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Università degli Studi di Cagliari e Sassari ECONOMIA DELLA SARDEGNA 12° RAPPORTO 2005 Analisi strutturale e previsioni 2004-2006.

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1 Università degli Studi di Cagliari e Sassari ECONOMIA DELLA SARDEGNA 12° RAPPORTO 2005 Analisi strutturale e previsioni

2 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Autori e Collaboratori Autori: Gianfranco Atzeni, Bianca Biagi, Davide Cao, Massimo Carboni, Massimo Del Gatto, Domenica Dettori, Adriana Di Liberto, Monica Iorio, Sergio Lodde, Emanuela Marrocu, Margherita Meloni, Manuela Obinu, Anna M. Pinna, Manuela Pulina, Giovanni Sistu, Giovanni Sulis, Stefano Usai. Collaboratori: Giovanna Circosta, Annalisa Cocco, Alessandra Deiana, Barbara Dettori, Antonella Mudadu.

3 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Introduzione Analisi del sistema economico della Sardegna e previsioni del Pil I fattori di competitività Il mercato del lavoro e previsioni Il sistema turistico sardo e previsioni per la domanda turistica Conclusioni Struttura del Rapporto La sintesi del Rapporto è disponibile sul sito CRENoS

4 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Capitolo 2. I principali aggregati macroeconomici Il quadro di riferimento internazionale Prodotto interno lordo Esportazioni Struttura produttiva –Macro-settori e settori tradizionali –Specializzazione settoriale Settore del credito Lanalisi dei principali indicatori macroeconomici mostra un costante peggioramento della posizione relativa della Sardegna rispetto alla media nazionale. A questo va aggiunto che tutta leconomia italiana sta attualmente incontrando una fase di forte difficoltà e di perdita di competitività nei confronti delle altre economie industrializzate.

5 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Tasso di crescita PIL pro capite regioni Obiettivo (UE15)

6 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Irlanda-Sardegna Nei primi anni 90 il livello del pil pro capite irlandese era simile a quello sardo (circa il 75% della media UE15). Nel 2001 il pil pro capite irlandese è risultato superiore a quello medio europeo del 17% circa. Nello stesso periodo il pil pro capite della Sardegna è rimasto fermo intorno al 75% (attualmente 76%).

7 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Prodotto interno lordo pro capite

8 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Struttura produttiva

9 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Gli indici sulla produttività sarda sono sempre inferiori alla media nazionale sia per i consueti macro-settori (industria, agricoltura, servizi) che per alcuni settori specifici tradizionali. Per il terzo anno consecutivo lindice della produttività industriale della regione risulta inferiore al dato medio nazionale. Nei servizi la produttività è inferiore alla media italiana ed è ulteriormente scesa rispetto allo scorso anno (-2%). I servizi costituiscono il 74% del Valore aggiunto prodotto nellisola. Struttura produttiva Lanalisi degli indici di specializzazione del settore manifatturiero suggerisce che il processo di industrializzazione ha prodotto qualche debole effetto diffusivo e indica inoltre la presenza di un certo dinamismo proveniente da settori non tradizionali cresciuti nellultimo ventennio.

10 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Produttività del lavoro

11 Università degli Studi di Cagliari e Sassari La Sardegna e i mercati esteri Tra le regioni italiane, la Sardegna è al 15° posto come capacità di esportazione. Le esportazioni sarde rappresentano appena l1% del totale nazionale. La quota delle esportazioni sarde sul totale nazionale è diminuita nel tempo. Il Mezzogiorno ha visto la sua quota crescere in modo rilevante a partire dal Il settore petrolchimico copre circa il 70% delle esportazioni regionali. I settori tradizionali esportano quote esigue di merci e servizi. Valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari in % del pil: Trentino 4%, Campania 2%, Mezzogiorno l1,2%. La Sardegna 0,6%.

