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1/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Reti di Drenaggio Urbano: Generalità Giuseppe Del Giudice Dipartimento di Ingegneria.

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1 1/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Reti di Drenaggio Urbano: Generalità Giuseppe Del Giudice Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale - DICEA UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II ELEMENTI DI IDRAULICA URBANA ORDINE DEGLI INGEGNERI DI NAPOLI FONDAZIONE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI NAPOLI

2 2/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice SOMMARIO 1.Normativa principale 2.Definizioni ed obiettivi 3.Sistemi misti e separati 4.Manufatti 5.D.L. n. 152/2006 – scarico in rete fognaria 6.Stima delle portate 7.Verifica dei collettori

3 3/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Schema del sistema idrico urbano Approvvigionamento Smaltimento Corpo idrico ricettore Acquifero SORGENTE GALLERIA DI CAPTAZIONE CAPTAZIONE POZZO VASCA PIEZOMETRICA PIEZOMETRICA SERBATOIO DI REGOLAZIONE DERIVAZIONE ACQUE SUP. SERBATOIOURBANO IMPIANTO DI POTABILIZZAZIONE IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IMPIANTO DI DISSALAZIONE Corso d’acqua IMPIANTO DI DEPURAZIONE SCARICO COLLETTORE ACQUEPLUVIALI

4 4/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Rete di drenaggio urbano

5 5/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Fognature: principale normativa di riferimento NormaTipologiaDescrizione Circolare LLPP 11633/1974 Norme tecniche Istruzioni per la progettazione delle fognature e degli impianti di trattamento delle acque di rifiuto Delibera Ministero LLPP 04/02/1977 – allegato 4 Norme tecniche Norme tecniche generali per la regolamentazione dell’installazione e dell’esercizio degli impianti di fognatura e depurazione D.M. 12/12/1985 Norme tecniche per le tubazioni Stabilisce i criteri da osservare nel progetto, nella costruzione e nel collaudo delle tubazioni e degli elementi che le costituiscono (tubi, giunti, pezzi speciali) Circolare LLPP 27291/1986 Norme tecniche per le tubazioni Corretta applicazione delle norme tecniche concernenti la progettazione, la costruzione ed il collaudo delle tubazioni. D.P.C.M. 04/03/1996 Risorse idriche Disposizioni in materia di risorse idriche Capitolo 8: “Livelli minimi dei servizi che devono essere garantiti in ciascun ambito territoriale ottimale” Paragrafo 8.3: “Smaltimento” Decreto Ministero LL.PP. del 08/01/1997 n° 99 Perdite idriche Regolamento per la definizione dei criteri e del metodo in base ai quali valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature Decreto Legislativo 03/04/2006 n° 152 Testo Unico Ambientale Norme in materia di difesa ambientale – Parte Terza: norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche D. Min. Infrastrutture e Trasporti 04/04/2014 Norme tecniche per le tubazioni. Norme Tecniche per gli attraversamenti ed i parallelismi di condotte e canali convoglianti liquidi e gas con ferrovie ed altre linee di trasporto

6 6/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice UNI EN Connessioni di scarico e collettori di fognatura all’esterno degli edifici

7 7/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  Per rete di fognatura si intende il complesso di canalizzazioni, generalmente sotterranee, atte a raccogliere ed allontanare da un complesso urbano le acque superficiali (meteoriche, di lavaggio, ecc.) e quelle reflue provenienti dalle attività umane in genere.  Una rete è articolata in tronchi tra loro connessi, nei quali il percorso che le acque devono compiere è definito per quello che riguarda la direzione ed il verso. Le canalizzazioni funzionano a pelo libero; in casi particolari, e sempre per tratti di breve lunghezza, il loro funzionamento può essere in pressione (ad esempio condotte di mandata in stazioni di sollevamento, attraversamenti particolari, in sifoni, ecc.).  Una rete è articolata in tronchi tra loro connessi, nei quali il percorso che le acque devono compiere è definito per quello che riguarda la direzione ed il verso. Le canalizzazioni funzionano a pelo libero; in casi particolari, e sempre per tratti di breve lunghezza, il loro funzionamento può essere in pressione (ad esempio condotte di mandata in stazioni di sollevamento, attraversamenti particolari, in sifoni, ecc.). Circolare Ministero LL.PP. n° 11633/74 Definizioni

8 8/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Obiettivi del sistema  assicurare e regolare il drenaggio delle acque meteoriche delle aree urbane ed il loro convogliamento verso i corpi idrici ricettori superficiali in coerenza con il parallelo funzionamento idraulico degli stessi, con ciò eliminando i danni a cose e persone nel caso di eventi di intensità inferiore a un assegnato livello di rischio e comunque riducendoli nel caso di eventi d’intensità superiore;  convogliare verso gli impianti di depurazione tutte le acque reflue da assoggettare a trattamento in funzione degli obiettivi di qualità dei ricettori definiti nei Piani di Tutela delle Acque redatti ai sensi del D.Lgs. 152/06 e successive modifiche ed integrazioni

