilissima per dirigere molte anime per la scelta della vita religiosa

4 Direttore delle vocazioni tardive : Mathi Torinese la disponibilità a fare la volontà dei Superiori - quindi quella di Dio come vuole il Signore voglio anchio : Torino, Istituto S.Giovanni Evangelista settimanalmente andare da DB, confessarsi da lui, e ricevere gesti di confidenza veramente straordinaria Ispettore : Direttore della Casa di Barcellona-Sarriá come sempre accettò e incominciò il suo lavoro con profondo spirito di umiltà, con senso religioso e con lequilibrio di carattere e la paternità che erano ormai una conquista acquisita : Ispettore delle Case Salesiane di Spagna e Portogallo è chiamato un buon padre Vocazione, Fondatore dellopera salesiana in Spagna, FMA, Attività editoriali

5 Prefetto Generale 1901: è chiamato dal Beato M.Rua come Prefetto Generale Confessore, Predicatore, per la Gioventù Femminile, per i Cooperatori Salesiani, per gli Ex-allievi ed Ex-allieve, Maestro di Salesianità, Iniziatore di un Istituto Secolare(VDB), Durante i Capitoli Generali e rapporti con i Rettori Maggiori, Momenti e affari difficili per la Congregazione, per le Figlie di Maria Ausiliatrice Rettor Maggiore 1922: 24 aprile, eletto Rettor Maggiore La Formazione del personale a livello spirituale e apostolico Lo zelo missionario una splendida fioritura di vocazioni e di opere Devotissimo del S.Cuore Lamore a Maria Ausiliatrice La Beatificazione di Don Bosco 1931: 5 dicembre, morte del Servo di Dio

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7 TESTIMONIANZA. Sono stati interrogati 22 testi di cui tre ex officio, tutti de visu. Le persone qui sono state vicino con il servo Dio e chi hanno avuto una intima consuetudine di vita durante molti anni. Tra queste chi sono le FMA, i salesiani, laici e altri religiosi di altre congregazione. I testi sono inoltre di varia estrazione e hanno potuto rendersi conto delle virtù del Servo di Dio in diversi momenti della sua vita. Azzino Tranquillo SEGRETARIO dellla congregazione (1901) ) Gastini Felicita figlia spirituale e collaboratrice alloratorio femminile dal 1908 al1931 ) Suor Dolza ROSALIA FMA Collaboratrice alloratorio PROCESSO ORDINARIO DI TORINO Don Ricaldone Pietro lo connobe a Torino nel 1888 e hanno vissuto insieme durante 20 anni nel consiglio Superiore BORDAS TOMMASO In spagna, ITALIA come redattore del bollettino salesiano

8 8 SDB 6 FMA 1 altra congregazione 1 sacerdote secolare 6 laici NB nessuno teste contrario fu presentato ma Animadversiones ha rilevato una lacuna nel Processo Ordinario di Torino sugli informazioni rilasciate della vita precedente del servo di Dio. Questo fatto e comprensibile per la durata del processo che si svolse circa 75 anni dopo il Ma sono stati riportati molti documenti d'Archivio e la testimonianza dei due nipoti del servo di Dio e altre persone Divisioni dei testi PROCESSO ROGATORIALE DI BARCELLONA testi, tutti «de visu Questi hanno conosciuto il Servo di Dio in età pupilare e poi avevano con lui rapporti in età posteriore Hanno raccolto informazioni «ex auditu ». Sono state meno riferite per il summarium perché nel processo si Torino ci sono tante testimonianze sul questo periodo (Tommaso Bordas Pietro Ricaldone) Dopo studio e discussioni dei processi il Papa Paolo VI APPROVO LA INTRODUZIONE DELLA CAUSA IL II GIUGNO 1977 del servo di Dio

9 Processo apostolico di Torino testi 10 SDB, 4 FMA, 1 suor Missionaria della passione 3 laici, 2 laiche 2 testi ex officio Conclusione Nel complesso la causa con i 3 processi ha 64 testi giuridici, che hanno conosciuto direttamente e in vario modo il Servo di Dio. La vita, le opere e le virtù eroiche del Servo di Dio ricevono una abbondante e sicura illustrazione da questo materiale. Tutti hanno conosciuto il servo di Dio Eccetto uno, verso la fine della sua vita NB Essendo deceduti tutti i testi del processo ordinario di Torino i testi hanno deposto per la prima volta Non venne rinnovato il processo di Barcellona per la lontananza degli anni