12 Università degli Studi di Cagliari e Sassari La Sardegna e i mercati esteri

13 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Previsioni per il pil pro capite tassi di crescita del valore a prezzi 1995 Sardegna anno scenario pessimistico ,3 scenario base scenario ottimistico 1,1- -0,3- 0,4- 0,00,3 Italia scenario base 0,4 0,3 1,0 -0, ,10,40,81,1

14 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Andamento e previsioni pil pro capite

15 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Capitolo 3. I fattori di competitività Lisbona 2000 Come riuscire a far diventare lEuropa leconomia più competitiva e dinamica del mondo? Agenda: Precedenza allinnovazione e allimpresa, sviluppo delle condizioni favorevoli allR&D e accesso al patrimonio tecnologico; Creare opportunità di impiego, Garantire un mercato del lavoro inclusivo, ridurre le disparità sociali e regionali; Promuovere lapprendimento; Aumentare lintegrazione, migliorare le reti di trasporto, telecomunicazione, energia; Proteggere lambiente anche come stimolo allinnovazione.

16 Università degli Studi di Cagliari e Sassari I principali fattori di competitività Anche a livello regionale una economia per essere competitiva deve essere capace di innovare. Questo può avvenire solo se vengono soddisfatte due condizioni: 1.Dotazione appropriata dinfrastrutture materiali di base sotto forma di trasporti, telecomunicazioni e reti energetiche efficienti, un adeguato approvvigionamento idrico e una qualità elevata di servizi ambientali. 2.Lesistenza di una dotazione appropriata dinfrastrutture immateriali, oramai riconosciute importanti quanto le prime, ovvero la presenza di una forza di lavoro con idonei livelli di competenze e formazione e di un sistema organizzativo efficiente ed improntato al cambiamento tecnologico. Queste due componenti sono complementari e sono ritenute il prerequisito indispensabile per garantire lo sviluppo equilibrato e duraturo di unarea.

17 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Le infrastrutture materiali Trasporti - La Sardegna è tra le regioni europee con il più basso indice di accessibilità. Scarso sviluppo delle reti viarie e ferroviarie e buon potenziale non sfruttato di accessibilità aerea e navale. Sistema idrico - Interventi indispensabili: riordino dellassetto gestionale, creazione di un sistema informativo efficace, ridefinizione dei sistemi di tariffazione, interventi sulle condizioni strutturali della rete. Sistema energetico – Interventi indispensabili: diversificazione della produzione (ricorso a fonti rinnovabili) e apertura del mercato allesterno. Infrastrutture per le nuove tecnologie - Si nota la presenza di un deficit strutturale che, tuttavia, potrebbe essere presto colmato. I dati indicano che la Sardegna deve recuperare un importante deficit in riferimento alla sua dotazione di infrastrutture materiali complessiva.

18 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Le infrastrutture immateriali: il capitale umano Anche la nostra dotazione di infrastrutture immateriali è insufficiente. Il Capitale umano: i livelli di istruzione La Sardegna è la regione con la più bassa percentuale di popolazione in possesso di titolo di laurea (6,2% contro il 7,5% media nazionale). La Sardegna è la regione con la più bassa percentuale di popolazione in possesso di diploma di scuola secondaria (22,4% contro il 25,9% media nazionale). I tassi di abbandono nella scuola secondaria sono i più alti dItalia. La nostra regione è dunque agli ultimi posti in Italia. Tra i paesi industrializzati lItalia è tra quelli con i più bassi livelli di istruzione e che investe meno in questo campo.

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21 Pochi ma buoni? OCSE - Programme for International Student Assessment: Risultati

22 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Le infrastrutture immateriali La Sardegna sembra impiegare tutte le sue risorse nella formazione di base dei giovani (obbligo formativo), tralasciando il settore degli adulti occupati e degli adulti disoccupati. Dati gli alti tassi di abbandono nella scuola e le ampie risorse impiegate nella formazione dei giovani risulta fondamentale capire se esista e quale sia il rapporto di causalità tra i due fenomeni. Purtroppo, la totale assenza di dati e informazioni non consente alcun tipo di valutazione in questo senso. La Sardegna è fra le 5 regioni che ancora non dispone di unanagrafe dei 14-17enni. Il Capitale umano: la formazione Anche i dati sulla spesa del settore sono carenti. Nostre stime indicano una spesa per alunno pari a 17 alunno/ora. In Piemonte: 4,68.

