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L’Italia antica e le origini di Roma. All’origine della civiltà romana L’Italia antica era abitata da popolazioni diverse che diedero vita a civiltà autonome.

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Presentazione sul tema: "L’Italia antica e le origini di Roma. All’origine della civiltà romana L’Italia antica era abitata da popolazioni diverse che diedero vita a civiltà autonome."— Transcript della presentazione:

1 L’Italia antica e le origini di Roma

2 All’origine della civiltà romana L’Italia antica era abitata da popolazioni diverse che diedero vita a civiltà autonome Roma inglobò le civiltà preesistenti assimilandone in gran parte la cultura Giambologna, Il ratto delle Sabine ( ) Sconfitti dai coloni della Magna Grecia e dai Romani, iniziarono un lento declino Il primo popolo che cercò di affermare la propria egemonia sull’Italia fu quello degli Etruschi

3 L’Italia del Neolitico Nel III millennio a.C. nell’Italia meridionale si appresero le tecniche di fusione e lavorazione dei metalli L’Italia primitiva era un mosaico di genti diverse per etnia, lingua e civiltà La più antica attestazione della presenza umana risale a anni fa Ceramica decorata (VI-IV millennio a.C.) Le popolazioni italiche subirono un processo di livellamento dopo la conquista romana L’Età neolitica ebbe inizio dopo il 7000 a.C., in ritardo rispetto al Vicino Oriente I primi insediamenti sono stati ritrovati in Basilicata e nelle Puglie

4 L’Italia dell’Età del bronzo Durante l’Età del bronzo (II millennio a.C.) si stanziarono in Italia popolazioni indoeuropee e non indoeuropee (o mediterranee) Attuali Lombardia, Veneto, Trentino. Le popolazioni vivevano prevalentemente di caccia Civiltà palafitticola Dal 1600 a.C., nell’attuale Emilia. Le popolazioni vivevano anche di allevamento e agricoltura; abitavano in palafitte su terra circondate da argini e fossati Civiltà terramaricola Dal 1600 a.C., lungo l’Appennino fino alla Puglia. Erano popolazioni di pastori che praticavano la transumanza e usavano sepolture a dolmen Civiltà appeninica

5 La civiltà nuragica In Sardegna si sviluppò una civiltà originale detta nuragica: il nome deriva dai “nuraghi”, torri a forma di cono tronco costruite tra XI e VII sec. a.C. I nuraghi erano costruiti con grandi blocchi di pietra sovrapposti a secco e potevano essere alti fino a 20 metri I menhir erano invece tombe monumentali La popolazione viveva in villaggi adiacenti ai nuraghi ed era divisa in due classi Nuraghe Ruju, Sassari Guerrieri Risiedevano nei nuraghi Pastori e agricoltori Risiedevano nei villaggi La civiltà nuragica prosperò grazie a un’avanzata tecnica di lavorazione dei metalli

6 L’Italia dell’Età del ferro Intorno al 1000 a.C. gli Umbri si stabilirono nella regione del Po, intorno all’attuale Bologna Pratica dell’incinerazione funeraria Introduzione della lavorazione del ferro La civiltà villanoviana raggiunse il massimo sviluppo tra XI e VIII sec. a.C.; nel VI sec. a.C. venne assorbita dalla civiltà etrusca Civiltà villanoviana, che deve il suo nome a Villanova, dove furono rinvenuti i primi resti archeologici Urna biconica (IX-VII sec. a.C.)

7 L’Italia meridionale: Greci e Fenici L’Italia meridionale era abitata dalle popolazioni degli Itali-Enotri (Calabria), dei Siculi, dei Sicani e degli Elimi (Sicilia) VIII-VI sec. a.C.; zone costiere dell’Italia Meridionale e della Sicilia Colonizzazione greca Colonizzazione fenicia Sicilia Occidentale, Sardegna e Lazio Coppa di Nestore (VIII sec. a.C.)