10 . OCUMENTAZIONE BIOGRAFICA DOCUMENTAZIONE BIOGRAFICA Fonti. Quattro biografie sono state consegnante per il processo Apostolico, di grande interesse per la conoscenza delle sue virtù un anno dopo la morte don Ceria aveva gia pubblicato una breve biografia. E stata presa in considerazione ai fini della causa per due motivi. Une fonte diversa da quella dei processi La serietà di storico (don Ceria) riconosciuto universalmente. Uomo di studio e di poche parole. Nessuno meglio di Don Ceria era preparato a scrivere di Don Rinaldi e a penetrare il segreto della sua spiritualità. Scritti dei confratelli studio dei verbali del capitolo superiore e generale Circolari del Rettor Maggiore Espitolario di don Rinaldi Bollettino salesiano Le relazioni scritte alle FMA ( archivio AS, AMAR)

11 PROPOSITI AUTOGRAFI RIFLESSIONI LETTERE PREGHIERA Presi in varie circostanze Questo vasto e ricco materiale del Processo Ordinario e Apostolico, la solida autorevole documentazione biografica, l'insieme di altri documenti integrativi riportati dopo il « Summarium» sono elementi utili e necessari per un valido giudizio sulle virtù eroiche Documentazione

12 Ha dimostrato in tutta la sua vita un fortissimo impegno di perfezione Non solo osservò i comandamenti di Dio ma affrontò con coraggio Situazioni molti difficili Esercitò non solo alcune virtù ma linsieme e la totalità di esse. VIRTU EROICHE E ' Egli svolse il suo impegno di perfezione con prontezza, gioia, inalterata costanza dalla giovinezza fino alla morte

13 2. Don Carlo Marchisio : posso affermare che, in tutto l'arco della sua vita. Don Rinaldi abbia teso alla perfezione cristiana nell'eroismo delle virtù; in modo costante, pronto e gioioso, sia nell'osservanza delle leggi di Dio e dei precetti della Chiesa » Non ho trovato e conosciuto altri sacerdoti e Superiori che gli fossero uguali in virtù e santità. Superava tutti Dolza FMA Fu veramente eroico il suo totale distacco dalle cose della terra, persone, da se stesso Don P. Ricaldone « Pio XI ha affermato che In Don Rinaldi che l'ordinario diventa straordinario : cioè la santità prende un timbro di naturalezza … » TESTIMONIANZA

14 un salesiano modello Pronto e generoso Fedele ad ogni dovere Costantemente sereno Uomo di bontà e di equilibro Attaccato allo spirito della sua vocazione Sapiente e zelante Uno specchio della perfezione religiosa

15 . La sua fede se riassunta nella ricerca continua di Dio Nella preghiera costante Ladorazione la devozione a Maria Ausiliatrice nelle sue parole confortante nella sua calma serena non lascia dubbi sul carattere eroico e straordinario di questa virtu e da questa virtu che scaturiscono le altre virtù FEDE EROICA La sua biografia tracciata nella «Informatio » rivela l'aspirazione costante e coraggiosa della perfezione e dimostra come la fede labbia guidato e sostenuto nel cammino verso la santità. per fede accettò le difficili ubbidienze estremamente impegnativi; Tutto in lui era mosso

16 Veritas cordisVerbas et facta Adesione viva del cuore comeTestimonianza tra parole e azione un uomo di fede eroica che trasparva dalla sua persona e sosteneva tutta la sua attività Prendeva occasione da ogni cosa per elevarsi a concetti sopranaturali e parlare di Dio Era unito con Dio, uomo di preghiera costante. Voglio pensare, parlare, fare avendo solo di mira Dio Passava il suo tempo libera in adorazione Ogni sera lo vedevo scendere dalla sua camera, attraversare il cortile e portasi nel coretto retrostante allaltare, dove si tratteneva in lunga preghiera e devota adorazione

17 Era preoccupatissimo delleccesivo lavoro dei salesiani nel dinamismo apostolico e deplorava che pregassero molto poco Quante volte lo vidi sostare presso la finestra e guadando dai vetri il movimento dei salesiani Vedi, vedi, come corrono come si affannano e sgobbano. E troppo e troppo non possono pio pregare e trarre tutto il frutto delle pratiche di pietà DON RINALDI

18 "chi lo osservava aveva subito l'impressione che il suo animo era proiettato al di là delle cose di questo mondo" Dalla sua speranza scaturisce la fiducia e l'abbandono pieno alla provvidenza. Una conseguenza della speranza è la serenità del suo spirito e l'ottimismo religioso che caratterizzavano i suoi rapporti con tutti. Era così convinto del paradiso che a quelli che pregavano per la sua salute rispondeva: "Le vie del Signore sono diverse dalle nostre", … il paradiso non è lontano.

