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Le Politiche Regionali dellUnione Europea Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo Prof. Cristina Brasili A.A 2003-2004 Corso di Politica Regionale.

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1 Le Politiche Regionali dellUnione Europea Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo Prof. Cristina Brasili A.A Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo Prof. Cristina Brasili A.A

2 Il sito web dellUnione europea contiene il quadro completo e aggiornato delle Attività Attività Istituzioni Istituzioni Documenti ufficiali Documenti ufficiali Attualità Attualità Fonti ufficiali Fonti ufficiali Le Politiche regionali compaiono nella voce Attività

3 PERCHE UNA POLITICA REGIONALE IN NELLUNIONE EUROPEA? L'Unione europea è una delle aree economiche più ricche del mondo, ma presenta forti disparità tra i suoi Stati membri e ancor più tra le sue circa 250 regioni. Quantificarle significa innanzitutto misurare e raffrontare il grado di ricchezza di ciascuno, ossia il prodotto interno lordo (PIL). In Grecia, Portogallo e Spagna, ad esempio, il PIL medio pro capite non raggiunge l'80% della media comunitaria, mentre il Lussemburgo la supera di oltre 60 punti percentuali. Il PIL delle dieci regioni più dinamiche dell'Unione è circa il triplo di quello delle dieci regioni meno sviluppate. In altri termini, il fatto di abitare in una regione prospera o arretrata, in una zona dinamica oppure in crisi, in città o in campagna, alla periferia dell'Unione o in uno dei poli centrali di sviluppo, determina delle differenze riguardo alle possibilità di successo di fronte alla sfida della mondializzazione. Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

4 Evoluzione della politica regionale dellUE Strategia di programmazione ( ) Strategia di programmazione Direzione dei tendenze 1958 cambiamenti e Obiettivi/contenuti della politica SettorialeTerritoriale Copertura geografica NazionaleRegionale/locale Approccio di Programmazione SettorialeIntegrato Periodo di riferimento BreveMedio Attori principaliNazionaliRegionali/Locali Tipo di impatto CompensatoreSinergico Fonte: Le istituzioni del federalismo - La nuova programmazione dei Fondi strutturali in Italia ( ), a cura di R. Leonardi e A. Ciaffi Maggioli Editore Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

5 PERCHE UNA POLITICA REGIONALE IN NELLUNIONE EUROPEA? La solidarietà tra i popoli dell'Unione europea, il progresso economico e sociale e il rafforzamento della coesione sono sanciti nel preambolo del trattato di Amsterdam (1997). L'articolo 158 stabilisce inoltre che: "La Comunità mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo di quelle più svantaggiate o insulari, comprese le zone rurali". Per attuare questa politica, gli Stati membri si avvalgono dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione. L'Unione europea non si limita tuttavia ad una semplice partecipazione finanziaria, ma inquadra gli interventi locali in una prospettiva comunitaria e attraverso la sua politica regionale completa, laddove è necessario, il mercato interno e l'unione economica e monetaria. Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

6 Grafico disparità: EUROPA - Politica regionale Inforegio Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

7 Le nuove sfide All'alba del terzo millennio la politica regionale europea deve affrontare tre nuove grandi sfide: L'Unione apre le porte a nuovi paesi le cui condizioni economiche e sociali sono spesso più sfavorevoli di quelle delle regioni meno sviluppate dei quindici Stati membri attuali. Da cui la necessità di fornire aiuti nella fase di preadesione. Con la liberalizzazione degli scambi su scala mondiale, la concorrenza si è inasprita e le imprese si insediano dove trovano le condizioni migliori per accrescere la loro competitività (infrastrutture e servizi efficienti, manodopera qualificata) che le regioni meno attrezzate non sono in grado di creare in tempi brevi senza il necessario sostegno. La rivoluzione tecnologica e la società dell'informazione esigono una capacità di rapido adattamento a una situazione in continuo divenire ed è perciò indispensabile offrire a tutti i cittadini dell'UE la possibilità di accedere al know-how più avanzato, attraverso strumenti adeguati (reti di telecomunicazione, innovazione e formazione professionale di alto profilo). Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