9 9/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice L’Ente gestore della fognatura deve predisporre un idoneo programma di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete di fognatura. Tale programma deve, in particolare, definire gli intervalli di tempo entro i quali effettuare le normali operazioni di spurgo della rete, nonché le verifiche concernenti sia le condizioni statiche dei manufatti che lo stato di usura dei rivestimenti. Delibera Ministero LL.PP. del 04/02/1977 – Allegato 4 “Norme tecniche generali per la regolamentazione dell’installazione e dell’esercizio degli impianti di fognatura e depurazione” Piano di Manutenzione

10 10/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  Fogne: canalizzazioni elementari che raccolgono le acque provenienti da fognoli di allacciamento e/o da caditoie,  Collettori: canalizzazioni che costituiscono l'ossatura principale della rete, che raccolgono le acque provenienti dalle fogne e, allorché conveniente, quelle ad essi direttamente addotte da fognoli e/o caditoie.  Emissario: il canale che, partendo dal termine della rete vera e propria, adduce le acque raccolte al recapito finale.  Recapito finale: il recipiente (fiume, torrente, alveo, inghiottitoio, lago, mare, ecc.) dove le acque vengono definitivamente versate previo adeguato trattamento.  Impianto di depurazione: l'insieme delle unità operatrici destinate a trattare le acque. Circolare Ministero LL.PP. n° 11633/74 Componenti del sistema

11 11/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Componenti del sistema Circolare Ministero LL.PP. n° 11633/74

12 12/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Una rete di fognatura si dice a:  Sistema misto (unitario) quando raccoglie nella stessa canalizzazione sia le acque di tempo asciutto (acque di uso domestico, di innaffiamento o lavaggio stradale e simili) sia quelle di pioggia.  Sistema separato se le acque di uso domestico vengono raccolte in una apposita rete distinta da quelle che raccoglie le acque di scorrimento superficiale, sia di lavaggio e simili e quelle pluviali. Ove per particolari condizioni locali risulti conveniente, un centro urbano può venire servito in parte con sistema misto ed in parte con sistema separato. Definizioni Circolare Ministero LL.PP. n° 11633/74

13 13/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Circolare Ministero LL.PP. n° 11633/74

14 14/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice (a) Nei sistemi unitari o misti la rete è dotata di scaricatori di piena che scaricano verso i ricettori le portate pluviali di punta e derivano verso la depurazione una portata pari, in tempo di pioggia, ad un multiplo 3 – 5 della portata nera media di tempo asciutto del giorno di maggior consumo. (b) Con successivi interventi gli scaricatori di piena più importanti possono essere completati con vasche di pioggia, in linea o fuori linea, atte a trattenere le acque meteoriche più inquinate (di solito commisurate a 3 – 5 mm di pioggia, equivalenti a 25 ÷ 50 m 3 /ha imp ). L’aggiunta delle vasche di pioggia non implica alcuna necessità di modificare né la rete né l’impianto di depurazione. Sistemi di fognatura – Sistema misto

15 15/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Livelli minimi dei servizi “Disposizioni in materia di risorse idriche” DPCM 04/03/1996  Fognature miste: limite coefficiente di diluizione r ≥ 3 Q mn  Fognatura separata: nelle zone di nuova urbanizzazione e nei rifacimenti di quelle preesistenti si deve di norma, salvo ragioni tecniche, economiche ed ambientali contrarie  Acque di prima pioggia alla rete nera  Grigliatura e disoleazione delle acque bianche (TR=1anno)  Immissione in rete nera o mista con pozzetti sifonati e aerati  Servire a gravità le utenze poste a 0.5m sotto il piano stradale  Fognatura nera dimensionata sulla portata di punta dell’acquedotto oltre alla portata delle acque di prima pioggia  Le reti di fognatura bianca o mista debbono essere dimensionate e gestite in modo da garantire che fenomeni di rigurgito non interessino il piano stradale o le immissioni di scarichi neri con frequenza superiore ad una volta ogni 5 anni per ogni singola rete

16 16/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice La scelta del coefficiente di diluizione r da adottare nel progetto dello scaricatore di piena fu demandata dalla Legge n. 319 del 10/05/76 (Legge Merli) (abrogata dal D.L. 152/99 e successivo D.L. 258/2000) alle Regioni (BURC n.10 febbraio 1983 – r = 5). Coefficiente di diluizione – Sistema misto