19 "la vera pietà non è quella delle parole, di belle frasi, di atteggiamento esteriore, di frequenti visite in chiesa, no, ma quella che si nutre di sacrificio e di adempimento della volontà di Dio.

20 esortava sempre all'amore verso Dio Propagava la preghiera Associazione del Sacro Cuore "nulla è di troppo per il Signore visite frequenti a Gesù le giaculatorie

21 Totale donazione agli altri I confratelli lo consideravano l'uomo della bontà e della paternità. Chi si avvicinava a Don Rinaldi sentiva di avvicinarsi a un papà. "Don Rinaldi sente più affetto di padre che ha autorità di superiore."

22 Come caratteristica di Don Albera fu la pietà e di Don Rua la regola, l'osservanza, la fedeltà, così di Don Rinaldi una paternità." Don Zerbino "Rappresentava al vivo la bontà di Don Bosco: la stessa comprensione delle umane miserie, lo stesso zelo ed amore per le necessità del prossimo, la stessa premura nel ricevere, nel consolare e portare soccorso a chi batteva al suo cuore di padre." Secondo fondatore, dopo Don Bosco delle FMA. Anche nel ammonire e nel correggere era sempre paterno. La carità verso i poveri la dimostrò nei momenti più difficili lepidemia spagnola e i terremoti di Messina e Avezzano.

23 prudenza confermata dai confratelli del capitolo generale Una grande prudenza manifestò nel seguire la sua vocazione Le espressioni che rispecchiano la sua prudenza, riportate da verbali sono: "pensarci ancora", "pensarci meglio", "riflettere, e poi deciderà". Don Favini "Don Rinaldi era la prudenza personificata". La prudenza la manifestò anche quando l'istituto delle figlie di Maria Ausiliatrice si separarono dai salesiani

24 Mons. Colli : "certo che la sua parola precisa e calma mi risolveva anche problemi più spinosi. La semplicità e la franchezza sonno il necessario complemento della prudenza. Con queste due caratteristiche il servo di Dio parlava con ogni sorta persone, di vari livelli: cardinali, vescovi, dignitari. Ogni incontro con Don Rinaldi era una lezione di prudenza. Il riserbo in quanto riguarda il segreto sulle confidenze ricevute.

25 "La carità senza giustizia diventa debolezza: bisogna essere buoni, ma giusti..." A suo nipote Pietro diceva: Siete voi altri che dovete far fare bella figura a me, non io a voi." Esorta i suoi salesiani allesattezza e la puntualità dei rendiconti amministrativi e l'osservanza delle relativi leggi ecclesiastiche e civili Un alto atteggiamento di giustizia si manifesta verso il Papa Don Rinaldi ha dato è insegnato a dare, sempre, tutto, a tutti.

26 "voglio fare, pensare, parlare solo avendo di mira Dio." Don Ricaldone "Don Rinaldi manifestò la fortezza nel resistere alle passioni, nel sopportare persone e avversità, e nelle malattie." "un braccio di ferro in guanto di velluto." manifestò la sua fortezza anche nel Non trascurare i propri doveri di Superiore, continuando a fare i viaggi e ad accogliere tutti quelli che richiedevano l'udienza.

27 "Non aveva timori e incertezze nella sua responsabilità", perché ogni decisione che prendeva era la conseguenza di una profonda riflessione e un'assidua preghiera. Una fortezza particolare dimostrò durante il difficile periodo post bellico L'atteggiamento deciso di Don Rinaldi al riguardo della decisione del governo e di Mussolini Don Rinaldi manifestò una bontà che sapeva essere forte e una fortezza temperata dalla bontà.

28 essere "pronto" alla sveglia, cibarsi solo "quando e quanto chiede" il suo corpo non parlare troppo la mortificazione degli occhi. controllo delle passioni, che sottomette alla ragione e alla fede. "praticò la temperanza e il dominare se stesso, specialmente nel tacere, nel non perdere la calma, anche se il suo carattere era di monferrino, vigoroso e vivace. ammirevole controllo di se stesso.

