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Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Corso di Sociologia Generale Facoltà di Scienze della Formazione.

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1 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Corso di Sociologia Generale Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Educatore Sociale a.a. 2006/07 (7 CFU)

2 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) 6 Lezione 28 marzo 2007 Emile Durkheim e la coesione sociale

3 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Nasce in una famiglia modesta ma erudita di ebrei praticanti Studia filosofia alla Ecole normale Superieure Conosce ambienti socialisti francesi Insegna in diverse città tra cui Bordeaux e Parigi Fonda l’Année sociologique Muore figlio in guerra

4 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Opere principali 1893 La divisione del lavoro sociale 1895 Le regole del metodo sociologico 1897 Il suicidio 1912 Le forme elementari della vita religiosa

5 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Contesto culturale Spencer: organicismo e evoluzionismo Domanda: cosa tiene “insieme” la società?

6 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Morale: insieme di norme che vincolano i membri di uan società. Si impone inizialmente attraverso la religione

7 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) PRIMATO DELLA SOCIETA’ SUGLI INDIVIDUI LA SOCIETA’ IMPONE NORME MORALI, COSTUMI, CREDENZE RELIGIOSE, RITI

8 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Le norme sono FATTI SOCIALI: “ essi consistono in modi di agire, di pensare e di sentire esterni all’individuo, eppure dotati di un potere di coercizione in virtù del quale si impongono su di lui ”

9 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) LA SOCIOLOGIA è dunque la scienza che studia l’insieme dei fatti sociali Con un proprio METODO: il fatto sociale va trattato come “cosa”: già data all’individuo un fatto sociale può essere spiegato solo con un fatto sociale il fatto sociale deve essere studiato e descritto oggettivamente.

10 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Devianza Atto o comportamento (anche solo verbale) di una persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività e che di conseguenza va incontro a una qualche forma di sanzione.

11 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Devianza “Un atto turba la coscienza comune non perché è criminale, ma è criminale perché urta la coscienza comune”. Distinguere il normale dal patologico. 1.Fatto sociale è normale per un tipo sociale determinato, considerato in una fase determinata del suo sviluppo, quando esso si presenta nella media delle società di quella specie, considerate nella fase corrispondente della loro evoluzione.

12 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Devianza “Un atto turba la coscienza comune non perché è criminale, ma è criminale perché urta la coscienza comune”. 2.il concetto di normalità rinvia quindi: insieme dei sentimenti e dei valori comuni condivisi dalla “media” dei membri della società (normalità statistica). QUINDI La distinzione fra normale e patologico non corrisponde quindi alla distinzione fra ciò che è giusto e ingiusto.

13 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Devianza E’ un comportamento che viola le aspettative istituzionalizzate di una data norma sociale. 1. l’aspettativa istituzionalizzata (ideale modalità di risposta) 2.la sanzione (a seguito della violazione dell’aspettativa).

14 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Devianza Tuttavia le risposte della collettività a uno stesso atto variano nello spazio e nel tempo. Relatività dell'atto deviante rispetto a: 1.contesto storico/politico/sociale; 2.ambito geografico; 3.situazione.

15 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Devianza Un atto può quindi essere considerato deviante solo in riferimento al contesto socio-culturale in cui ha luogo. Tuttavia, vi sono atti che sono generalmente condannati in ogni società ed epoca, ad es. l'incesto, il furto o l'omicidio tra membri dello stesso gruppo, il rapimento, lo stupro.

16 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Devianza L’infrazione delle norme del vivere comune, come il comportamento DEVIANTE, ha la FUNZIONE di rinsaldare la coscienza collettiva: la sanzione del colpevole riafferma il sistema di regole a cui dobbiamo attenerci

17 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) Approccio funzionalista Spiegazione di un fenomeno sulla base dell’individuazione della funzione che esso adempie per la vita dell’insieme della società

18 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Le principali correnti in sociologia LA PROSPETTIVA MACROSOCIOLOGICA: 1. teoria funzionalista (società è un unico sistema) 2. teoria del conflitto (società fatta di parti contrapposte)  Esempi: Marx, Weber, Durkheim

