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La tutela dei minori in Italia Maria Rosa Spallarossa Università degli studi di Genova (Italia) 18 maggio 2009 La tutela dei minori e uffici giudiziari.

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1 La tutela dei minori in Italia Maria Rosa Spallarossa Università degli studi di Genova (Italia) 18 maggio 2009 La tutela dei minori e uffici giudiziari per la tutela in Spagna Prof. Mª del Carmen Cazorla González- Serrano Universidad Rey Juan Carlos Madrid (Spagna) 18 maggio 2009

2 INDICE SOMMARIO I Definizione e contenuto I.1. lapertura di una tutela (art. 343 c.c.), I.2. lapertura di una tutela (art. 343 c.c.) II. Soggetti cui può essere conferito lufficio tutelare II. 1Nomina del tutore. Ruolo del giudice tutelare (art. 348 c.c.). IIICapacità del tutore IV Costituzione della tutela.Contenuto del decreto di nomina del tutore. Pubblicità V. soggetti che non possono svolgere la funzione di tutore per incapacità V. 1.soggetti che non possono svolgere la funzione di tutore per dispensa VI Esercizio della tutela VII A) Diritti del tutore VII B) Doveri del tutore VIII Responsabilità del tutore IX. 1 rimozione del tutore IX. 2. esonero dallufficio del tutore XI. le funzioni del giudice tutelare XI. 1. autorizzazione del giudice tutelare XI. 2. autorizzazione del Tribunale, su parere del giudice tutelare I.Definizione e concetto di tutela II.Nomina del tutore III.Capacità del tutore IV.Costituzione della tutela V.Cause dincapacità e di dispensa dallufficio tutelare VI.Lesercizio della tutela VII.Diritti e doveri del tutore VIII.Responsabilità del tutore IX.Rimozione del tutore X.Le cause destinzione della tutela XI.Uffici Giudiziari: Funzioni del giudice tutelare spagnolo. Casi in cui il tutore necessita dellautorizzazione giudiziaria.

3 I. definizione e contenuto: misura di protezione dei soggetti: minori non emancipati (art. 343 c.c.) interdetti e minori emancipati che si trovino in condizioni di abituale infermità di mente, che li rende incapaci di provvedere al proprio interesse (art. 414 c.c.) misura con funzione a carattere privatistico, di servizio privato, in quanto ai titolari dellufficio sono attribuiti i compiti propri dei genitori mancanti La tutela è un istituto di protezione dei minori non emancipati, che sostitutisce la patria potestà, in tutti i casi in cui questa manchi o sia cessata. I diritti e doveri del tutore sono sempre posti a beneficio del tutelato (art.222Cce). Chi sono i soggetti sottoposti a tutela? –i minori non emancipati che non siano soggetti alla patria potestà –l incapace quando la sentenza lo abbia stabilito. –le persone soggette alla proroga della patria potestà, quando questa sia cessata, salvo che sia disposta la curatela. –I minori che si trovano in situazione di abbandono.

4 chi abbia sufficiente capacità dagire, in previsione di una futura dichiarazione di incapacità, potrà adottare ogni disposizione relativa alla propria persona o ai suoi beni, inclusa la designazione del tutore (l. 41/2003, 18 novembre) diverse forme di tutela: 1º Tutela Testamentariaart Cce La nomina avviene mediante testamento o atto pubblico notarile da parte dei genitori che hanno la patria potestà 2º Tutela Legittimaart. 234 Cce La nomina del tutore è fatta secondo la legge LULTIMA DECISIONE IL GIUDICE 3º Tutela Dativaart. 235 Cce La nomina del tutore proviene dal giudice 4º Auto-tutelaart Cce Il genitore, che ha esercitato per ultimo la potestà (art. 348, c. 1, c. c.) può designare un tutore per: testamento atto pubblico scrittura privata autenticata in mancanza di designazione o in presenza di gravi motivi in contrario, Il tutore è nominato per legge (art. 348, c. 2, c. c.): ascendenti o altri prossimi parenti o affini del minore in via temporanea può essere nominato tutore il legale rappresentante di istituto o collegio o comunità di tipo familiare (art. 348 c.c.) Forme di tutela