29 " Era temperante modestissimo. nel modo di vestirsi nel mangiare e nel bere Camera uguale con gli altri confratelli Le sue parole erano sempre contate, Capaci di calmare qualunque spirito agitato

30 angelo purezza Da me sono incapace di stare nel giusto termine. Maria Ausiliatrice, aiutatemi. "La castità splendeva in modo specialissimo nel servo di Dio e traspariva da tutto il suo atteggia- mento esterno." Aveva un atteggiamento deciso: essere vero in quel che riguarda la cosiddetta educazione sessuale. "pur interessandosi con bontà paterna a tutti i loro problemi, era sempre il sacerdote che dimostrava bontà e interessamento, bontà e dolcezza, ma non mai familiarità."

31 "lo trovai sempre di una ineccepibile correttezza; mai una parola che potesse anche lontanissima mente offuscata la bellezza della virtù: il suo sguardo era sempre riservato è modesto; non permetteva mai che gli si baciasse la mano Dal carattere veramente angelico della castità che Don Rinaldi visse si può dire che ha vissuto questa virtù in modo eroico Si può dire che era veramente un angelo.

32 " paternamente generoso con gli altri, era stretto con se stesso. Il suo vestito era adoperato fino all'estremo, tanto che chiunque non lo avesse conosciuto non avrebbe mai sospettato che egli coprisse la più alta carica nella congregazione. Per molti anni la sua camera rimase nell'ultimo piano, nelle soffitte del primitivo edificio costruito senza riscaldamento o acqua." (don Bordas) Il distacco che Don Rinaldi provava verso le cose materiali voleva che si riflettesse nel modo di vivere suo e dei suoi salesiani. raccomandando ai salesiani di vivere il distacco dalle cose terrene e la pratica della povertà

33 "... Sforzo per sottomettermi di cuore a qualsiasi superiore, cercando solo la gloria di Dio. Invece di pensare come dovrebbero comandare, penserò come devo dire... Io sono un bastone nelle mani del mio direttore che mi ama e mi vuole in paradiso; dunque devo lasciar lui che pensi, che mi aiuti, che mi porti in paradiso." L'unica cosa che spiegava la sua ubbidienza era il suo vivo spirito di fede, che gli faceva vedere nella volontà del superiore la volontà di Dio.

34 "Per lui-dice Don Ricaldone - la voce di Don Bosco, di Don Rua, di Don Albera era un comando. "col superiore sarò umile. Li esporrò tutto quanto può interessarlo. Quando non sarò inteso, offrirò al Signore la pena." "i superiori di fronte ai desideri del Santo padre si inchinano docilmente...", "il desiderio del Santo padre riguardo a Castel Gandolfo faremo del nostro meglio per soddisfarlo, senza opporre nessuna riserva.", "... Noi non ci rifiuteremo mai di assecondare i desideri di Sua Santità..." "da rettore maggiore, non potendo fare il prescritto rendiconto al superiore, si recava presso l'urna di Don Bosco e lì faceva al padre suo rendiconto filiale.

35 "mi studierò di acquistare l'umiltà vera e di eserci-tare la carità verso tutti. A tal fine non lascerò passare giorno senza meditare anche un solo istante su tali virtù ed esaminarmi se ho peccato contro di esse." non ambbì mai onori, e non cercò mai di farsi valere. Era così modeste e così umile che chiunque lo avesse personalmente conosciuto, e l'avesse visto, l'avrebbe ritenuto per l'ultimo sacerdote della nostra congregazione." Don Bordas simonia: "l'umiltà, dopo la paternità, era nel servo di Dio la caratteristica più spiccata e che maggiormente colpiva chi lo avvicinava."

36 Alla sua elezione lui disse: "Questa elezione è una confusione per me e per voi. La Madonna vuole far vedere che essa sola che opera in messo hanno. Pregate perché io non guasti ciò che hanno fatto Don Bosco e i suoi successori." "l'umiltà era la virtù più cara a Don Rinaldi. Oltre che a praticarla, amava vederla nei confratelli quando si trattava di dare qualche responsabilità o qualche carica." Anche se portava tanta umiltà, il fatto non portava ombra sulle cariche che lui esercitava: direttore, ispettore, prefetto Generale e Rettor Maggiore.

37 Conclusione meditativa

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