17 17/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Le acque di prima pioggia dovranno essere accumulate in vasche a perfetta tenuta stagna; al termine dell’evento meteorico, dovranno essere inviate all’impianto di depurazione. Inoltre, le Vasche di Prima Pioggia, per sistemi fognari, sia unitari sia separati, andranno commisurate di norma ad un volume pari a 25 m 3 /ha imp. Le vasche di prima pioggia dovranno essere previste, sia in corrispondenza di tutti gli scaricatori di piena, sia presso lo scaricatore in testa all’impianto di depurazione Piano di tutela delle acque della Regione Campania Del.G.R. n. 46 del 20/08/07

18 18/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Funzionamento degli scaricatori di piena di sistemi misti Sistemi di fognatura – Sistema misto

19 19/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  Minor costo di costruzione della rete di condotte;  Minore ingombro della rete;  Possibilità di rimozione (pulizia) dei sedimenti durante gli eventi meteorici più intensi;  Nessun problema di allacci errati;  Buona aerazione delle portate nere;  Trattamento delle portate meteoriche inferiori ai valori di soglia stabiliti negli scolmatori;  ……….  Ampie oscillazioni dei valori di portata e carico inquinante in arrivo all’impianto di trattamento con conseguenti maggiori costi di costruzione e di gestione;  Possibili rigurgiti ai piani interrati degli edifici;  Fuoriuscita di acque nere diluite lungo le strade durante gli eventi che superano l’evento di progetto;  ……….. VANTAGGI SVANTAGGI Sistemi di fognatura – Sistema misto

20 20/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Nei sistemi separati tradizionali (a) la rete nera convoglia i reflui verso l’impianto di depurazione e la rete pluviale convoglia le acque meteoriche ai punti di scarico nei ricettori. Il sistema può essere migliorato inserendo nella rete pluviale gli scaricatori di piena (b) atti a sfiorare verso i ricettori le portata pluviali di punta e a convogliare verso la depurazione una portata di acque di prima pioggia (  1 lt/s/ha imp ) (c) In successivi interventi gli scaricatori di piena più importanti possono essere completati con vasche di prima pioggia atte a trattenere le acque pluviali più inquinate (di solito commisurate a 3 – 5 mm di pioggia, equivalenti a 30 – 50 m 3 /ha imp ). Sistemi di fognatura – Sistema separato

21 21/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Funzionamento degli scaricatori di piena di sistemi misti Sistemi di fognatura – Sistema separato

22 22/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice D.L. n. 152/2006 (T.U. ambiente) Art. 146 realizzare nei nuovi insediamenti, quando economicamente e tecnicamente conveniente anche in relazione ai recapiti finali, sistemi di collettamento differenziati per le acque piovane e per le acque reflue e di prima pioggia;

23 23/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Sono frequenti i sistemi separati affetti da molti allacciamenti scorretti:  di acque nere nella rete pluviale  di acque pluviali nella rete nera Sistema separato: problematiche frequenti  tempo asciutto  tempo di pioggia la rete pluviale scarica continuamente acque nere nei ricettori entrambe le reti scaricano acque pluviali e nere nei ricettori Conseguenze: inquinamento dei ricettori continuo e inaccettabile 1.eliminare progressivamente il massimo possibile degli allacciamento scorretti 2.accettare come reti miste entrambe le reti, nera e pluviale Possibili soluzioni:

24 24/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice La SOLUZIONE 1 (eliminare il massimo possibile degli allacciamenti scorretti) può non essere fattibile: notevoli costi e difficoltà tecniche; notevoli costi e difficoltà tecniche; separazione anche negli impianti interni; separazione anche negli impianti interni; impossibilità di raggiungere un buon grado di separazione impossibilità di raggiungere un buon grado di separazione La SOLUZIONE 2 (accettare come reti miste entrambe le reti, nera e pluviale) può essere preferibile: le due reti restano come sono; le due reti restano come sono; costruzione, in entrambe le reti, di scaricatori di piena e, ove necessario, di vasche di prima pioggia; costruzione, in entrambe le reti, di scaricatori di piena e, ove necessario, di vasche di prima pioggia; possibilità di raggiungere un buon grado di protezione ambientale, con costi e difficoltà minori possibilità di raggiungere un buon grado di protezione ambientale, con costi e difficoltà minori Sistema separato: problematiche frequenti

25 25/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  Nell’impianto di depurazione sono convogliate solo le acque nere caratterizzate da oscillazioni contenute delle portate;  Si evita lo scarico di acque miste durante gli eventi meteorici;  È preferibile in quelle situazioni in cui le superfici urbane siano interessate durante le piogge da un ingente trasporto solido proveniente dall’erosione di suoli instabili;  ……….  Costi di costruzione più elevati rispetto al sistema unitario;  Maggiori problemi di pulizia per le condotte delle acque nere che non beneficiano dei periodici lavaggi operati dalle acque meteoriche;  Controllo degli allacci neri nelle condotte pluviali;  ……….. VANTAGGI SVANTAGGI Sistemi di fognatura – Sistema separato