8 Le riforme come chiave del successo Nel 1999 l'Unione europea ha ricevuto dagli Stati membri nuove risorse finanziarie per moltiplicare i suoi interventi nel periodo Questo pacchetto di provvedimenti, noto come Agenda 2000, è stato accompagnato da una serie di riforme riguardanti le grandi politiche dell'UE. La nuova politica regionale tende a concentrare gli aiuti nelle aree più arretrate, con gravi carenze nel campo delle infrastrutture e della formazione e scarso dinamismo economico, attraverso una minor dispersione degli interventi e un radicale cambiamento dei sistemi di gestione dei fondi comunitari. Era infatti indispensabile riconoscere che gli Stati membri e le regioni avevano tutto l'interesse a decidere in modo autonomo il loro futuro. Assegnata loro la responsabilità principale della gestione degli aiuti finanziari concessi, la Commissione interviene ormai solo per verificare l'efficacia dei sistemi di controllo messi in atto. I paesi candidati all'adesione non sono stati dimenticati, in quanto vengono loro forniti nuovi aiuti di preadesione per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo dei sistemi di trasporto. Non appena diventeranno membri, beneficeranno di altri aiuti strutturali già previsti. Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

9 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI Le grandi tappe 1957 Gli Stati firmatari del trattato di Roma fanno riferimento, nel suo preambolo, all'esigenza "di rafforzare l'unità delle loro economie e di garantirne lo sviluppo armonioso riducendo il divario fra le diverse regioni e il ritardo di quelle più svantaggiate" Vengono istituiti due Fondi settoriali: il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG). Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

10 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI Le grandi tappe 1975 Nasce il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), con lo scopo di ridistribuire alle regioni povere una parte dei contributi degli Stati membri L'Atto Unico europeo getta le basi di un'effettiva politica di coesione destinata a controbilanciare i vincoli del mercato unico nei paesi del sud dell'Europa e nelle altre regioni meno prospere Il Consiglio europeo di Bruxelles (febbraio 1988) modifica il meccanismo dei Fondi di solidarietà, ormai denominati Fondi strutturali, dotandoli di un bilancio di 68 miliardi di ECU (in base ai prezzi del 1997). Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

11 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI Le grandi tappe 1992 Nel trattato che istituisce l'Unione europea, entrato in vigore nel 1993, la coesione è proclamata uno degli obiettivi fondamentali dell'UE, accanto all'unione economica e monetaria e al mercato unico, ed è prevista anche la creazione del Fondo di coesione a sostegno dei progetti per l'ambiente e i trasporti negli Stati membri più poveri Il Consiglio europeo di Edimburgo (dicembre 1993) decide di destinare alla politica di coesione circa 177 miliardi di ECU (ai prezzi del 1999), ossia un terzo del bilancio comunitario. I Fondi strutturali sono integrati da un nuovo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP). Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

12 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI Le grandi tappe 1997 Il trattato di Amsterdam conferma l'importanza della coesione e inserisce inoltre un paragrafo sull'occupazione che mette in primo piano l'esigenza di un'azione comune volta a incrementarla Il Consiglio europeo di Berlino (marzo 1999) riforma i Fondi strutturali e modifica in parte il meccanismo di funzionamento del Fondo di coesione, dotandolo di oltre 30 miliardi di euro l'anno, per un totale di 213 miliardi di euro nell'arco di sette anni. Lo Strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA) e il Programma speciale di adesione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (SAPARD) completano il programma PHARE per lo sviluppo economico e sociale dei paesi candidati dell'Europa centrale e orientale. Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

13 Che cosè la Politica Regionale ? La Politica regionale europea è innanzitutto una politica di solidarietà: essa vuole infatti stimolare a livello comunitario gli interventi che consentiranno ai territori in maggiore difficoltà di superare più facilmente il proprio svantaggio. Durante il periodo , un terzo del bilancio comunitario (213 miliardi di euro) proveniente dal contributo degli Stati membri sarà assegnato alla Politica regionale e ripartito tra le regioni che ne hanno maggiormente bisogno. Gli Stati membri, attraverso i propri aiuti regionali, e l'Unione europea continueranno ad adoperarsi per ridurre il divario tra i livelli di sviluppo, partecipare alla riconversione delle zone industriali in difficoltà, alla diversificazione delle campagne o anche alla rivalorizzazione dei quartieri in crisi. Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

14 Che cosè la Politica Regionale ? La Politica regionale è anche una politica concreta, visibile agli occhi di tutti i cittadini europei, che sono i primi a beneficiare degli interventi. Essa li aiuta infatti a trovare lavoro e ad adeguarsi meglio ai mutamenti del mercato dell'occupazione, soprattutto tramite la formazione. Questa politica consente ai singoli cittadini di vivere meglio nella propria regione, contribuendo finanziariamente agli sforzi delle autorità pubbliche che si dotano di nuove infrastrutture e aiutano le imprese ad essere più competitive. Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

