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I MOVIMENTI RIPETITIVI DELLARTO SUPERIORE Prof. Roberto Lucchini, Dott. Stefano Borghesi Cattedra di Medicina del Lavoro Università degli Studi di Brescia.

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1 I MOVIMENTI RIPETITIVI DELLARTO SUPERIORE Prof. Roberto Lucchini, Dott. Stefano Borghesi Cattedra di Medicina del Lavoro Università degli Studi di Brescia

2 Movimenti identici o molto simili eseguiti ad elevata frequenza Effettuare in modo ciclico azioni tecniche CICLO: CICLO: sequenza di azioni tecniche di breve durata (minuti, secondi) che si ripete uguale a sé stessa AZIONE TECNICA: AZIONE TECNICA: insieme di movimenti di uno o più distretti corporei che consentono di compiere unoperazione elementare MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI

3 1.RIPETITIVITA 2.FREQUENZA 3.FORZA 4.POSTURA 5.PAUSE (TEMPO DI RECUPERO) PARAMETRI CHE CARATTERIZZANO I MOVIMENTI RIPETITIVI

4 1. RIPETITIVITÀ La ripetizione nel tempo con le stesse modalità e cadenza di cicli lavorativi

5 2. FREQUENZA Il numero delle azioni tecniche (gesti) nellunità di tempo (minuto primo)

6 3. FORZA Carico fisico richiesto allarto superiore per lesecuzione dellazione tecnica

7 4. POSTURA Posizione assunta dalle articolazioni degli arti o di segmenti corporei in conseguenza o per svolgere unazione tecnica

8 5. TEMPO DI RECUPERO (PAUSE) Periodo di tempo nel turno di lavoro nel quale non vengono effettuate azioni tecniche con gli arti superiori

9 PATOLOGIE E DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI DELLARTO SUPERIORE CORRELATI AL LAVORO Upper Extremity Work Related Musculoskeletal Disorders (UE-WMSDs) Complesso gruppo di disturbi e/o patologie osteo- articolari, muscolotendinee, nervose e vascolari causate/aggravate da sovraccarico biomeccanico lavorativo dellarto superiore

10 IMPORTANZA DEGLI UE-WMSDs Costi sociali 0,5-2% prodotto lordo UE (Rep Bilbao 99) Assistenza sanitaria e previdenziale Mancata produzione Rimpiazzo sul lavoro (attività di formazione) Richiesta di danno biologico

11 EPIDEMIOLOGIA UE-WMSDs Patologie (illness) registrate dal Bureau of Labor Statistic, USA (1999,2001) Patologie (illness) registrate dal Bureau of Labor Statistic, USA (1999,2001) dal 72 al 94 aumentate di circa 14 volte nel casi pari al 60-65% del totale delle patologie indennizzate nel casi 34,7% di tutti i casi di disturbi occupazionali sono associati alleffettuazione di movimenti ripetitivi o di sforzi cospicui

12 PATOLOGIE E DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI DELLARTO SUPERIORE CORRELATI AL LAVORO Molto comuni nella popolazione generale Origine multifattoriale: lavorativi Fattori lavorativi individuali Fattori individuali extralavorativi Fattori extralavorativi

13 Macellazione Macellazione Confezionamento pacchi Confezionamento pacchi Inscatolamento Inscatolamento Assemblaggio Assemblaggio Cucitura a macchina Cucitura a macchina Levigatura Levigatura Igienisti dentali Igienisti dentali Imbianchino Imbianchino Cassiere Cassiere Cuoco Cuoco Addetto alle pulizie Addetto alle pulizie Carpentiere Carpentiere Falegname Falegname Musicista Musicista Barbiere Barbiere ATTIVITÀ LAVORATIVE CHE RICHIEDONO LESECUZIONE DI MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI

14 FATTORI DI RISCHIO OCCUPAZIONALI Movimenti con elevata ripetitività e alta frequenza Uso di forza Posture scorrette Movimenti articolari estremi Pause troppo brevi/assenti Mancanza di rotazione Vibrazioni Esposizione a freddo Compressioni di strutture anatomiche Strumenti di lavoro non ergonomici Uso di guanti inadeguati Uso di utensili per dare colpi (mazza/martello) Inesperienza lavorativa

15 FATTORI PSICOSOCIALI Connessi allattività lavorativa, personali o relazionali: Complessità ed interesse per il lavoro Complessità ed interesse per il lavoro Carichi, pressioni e vincoli lavorativi Carichi, pressioni e vincoli lavorativi Attenzione richiesta Attenzione richiesta Rapporti tra colleghi/superiori: collaborazione, aspettative e prospettive Rapporti tra colleghi/superiori: collaborazione, aspettative e prospettive