26 26/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Le cunette convogliano i deflussi superficiali. Le caditoie consentono l’immissione d’acqua piovana in fognatura. Sono dei pozzetti laterali dotati di aperture attraverso cui entrano le acque scorrenti nelle cunette e provvisti di un sifone che, pur consentendo il passaggio dell'acqua, impedisce la fuoriuscita dei cattivi odori provenienti dalla fognatura. Manufatti

27 27/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice I pluviali raccolgono l'acqua piovana dai tetti. Sono allacciati direttamente alla fognatura così da assicurare un'efficace ventilazione della stessa, mentre le colonne di scarico interne degli edifici civili o industriali presentano, prima dell'immissione, sono collegate ad un sifone ispezionabile. Manufatti

28 28/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Lungo i collettori sono disposti pozzetti di ispezione tanto più frequenti quanto minore è la dimensione interna, e quindi l'accessibilità, delle canalizzazioni. Questi manufatti vengono costruiti anche in corrispondenza di confluenze, salti di fondo, immissioni laterali in modo da poter meglio controllare il comportamento idraulico delle correnti. Manufatti

29 29/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Dove intervenire per ridurre l’impatto dei deflussi meteorici

30 30/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Vasche di prima pioggia – vasche volano Si usano principalmente nelle reti unitarie, ma possono essere inserite anche nella rete bianca di sistemi separati, allo scopo di controllare lo scarico di inquinanti presenti nelle acque meteoriche verso il ricettore e in qualche caso anche di laminare le portate in esso immesse

31 31/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  Nel caso di acque di dilavamento superficiale sono dimensionate per trattenere complessivamente non meno di 25÷50 m 3 /ha di superficie impermeabile scolante  Tali sistemi devono abbinare alla funzione di separazione delle acque di prima pioggia anche quelle di decantazione delle sabbie e di separazione degli oli e degli idrocarburi non emulsionati.  Sono in genere evitati ulteriori ingressi di acqua a riempimento avvenuto (valvole di chiusura);  Dispongono di sonde in grado di segnalare l’inizio e la fine della precipitazione in modo tale da avviare il processo di svuotamento della vasca al termine dell’evento meteorico;  Lo svuotamento, da avviare entro le 48 dalla fine della precipitazione, può avvenire mediante pompaggio o a gravità;  Sono provviste di dispositivi di pulizia per eliminare le particelle presenti sul fondo non trascinate durante la fase di svuotamento. Vasche di prima pioggia

32 32/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Riducono e ritardano il picco di portata La forma dell ’ idrogramma in uscita dipende dal dispositivo di scarico della vasca Vasche volano

33 33/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  Per dimensionare le vasche di laminazione a servizio di nuove urbanizzazioni viene introdotto il concetto di “ invarianza idraulica nelle trasformazioni del territorio ”.  Garantire l ’ invarianza idraulica significa far si che la trasformazione di un’area non provochi un incremento della portata nei corpi idrici riceventi i deflussi superficiali originati dall ’ area stessa.  Nella maggior parte dei casi tale invarianza viene garantita adottando degli invasi per la laminazione delle portate opportunamente dimensionati. Vasche volano

34 34/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Invarianza idraulica Effetti dell’urbanizzazione sul ciclo idrologico e sulla qualità dell’acqua

35 35/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88. costituisce attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, recante delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale e contiene “Norme in materia ambientale” in materia di V.A.S., di V.I.A., di difesa del suolo, di tutela e gestione delle acque, di gestione dei rifiuti, di bonifiche, di emissioni e combustibili, di danno ambientale Decreto legislativo n. 152/2006

36 36/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Sono espressamente abrogati (e sostituiti) in particolare: l’art. 6 della legge n. 349/1986 (VIA statale) il d.P.R. 12 aprile 1996 (VIA regionale) la legge n. 183/1989 (difesa del suolo) la legge n. 36/1994 (risorse idriche) il d.lgs. n. 152/1999 (tutela delle acque) il d.m. n. 367/2003 (limiti sostanze pericolose nelle acque) il d.lgs. n. 22/1997 (rifiuti) il d.P.R. 203/1988 (emissioni industriali) il d.m. 12 luglio 1990 (linee guida per le emissioni industriali) il d.m. n. 44/2004 (composti organici volatili) quel che restava della legge n. 615/1966 (antismog) il d.P.R. n. 1391/1970 (emissioni degli impianti termici) il d.P.C.M. 8 marzo 2002 (caratteristiche dei combustibili) Decreto legislativo n. 152/2006

37 37/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Sezione INorme in materia di difesa del suolo e lotta allaSezione INorme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione (artt ) desertificazione (artt ) Sezione IITutela delle acque dall’inquinamento (artt )Sezione IITutela delle acque dall’inquinamento (artt ) Abroga e sostituisce il decreto legislativo n. 152/1999 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento …” “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento …” Sezione IIIGestione delle risorse idriche (artt )Sezione IIIGestione delle risorse idriche (artt ) Sezione IVDisposizioni transitorie e finali (artt )Sezione IVDisposizioni transitorie e finali (artt ) Parte Terza - Suolo e acque Decreto legislativo n. 152/2006