15 Che cosè la Politica Regionale ? Autostrade, aeroporti, alcuni treni ad alta velocità sono strati costruiti o ammodernati grazie al cofinanziamento dei Fondi europei, detti Fondi strutturali, e nel rispetto delle misure europee a favore dell'ambiente. Piccole e medie imprese (PMI) sorgono e sussistono in zone remote. La società dell'informazione penetra negli rurali e isolati. Nei quartieri periferici riabilitati vengono istituiti servizi nel settore dell'istruzione, della sanità e degli svaghi. Tutti questi esempi concreti rendono l'azione dell'Unione visibile agli occhi cittadini. Corso di Politica Regionale e dello Sviluppo- A.A

16 PROCEDURA DI DECISIONE A norma dell'articolo 161 del Trattato che istituisce la Comunità, il Consiglio delibera all'unanimità su proposta della Commissione, previo parere conforme del Parlamento europeo e previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni, sui punti elencati in appresso che riguardano sia i Fondi strutturali che il Fondo di coesione : compiti, obiettivi prioritari e organizzazione dei fondi; norme generali applicabili ai fondi; disposizioni necessarie per garantire l'efficacia ed il coordinamento dei fondi tra loro e con gli altri strumenti finanziari esistenti. Il trattato di Nizza del dicembre 2000 ha modificato la procedura di decisione. Il Consiglio delibererà a maggioranza qualificata per quanto riguarda i Fondi strutturali e il Fondo di coesione (articolo 161) a partire dal gennaio Il principio dell'unanimità si applicherà quindi al Consiglio in occasione della votazione sulle prospettive finanziarie del prossimo periodo di programmazione ( ).

17 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI I tre obiettivi prioritari Il 94% dei Fondi strutturali è finalizzato a tre obiettivi prioritari, per ottenere il massimo dei risultati. Obiettivo 1 (territoriale) mira a promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo e il cui il PIL medio pro capite è inferiore al 75% della media dell'Unione europea. Questo nuovo obiettivo concerne anche le regioni ultraperiferiche (dipartimenti francesi d'oltremare, Azzorre, Madera e isole Canarie), nonché le zone dell'ex obiettivo 6 istituito in seguito all'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia. Come in precedenza, i 2/3 delle azioni dei Fondi strutturali sono adottate in relazione all'obiettivo 1. Le misure adottate nel quadro di questo obiettivo dovrebbero interessare circa il 20% della popolazione totale dell'Unione Promuovere lo sviluppo delle regioni più arretrate, dotandole di quelle infrastrutture di base di cui sono ancora prive, e favorendo l'afflusso di investimenti per il decollo delle attività economiche. Il 70 per cento degli stanziamenti previsti è assorbito da una cinquantina di regioni, in cui vive il 22% della popolazione dell'UE.

18 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI Nomenclatura delle Unità Territoriali Statistiche (NUTS) Il Livello 2 ha 211 regioni: Belgio: 11 province Germania: 40 regioni Grecia: 13 regioni Spagna: 17 comunità autonome + (1) Ceuta y Melilla Francia: 22 regioni + 4 dipartimenti doltre mare Irlanda: 2 regioni Italia: 20 regioni Olanda: 12 province Austria: 1 Portogallo: 5 regioni autonome Finlandia: 6 Svezia: 8 Regno Unito: 37 gruppi autorità unitarie Danimarca: 1 Lussemburgo: 1

19 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI Nomenclatura delle Unità Territoriali Statistiche (NUTS) Il livello 2 per i Paesi Candidati comprendono 55 regioni: Bulgaria: 6 Repubblica Ceca: 8 Ungheria: 7 Polonia: 16 Romania: 8 Slovacchia: 4 Cipro: 1 Estonia: 1 Latvia: 1 Lituania: 1 Malta: 1 Slovenia: 1

20 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI I tre obiettivi prioritari Obiettivo 2 (territoriale) contribuisce a favorire la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali diverse da quelle ammissibili al nuovo obiettivo 1, che raggruppa i precedenti obiettivi 2 e 5b, ed altre zone con problemi di diversificazione economica; in generale esso riguarda le zone in fase di trasformazione economica, le zone rurali in declino, le zone in crisi che dipendono dalla pesca e i quartieri urbani in difficoltà. Questo obiettivo può interessare al massimo il 18% della popolazione dell'Unione. L'11,5% degli stanziamenti previsti è destinato a questi territori, in cui vive il 18% della popolazione dell'UE.