5 II. nomina del tutore (art. 348 c.c.). 1. Soggetti cui può essere conferito lufficio tutelare persone fisiche (art. 348 c.c.), solo in via temporanea il legale rappresentante di istituto o collegio o comunità di tipo familiare in ogni caso persona idonea allufficio, di ineccepibile condotta, che dia affidamento di educare ed istruire il minore ex art 147 c.c. persona designata dal genitore, che ha esercitato per ultimo la potestà, (art. 348, c. 1, c. c.) per –testamento –atto pubblico –scrittura privata autenticata in mancanza di designazione o in presenza di gravi motivi in contrario, per legge (art. 348, c. 2, c. c.): –ascendenti o altri prossimi parenti o affini del minore Ente di assistenza (art. 354 c.c.); enti locali ( servizi socio-assistenziali di Provincia e Comune, secondo le loro rispettive competenze, nelle persone dei loro amministratori – artt. 6, 7, l. 328/2000) Ordine di scelta per la nomina del tutore (art. 234 Cce) la persona designata per la propria tutela in previsione di essere dichiarato incapace nel futuro il coniuge che convive con il tutelato I genitori la/e persona/e nominate tutore mediante disposizione di ultima volontà. il discendente, lascendente oppure il fratello designati dal giudice, escluse (art. 243,244 Cce) le persone che abbiano manifestato grave inimicizia nei confronti del minore o dell incapace le persone che abbiano tenuto una cattiva condotta le persone che abbiano importanti conflitti dinteresse con il minore i soggetti falliti

6 II. 2 Nomina del tutore. Ruolo del giudice tutelare riceve notizia dei presupposti di apertura di una tutela deve sentire, se opportuno, ascendenti o altri prossimi parenti o affini del minore (art. 348, c. 2, c.c.) deve sentire il minore che abbia compiuto dodici anni (art. 348, c. 3, c.c.) nomina il tutore (artt. 344 c.c., 44 disp. att. c.c., 346, 348 c.c.) prima che il tutore abbia assunto le proprie funzioni può dare provvedimenti urgenti (art. 361 c.c.) –dufficio –su richiesta del P.M. –su richiesta di un parente o di un affine del minore emette provvedimenti con decreto (art. 43 disp. att. c.c.) il giudice (art 231 Cce) previa udienza dei parenti prossimi previa udienza delle persone che il giudice ritenga opportuno ascoltare previa udienza del tutelato, sempre che abbia sufficiente maturità e sia maggiore di 12 anni non possono essere nominate tutore le persone escluse dai genitori, per testamento o per atto pubblico salvo che il giudice stabilisca diversamente nellinteresse del minore il giudice può, con provvedimento motivato, alterare lordine, oppure prescindere da tutte le persone menzionate, sempre che ciò vada a beneficio del minore (art. 245 Cce)

7 III. Capacità del tutore persone fisiche (art. 348 c.c.), in ogni caso persona idonea allufficio, di ineccepibile condotta, che dia affidamento di educare ed istruire il minore ex art 147 c.c. Ente di assistenza (art. 354 c.c.); enti locali ( servizi socio- assistenziali di Provincia e Comune, secondo le loro rispettive competenze, nelle persone dei loro amministratori – artt. 6, 7, l. 328/2000) persone fisiche ( chi ha la piena capacità di agire (art 241 Cce) persone giuridiche –che non abbiano finalità lucrative –sempre al fine di proteggere il minore (art. 242 Cce)

