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Lo sviluppo internazionale Capitolo 12. Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/2010 2 Nuovi protagonisti nella competizione internazionale crescente divisione.

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1 Lo sviluppo internazionale Capitolo 12

2 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Nuovi protagonisti nella competizione internazionale crescente divisione internazionale del lavoro riduzione di barriere alla comunicazione, alla mobilità e al commercio Globalizzazione e strategie

3 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Linternazionalizzazione può riguardare diverse attività: vendite, produzione, R&S etc….. … anche se linternazionalizzazione più comune è quella commerciale Le attività de-localizzate possono essere: gestite direttamente dallimpresa affidate a terzi

4 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ LOCALIZZAZIONE CONTROLLO DELLATTIVITÀ InteInternalizzazione Esternalizzazione Paese di originePaesi esteri Gestione interna (inhouse) Investimenti diretti Outsourcing da fornitori o partner nazionali Mantenimento di una attività all'interno dell'azienda tramite la collaborazione di una società esterna che garantisca il necessario Know-how (insourcing) Acquisto internazionale di beni e servizi Esportazione indiretta EJV JV Accordi, cessioni di licenza Fig. 12.2

5 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Forme di internazionalizzazione Tradizionali Make (IDE) versus buy (import/export)

6 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Forme di internazionalizzazione Nuove Make together Equity versus non equity

7 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Lassetto strategico internazionale In funzione di: il grado di concentrazione o dispersione delle attività il livello di coordinamento internazionale

8 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ CONFIGURAZIONE DELLE ATTIVITÀ Dispersione geografica Concentrazione geografica COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ Elevato Network globale con attività sia concentrate sia disperse - coordinamento Delocalizza zione concentrata di una o più attività Basso Strategia multidomestica- replicazione catene del valore allestero Strategia di esportazione Fig – Le strategie internazionali Fonte: Porter, 1987.

9 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Alta concentrazione nel paese di origine e basso coordinamento Lesportazione indiretta a mezzo di trading companies o altri attori E tipico delle piccole imprese

10 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Bassa concentrazione (dispersione) e basso coordinamento La replicazione di una serie di attività in altri paesi esteri E costoso e impegnativo: per grandi imprese Es. IBM Es. medie imprese alla conquista di nuovi mercati – Cina o India - Iveco

11 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Alta concentrazione in Paesi specifici con riferimento a specifiche limitate attività e alto coordinamento De-localizzazione di talune attività (es. produzione) o divisione del lavoro internazionale Può riguardare diverse tipologie di imprese Es. Biesse in India; Dainese in USA

12 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Bassa concentrazione (dispersione di attività) e elevato coordinamento Reti che combinano alta e bassa concentrazione a seconda delle attività (es. a monte o a valle) Kuvera in Cina; Manas in Romania

13 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ A favore della dispersione differenziazione dei mercati locali incidenza dei costi di trasporto e comunicazione barriere tariffarie e altre barriere necessità di frazionare il rischio

14 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ A favore della concentrazione economie di scala e controllo della curva di apprendimento ricerca di vantaggi comparati difficoltà e costi di coordinamento

15 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Gli orientamenti strategici internazionali etnocentrico: riproduzione della formula imprenditoriale allestero policentrico: autonomia di ciascuna sede per arrivare a perfetta integrazione Geocentrico: divisione del lavoro internazionale alla ricerca di economie di scala per mercati omogenei

16 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Soluzioni organizzative Modello funzionale Modello divisionale per prodotto per area modello a matrice (di difficile gestione)

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18 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Fig. 12.6

19 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Fig. 12.7

20 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Modello multinazionale La multinazionale europea: federazione decentrata e strategie multidomestiche; ampio potere decisionale delle sedi decentrate La multinazionale americana: federazione coordinata; vi è autonomia delle unità decentrate ma centralizzazione di talune attività la casa madre controlla la R&S, il know-how di marketing e produttivo; La multinazionale giapponese: impresa globale centralizzata alla ricerca di strategie e di prodotti globali; centralizzazione totale produzione, ricerca per economie di scala e decentramento solo di vendita