38 38/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Art. 74 “scarico” Qualsiasi immissione [diretta tramite condotta] di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Definizione di scarico Art. 121 I Piani di Tutela delle Acque sono approvati dalle Regioni su parere vincolante delle Autorità di Bacino. Nuovo sistema di pianificazione Nuovo sistema di pianificazioneNuovo sistema di pianificazione Variazione delle definizioni di “scarico” e di “acque reflue industriali”Variazione delle definizioni di “scarico” e di “acque reflue industriali” Competenza dell’Autorità d’Ambito per gli scarichi in fognaturaCompetenza dell’Autorità d’Ambito per gli scarichi in fognatura Parte Terza – Sezione II Principali novità Decreto legislativo n. 152/2006

39 39/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Definizione di “ acque reflue ” Acque reflue domestiche - Art. 74, comma 1, lett. g «acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche » Acque reflue industriali - Art. 74, comma 1, lett. h qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attivit à commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento” Acque reflue urbane - Art. 74, comma 1, lett. i acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato Decreto legislativo n. 152/2006

40 40/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  le forme di controllo relative agli scarichi di acque meteoriche provenienti da reti fognarie separate;  i casi in cui può essere richiesto che le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento, effettuate tramite altre condotte separate, siano sottoposte a particolari prescrizioni, ivi compresa l’eventuale autorizzazione;  i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne siano convogliate e opportunamente trattate in impianti di depurazione per particolari condizioni nelle quali, in relazione alle attività svolte, vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia – Art. 113 Le Regioni previo parere del Ministero dell’Ambiente, al fine di prevenire eventuali rischi idraulici ed ambientali, disciplinano: È comunque vietato lo scarico o l'immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee Decreto legislativo n. 152/2006

41 41/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Art. 101, comma 7 “…. ai fini della disciplina degli scarichi e delle autorizzazioni, sono assimilate alle acque reflue domestiche le acque reflue: a)Provenienti da imprese dedite esclusivamente alla coltivazione del fondo e/o alla silvicultura; b)Provenienti da imprese dedite ad allevamento di bestiame che …… …… ; c)Provenienti da imprese dedite alle attività di cui alle lettere a) e b) che …… …… d)Provenienti da impianti di acquacoltura e piscicoltura che … ; e)Aventi caratteristiche qualitative equivalenti a quelle domestiche e indicate dalla normativa regionale *; f)Provenienti da attività termali, fatte salve le discipline regionali di settore. nota* Piano di Tutela delle Acque - Disciplina scarichi categorie produttive assimilabili BURC n.52 del 30/09/2013 Disciplina degli scarichi Decreto legislativo n. 152/2006

42 42/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Art. 124, comma 1 “Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati” Art. 124, comma 4 “In deroga al comma 1, gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi nell’osservanza dei regolamenti fissati dal Gestore del Servizio Idrico Integrato ed approvati dall’Autorità d’Ambito Competente” Art. 124, comma 7 “Salvo diversa disciplina regionale (es. Piano di Tutela delle Acque), la domanda di autorizzazione è presentata alla Provincia, per gli scarichi in acque superficiali, ovvero all’Autorità d’Ambito se lo scarico è in pubblica fognatura. L'autorità competente provvede entro novanta giorni dalla ricezione della domanda” Autorizzazioni allo scarico - Art. 124 Decreto legislativo n. 152/2006

43 43/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Tipologie di scarichi  scarichi di acque termali (introdotto dal d.lgs. 152/2006)  scarichi sul suolo  scarichi sul sottosuolo e nelle acque sotterranee  scarichi in acque superficiali  scarichi di acque reflue urbane in corpi idrici superficiali ricadenti in zone sensibili  scarichi in rete fognaria  scarichi di sostanze pericolose Decreto legislativo n. 152/2006

44 44/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Decreto legislativo n. 152/2006 Scarichi in rete fognaria - Art. 107  Gli scarichi di acque reflue domestiche che recapitano in reti fognarie sono sempre ammessi purché osservino i regolamenti emanati dal soggetto gestore del servizio idrico integrato ed approvati dall'Autorità d‘Ambito competente  Ferma restando l'inderogabilità dei valori-limite di emissione di cui alla tabella 3/A dell'Allegato 5 alla parte terza del presente decreto e, limitatamente ai parametri di cui alla nota 2 della Tabella 5 del medesimo Allegato 5, alla Tabella 3, gli scarichi di acque reflue industriali che recapitano in reti fognarie sono sottoposti alle norme tecniche, alle prescrizioni regolamentari e ai valori-limite adottati dall'Autorità d‘Ambito competente in base alle caratteristiche dell'impianto, e in modo che sia assicurata la tutela del corpo idrico ricettore nonché il rispetto della disciplina degli scarichi di acque reflue urbane definita ai sensi dell'articolo 101, commi 1 e 2.