21 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI I tre obiettivi prioritari Obiettivo 3 (settoriale) Modernizzare i sistemi di formazione e incrementare l'occupazione. Questo riguarda l'intera Unione, ad eccezione delle regioni che rientrano nell'Obiettivo 1 dove le misure introdotte a tale scopo sono parte integrante dei programmi tendenti a ridurre i divari di sviluppo. Il 12,3% del bilancio dei Fondi strutturali è destinato al perseguimento di questo obiettivo. Corso di politica economica europea- Prof. Roberto Fanfani

22 Quali sono i Fondi strutturali Quattro Fondi strutturali consentono oggi all'Unione europea di concedere aiuti finanziari a programmi pluriennali di sviluppo regionale negoziati fra le regioni, gli Stati membri e la Commissione nonché ad iniziative ed azioni comunitarie specifiche, specificamente: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che finanzia le infrastrutture, gli investimenti produttivi intesi a creare posti lavoro, i progetti di sviluppo locale e gli aiuti alle PMI; il Fondo sociale europeo (FSE), che favorisce l'adeguamento della popolazione attiva ai mutamenti del mercato dell'occupazione nonché l'inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sfavorite, soprattutto finanziando le azioni di formazione ed i sistemi di incentivi all'assunzione; il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG - sezione "orientamento"), che finanzia le azioni di sviluppo rurale e di aiuto agli agricoltori, principalmente nelle regioni che presentano un ritardo nello sviluppo ma anche nel quadro della Politica agricola comune (PAC) nel resto dell'Unione; lo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP), che finanzia la riforma strutturale del settore della pesca. Inoltre, un fondo speciale di solidarietà, il Fondo di coesione, intende finanziare progetti ambientali e di miglioramento delle reti di trasporto negli Stati membri dell'Unione il cui PIL è inferiore al 90% della media europea, ovvero Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo.

23 I PASSI PIÙ IMPORTANTI DELLAVANZAMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI Fondi interessati Obiettivo1 Obiettivo2 Obiettivo 3 FESRFESRFSEFSE FEAOG-O SFOP

24 Distribuzione dei Fondi Strutturali per Paese 2000 – 2006 in milioni di euro, prezzi 1999 Stati Membri Ob.1 TransEx ob. 1 Ob.2 TransEx ob. 2 Ob.3 Pesca Fuori Ob. 1 PICFondo di coesione Totale B DK D EL E F IRL I L NL A P FIN S UK RISERVA 155 EUR % 60,23,979,311,2811,350,524,928,50100

25 Distribuzione dei Fondi Strutturali per Paese 2000 – 2006 in milioni di euro, prezzi 1999 IN % …… IL 26,5% dei Fondi strutturali va alla Spagna; il 14% alla Germania il 14% allItalia l11% circa al Portogallo Sono i 4 maggiori beneficiari

26 Le regioni Obiettivo 1 e 2 ( ) Programmi speciali Regioni dellobiettivo 1 Regioni prossime ad uscire dallobiettivo 1

27 Prima di Agenda 2000 e della riforma dei Fondi strutturali gli Obiettivi erano 7 Tra i tre Fondi strutturali rilevanti (FESR, FEOGA- Orientamento e FSE) il FESR costituisce il principale strumento finalizzato al conseguimento dell'obiettivo dello sviluppo e dell'adeguamento strutturali delle regioni in ritardo in termini di crescita economica e svolge un ruolo centrale nella riconversione delle regioni frontaliere o parti di regioni (compresi bacini d'occupazione e Comunità urbane) gravemente colpite dal declino industriale I Fondi strutturali (FEAOG-Orientamento, FSE e FESR) contribuivano, ciascuno secondo le norme specifiche che li disciplinano, al conseguimento degli obiettivi 1-6 secondo il seguente schema d'intervento: - Obiettivo n. 1: FESR, FSE, FEAOG-Orientamento, -Obiettivo n. 2: FESR, FSE, -Obiettivo n. 3: FSE, -Obiettivo n. 4: FSE, -Obiettivo n. 5 a): FEAOG-Orientamento, -Obiettivo n. 5 b): FEAOG-Orientamento, FSE, FESR. -Obiettivo n. 6: FESR, FSE, FEAOG-Orientamento