21 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Il modello transnazionale - Decentrato come il modello europeo - Accentrato in alcune funzioni, soprattutto R&S come il modello americano - Alla ricerca di vantaggi competitivi a livello globale come il modello giapponese Il modello eterarchico Una rete internazionale tra unità autonome con piene responsabilità su tutte le attività Il modello metanazionale Sviluppa una capacità distintiva a livello globale facendo leva sul know how disperso Modelli di tendenza

22 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Snaidero Fatturato 2006: 130 milioni di euro; 550 dipendenti Dal 1996, fatturato +80% e a capo di gruppo che fattura 250 milioni di euro Nasce 1946 come azienda artigianale Anni espansione in Italia e diversificazione: cucine finite, altri mobili, sci Dal 1980 internazionalizzazione con società commerciali allestero e ri-focalizzazione 1990: nuova generazione imprenditoriale e nuove direzioni strategiche

23 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Snaidero ….. (continua) Anni 90: 1)Ripensamento del prodotto cucina: modelli pensati per il mercato italiano e poco esportati 2)Sviluppo internazionale con presidio diretto e acquisizione di brand internazionali in Germania, Francia, Austria, Belgio, Polonia dove vengono istituite o comprate aziende distributive in franchising che propongono i diversi marchi. A fine 2007 il quadro complessivo del Gruppo è il seguente: 1700 dipendenti, 6 stabilimenti produttivi, 13 filiali commerciali, 8 marchi, 2000 punti vendita in 80 paesi e 265 milioni di euro di fatturato consolidato.

24 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Gruppo Bolici ANNI 80: Paolo Bolici costituisce una piccola società specializzata nella produzione di serramenti e infissi, riscontrando il favore del mercato locale e nazionale. 1983: alla produzione di infissi viene affiancata quella degli arredamenti interni, in modo da valorizzare le competenze nella lavorazione del legno sviluppate internamente , attraverso investimenti in uffici e showroom in Francia, Grecia, Canada e Romania, limpresa inizia ad operare a livello internazionale. 1994, la Bolici ampia ulteriormente gli ambiti di operatività, decidendo lingresso nel comparto degli allestimenti navali

25 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ OGGI: allestimento turn-key di super-yacht e progettazione, produzione e vendita di imbarcazioni a vela in fibra di carbonio: include al suo interno reparti produttivi relativi a arredo, carpenteria metallica, alluminio, legno, arredo navale, marmi, metalli speciali, tappezzeria, compositi, verniciatura, vetro e lamiera; progettazione e realizzazione degli allestimenti turn-key per navi da crociera, sia nuove costruzioni che riadattamenti di navi esistenti, dove cura tutte le fasi del ciclo produttivo dalla progettazione al montaggio avvalendosi del proprio personale interno come garanzia di assoluta qualità; progettazione e realizzazione degli allestimenti di interni per ville e grandi alberghi; altri business non correlati dal punto di vista strettamente strategico, di dimensioni limitate, in cui si è deciso lingresso sfruttando il potenziale della catena di relazioni internazionali del vertici strategico (tour operator, coltivazioni, ecc…).

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27 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Allestimento navi da crociera Allestimento super- yaght di lusso

28 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ : 70 milioni di euro e 500 dipendenti 2007: 130 milioni di euro (+40%) SEDI PRODUTTIVE: Manfredonia e Anzio Negli allestimenti opera da sub-contractor

29 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Le fasi dellinternazionalizzazione I)entrata, limpresa riesce a valorizzare le proprie competenze grazie allo sviluppo di relazioni personali dellimprenditore. La presenza estera è destrutturata e occasionale; II)espansione, vede limpresa impegnata sui mercati internazionali; si limita ad operare solo con forme di export indiretto, ricorrendo allintermediazione dei grandi gruppi della cantieristica (Fincantirei, Alstom), salvo alcune commesse realizzate in seguito allo sviluppo di relazioni personali del fondatore; III)seconda espansione, limpresa avvia un processo di consolidamento della propria presenza allestero. Si rivolge direttamente alle ditte armatrici, saltando lintermediazione dei cantieri, avvia partnership strutturate (joint venture) e realizza i primi investimenti diretti allestero. Dal punto di vista delle aree di business, lazienda amplia ulteriormente i propri ambiti di operatività, intervenendo nella costruzione di villaggi turistici, nellallestimento di parchi gioco, nella produzione in-house di yacht da 41 mt e in ultimo nella creazione di un tour operator.