8 IV costituzione della tutela. A. Iniziativa per apertura ufficiale di stato civile entro dieci giorni da –dichiarazione di morte di persona che ha lasciato figli minori –dichiarazione di nascita di figlio di genitori ignoti notaio entro dieci giorni da –pubblicazione di testamento che designa un tutore o un protutore cancelliere entro quindici giorni –da pubblicazione di decisioni dalle quali derivi apertura di tutela parenti entro il terzo grado entro dieci giorni –dalla notizia di fatto da cui deriva apertura della tutela persona designata come tutore entro dieci giorni –dalla notizia della designazione (art. 345 c.c.) Pubblico ministero Giudice Parenti e persone che abbiano in cura il minore Chiunque sia venuto a conoscenza di una situazione di pericolo in cui si trovi il minore (art Cce)

9 B. Udienza e nomina del tutore Il Giudice tutelare riceve notizia dei presupposti di apertura di una tutela deve sentire, se opportuno, ascendenti o altri prossimi parenti o affini del minore (art. 348, c. 2, c.c.) deve sentire il minore che abbia compiuto dodici anni (art. 348, c. 3, c.c.) nomina il tutore (artt. 344 c.c., 44 disp. att. c.c., 346, 348 c.c.) 1º UDIENZA Parenti prossimi del minore o dellincapace Persone che sia opportuno ascoltare Tutelato con sufficiente giudizio e maggiore di 12 anni. 2º ORDINANZA Conferimento dellincarico al tutore nominato (art. 259 Cce)

10 C. misure di garanzie prima dell assunzione delle funzioni (art. 361 c. c.) il G.T., su richiesta di –P. M. –parente o affine del minore dà i provvedimenti urgenti per –la cura del minore –la conservazione del patrimonio e la sua amministrazione il tutore tra i dieci e i trenta giorni dalla nomina procede allinventario dei beni (art. 362 c. c.), con il ministero del cancelliere o di un notaio delegato dal giudice deposita denaro, titoli di credito al portatore, oggetti preziosi (art. 369 c. c.) investe i capitali (art. 372 c.c.) 1°cauzione/pegno (art. 260 Cce) Il giudice stabilisce se è necessaria e ne determina il relativo ammontare LEnte pubblico non ha bisogno di prestare cauzione/pegno 2º inventario dei beni del tutelato (art. 262 Cce) dopo lassunzione dellincarico, nel termine di sessanta giorni inerente alladempimento della funzione tutelare linventario si forma con lintervento del Pubblico ministero e citazione delle persone che il giudice ritenga opportuno convocare

11 V. soggetti che non possono svolgere la funzione di tutore per incapacità (art. 350 c.c.): persone che non hanno la libera amministrazione del proprio patrimonio persone escluse per disposizione scritta del genitore persone o parenti di persone che hanno o avranno una lite in pregiudizio del minore persone incorse nella perdita o nella decadenza dalla potestà o sono state rimosse da altra tutela 1º Le persone che siano incorse nella perdita o nella sospensione della patria potestà 2º Coloro che siano stati legalmente rimossi da una tutela precedente 3º I condannati a qualsiasi pena privativa di libertà, mentre stanno scontando la condanna 4º I condannati per qualsiasi delitto che faccia supporre che non possano svolgere ottimamente la tutela 5º Le persone per le quali esista unassoluta impossibilità di fatto (art. 243,244 Cce)

12 V. dispensa dallufficio di giudice tutelare per dispensa (artt. 351, 352 c.c.) dufficio => alte cariche dello Stato su domanda => cariche ricoperte, età, più di tre figli propri, esercizio di altra tutela, infermità permanente missione governativa fuori dello Stato residenza fuori della circoscrizione Trib. dove è costituita la tutela per causa preesistente (art. 251 Cce) di persona fisica: età, malattia, occupazioni personali o professionali, mancanza di vincoli di qualsiasi genere fra tutore e tutelato di persona giuridica: mancanza dei mezzi sufficienti per il buon svolgimento della tutela per causa sopravvenuta (art. 254 Cce): età, malattia, occupazioni personali o professionali, mancanza di vincoli di qualsiasi genere fra tutore e tutelato nel termine di 15 giorni (art. 252 Cce)

