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Laboratorio di Cittadinanza e Costituzione. I servizi pubblici di interesse economico di Giuseppe Bacceli.

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Presentazione sul tema: "Laboratorio di Cittadinanza e Costituzione. I servizi pubblici di interesse economico di Giuseppe Bacceli."— Transcript della presentazione:

1 Laboratorio di Cittadinanza e Costituzione

2 I servizi pubblici di interesse economico di Giuseppe Bacceli

3 Sommario Lessico Comprensione Approfondimento I servizi pubblici di interesse economico

4 Il servizio è definito pubblico quando l’attività è svolta a favore dell’intera collettività. I servizi pubblici di interesse economico La parola servizio indica un’attività compiuta da un soggetto a favore di un altro.

5 All’inizio del Novecento la disciplina dei servizi pubblici è passata dal diritto privato al diritto pubblico ma non si è mai arrivati a una definizione unitaria di servizio pubblico. Per i servizi pubblici locali la l. 103 del 1903 stabiliva che fossero considerati tali quelli gestiti da enti pubblici… I servizi pubblici di interesse economico

6 … tale corrispondenza è oggi superata poiché l’evoluzione della normativa al riguardo ha portato a concepire il servizio come pubblico in funzione delle sue caratteristiche e non del soggetto che lo eroga, giacché oggi un servizio pubblico può essere erogato sia da un soggetto pubblico sia da un soggetto privato. I servizi pubblici di interesse economico

7 Il diritto europeo, che pure disciplina la materia, non si occupa di tutti i servizi pubblici ma solo di quelli di interesse economico generale (SIEG). I servizi pubblici di interesse economico

8 La spiegazione di questo interessamento (artt. 14 e 106 TFUE) risiede nel fatto che sono considerati di interesse economico i servizi per i quali esiste un mercato (comportino cioè il pagamento di un prezzo) e l’Unione vuole garantire che anche per tali servizi operino condizioni di concorrenza che spingano i soggetti erogatori a operare in condizioni di efficienza. I servizi pubblici di interesse economico

9 Proprio perché tali servizi sono prestati in cambio di un prezzo, però, potrebbe accadere che essi non siano accessibili a tutti. L’Unione europea ha cercato di contemperare queste diverse esigenze attraverso una disciplina dei SIEG che separa la promozione e il controllo del servizio dalla sua gestione. I servizi pubblici di interesse economico

10 Ai pubblici poteri viene assegnato Il compito di stabilire quali servizi pubblici economici vadano promossi nell’interesse generale e il compito di assicurare che la loro offerta sia informata ai “principi della continuità, uguaglianza di trattamento e adattamento ai bisogni”; I servizi pubblici di interesse economico

11 la gestione di tali servizi, invece, può essere svolta indifferentemente da un soggetto pubblico o da un soggetto privato, purché, in ambedue i casi, siano garantite le condizioni di concorrenza che possono essere alterate solo nei casi strettamente necessari. I servizi pubblici di interesse economico

12 Per garantire le condizioni di concorrenza anche nei mercati dei servizi di interesse economico generale occorre procedere a una liberalizzazione dei mercati in cui tali servizi sono erogati I servizi pubblici di interesse economico

13 Se per esercitare determinate attività economiche, infatti, occorrono licenze o autorizzazioni, e queste sono assegnate solo a un soggetto economico, anche se di natura pubblicistica… … vengono a mancare le precondizioni per assicurare i benefici della concorrenza che si sostanziano in un aumento dell’efficienza che consente una riduzione delle tariffe richieste agli utenti dei servizi. I servizi pubblici di interesse economico

14 Tali liberalizzazioni sono indispensabili per i cosiddetti servizi pubblici di rilevanza comunitaria, ossia quei servizi per i quali deve costituirsi un mercato unico europeo. I servizi pubblici di interesse economico

15 L’Unione europea ha proceduto così, con la sua normativa, ad armonizzare i SIEG per rendere omogenee le disposizioni nazionali in vista della liberalizzazione dei rispettivi settori produttivi. I servizi pubblici di interesse economico

16 Sulla base di tali disposizioni si è pervenuti a liberalizzare una serie di settori produttivi: i servizi postali; il trasporto interregionale e nazionale di merci e persone su linee di trasporto ferroviario le comunicazioni elettroniche; il trasporto aereo; la generazione di elettricità; la distribuzione e la vendita di gas ed elettricità. I servizi pubblici di interesse economico

