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Tecnologie di stabulazione Dr Emanuele Cesana HARLAN ITALY SRL Istituto Mario Negri - Milano 6 Dicembre 2006.

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Presentazione sul tema: "Tecnologie di stabulazione Dr Emanuele Cesana HARLAN ITALY SRL Istituto Mario Negri - Milano 6 Dicembre 2006."— Transcript della presentazione:

1 Tecnologie di stabulazione Dr Emanuele Cesana HARLAN ITALY SRL Istituto Mario Negri - Milano 6 Dicembre 2006

2 Milano, 6 Dicembre 2006 Sommario Tecniche di stabulazione Importanza delle procedure Esecuzione delle procedure Addestramento del personale

3 Milano, 6 Dicembre 2006 Influenzano la risposta sperimentale 1.Condizioni microbiologiche 2.Condizioni ambientali: -Dieta -Acqua -Lettiera -Luce -Temperatura -Umidità -Rumore -Gabbia

4 Milano, 6 Dicembre 2006 Soluzioni tecniche di mantenimento: Gabbia aperta Barriera Isolatore IVC (Individually Ventilated Cages) Armadio ventilato

5 Milano, 6 Dicembre 2006 Stabulario convenzionale Impianti non garantiscono la sterilità di aria ed acqua Poche limitazioni al movimento di personale Poche limitazioni al movimento di materiali

6 Milano, 6 Dicembre 2006 Barriera: area SPF Pressione positiva Filtrazione HEPA Rigide procedure di controllo del movimento di personale Rigide procedure di introduzione materiali

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15 Centro ricerche: Importanza scientifica degli animali transgenici Sviluppo e diffusione nel mondo di migliaia di colonie e loro movimentazione Aumentata necessità di avere contemporaneamente piccoli gruppi di animali da fonti differenti (stato microbiologico??) Necessaria flessibilità nell’uso degli spazi Attenzione alle condizioni ambientali per far fronte alle necessità di protezione del personale

16 Milano, 6 Dicembre 2006 Isolatore / IVC Caratteristiche comuni Ambiente controllato Spazio chiuso e confinato Mantenimento delle condizioni igieniche attraverso procedure di sterilizzazione e disinfezione Utilizzo di materiale irradiato Aria filtrata HEPA e pressione positiva/negativa Acqua sterilizzata

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19 Ricordare di: Limitare al minimo il movimento di personale Richiedere il certificato sanitario degli animali in ingresso e definire un programma di monitoraggio sanitario Stabilire la corretta procedura di ingresso per i box di trasporto e di movimentazione dell’animale dal box di trasporto alla gabbia definitiva Implementare sistemi di protezione dello stabulario per prevenire l’ingresso di roditori selvatici

20 Milano, 6 Dicembre 2006 Standard Operating Procedures (SOPs) Molti i benefici nell’avere un sistema di Procedure Operative Standard scritte: Mantenere i dipendenti informati del loro ruolo e responsabilità Ridurre il periodo di apprendimento per i nuovi dipendenti ed assicurare una continuità Supportare il programma di addestramento

21 Milano, 6 Dicembre 2006 Scopo delle SOPs: stabilire CHI, COSA, COME, QUANDO, DOVE e possibilmente PERCHE’ di una attività Scrivere le SOPs è un’opportunità per analizzare le esistenti procedure di lavoro e possibilmente migliorarle L’archivio storico delle SOPs permette di ricostruire le procedure seguite in un momento determinato durante le fasi di un protocollo e verificare la discrepanza di risultati tra un vecchio ed un nuovo protocollo Le SOPs riflettono l’atteggiamento dell’istituto verso l’integrità dei dati (molto importante per chi pubblica dati)

22 Milano, 6 Dicembre 2006 SOPs corrette = prevenzione Alcune patologie degli animali dipendono direttamente dall’ambiente in cui l’animale vive, es: Alopecia localizzata Ringtail Necrosi delle estremità Ipotermia ed Ipertermia Disidratazione Considerando questi punti la divisione tra SPF e convenzionale può essere fuorviante in quanto i risultati possono essere influenzati da abituali pratiche di gestione degli animali, alterando quindi l’equilibrio tra “sano” e “malato”

23 Milano, 6 Dicembre 2006 SOPs: COME, DOVE, QUANDO …. Le procedure vanno applicate non solo alla gabbia, ma anche alla stanza di stabulazione degli animali, ai locali comuni, agli spogliatoi: Ripartire i compiti seguendo uno schema preciso: Procedura Giornaliera, Settimanale, Quindicinale, Mensile, Annuale Registrare su apposito modulo (Quality Record) l’esecuzione della procedura

24 Milano, 6 Dicembre 2006 Procedure di Biosicurezza: corretta gestione sanitaria dello stabulario Obiettivo: combattere le contaminazioni Microrganismi vivi patogeni Sostanze chimiche tossiche

25 Milano, 6 Dicembre 2006 Vie di ingresso degli agenti patogeni Animali Aria Acqua Materiale PERSONALE

26 Milano, 6 Dicembre 2006 Metodi di decontaminazione DISINFEZIONE 1.Pulizia a secco 2.Detergente 3.Disinfettante STERILIZZAZIONE AUTOCLAVE FUME CHAMBER ACIDO PERACETICO RAGGI GAMMA FILTRAZIONE

27 Milano, 6 Dicembre 2006 Nuove infezioni in arrivo Migliori tecniche di individuazione di agenti patogeni hanno consentito in larga parte la loro eradicazione da molti stabulari. Diventa più semplice individuare gli effetti causati da altri microrganismi (oggi considerati commensali o effettivamente nuovi agenti emergenti più facilmente riconoscibili in assenza di patogeni) Alcuni agenti sono spesso asintomatici o hanno solo un moderato potenziale di patogenicità per i ceppi di roditori, ma possono essere portatori di malattie in animali anziani, geneticamente modificati, immunodeficienti o stressati.

28 Milano, 6 Dicembre 2006 Fonte dell’infezione I roditori sono serbatoi di infezioni e il contatto con esemplari infetti, sia in modo diretto che indiretto, può essere considerato come fonte iniziale dell'infezione. Ma se non c'è il contatto diretto con i roditori, qual può essere la causa di queste infezioni?

29 Milano, 6 Dicembre 2006 L’Uomo Anche seguendo le migliori procedure per limitare l'esposizione, gli animali vengono colonizzati da forme microbiche attraverso il contatto con l'uomo. Gli organismi possono essere disseminati dai tecnici che si occupano degli animali (guanti rotti, passaggio di aria dalle maschere).

30 Milano, 6 Dicembre 2006 Un messaggio chiaro Il rischio di contaminazioni può essere ridotto attraverso la combinazione di procedure come: uso rigoroso dei sistemi di protezione individuale imposizione di limiti di "quarantena" per il personale che entra in contatto con animali che presentano stati microbiologici diversi creazione di colonie microbiologicamente “pulite” e mantenimento di tale stato mediante l'uso di attrezzature dedicate

31 Milano, 6 Dicembre 2006 ADDESTRAMENTO Anche se una persona ha le informazioni necessarie per effettuare un determinato lavoro, un periodo di training può essere necessario per perfezionare la metodica. Il training è uno scambio di informazioni tra le parti, non è semplicemente il riversare fatti su un’altra persona con l’aspettativa che vengano appresi e applicati Fondamentale è la comunicazione, spiegando chiaramente il livello di performance considerato soddisfacente e le aspettative in termini di responsabilità

32 Milano, 6 Dicembre 2006 GRAZIE!!


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