16 FATTORI DI RISCHIO INDIVIDUALI NON OCCUPAZIONALI Sesso Sesso Età Età Caratteristiche antropometriche Caratteristiche antropometriche Condizione psicologica Condizione psicologica Stato ormonale Stato ormonale Traumi e fratture pregresse Patologie croniche osteoarticolari Patologie metaboliche (diabete) Gravidanza Attività domestiche Hobbies (sport)

17 DISTURBI E PATOLOGIE DELLARTO SUPERIORE 1.Possono manifestarsi con sintomi più o meno specifici, talora non accompagnati da segni clinici (disturbo) oppure mediante una patologia ben definita (tendinite, epicondilite, sindrome del tunnel carpale ecc.) 2.Colpiscono diverse regioni dellarto superiore 3.Insorgenza graduale

18 DISTURBI Disturbi muscolari Disturbi muscolari Arriva ai muscoli meno sangue Arriva ai muscoli meno sangue del necessario Disturbi articolari Disturbi articolari I nervi ed i tendini si infiammano I nervi ed i tendini si infiammano Disturbi articolari e muscolari Disturbi articolari e muscolari Mani, polsi, avambracci, gomiti, braccia Mani, polsi, avambracci, gomiti, braccia e spalle

19 DISTURBI Riduzione: Riduzione: della funzione motoria (negli stadi più avanzati) della sensibilità cutanea Formicolii agli arti superiori Alterazioni della cute

20 PATOLOGIE Sindrome conseguente a compressione del nervo mediano a livello del canale del carpo che determina la comparsa di disturbi sensitivi e motori nel corrispondente territorio di innervazione Sintomatologia: formicolii, sensibilità, pesantezza alle dita, impaccio al movimento SINDROME DEL TUNNEL CARPALE SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

21 EZIOPATOGENESI SINDROME DEL TUNNEL CARPALE Cause locali: Cause locali: microtraumi ripetuti, fratture/anomalie ossa carpali, ispessimento legamento trasverso del carpo, cisti e tenosinoviti dei tendini mm flessori delle dita, edema o emorragie intracanalicolari, deformità ossea post- traumatica Cause sistemiche: Cause sistemiche: diabete, emodialisi, amiloidosi, ipotiroidismo, artrite- reumatoide, collagenopatie, gravidanza, menopausa Fattori antropometrici: Fattori antropometrici: dimensioni del polso, obesità dimensioni del polso, obesità

22 PATOLOGIE Infiammazione dei tendini dei flessori delle dita della mano (DITO A SCATTO) SINTOMATOLOGIA: dolore difficoltà ad eseguire alcuni movimenti con le mani TENDINITE DEI FLESSORI DELLE DITA DELLA MANO TENDINITE DEI FLESSORI DELLE DITA DELLA MANO

23 PATOLOGIE Infiammazione dei tendini del gomito (GOMITO DEL TENNISTA) SINTOMATOLOGIA: dolore gonfiore al gomito EPICONDILITE EPICONDILITE

24 PATOLGIE Infiammazione dei tessuti della spalla (tedinite, borsite) SINTOMATOLOGIA: dolore a riposo e durante i movimenti TENDINITE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI TENDINITE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI

25 DATI UEWRMSDs INAIL Dal 1996 al 2000 Denunce di malattie professionali da 136 a 1550 Riconoscimenti da 10 a 990

26 PREVENZIONE Controllo dei Fattori di Rischio Controllo dei Fattori di Rischio Interventi di tipo impiantistico strutturale automatizzazione, progettazione dei posti di lavoro, scelta degli strumenti di lavoro Interventi di tipo impiantistico strutturale automatizzazione, progettazione dei posti di lavoro, scelta degli strumenti di lavoro Interventi sullorganizzazione del lavoro procedure aziendali, durata del ciclo, programmazione di pause, turnazione e rotazione Interventi sullorganizzazione del lavoro procedure aziendali, durata del ciclo, programmazione di pause, turnazione e rotazione Interventi sulle metodologie di svolgimento delle attività Interventi sulle metodologie di svolgimento delle attività Educazione sanitaria Educazione sanitaria Sorveglianza Sanitaria Servizio Sanitario Aziendale Sorveglianza Sanitaria Servizio Sanitario Aziendale Devono essere considerate complementari tra loro e pertanto per una corretta prevenzione intraprese tutte