45 45/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice ATO 2 Campania (Ente d’Ambito Napoli-Volturno) Autorizzazioni allo scarico dei reflui industriali nelle pubbliche fognature. D.C.A. 21 del 28/12/2006 Disposizioni Attuative delle Norme sulle Autorizzazioni allo Scarico dei Reflui Industriali nelle Pubbliche Fognature I limiti massimi di accettabilità fissati per il rilascio dell’autorizzazione allo scarico sono quelli stabiliti dal D. Lgs. n. 152/2006, fino a diversa determinazione dell’Autorità d’Ambito

46 46/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice ATO 2 Campania (Ente d’Ambito Napoli-Volturno) Autorizzazioni allo scarico dei reflui industriali nelle pubbliche fognature. D.C.A. 21 del 28/12/2006 Disposizioni Attuative delle Norme sulle Autorizzazioni allo Scarico dei Reflui Industriali nelle Pubbliche Fognature

47 47/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice ATO 2 Campania (Ente d’Ambito Napoli-Volturno) Autorizzazioni allo scarico delle acque reflue domestiche nelle pubbliche fognature. D.C.A. 21 del 28/12/2006 Disposizioni Attuative delle Norme sulle Autorizzazioni allo Scarico dei Reflui Industriali nelle Pubbliche Fognature Gli scarichi di acque reflue domestiche e gli scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche – ad esclusione delle acque reflue termali – non necessitano di autorizzazione, fermo restando l’osservanza dei regolamenti del Gestore

48 48/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice GIUNTA REGIONALE CAMPANIA REGOLAMENTO 24/09/2013, n. 6 Criteridi assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013 Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013 Art. 3 Criteri di assimilazione delle acque reflue alle acque reflue domestiche a)sono considerate con caratteristiche qualitative equivalenti, e quindi assimilate alle acque reflue domestiche, le acque reflue scaricate dalle attività di cui all’elenco della Tabella A. Omissis Ai sensi dell’articolo 124, comma 4, del D. Lgs. n. 152/06, per queste attività in caso di scarico in rete fognaria non è prevista autorizzazione.

49 49/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice GIUNTA REGIONALE CAMPANIA REGOLAMENTO 24/09/2013, n. 6 Criteridi assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013 Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013

50 50/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice GIUNTA REGIONALE CAMPANIA REGOLAMENTO 24/09/2013, n. 6 Criteridi assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013 Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013 Art. 3 Criteri di assimilazione delle acque reflue alle acque reflue domestiche b)sono da considerarsi assimilabili alle acque reflue domestiche omissis le acque reflue scaricate da tutte quelle attività che presentano le caratteristiche qualitative di cui alla Tabella B del presente regolamento e che vengono convogliate ad un impianto finale di trattamento in grado di rispettare i valori limiti di emissione previsti dalla normativa vigente per lo scarico finale.

51 51/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice GIUNTA REGIONALE CAMPANIA REGOLAMENTO 24/09/2013, n. 6 Criteridi assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013 Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche BURC n.52 del 30/09/2013 Art. 4 Le acque di ruscellamento superficiale, che colano dalle superfici adibite a tetto e/o che defluiscono lungo le aree esterne, pertinenziali alle attività rispettanti quanto disciplinato alle lettere a) e b) dell’articolo 3, adibite esclusivamente alla sosta (per le ordinarie attività di carico e scarico), al transito e/o al parcheggio, dei clienti e/o delle maestranze, (es: parcheggi esterni antistanti abitazioni, scuole, uffici pubblici, strade e autostrade e rispettive aree pertinenziali), non rientrano nella fattispecie delle acque reflue. Tali scarichi non sono soggetti ad autorizzazione, salvo il caso in cui vengono convogliati in corpo idrico superficiale. In questa ultima ipotesi è necessario richiedere preventivamente l’autorizzazione al soggetto proprietario e/o gestore del corpo idrico presso il quale si intende convogliare le acque oggetto del presente articolo.