13 VI. esercizio della tutela Il tutore ha la cura della persona (art. 357 c.c.) (art. 371 e 348, c. 4, 147 c.c.), amministra il suo patrimonio: con autorizzazione del giudice tutelare e, in alcuni casi, con autorizzazione del tribunale(art. 362 ss. c. c., 147 c.c.) procede allinventario dei beni del minore deposita titoli e valori investe capitali procede ad atti di acquisto,vendita dei beni, accetta eredità, costituisce pegni ed ipoteche sui beni rappresenta il minore in tutti gli atti civili (art. 357 c.c.). Le principali funzioni del tutore sono: rappresentanza processuale (art. 267 Cce) amministrazione legale del patrimonio del tutelato (art. 270 Cce) cura del minore (soddisfare le esigenze materiali, personali e spirituali del minore )

14 VII A. diritti del tutore fare proposte circa leducazione e listruzione del minore (art. 371 c.c.) rispetto ed obbedienza da parte del minore (art. 358 c.c.) di regola diritto non a compenso ma ad una equa indennità se assegnata dal giudice tutelare, in considerazione dellentità del patrimonio e delle difficoltà dellamministrazione. titolarità di un ufficio di diritto privato: non è soggetto attivo di reati non è soggetto passivo di altri reati non è obbligato alla denuncia dei reati perseguibili dufficio per quanto conosciuto nellesercizio o a causa delle sue funzioni non è tenuto al regime del segreto dufficio possibilità di retribuzione (art. 274 Cce) 4%-20% del rendimiento lìquido (utile prodotto dai beni?) dei beni sempre che il patrimonio del tutelato lo permetta. diritto ad essere risarcito per i danni sofferti, senza colpa, in conseguenza dellesercizio della funzione tutelare (art. 220 Cce) rispetto e ubbidienza dal tutelato (art. 268 Cce) ausilio dellautorità, per lo svolgimento del suo incarico (art. 268 Cce)

15 VII B. doveri del tutore in relazione al profilo patrimoniale della tutela: predisposizione delle misure di garanzia (inventario, dichiarazione di debito o crediti verso il minore, deposito di titoli, oggetti preziosi, escluse le somme occorrenti per spese urgenti di mantenimento, educazione del minore, amministrazione dei suoi beni). compimento di atti inerenti al patrimonio, con autorizzazione del G.T. (art. 374 c.c.) e del Tribunale (art. 375 c.c.) amministrazione del patrimonio con la diligenza del buon padre di famiglia (art. 382 c.c.) tenuta di regolare contabilità e rendiconto annuale (art. 380 c.c.) e finale (art. 385 c.c.) in relazione al profilo personale della tutela: mantenere, educare, istruire il minore nel rispetto della sua personalità(art.147c.c.) proteggere i tutelati prestare gli alimenti (art. 275 Cce) educare il minore (art. 223 Cce) promuovere il recupero del tutelato informare il giudice annualmente sulla situazione del minore e sulla amministrazione dei suoi beni (art. 232 e 233 Cce) ottenere autorizzazione giudiziale per il compimento di determinati atti (art. 271 Cce) astenersi da realizzare atti vietati dalla legge (art. 221Cce) prestare cauzione/pegno (art.260 Cce) fare linventario (art. 262 Cce) rappresentare il minore in tutti gli atti civili, esclusi quelli che questultimo può realizzare da solo (art. 267 Cce) rendere conto al termine della sua gestione (art. 279 Cce) entro tre mesi

16 VIII responsabilità del tutore il tutore è responsabile per i danni causati al minore per violazione dei propri doveri (art. 382 c.c.) di natura patrimoniale inadempimento ai propri doveri verso la persona del minore per danni causati dal minore a terzi (art c.c.) Il tutore risponde dei danni cagionati ai minori sottoposti alla sua autorità e con lui conviventi per: amministrazione del patrimonio del minore senza la diligenza del buon padre di famiglia e inosservanza dei doveri di cura e custodia del tutelato (art 270 Cce) mancata autorizzazione per il compimento di determinati atti (art. 271,272 Cce) causa di dispensa rifiutata (art. 256 Cce), rimozione (art 247 Cce) salva la prova di aver usato la diligenza del buon padre di famiglia