8 L’Italia settentrionale: i Celti Erano guerrieri intrepidi e temibili, molto richiesti come mercenari Fra il VI e il V sec. a.C. penetrarono in Italia i Celti, provenienti forse dalle steppe del mar Caspio I Celti si espansero nelle isole britanniche e nell’Europa occidentale, ma non crearono mai un’organizzazione statale La dea celtica Artio La loro cultura era tramandata oralmente dai sacerdoti, detti druidi

9 L’Italia centrale: gli Etruschi Tra i popoli della penisola italica emersero nel IX sec. a.C. gli Etruschi, che diedero vita alla prima potente civiltà italica Erano organizzati in città-stato, ciascuna retta da un re, detto lucumone Dal VI sec. a.C. si strutturano in repubbliche aristocratiche Le città etrusche erano organizzate in una confederazione che si riuniva annualmente presso il lago di Bolsena Veio Tarquinia Cere Perugia Vulci Le principali città erano: Volterra Arezzo Populonia Chiusi Fiesole Vetulonia Cortona Kantharos con volto di Sileno (VI sec. a.C.)

10 Ascesa e declino degli Etruschi Gli Etruschi raggiunsero la massima espansione nel VI sec. a.C. Nel 509 a.C. gli Etruschi furono cacciati da Roma e nel 474 a.C. la loro flotta venne distrutta dai Greci presso Cuma Declino e progressivo assorbimento da parte dai Romani Espansione verso la Pianura padana e oltre il Tevere Controllo del Tirreno La principale risorsa degli Etruschi era la metallurgia

11 La cultura etrusca La società etrusca era raffinata e artisticamente progredita La civiltà etrusca ebbe una profonda influenza sugli altri popoli, in particolare sui Romani L’influsso sui Romani si esercitò soprattutto nella pratica della divinazione tramite l’osservazione del volo degli uccelli e delle interiora degli animali sacrificati (haruspicina) Scena di banchetto, necropoli di Tarquinia (VI-V sec. a.C.) Elementi della cultura greca passarono ai Romani per il tramite degli Etruschi Le divinità etrusche erano antropomorfe Al vertice del pantheon c’era la triade Tinia, Uni e Minerva La religione etrusca era una religione rivelata

12 La nascita di Roma: la leggenda Roma fu fondata da Romolo, che tracciò con l’aratro i confini inviolabili della città I due gemelli Romolo e Remo erano figli di Marte, dio della guerra, e della vestale Rea Silvia, della dinastia regale di Alba Longa Abbandonati sul Tevere, i gemelli furono allattati da una lupa Remo li attraversò e fu ucciso Lupa capitolina (VI-V sec. a.C. o di epoca medievale; i gemelli sono un’aggiunta del XV sec.) Romolo fu il primo re di Roma Dopo la morte, fu venerato come un dio con il nome di Quirino

13 La nascita di Roma: l’archeologia Si trattava di un sito favorevole come snodo commerciale Roma si formò gradualmente tra l’VIII e il VII sec. a.C. dall’aggregazione di villaggi collocati a valle della confluenza tra il Tevere e l’Aniene (Lega del Settimonzio) Un luogo strategico per il commercio del sale prodotto alle foci del Tevere Il Tevere rappresentava un percorso navigabile lungo oltre 400 chilometri, che collegava le popolazioni appenniniche al Tirreno Isola Tiberina, che favoriva l’attraversamento del Tevere

14 Roma: il periodo monarchico Secondo la tradizione i re di Roma furono sette, gli ultimi tre dei quali di origine etrusc a Potere legislativo (emana le leges regiae) Potere religioso Il popolo delegava il potere a un magistrato in carica a vita, detto rex Potere militare (imperium) J.A.D. Ingres, Il trionfo di Romolo (1812) Secondo la tradizione, la fase monarchica durò dal 753 al 509 a.C. A ciascun re era attribuita l’introduzione di una particolare istituzione romana

15 I primi quattro re di Roma A Romolo furono attribuite le prime istituzioni politiche e l’introduzione della monogamia Tullo Ostilio impose Roma sul Lazio, conquistando la città latina di Alba Longa Anco Marzio dotò Roma delle mura e del primo ponte, il Sublicio Numa Pompilio riordinò le istituzioni religiose, fondò i collegi sacerdotali e introdusse il culto di Giano J.-L. David, Il giuramento degli Orazi (1784)