52 52/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice T.A.R. CAMPANIA Sez. V - 16 marzo 2011, n Acque di dilavamento dei piazzali adibiti a parcheggio Assimilazione agli scarichi industriali - Illegittimità - Art. 74, lett. h) del d.lgs. n. 152/ Connotazione in negativo - Art. 101, c. 7, d.lgs. n. 152/2006. E' illegittima l'assimilazione agli scarichi industriali, ad opera di un Comune, delle acque di dilavamento dei piazzali adibiti a parcheggio (nella Regione Campania, la delibera di Giunta n. 1350/2008, che prevedeva detta assimilazione, è stata annullata con sentenza n /2008)

53 53/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Decreto legislativo n. 152/2006 Limiti di emissione Allegato 5 (parte III del d.lgs. 152/2006) - tabella 1: impianti di acque reflue urbane - tabella 2: impianti di acque reflue urbane recapitanti in aree sensibili - tabella 3: scarichi in acque superficiali e in rete fognaria - tabella 3/A: limiti per unità di prodotto riferiti a specifici cicli produttivi - tabella 4: scarichi di acque reflue urbane e industriali su suolo - tabella 5: sostanze non derogabili da parte di Regione e gestore della rete fognaria

54 54/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Problematiche idrauliche Determinazione delle portate Portate di tempo asciutto (nere) Portate meteoriche (bianche) Determinazione dimensione degli spechi assegnate la forma e la scabrezza Obiettivo Trasporto delle acque drenate allo scarico e/o al trattamento in tempi adeguati a garantire la protezione idraulica e ambientale del bacino nel rispetto di prefissati valori limite della velocità e del grado di riempimento delle sezioni delle condotte

55 55/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Portate di tempo asciutto (nere) q m = portata nera media annua; P= numero di utenti gravanti sulla fogna a monte della sezione di calcolo; dot = dotazione idrica media annuapro-capite [l/(ab g)]; dot = dotazione idrica media annua pro-capite [l/(ab g)]; e= coefficiente di dispersione che tiene conto dell’aliquota di dotazione idrica che non raggiunge la fogna non raggiunge la fogna [l/s] C p coefficiente di punta, rapporto tra la massima portata oraria, Q max, e la portata media annua, q m ; media annua, q m ; C m il coefficiente di minimo, rapporto tra la minima portata oraria e la portata media annua; media annua; Babbit (1958) (P m in migliaia)

56 56/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Nazione Intervalli Dotazione Media annua [l/(ab g)] Note Repubblica Ceca Non considera fenomeni dovuti all’infiltrazione Danimarca Incremento dal 50% al 100% per considerare l’infiltrazione Francia Germania In funzione dell’età del sistema fognario. Olanda Portogallo Svizzera Regno Unito Dotazione media annua UNI EN Portate di tempo asciutto (nere)

57 57/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Nazione Portata di punta Note Danimarca da 4 l/s a 6 l/s per 1000 ab In funzione dell’estensione del bacino Francia (1.5÷4.0)× Q mn coefficiente di punta che dipende dalla ubicazione della fognatura, dalla pendenza e dalla dimensione Germania 4 l/s per 1000 ab per il dimensionamento della fognatura 4 l/s per 1000 ab oppure 200 l(ab g) per il dimensionamento dell’impianto di trattamento Portogallo (2.0÷5.0)× Q mn - Svizzera da 6 l/s a 7 l/s per 1000 ab per includere le portate provenienti dagli usi commerciali - da 8 l/s a 10 l/s per 1000 ab Regno Unito (fino a 6.0)× Q mn In funzione della tipologia di bacino Portate max di tempo asciutto UNI EN Portate di tempo asciutto (nere)

58 58/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Portate meteoriche (bianche) Il metodo razionale rappresenta un semplice metodo per stimare la portata meteorica di progetto. Esso è applicabile per bacini di estensione ≤ 200 ha ovvero per tempi di concentrazione ≤ 15 min assumendo una pioggia di intensità costante [m 3 /s] haltezza di pioggia [mm] Ssuperficie del bacino [ha] φcoefficiente di afflusso T c tempo di concentrazione UNI EN

59 59/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Rischio idrologico o di superamento (insufficienza) R(N, T(x)) associato ad un dato valore X di una variabile casuale x e ad un prefissato numero di anni N. Nel caso in cui N coincide con la durata prevista dell’opera che si sta progettando il rischio di superamento fornisce la probabilità che tale opera risulti insufficiente almeno una volta nel corso della sua vita. La probabilità che X venga uguagliato o superato in N anni Tempo di ritorno associato ad un dato valore X di una variabile casuale x. Numero medio di anni che occorre attendere perché quel dato valore sia raggiunto o superato almeno una volta: P(x) è la probabilità di non superamento P’(x) è la probabilità di superamento Rischio e periodo di ritorno Portate meteoriche (bianche)

60 60/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Espressione del rischio d’insufficienza: per eventi indipendenti la probabilità composta di non superamento in N anni del prefissato valore di soglia X è rappresenta da [P(x)] N Se ad esempio la probabilità di superamento è: P'(x) = 2% e si considera N = 20 anni si ricava: R (N = 20 anni, T = 50 anni) = 1 – [1 – 0.02] N = 33%. Rischio e periodo di ritorno Portate meteoriche (bianche)

61 61/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice R(N, T(x)) Rischio e periodo di ritorno Portate meteoriche (bianche)