28 Le regioni degli obiettivi prioritari nella programmazione Obiettivo 1 Obiettivo 2 Obiettivo 5b Obiettivo 6

29 Il Fondo di Coesione È un fondo speciale di solidarietà, costituito nel 1993, a favore dei quattro Stati membri meno prosperi (PNL procapite inferiore al 90% di quello medio dellUE; Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna), che copre il loro intero territorio, finanziando grandi progetti per l'ambiente e i trasporti. Nel periodo il bilancio annuale del Fondo di coesione ammonterà a 2,5 miliardi di euro, per complessivi 18 miliardi nell'arco dei sette anni. Ripartizione del bilancio complessivo del Fondo di coesione nel periodo (prezzi 1999) Importi indicativi in milioni di

30 Modalità e procedure di finanziamento La logica sottostante è quella di una programmazione pluriennale, di cinque anni, abbandonando modalità di finanziamento basate sui singoli progetti. Questa programmazione avviene attraverso tre fasi principali: la presentazione di Piani di sviluppo da parte degli Stati membri, sulla base di proposte a livello regionale e locale; la definizione dei Quadri di sostegno comunitari (QSC) sulla base dei Piani operativi nazionali; la decisione di finanziamento da parte della Comunità e la definizione dei Programmi specifici regionali di attuazione. La programmazione degli interventi è completata dal principio del partenariato, che vede linstaurarsi di rapporti stretti fra la Commissione, gli Stati membri e le regioni, che riguardano tutte le fasi degli interventi: dalla preparazione dei programmi, alla definizione del finanziamento o cofinanziamento, al monitoraggio e alla valutazione degli interventi stessi. La rivalutazione del ruolo delle regioni e in genere delle autorità locali nella nuova politica strutturale è tanto più importante se si considera la forte incidenza che hanno questi finanziamenti sul PIL regionale: si va dall1,5% nel Mezzogiorno al 2% in Spagna, fino a superare il 5% e il 6% in Grecia e Portogallo. Secondo stime della Commissione, limpatto macroeconomico di queste misure è stato notevole e ha contribuito a far crescere il PIL di Portogallo, Irlanda e Spagna a livelli superiori a quelli della media comunitaria.

31 Evoluzione dellesecuzione di bilancio dei fondi strutturali e in particolare dei RAL I RAL sono gli impegni ancora da liquidare e cioè tutti gli impegni effettuati che non sono ancora stati pagati ma che, normalmente, dovranno esserlo in futuro. I RAL sono una conseguenza normale della gestione finanziaria dei progetti Al 31 dicembre 1999 i RAL ammontavano a 41,7 miliardi di euro Il debole tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è attribuibile allaccavallarsi nel 2000 e 2001 di un periodo di programmazione con il seguente Ad un cambiamento delle modalità di pagamento del cofinanziamento comunitario Regola N+2 introdotta nel nuovo periodo di programmazione : Tutti gli importi destinati dallUnione europea a un programma, e per i quali non e stata presentata una domanda di rimborso per le spese effettivamente sostenute sul terreno in un termine di due anni, sono disimpegnati automaticamente (art. 31, paragr.2, regolamento 1260/1999).

32 Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 30/1/2003) Seconda relazione intermedia sulla coesione economica e sociale

33 Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 30/1/2003) Seconda relazione intermedia sulla coesione economica e sociale

34 Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 30/1/2003) Seconda relazione intermedia sulla coesione economica e sociale

35 Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 30/1/2003) Seconda relazione intermedia sulla coesione economica e sociale

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37 Commissione delle comunità europee ( Bruxelles 30/1/2003) Seconda relazione intermedia sulla coesione economica e sociale

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43 Da studiare: - Le istituzioni del federalismo Regione e Governo locale La nuova programmazione dei fondi strutturali in Italia ( ) N. 2 anno 2001 Maggioli Editore Da pag. 325 a pag Seconda relazione intermedia sulla coesione economica e sociale - Commissione delle comunità europee - Bruxelles (scaricabile dalla pagina personale di Cristina Brasili)

44 Leonardi R., Ciaffi A. (a cura di) Le istituzioni del federalismo – La nuova programmazione dei Fondi strutturali in Italia ( ), Maggioli Editore, 2001 European Commission (2001), Second Report on economic and Social Cohesion. European Commission (1999), Sixth Periodic Report on the Social and Economic Situation and Development of the Regions of the European Union. European Commission (2000), European Union Enlargement – A historic opportunity. Europa – LUnione Europea in linea, Eurostat, Principali fonti On-line Principali fonti da consultare


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