27 D.Lgs.626/94 Art. 3 Misure generali di tutela La prevenzione deve essere programmata iniziando con la progettazione e la realizzazione di condizioni tecniche produttive ed organizzative… …nel rispetto dei principi ergonomici Tali attività sono sotto la responsabilità del Datore di Lavoro e rientrano tra le Sue normali attività di controllo Tali attività sono sotto la responsabilità del Datore di Lavoro e rientrano tra le Sue normali attività di controllo

28 VALUTAZIONE DEL RISCHIO Per stabilire la priorità degli interventi di prevenzione è necessario valutare il rischio presente nelle attività lavorative Per stabilire la priorità degli interventi di prevenzione è necessario valutare il rischio presente nelle attività lavorative È un obbligo di legge ed è sotto la responsabilità del Datore di Lavoro (D.Lgs 626/94) È un obbligo di legge ed è sotto la responsabilità del Datore di Lavoro (D.Lgs 626/94) La Valutazione del Rischio viene svolta da tecnici opportunamente istruiti GRUPPI DI LAVORO (progettisti, servizio di prevenzione e protezione, responsabili tecnici) La Valutazione del Rischio viene svolta da tecnici opportunamente istruiti GRUPPI DI LAVORO (progettisti, servizio di prevenzione e protezione, responsabili tecnici)

29 IDENTIFICAZIONE E PRIMO INQUADRAMENTO DEI RISCHI Compiti a cicli della durata uguale o inferiore a 15 sec. per almeno 4 h complessivamente nel turno Compiti a cicli, indipendentemente dalla durata, per circa tutto il turno Uso ripetuto di forza (almeno 1 volta/5 min.): maneggiare oggetti che pesano più di 2,5 Kg maneggiare con pollice e indice oggetti che pesano più di 900 gr usare attrezzi che richiedono uso di forza Presenza ripetuta di posizioni o movimenti estremi: braccia sollevate polso deviato o movimenti rapidi o azioni con colpi (uso della mano come attrezzo) Uso prolungato di strumenti vibranti (mole, frese, martelli pneumatici etc)

30 VALUTAZIONI DI II LIVELLO CARATTERISTICHE DELLE CHECKLIST Basso costo, facilità di apprendimento e rapidità duso Basso costo, facilità di apprendimento e rapidità duso Applicabilità a tutti gli aspetti della vita lavorativa Applicabilità a tutti gli aspetti della vita lavorativa Ripetibilità delle misure Ripetibilità delle misure Assenza di interferenze con lattività lavorativa da analizzare Assenza di interferenze con lattività lavorativa da analizzare Elevata validità e sensibilità Elevata validità e sensibilità Codificabilità dei dati per la memorizzazione e le analisi Codificabilità dei dati per la memorizzazione e le analisi

31 VALUTAZIONI DI II LIVELLO Gli elementi che i metodi consentono di approfondire sono: Identificare i compiti lavorativi che prevedono movimenti ripetitivi Descrizione e quantificazione, per ciascun ciclo rappresentativo, dei fattori di rischio principali e complementari Valutare la presenza, la durata e la sequenza nellambito delle attività lavorative, dei periodi di recupero Esprimere una valutazione sintetica del rischio calcolando un indice di rischio numerico che integra e riassume il contributo al rischio complessivo determinato dai singoli fattori di rischio La compilazione delle checklist prevede losservazione delle attività lavorative direttamente sul posto di lavoro o mediante videoregistrazione

32 CHECKLIST DI KEYSERLING (1993) Strumento di valutazione rapido e sensibile Strumento di valutazione rapido e sensibile Identifica compiti lavorativi esponenti a: Identifica compiti lavorativi esponenti a: ripetitività ripetitività sovraccarico biomeccanico localizzato sovraccarico biomeccanico localizzato sforzi sforzi posture incongrue posture incongrue utilizzo di strumenti utilizzo di strumenti Non è uno strumento diagnostico Non è uno strumento diagnostico Iniziale strumento di screening delle postazioni lavorative Iniziale strumento di screening delle postazioni lavorative

33 CHECKLIST OSHA Strumento preliminare per la valutazione del rischio anche da parte di personale non specializzato in ergonomia Metodo rapido di identificazione dei fattori di rischio per le UEWMSDs Limpiego della Checklist è subordinato alla presenza di segnalatori di rischio per un definito tempo nellarco del turno: 1. 1.Movimenti ripetitivi 2. 2.Posture di lavoro fisse non supportate o incongrue 3. 3.Uso di strumenti vibranti 4. 4.Uso di forza delle mani

