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DISGREGAZIONE RURALE URBANESIMO E TERZO MONDO AREE URBANE – AREE RURALI TEORIA DEL PIANO AGRICOLO IN EUROPA.

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1 DISGREGAZIONE RURALE URBANESIMO E TERZO MONDO AREE URBANE – AREE RURALI TEORIA DEL PIANO AGRICOLO IN EUROPA

2 Gli enormi spostamenti di popolazione avvenuti, secolo scorsi dalle campagne alle città, ancora non intaccano il carattere prevalentemente rurale di gran parte della popolazione di molti paesi a sviluppo intermedio o di quelli meno avanzati. Si tratta di una caratteristica che accomuna sia il giganti come la CINA e LINDIA di popolazione rurale (70%). Sia stati molti di più piccoli come BURUNDI (86%). Oggi però anche grazie a questi spostamenti di popolazione, sono presenti in tutto il MONDO delle metropoli molti popolosi, in cui sviluppo è dovuto alla combinazione ha punto fra inteso esodo rurale è cresciuta naturale, fino al punto che nella seconda metà del 9oo la popolazione urbana mondiale si è moltiplicata. Perciò sulla terra ci sono tutto ora elementi disparità tra vari paesi nel percentuale popolazione urbana. Questo è dovuto naturalmente anche alle caratteristiche dei vari paesi, cioè, alle diversi condizioni storiche e morfologiche del territorio, ed è per questo che i più grandi centri urbani si trovano i previdenza. Nei paesi a sviluppo intermedio.

3 Urbanesimo e terzo Mondo Va però subito ricordato che il maggior contributo alla crescita attuale delle grandi città viene dal terzo mondo. Tutto il contrario nei maggior paesi in via di sviluppo. Che vi sia o no in essi un processo di industrializzazione in atto le loro città crescono invase da immigrati che nelle campagne sovraffollate non hanno nulla di perdere in città. Limmigrazione selvaggio ha trasformato la struttura e il volto di queste metropoli dilatandole con un insieme di quartieri miseri precari che si ritrovano ormai in ogni angolo del mondo sottosviluppato:gli SLUMS di Bombay o di Calcutta corrispondono perfettamente le bidonvilles nord africane e le favelas sud americane luoghi deputati della condizione umana più misera e degradante che si possa riscontrare sulla terra.favelas sud americane

4 FAVELAS DI RIO DE JANEIRO

5 Aree urbane – Aree rurali Nel medioevo, pur essendo stretti i rapporti tra le città e le campagne circostante, la distinzione fisica tra i due elementi era mancata. Oggi non esiste più una linea che indichi in modo cosi netto e palpabile dove ha termine la zona rurale e dove comincia quella urbana. I territori di uno stato o di una regione appare oggi come un mosaico di aree urbana e di aree rurali caratterizzate da una bassa densità una popolazione dislocate in case sparse, villaggi, piccoli e medie città, un debole tasso di crescita demografica.aree urbana aree rurali FOTO

6 AREE URBANE Le aree urbane sono oggi costituite da città: grappoli di centri satelliti in forte crescita economica e demografica raccolti intorno a una grande città di dimensioni e caratteristiche metropolitane, circondati da una fascia di territorio in cui la trasformazione in senso urbana si trova ancora in uno stadio iniziale. Lespansione suburbana avviene lungo assi costituiti dalle principali linee di comunicazione ferroviarie e autostradali e talvolta anche con macchine urbane avanzate destinate a essere inglobate solo in un secondo tempo nellarea ad alta densità.

7 AREE RURALE Le aree rurale includono anche le piccole città e le medie città isolate nella campagna Ciò che le differenzia dalle aree urbane non è nè lattività economica della popolazione nè le sue condizioni di vita, dato che i modelli urbani di lavoro, di consumo e di tempo libero, si sono estesi negli ultimi decenni a tutta la società e a tutto il territorio. I caratteri distintivi di ciò che oggi è classificabile come rurale sono: Il carattere disperso dellinserimento, la bassa densità di popolazione e di attività economiche, un tasso di crescita demografica debole o nullo o negativo, un livello inferiore di dotazione di attrezzature e di servizi.

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9 Regioni urbanizzate e regioni rurali dellInghilterra

10 Teoria del piano agricolo in Europa Nellambito dei paesi sviluppati, lEuropa si è trovata, negli ultimi ventanni, in una condizione di relativa debolezza. La rapida espansione della sua economia, dopo le rovine della guerra, non è stata di per sé sufficiente a colmare il divario esistente con la maggiore capacità produttiva delle due superpotenza USA – URSS che in questi anni hanno anzi ampliato i controllo sulle materie prime e guidato il passo dello sviluppo tecnologico. La comunità Economica Europea (CEE) è sorta appunto per far fonte, almeno in parte, a questa situazione. Alla fine degli anni Sessanta è nato cosi, nellambito della CEE il Piano Mansholt dal nome di Sicco Mansholt, ministro olandese dellagricoltura, che ne è stato il principale artefice. Piano Mansholt FOTO

11 Piano Manshot Lobiettivo di fondo da realizzare entro il 1980, è quello di eliminare le arretratezze e gli sprechi che ancora caratterizzano il settore agricolo, accelerando alcuni fenomeni che sono già in corso: Labbandono delle terre meno fertile, la costituzione di aziende capitalistiche efficienti, la drastica riduzione della manodopera agricola. Nella pratica il piano ha trovato sempre maggiori resistenze e difficoltà di attuazione. Da un lato è stato accusato di favorire, mediante le sovvenzioni e gli incentivi, quei paesi che, come la Francia e lOlanda, posseggono già unagricoltura moderna, a scapito delle regioni meno sviluppate. Resta infine il problema maggiore, loccupazione: quale sarà, infatti, la sorte delle migliaia di lavoratori espulsi dalla terra?. I tassi di sviluppo che hanno contrassegnato i settori extra agricoli negli anni passati sono tali da non offrire una piena sicurezza sullassorbimento delle forze di lavoro liberate da questo processo.

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14 FINE


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