30 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Modiano e le carte da gioco 1868: Modiano produce cartine da sigarette 1884: riproduzioni artistiche e carte da gioco Prima guerra mondiale e, stabilimenti in Italia e Budapest con 1000 dipendenti Anni 50 e 60, produzione di lusso e artistica, una forte propensione allesportazione ; 1988: Crescente crisi del settore e la famiglia Modiano cede lazienda alla Triestina Grafad che nel 2006 ha un fatturato di 12 milioni di euro e 90 dipendenti 2003 Inizio del periodo di rivitalizzazione, con focalizzazione sul core business aziendale e sviluppo di nuovi prodotti/mercati

31 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Fattori competitivi chiave: qualità produttiva e distribuzione con forte servizio al cliente; il prodotto è realizzato sia nel tradizionale cartoncino verniciato che in materiale plastico (pvc); dimensione relazionale con la distribuzione, progettazione congiunta di prodotti e confezionamenti innovativi, relazioni di lungo periodo lazienda distribuisce sia vendendo direttamente dallItalia, attraverso il proprio ufficio commerciale (in USA e Germania), sia attraverso importatori esteri indipendenti (in Grecia).

32 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Il Gruppo Principe (San Daniele) Nasce nei primi decenni del 1900 il Salumificio Triestino Dukcevich produttore di salsicce di Vienna, luganighe di Cragno e prosciutti di Praga. Lattuale portafoglio prodotti del Gruppo Principe, vede, oltre che i suddetti prodotti, il San Daniele, diversi prosciutti cotti e crudi, gli arrosti, i salami e i wurstel. 1970, si costruisce nella terra di San Daniele, una fabbrica di crudo, battezzata con il nome di Principe, che rompe con la tradizione dei salatori locali attraverso uninnovazione di processo che porterà lazienda alla leadership del mercato; grazie allautomazione e soprattutto alla climatizzazione, lazienda rende possibile la salatura in tutti i mesi dellanno, non solo a quelli freddi come avveniva precedentemente, e riduce il rischio di scarti legati agli sbalzi climatici; La mission aziendale: Raggiungere leccellenza, in Italia e nel mondo, per competenza produttiva, sicurezza alimentare, flessibilità e innovazione

33 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ Anni 80: lo stabilimento di Trieste viene ampliato, vengono rinnovati gli impianti di produzione dei wurstel e migliorato il rapporto qualità-prezzo: Principe è la prima azienda alimentare italiana ad esportare questo prodotto allestero, anche nei paesi dei grandi produttori come Francia e Germania. Negli Stati Uniti, apre un mercato oltre oceano che ancor oggi è appannaggio di poche aziende del settore. La produzione è basata infatti sullassemblaggio di tecnologia canadese, austriaca, tedesca ed americana. E anche la materia prima è internazionale: suini italiani, grasso di maiale e carne bovina dal Nord Europa, spezie dallEst, budello di pecora dal Medio Oriente per linsaccatura, e faggio sminuzzato dalla Germania per consentire unaffumicatura più rapida.

34 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ A livello internazionale esporta in 26 paesi, in Europa, Estremo Oriente e soprattutto in Nord America, dove lazienda circa 15 anni fa ha aperto a Los Angeles una filiale commerciale che serve ben 47 Stati sia attraverso distributori sia utilizzando una rete di broker, costruita negli anni, che oggi impiega circa un centinaio di persone. Personalizzando il formato, il packaging e/o lespositore offre servizio ai clienti.

35 Prof.ssa Annalisa Tunisini - a.a. 2009/ I ruoli delle unità estere leader strategico (es. Nuovo-Pignone – GE Oil& Gas) contributore (de-localizzazione produttiva) buco nero (filiali con ruoli esplorativi) esecutore (per penetrare il mercato)


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