17 Anche l’Italia ha provveduto a liberalizzare tali settori, ma il processo è molto lento come testimonia il grafico che presenta la percentuale di liberalizzazioni raggiunta nel I servizi pubblici di interesse economico

18 Le liberalizzazioni, come abbiamo visto, hanno condotto a una netta separazione tra attività di regolazione e supervisione (che deve essere esercitata necessariamente da un soggetto pubblico) dall’attività di gestione, che può essere esercitata da qualunque soggetto purché in condizioni di concorrenza. I servizi pubblici di interesse economico

19 Tali condizioni sono garantite dalla normativa europea che ha provveduto a smantellare tutte le forme di privilegio garantite nei singoli Paesi membri ad alcuni operatori economici, così da mettere tutte le imprese su un piano di parità. I servizi pubblici di interesse economico

20 Come abbiamo visto, però, i pubblici poteri non devono garantire solo le condizioni di concorrenza ma devono anche assicurare la possibilità di accesso da parte di tutti i cittadini a tali servizi, occorre cioè che i più importanti di tali servizi abbiano carattere universale ossia sia garantito un minimo di servizio di qualità specificata dal regolatore a un prezzo accessibile. I servizi pubblici di interesse economico

21 Per assicurare l’universalità del servizio, il regolatore può trovarsi a dover imporre al soggetto gestore condizioni onerose sul piano economico (cedere il servizio cioè ad alcuni cittadini a prezzi inferiori al costo unitario). Nessun soggetto economico, però, accetterebbe questa imposizione se non fosse sussidiato dal regolatore, ossia se non ricevesse una compensazione finanziaria per la perdita che è costretto a subire. I servizi pubblici di interesse economico

22 La normativa europea, pertanto, ha previsto in questi casi una deroga dal divieto degli aiuti di Stato, purché il regolatore dimostri che senza il sussidio il gestore del servizio non sarebbe in condizioni di garantire la sua universalità. I servizi pubblici di interesse economico

23 Come abbiamo detto, le liberalizzazioni sono necessarie per assicurare condizioni di concorrenza anche nei mercati dei servizi pubblici economici. In alcuni di questi mercati, però, ci troviamo di fronte a servizi che, per essere erogati, richiedono la messa a punto di una imponente struttura (la cosiddetta rete) la quale costituisce la condizione per un monopolio naturale. I servizi pubblici di interesse economico

24 In questo caso, ci sono due sole possibilità: assegnare la proprietà a un’impresa privata, e regolamentarne la produzione, oppure allo Stato. I servizi pubblici di interesse economico

25 Nel primo caso lo Stato deve regolamentare l’attività dell’impresa privata… … stabilendo ad esempio, i prezzi di vendita o, per meglio dire, i casi in cui è possibile un suo aumento; oppure, può obbligare l’impresa a cedere a prezzi diversi il bene, per tenere conto della difficoltà di pagamento da parte delle persone più povere, e così via. I servizi pubblici di interesse economico

26 Se la produzione viene svolta direttamente dallo Stato tutto ciò non è necessario: sarà lo stesso soggetto pubblico gestore a stabilire le regole di vendita del prodotto, tenendo conto non del profitto ma della massima diffusione del bene. I servizi pubblici di interesse economico

27 Il problema, in questo caso, è chechi lavora in strutture del genere spesso non ha gli incentivi giusti per produrre nel modo più efficiente: i vertici possono essere scelti per meriti politici e non manageriali; i lavoratori possono fare carriera solo per affiliazione politica e non per il loro merito, ecc. I servizi pubblici di interesse economico

28 Inoltre, poiché a queste attività non si richiede il profitto, potrebbe accadere che si verifichino delle inefficienze ma questo non sarebbe osservabile poiché manca proprio l’indice dell’efficienza, ossia il profitto. I servizi pubblici di interesse economico

29 Scegliere tra l’impresa privata e lo Stato, in casi come questo, non è perciò semplice: ambedue le soluzioni presentano delle controindicazioni e non può esistere una soluzione valida per tutte le situazioni. I servizi pubblici di interesse economico

30 Un modo per uscire da questa alternativa consiste nel riservare allo Stato la proprietà della struttura produttiva e affidare ai privati, in concorrenza tra loro, la gestione e, quindi, la vendita del bene o servizio. I servizi pubblici di interesse economico