34 CHECKLIST OSHA Fattori di rischio: ripetitività, forza, postura, pressione cutanea, vibrazioni, ambiente, ritmo di lavoro Fattori di rischio: ripetitività, forza, postura, pressione cutanea, vibrazioni, ambiente, ritmo di lavoro In base a presenza e durata dellesposizione a ciascun fattore viene attribuito un punteggio In base a presenza e durata dellesposizione a ciascun fattore viene attribuito un punteggio Se il punteggio totale è superiore a 5, il lavoro è giudicato a rischio Se il punteggio totale è superiore a 5, il lavoro è giudicato a rischio

35 HAND ACTIVITY LEVEL ACGIH 2001 Focalizzato sul distretto mano, polso, avambraccio. Applicabile per compiti lavorativi costituiti da una serie di azioni o movimenti ripetitivi e simili (mono task job) per almeno 4 h al giorno Basato su un indice di livello di attività manuale (Hand Activity Level = HAL) e sul picco di forza (Peak hand force): il grafico ottenuto dalla combinazione di questi due fattori individua il livello (TLV) Previsto anche un limite dazione in corrispondenza del quale è raccomandata ladozione di strategie di prevenzione

36 HAND ACTIVITY LEVEL ACGIH 2001 Sono valutati su scale graduate da 0 a 10: Sono valutati su scale graduate da 0 a 10: –Livello di attività manuale media (HAL) –Picco di forza normalizzato (Pf) La combinazione di HAL e Pf su apposito grafico La combinazione di HAL e Pf su apposito grafico permette di individuare il livello (TLV) oltre al quale vi è evidente prevalenza di disturbi muscoloscheletrici e per il quale è indicata lapplicazione di provvedimenti ergonomici

37 TLV (ACGIH) HAL (livello di attività manuale) Picco di forza normalizzato _____ TLV Limite di Azione

38 CHECKLIST OCRA Verifica in ciascun compito/postazione di lavoro il livello di esposizione a: Ripetitività Ripetitività Forza Forza Postura Postura Periodi di recupero Periodi di recupero Fattori complementari Fattori complementari A ciascun fattore viene attribuito un punteggio (da 1 a 10) che consente di calcolare il punteggio complessivo dellesposizione A ciascun fattore viene attribuito un punteggio (da 1 a 10) che consente di calcolare il punteggio complessivo dellesposizione Lutilizzo è riservato ad operatori appositamente addestrati Lutilizzo è riservato ad operatori appositamente addestrati

39 Valutazioni di III livello METODO OCRA Applicabile a lavori ripetitivi per gli arti superiori che prevedono lo svolgimento consecutivo, per almeno 1 ora al giorno, di cicli lavorativi fra loro similari, di durata relativamente breve (pochi minuti) Applicabile a lavori ripetitivi per gli arti superiori che prevedono lo svolgimento consecutivo, per almeno 1 ora al giorno, di cicli lavorativi fra loro similari, di durata relativamente breve (pochi minuti) Procedura complessa e specialistica che consente di Procedura complessa e specialistica che consente diottenere: livelli di esposizione delloperatore livelli di esposizione delloperatore informazioni su quali siano i fattori che incidono di informazioni su quali siano i fattori che incidono di più sul risultato dellindice informazioni per fornire criteri di corretta progettazione informazioni per fornire criteri di corretta progettazione indicazioni per il reinserimento di lavoratori già portatori di indicazioni per il reinserimento di lavoratori già portatori di patologie dellarto superiore Lindice che si ottiene è dato dal rapporto tra il n° di azioni tecniche svolte durante un turno lavorativo ed il corrispondente n° di azioni raccomandate determinato in funzione delle specifiche richieste di forza, postura, presenza di rotazioni, periodi di recupero e fattori complementari

40 Fasce di rischio Check-list vs OCRA Check List OCRA Zone di rischio Classificazione del rischio Azioni conseguenti fino a 5fino a 1,5verdeottimalenessuna 5,1 - 7,51,6 - 2,2giallo-verdeaccettabilenessuna 7, ,3 - 3,5giallo borderline (molto lieve)riverifica 11, ,6 - 4,5rosso-lievelieve migliorare + sorv. sanitaria + formazione 14,1 - 22,54,6 - 9rosso-mediomedio migliorare + sorv. sanitaria+ formazione oltre 22,5oltre 9rosso-altoalto migliorare + sorv. sanitaria + formazione