62 62/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Tipologie di bacino Periodo di ritorno * [anni] Aree rurali 1 Aree residenziali 2 Centro città - aree industriali e commerciali 5 Sottopassi /Metropolitane 10 Periodo di ritorno da utilizzare per la riqualificazione di sistemi esistenti UNI EN * Portata di progetto in assenza di sovrappressione del sistema Portate meteoriche (bianche)

63 63/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Tipologie di bacino Periodo di ritorno [anni] Aree rurali 10 Aree residenziali 20 Centro città - aree industriali e commerciali 30 Sottopassi /Metropolitane 50 Periodo di ritorno da utilizzare in aree ad elevato rischio per la pubblica incolumità ed inquinamento UNI EN Portate meteoriche (bianche)

64 64/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Indicato con h  il massimo annuale dell’altezza di pioggia nella durata  e con T il periodo di ritorno, si definisce curva di probabilità pluviometrica la rappresentazione analitica del legame: h ,T = h ,T ( , T) indipendentemente dal modello probabilistico prescelto per l’analisi di h , si può dimostrare che:  h  = parametro centrale (media, moda) della d.d.p. della variabile aleatoria h  ; K T = fattore di crescita con il periodo di ritorno T. Dipende dal periodo di ritorno attraverso il modello probabilistico prescelto Curva di Probabilità Pluviometrica Portate meteoriche (bianche)

65 65/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Il modello VAPI (Valutazione delle Piene) predisposto dal Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del C.N.R. ha individuato per la Campania un'unica zona pluviometrica per la quale i valori di K T (TCEV) sono: T anni KTKTKTKT Portate meteoriche (bianche) Curva di Probabilità Pluviometrica

66 66/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Il modello VAPI (Valutazione delle Piene) predisposto dal Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI) del C.N.R. propone la relazione: Il modello VAPI (Valutazione delle Piene) predisposto dal Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI) del C.N.R. propone la relazione: μ h δ [mm] = valore medio dei massimi annuali delle altezze di pioggia di durata δ A o [mm] = valore a cui tende l’intensità media di pioggia per δ => 0 δ [ore] = durata della pioggia c e B = parametri della distribuzione z [m] = quota sul mare Portate meteoriche (bianche) Curva di Probabilità Pluviometrica

67 67/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Modello VAPI La Campania è suddivisa in sei sottozone omogenee

68 68/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Dimensionamento dei collettori Scelta del modello di simulazione UNI EN  Modelli semplificati/empirici Deflusso in condizioni di moto uniforme. La velocità in condizioni di massimo riempimento è utilizzata per calcolare il tempo di concentrazione del bacino  Modello dell’onda cinematica Sono utilizzati per il dimensionamento iniziale di reti fognarie di grosse dimensioni o per la verifica di quelle esistenti ovvero per la simulazione del funzionamento della rete utilizzando lunghe serie di dati di precipitazione  Modello dell’onda dinamica Può essere simulato il moto vario considerando anche condizioni di rigurgito e funzionamento in pressione

69 69/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Applicabilità dei modelli di simulazione UNI EN Dimensionamento dei collettori

70 70/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Modelli semplificati Una corrente in condizioni stazionarie si muove in condizioni di moto uniforme se la velocità media della corrente è costante in tutte le sezioni. In tal caso il pelo libero si mantiene parallelo al fondo. Strickler Kutter Bazin Relazione di Chezy  superficie idrica Rraggio idraulico =  /   contorno bagnato Ccoefficiente di conduttanza V(x,t) = cost - i = J Dimensionamento dei collettori

71 71/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice  Grado di riempimento tra il 50% ed 70% dell’altezza dello speco  V max (portate bianche* ) < 5 m/s (per limitare fenomeni di abrasione)  V min (portate nere*) > 0.5 m/s (per autolavaggio degli spechi) Vincoli di progetto (*) Circolare Ministeriale LL.PP. n.°11633/74: "Istruzioni per la progettazione delle fognature e degli impianti di trattamento delle acque di rifiuto" Dimensionamento dei collettori

72 72/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Coefficienti di scabrezza Dimensionamento dei collettori

73 73/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Dimensionamento dei collettori

74 74/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Scale di deflusso Dimensionamento dei collettori

75 75/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Effetti dell’urbanizzazione

76 76/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Effetti dell’urbanizzazione Ciclo idrologico e qualità dell’acqua

77 77/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Nuove tendenze progettuali Approccio classico e gestione integrata dei deflussi

78 78/74 Reti di Drenaggio Urbano: Generalità - Prof. Ing. Giuseppe Del Giudice Tecnologie diffuse di controllo delle piene (Best Management Practices)  Laminazione ovunque possibile (micro e macro)  Infiltrazione generalmente sconsigliabile e da riservare a casi particolari e affidabili  Gestione pubblica  Gestione privata solo in casi particolari e affidabili


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