17 IX. la rimozione del tutore Cause di rimozione (art. 384 c.c.): negligenza del tutore abuso dei poteri inettitudine nelladempimento dei poteri immeritevolezza dellufficio per atti anche estranei alla tutela o per insolvenza Causa di esonero esercizio eccessivamente gravoso, solo in presenza di un eventuale sostituto (art. 383 c. c.) Cause di rimozione del tutore dal suo ufficio (art. 247 Cce) causa legale dincapacità cattiva gestione dellufficio inadempimento dei doveri gravi e prolungati problemi di convivenza con il minore perdita sopravvenuta dei requisiti richiesti dalla legge (art. 241 Cce) il giudice decide: dufficio o su istanza –del P.M. –di qualsiasi altra persona interessata

18 XI funzioni del giudice tutelare soprintende alle tutele dà istruzioni relative agli interessi morali e patrimoniali del minore (art. 44 disp. att. c.c.), ha funzioni direttive, consultive, di controllo (art. 44 disp. att. c.c.), deliberative. può farsi assistere (art. 344, c.2, c.c.) da –organi della pubblica istruzione e della polizia giudiziaria –uffici dello stato civile, cancellieri –Servizi Sociali del Comune (art. 23 d.p.r. 616/1997) a seconda del contenuto dellassistenza richiesta: –informazioni, relazioni psico- pedagogiche, incarichi di vigilanza sulla esecuzione dei provvedimenti, audizione del minore esercita tutti i poteri di direzione, di vigilanza, di deliberazione e autorizzazione, riguardanti la costituzione e l esercizio della tutela. esercita poteri di controllo, riguardo agli aspetti patrimoniali e personali del minore. integra le funzioni del tutore per il compimento degli atti che eccedono lordinaria amministrazione e detta le disposizioni opportune a tutela dellintegrità del patrimonio del minore. coopera con il tutore nei compiti di educazione, istruzione e cura del minore. può modificare diversi aspetti gia regolati dal Cce, sempre con provvedimento motivato e nellinteresse del minore

19 XI. 1. autorizzazione del giudice tutelare investimento di capitali (art. 372 c. c.) acquisto di beni, eccetto beni mobili per uso del minore o per amministrazione patrimonio (art c. c.) riscossione capitali, cancellazione ipoteche, svincolo pegni, assunzione obbligazioni, eccetto impiego per spese mantenimento minore e o.a. (art c. c.) accettazione o rinuncia ad eredità, accettazione donazioni, legati soggetti a pesi o condizioni (art c. c.) contratti di locazione ultranovennali o che superino di 1 anno la maggiore età (art c. c.) azioni in giudizio, salvo possessorie o sfratto o provvedimenti conservativi (art c. c.) internamento del tutelato in un istituto di salute mentale o di educazione o formazione speciale rinuncia a qualsiasi diritto divisione della eredità o di un bene comune. accettazione o rinuncia alla eredità spese straordinarie sui beni concessione o richiesta di prestito di somme di denaro. atti di disposizione a titolo gratuito di beni e diritti del tutelato cessione ai terzi di crediti del tutelato nei confronti del tutore. azioni in giudizio in nome dei soggetti sottoposti a tutela

20 XI. 2. autorizzazione del Tribunale, su parere del giudice tutelare continuazione dellesercizio dellimpresa che è nel patrimonio del minore (art. 371, c. 3, c. c.) alienazione di beni, esclusi frutti e beni mobili deteriorabili (art c.c.) costituzione di ipoteche o pegni (art c.c.) divisioni o giudizi di divisione (art c.c.) compromessi, transazioni, concordati (art c.c.)


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