16 Gli ultimi tre re di Roma Servio Tullio costruì un’altra cinta muraria, aumentò fino a 300 il numero dei senatori e istituì l’assemblea cittadina dei Comizi centuriati L’ultimo re, Tarquinio il Superbo, si attirò l’odio dei Romani per il suo carattere dispotico e fu cacciato Circo Massimo Al primo re etrusco, Tarquinio Prisco, si faceva risalire il tempio di Giove Capitolino, il Circo Massimo e la Cloaca Massima, un canale di scolo lungo 600 metri Nel periodo etrusco, Roma divenne una città grande e ricca

17 Le istituzioni di Roma: il Senato Il re era affiancato dall’assemblea degli anziani, il Senato (da senex, «vecchio») Il Senato era composto dai capi delle gentes e delle familiae, e aveva poteri consultivi Le gentes erano gruppi di famiglie discendenti da un antenato comune Le familiae erano gruppi familiari sottomessi a un pater familiae Il Senato esercitava il potere esecutivo nell’interregnum, quando il trono era vacante Senatore (III sec. a.C.) Nell’età monarchica il numero dei senatori passò da 100 a 300

18 Le istituzioni di Roma: le curie Tities, di origine sabina La popolazione di Roma era divisa in tre tribù I Romani erano divisi in 30 curie (da co-viria, «associazioni di uomini») di 10 gentes, 10 per tribù Ramnes, autoctona Luceres, di origine etrusca Comizi curiati Nominavano il Senato Provvedevano all’esercito Iscrizione latina dal Lapis niger (VI sec. a.C.)

19 Roma: la società I cittadini romani erano divisi in due classi Patrizi (da patres, «padri»): erano i membri delle gentes Plebei (da plebs, «moltitudine»): erano la massa dei cittadini Gli uomini liberi che cercavano la protezione di un patrizio (patrono) erano detti clienti; i rapporti tra patroni e clienti erano basati sulla fides («fiducia») reciproca Clienti con il loro patrono Solo i patrizi godevano di pieni diritti di cittadinanza

20 Roma: la famiglia I Romani erano designati con tre nomi, a cui se ne poteva aggiungere un quarto La famiglia romana era sottoposta alla potestà del pater familias, che esercitava il diritto di vita e di morte sui suoi membri Nomen Gens Praenomen Nome proprio Nel periodo più antico le donne venivano indicate solo con il nomen e il cognomen Lapide della famiglia di Caius Vettius Cognomen Familia Facevano parte del gruppo familiare le mogli, i figli, i nipoti e gli schiavi

21 Roma: la religione La religione romana non si esprimeva attraverso il mito o la riflessione teologica, ma si manifestava tramite pratiche cultuali legate alla vita quotidiana e al ciclo agricolo Le divinità più antiche erano chiamate dii indigetes («dei indigeni») Era una religione aperta che ammetteva l’inclusione di nuove divinità Gli dei maggiori erano Giove (padre degli dei), sua moglie Giunone, Vesta (dea del focolare), Marte (dio della guerra) e Giano (dio delle porte) Busto di Giano

22 Roma: i sacerdoti I sacerdoti più importanti erano i pontefici Il pontefice massimo custodiva le regole secondo cui dovevano compiersi le diverse cerimonie La religione romana aveva un carattere essenzialmente politico: il sacerdozio era una carica pubblica Resti della casa delle vestali L’unico sacerdozio femminile era quello delle vergini vestali

23 Cittadinanza antica e moderna I Romani furono fin dalle origini aperti verso gli “altri”, e disponibili a integrare gli stranieri nella loro comunità Il concetto romano di cittadinanza aveva un carattere “inclusivo” Negli Stati moderni la cittadinanza si può acquistare in quattro modi Ius sanguinis Per discendenza Ius soli Per nascita sul suolo dello Stato in questione Matrimonio Sposando un cittadino Naturalizzazione Su concessione, sulla base di particolari requisiti


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