41 Valutazioni di III livello METODO OREGE Quantificazione da parte del valutatore della forza con la scala di Latko (da 0 a 10) confrontata con una valutazione su scala 0-10 delloperatore; le posizioni articolari per rachide cervicale, spalla, gomito e polso; la ripetitività anchessa confrontata con una valutazione delloperatore. Lindice di rischio si ottiene sommando i punteggi relativi alla forza (0-10), ripetitività (0-10), postura (0-3) e consente di individuare tre fasce di rischio: 1-8 accettabile 9-15 non raccomandato da evitare

42 Valutazioni di III livello STRAIN INDEX Strain Index (SI) = intensità dellazione (forza) x durata dellapplicazione di forza x n° di azioni in forza (sforzi)/minuto x postura mano/polso x velocità desecuzione del compito x ore di lavoro/giorno Strain Index (SI) = intensità dellazione (forza) x durata dellapplicazione di forza x n° di azioni in forza (sforzi)/minuto x postura mano/polso x velocità desecuzione del compito x ore di lavoro/giorno Per linterpretazione del risultato si adotta la seguente scala: SI < 3 lavori probabilmente sicuri SI < 3 lavori probabilmente sicuri SI <3 <7 valutazione incerta SI <3 <7 valutazione incerta SI >7lavori probabilmente pericolosi SI >7lavori probabilmente pericolosi

43 CORRISPONDENZA TRA LE FASCE DI RISCHIO DEI METODI OCRA, OREGE, STRAIN INDEX Check list OCRA OREGE STRAIN INDEX Fascia rischio Fino a 5 Fino a 8 Fino a 3 Verde = R ottimale 5,1 - 7,5// Giallo-verde = R accettabile 7,6 – 11// Giallo = R molto lieve 11,1 – 14// Rosso lieve = R lieve 14,1 - 22, Rosso medio = R medio oltre 22,5>15>7 Rosso alto = R elevato

44 QUANTIFICAZIONE IN % DEL DIVERSO PESO ATTRIBUITO AI SINGOLI FdR Check-list OCRA OREGE Strain index FdR%FdR%FdR% Forza40Forza43Forza Intensità e durata dello sforzo 62,7 Ripetitività10Ripetitività43RipetitivitàSforzi/min19,6 Postura18,3Postura13Postura11,7 T di recupero 10 Durata turno 5,8 F complementari 8,3

45 VALUTAZIONI DI FORZA E RIPETITIVITA DEI LAVORATORI Osservate sopravalutazioni di questi Fattori di Rischio da parte dei lavoratori Osservate sopravalutazioni di questi Fattori di Rischio da parte dei lavoratori Meglio accompagnare la scala fornita ai lavoratori da tabella esplicativa degli indici numerici Meglio accompagnare la scala fornita ai lavoratori da tabella esplicativa degli indici numerici

46 METODO OREGE Dà più rilievo ai fattori forza e ripetitività (scala da 0 a 10) rispetto alla postura (scala da 0 a 3) e consente lanalisi del rischio biomeccanico a più segmenti (spalla, gomito, polso-mano e rachide cervicale)

47 CONFRONTO TRA METODI I metodi forniscono risultati sovrapponibili in situazioni a Rischio ben definito (elevato o assente) I metodi forniscono risultati sovrapponibili in situazioni a Rischio ben definito (elevato o assente) Dimostrate differenze significative in situazioni a Rischio intermedio soprattutto quando esistono fattori di rischio preponderanti Dimostrate differenze significative in situazioni a Rischio intermedio soprattutto quando esistono fattori di rischio preponderanti

48 CONFRONTO TRA METODI Anche nelle postazioni a rischio concordante, i fattori di maggior rischio che determinano l'entità dell'indice non sono sempre sovrapponibili Anche nelle postazioni a rischio concordante, i fattori di maggior rischio che determinano l'entità dell'indice non sono sempre sovrapponibili I diversi metodi di valutazione non sono in grado di evidenziare in modo ripetibile ed univoco, gli aspetti critici del sovraccarico biomeccanico dell'arto superiore I diversi metodi di valutazione non sono in grado di evidenziare in modo ripetibile ed univoco, gli aspetti critici del sovraccarico biomeccanico dell'arto superiore