31 Tale assegnazione ai privati avviene attraverso un’asta nella quale lo Stato determina una serie di condizioni (prezzo del bene, riduzioni di prezzo per le persone più povere, ecc.) e affida la gestione alle imprese private che offrono di più per avere la concessione. I servizi pubblici di interesse economico

32 Situazioni di questo genere si sono verificate in molti settori tra cui la telefonia fissa e mobile in cui, oggi, molte imprese private si contendono il mercato, utilizzando una rete che hanno in concessione. Le tariffe, come tutti hanno potuto osservare, sono diminuite. I servizi pubblici di interesse economico

33 In altri casi, però, la stessa rete non può essere utilizzata simultaneamente da più imprese; in questi casi, se la gara per l’assegnazione della concessione non è ben condotta, il privato che ottiene la concessione ha uno spazio di manovra così elevato da poter praticare alte tariffe che vanno a totale discapito dei consumatori. I servizi pubblici di interesse economico

34 Tra le condizioni poste a carico del concessionario, comunque, può esserci la richiesta al soggetto gestore di aumentare le capacità della rete. Oltre che erogare il servizio, in questo caso, il gestore ha il dovere di assicurare la manutenzione e lo sviluppo della rete che utilizza per la sua attività. I servizi pubblici di interesse economico

35 Lessico Definisci sinteticamente i seguenti termini, evidenziati nel testo. Contemperare Liberalizzazione Regolazione Efficienza Monopolio naturale Concessionario Sussidiato Supervisione

36 Comprensione Dopo aver letto il testo, rispondi alle seguenti domande: 1.Nel testo viene presentata la distinzione tra regolazione e gestione di un servizio pubblico. Spiega questa differenza e presenta almeno un caso in cui le due attività sono affidate a soggetti diversi. 1.Spiega perché, nel caso di monopolio naturale, è efficiente lasciare la proprietà delle strutture a un solo operatore economico, sia esso lo Stato o un’impresa privata.

37 Approfondimento Tra i SIEG sono assai importanti i servizi pubblici locali. In questo caso, però, il processo di separazione tra regolazione e gestione si è realizzato molto meno di quanto non sia accaduto per i servizi pubblici economici di dimensione nazionale. Ancora oggi i soggetti pubblici conservano una parte rilevante del capitale dei soggetti gestori e sono assai rilevanti le sovvenzioni pubbliche a tali soggetti senza che ciò trovi giustificazione con le esigenze proprie del servizio pubblico. Questo ritardo è dovuto al fatto che all’inizio del Novecento la legge riservava all’ente pubblico locale la gestione dei servizi pubblici locali; tale situazione è cambiata soprattutto per effetto del d.lgs. 267/2000 e della l. 448/2001 che fanno riferimento ad aziende speciali e consorzi che devono trasformarsi in società di capitali e società a prevalente partecipazione pubblica, ma anche la nuova disciplina non è riuscita ad ottenere i risultati realizzati in ambito nazionale. Mentre per i servizi pubblici economici nazionali, infatti, è intervenuta pesantemente la normativa comunitaria, per i servizi pubblici locali l’Unione europea non ha prodotto una specifica normativa.

38 Questo non significa che i servizi pubblici locali siano indifferenti per il diritto europeo perché, come ha chiarito la Corte di giustizia, i servizi pubblici locali devono essere comunque informati ai principi di parità di trattamento e di non discriminazione in base alla nazionalità. A parte questi principi, però, la materia è di competenza nazionale e lo Stato centrale, come detto, non ha prodotto una normativa che separi nettamente la regolazione dalla gestione. Un tentativo in questo senso è stato realizzato con l’art. 23 bis della legge 133/2008 modificato poi dalla legge 166/2009. Nel mese di giugno del 2011 tale norma è stata sottoposta a referendum abrogativo e più del 90% dei votanti si è espresso per l’abrogazione. Nonostante tale risultato, però, il legislatore, nel 2011, ha reintrodotto, con modifiche, le norme abrogate (art. 4 della l. 148/2011). Tale nuova normativa assegna agli enti locali il compito di individuare la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali motivando, in una delibera quadro, le ragioni di una eventuale esclusione della concorrenza. Se l’ente locale opta per l’attribuzione di una esclusiva a un solo soggetto, deve farlo con una procedura competitiva ad evidenza pubblica. Approfondimento

39 Cerca, con i tuoi compagni di classe, notizie su tale referendum e raccogliete in due schede le ragioni dei sostenitori dell’abrogazione e dei contrari. Approfondimento


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