19 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim Anche la devianza ha una funzione: rinsalda la coscienza collettiva

20 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Emile Durkheim (Epinal 1858 – Parigi 1917) La divisione del lavoro sociale (1893) Evoluzione delle società umane: dalle SOCIETA’ SEMPLICI, basate su una bassa divisione del lavoro, alle SOCIETA’ COMPLESSE, basate su un’ampia e articolata divisione del lavoro

21 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) La divisione del lavoro sociale (1893) LA MORALE si presenta in forme diverse: SOLIDARIETA’ MECCANICA forma di solidarietà tra individui strettamente uniti tra loro da vincoli quotidiani, tipica delle società semplici; i pensieri degli individui sono simili SOLIDARIETA’ ORGANICA solidarietà basata su rapporti formali, più distanziati; gli individui, svolgendo mansioni differenti, sono portati a pensare individualmente; è in questo tipo di società che è necessario mantenere la coesione dell’insieme sociale più fortemente.

22 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Atto individuale per antonomasia (es. anoressia) eppure: anch’esso è connesso ai “fatti sociali”, ovvero dipende dallo scarso GRADO DI INTEGRAZIONE SOCIALE dell’individuo. Il suicidio è una sfida per la società: esprime la libertà dell’individuo di sottrarsi alla COESIONE SOCIALE, fondamento del vivere umano.

23 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Studiare da un punto di vista sociologico (vs. psicologico) un fenomeno: cercare regolarità 1.Suicidio egoistico 2.Suicidio altruistico 3.Suicidio anomico

24 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Il suicidio egoistico: regolarità Es. Si suicidano più i protestanti che i cattolici, perché il protestantesimo ammette il libero esame dei testi sacri e della propria condotta di vita (no confessione): il singolo protestante è solo di fronte al testo sacro della Bibbia e alla sua coscienza. “Ciò che costituisce questa società è l’esistenza di un certo numero di credenze e di pratiche comuni a tutti i fedeli, tradizionali e quindi obbligatorie. Più numerosi e forti sono questi stati collettivi, più fortemente la comunità religiosa è integrata e tanta più virtù preservatrice (dei suicidi) possiede”

25 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Il suicidio egoistico: regolarità Es. Si suicidano più gli uomini non sposati che quelli sposati “Il matrimonio ha sicuramente sul suicidio un’azione preservatrice che gli è propria. Ma essa è molto limitata e, soprattutto, limitata a vantaggio di un solo sesso. Resta il fatto che l’elemento essenziale dell’immunità dei coniugati è la famiglia, cioè il gruppo completo formato da genitori e figli. Questa difesa è tento più completa quanto più è densa la famiglia, cioè quanto più sono numerosi i suoi membri”

26 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Il suicidio altruistico E’ il suicidio per troppa integrazione sociale, di chi si sacrifica in nome dello stato (es. il milite per la patria; vedove indiane)

27 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Il suicidio anomico: E’ il suicidio che dipende dall’allentamento delle norme morali ed è tipico dei momenti di crisi, di bruschi cambiamenti, perturbazioni dell’ordine collettivo, come le crisi finanziarie o al contrario momenti di grande benessere economico.

28 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Il suicidio anomico: regolarità Nell’ambito familiare è il divorzio a favorire i suicidi, (soprattutto degli uomini, le donne divorziate si suicidano molto meno degli uomini divorziati). “L’unico modo di diminuire il numero di suicidi dovuti all’anomia coniugale è di rendere il matrimonio più indissolubile. A rendere il problema singolarmente inquietante e conferirgli un interesse quasi drammatico, sta il fatto che non si può così diminuire il suicidio dei mariti senza aumentare quello delle mogli… Soltanto quando lo scarto tra i due coniugi sarà minore, il matrimonio non sarà, per così dire, obbligato a favorire necessariamente un coniuge a detrimento dell’altro”.

29 Sociologia Generale R. Ghigi - Sociologia Generale – Scienze della Formazione – (7CFU) Il suicidio (1897) Il rischio da un punto di vista funzionalista è quello dell’ANOMIA: Assenza di norme morali condivise : Non si ha chiaro quale comportamento la società si aspetti da noi.


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