49 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Tutti i metodi propongono di risolvere un problema multifattoriale di incerta definizione riconducendolo esclusivamente ad una sintesi di 4 (o poco più) fattori per derivare un indice "risolutivo" e sintetico definitivo Tutti i metodi propongono di risolvere un problema multifattoriale di incerta definizione riconducendolo esclusivamente ad una sintesi di 4 (o poco più) fattori per derivare un indice "risolutivo" e sintetico definitivo

50 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Non sono a tuttoggi disponibili singoli metodi standardizzati e validati Non sono a tuttoggi disponibili singoli metodi standardizzati e validati Non sono stati accertati valori condivisi di accettabilità per i singoli fattori di rischio (ripetitività, pause compensatorie, postura, forza, fattori complementari) Non sono stati accertati valori condivisi di accettabilità per i singoli fattori di rischio (ripetitività, pause compensatorie, postura, forza, fattori complementari)

51 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Nellapplicazione dei metodi ad indice sintetico è importante non utilizzare acriticamente lindice, ma considerare tutti gli elementi analitici di valutazione del carico dei diversi segmenti dellarto superiore Nellapplicazione dei metodi ad indice sintetico è importante non utilizzare acriticamente lindice, ma considerare tutti gli elementi analitici di valutazione del carico dei diversi segmenti dellarto superiore La maggior parte dei metodi di valutazione è stata studiata per analizzare compiti altamente ripetitivi e di breve durata, sono difficilmente applicabili in situazioni diverse La maggior parte dei metodi di valutazione è stata studiata per analizzare compiti altamente ripetitivi e di breve durata, sono difficilmente applicabili in situazioni diverse

52 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE È opportuno lutilizzo di metodi diversi al fine di unadeguata analisi dellesposizione di situazioni presunte a rischio È opportuno lutilizzo di metodi diversi al fine di unadeguata analisi dellesposizione di situazioni presunte a rischio Anche applicando più metodi contemporaneamente, tuttavia, risulta fondamentale una valutazione analitica successiva dei diversi fattori di rischio per non incorrere in gravi errori di interpretazione Anche applicando più metodi contemporaneamente, tuttavia, risulta fondamentale una valutazione analitica successiva dei diversi fattori di rischio per non incorrere in gravi errori di interpretazione

53 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE METODI DI VALUTAZIONE E PROBABILITÀ PATOLOGIA Secondo alcuni autori (es di OCRA) è possibile predire attraverso il calcolo dellindice la probabilità di insorgenza di casi di UE WMSD s Secondo alcuni autori (es di OCRA) è possibile predire attraverso il calcolo dellindice la probabilità di insorgenza di casi di UE WMSD s Secondo altri autori sono necessarie ulteriori ricerche e validazioni (Kilbom 1999, Spielhoz 2001) Secondo altri autori sono necessarie ulteriori ricerche e validazioni (Kilbom 1999, Spielhoz 2001)

54 Associazione tra disturbi dellarto sup e FdR lavorativo (NIOSH 1997) Associazione tra disturbi dellarto sup e FdR lavorativo (NIOSH 1997) Parte dell'arto superiore a rischio e fattore di rischio Forte evidenza di associazione Evidenza di associazione Insufficiente evidenza di associazione Collo/Spalla/ collo Ripetitività X Forza X Postura incongrua X Vibrazioni X Spalla Ripetitività X Forza X X Vibrazioni X Gomito Ripetitività X Forza X X Combinazione dei vari fattori X

55 Associazione tra disturbi dellarto sup e FdR lavorativo (NIOSH 1997) Associazione tra disturbi dellarto sup e FdR lavorativo (NIOSH 1997) Parte dell'arto superiore a rischio e fattore di rischio Forte evidenza di associazione Evidenza di associazione Insufficiente evidenza di associazione Mano-polso, S. del tunnel carpale Ripetitività X Forza X Postura incongrua X Vibrazioni X Combinazione dei vari fattori X Mano-polso, tendinite Ripetitività X Forza X Postura incongrua X Combinazione dei vari fattori X Mano-polso, S da vibrazioni VibrazioniX Postura incongrua X Combinazione dei vari fattori X

56 FATTORI DI RISCHIO CCUPAZIONALI: DIMENSIONI (Rep Ag Bilbao,99) Fattori di rischio Variabili GrandezzaRipetitivitàDurata Forza Forza generata ed applicata Frequenza di applicazione Tempo in cui la forza è applicata Postura Angolo dellarticolazione Frequenza Tempo in cui è mantenuta Movimento Velocità, accelerazione Frequenza del movimento Tempo di esposizione al movimento VibrazioniAccelerazioneVibrazione Tempo di esposizione a vibrazioni


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