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25 Le infrastrutture per linnovazione Lindice sintetico dellattività innovativa colloca la Sardegna al 16° posto tra le regioni italiane e al 143° posto tra 173 regioni europee analizzate.

26 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Competitività. Che fare? Per aumentare la competitività e la capacità di innovazione della nostra regione bisogna partire dalleliminazione del divario di dotazione infrastrutturale che ancora la caratterizza, includendo tra le infrastrutture sia le infrastrutture materiali che, altrettanto importanti, le cosiddette infrastrutture immateriali che consistono nel nostro patrimonio di conoscenze. Una sufficiente dotazione di infrastrutture deve essere considerato il prerequisito indispensabile per la crescita, poiché rappresenta la condizione necessaria perché la nostra economia sia in grado di imitare dalle esperienze esterne di successo e possa sviluppare al contempo nuove idee al suo interno.

27 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Capitolo 4. Il mercato del lavoro in Sardegna Il Capitolo analizza gli elementi strutturali e territoriali delloccupazione e della disoccupazione in Sardegna. Tre gli elementi di novità: 1.LISTAT ha modificato la metodologia di rilevazione: i dati più recenti non sono quindi confrontabili con quelli degli anni passati (Tasso di disoccupazione, 2003: 16,9% vecchia rilevazione, 13,9% nuova rilevazione). 2.I dati sardi vengono confrontati con le altre macro-regioni italiane e con le altre regioni europee Obiettivo 1. 3.Analisi dei nuovi dati sul mercato del lavoro definiti dagli obiettivi stabiliti in ambito comunitario (Strategia Europea dellOccupazione).

28 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Il mercato del lavoro sardo: analisi dei dati Dati 2004 e tassi di variazione (nuova rilevazione) Il tasso di attività regionale è pari al 59,6%, valore vicino alla media nazionale e più elevato del dato medio del Meridione. Nellultimo anno il tasso di attività risulta tendenzialmente stabile, mentre per lItalia e il Mezzogiorno è in diminuzione. Il tasso di occupazione regionale è pari al 51,3%, valore più elevato del dato medio del Meridione (46,2%). Il divario con il resto del Paese è in diminuzione (media italiana 57,5%). Il tasso di disoccupazione regionale è pari al 13,9%, valore simile a quello dello scorso anno.

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30 La struttura del mercato del lavoro: dati 2004 Il 25% dei lavoratori è occupato nellindustria (52% nel settore della trasformazione, il restante 48% nel settore delle costruzioni, contro una media italiana del 73% trasformazione e 27% costruzioni). Il 69% dei lavoratori risulta occupato nei Servizi, dato di poco superiore a quello medio italiano, mentre lagricoltura occupa il 6% contro il 4% di media. Gli uomini costituiscono il 63% degli occupati sardi, le donne il 37% (33% nel Mezzogiorno). Il divario di genere si sta negli anni riducendo. Il tasso di disoccupazione tra le donne è del 18%, tra gli uomini del 7%. Più di un terzo dei disoccupati sardi sono giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 anni. Tra i disoccupati il 5,3% ha laurea, il 41% il diploma, il 47% ha terminato gli studi con la scuola dellobbligo.

31 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Disoccupati di lungo periodo: % sul totale dei disoccupati

32 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Il mercato del lavoro: conclusioni Malgrado la presenza di elementi positivi nellanalisi, vi sono timori che gli interventi di politica economica più recenti, alla base dell'incremento occupazionale registrato, siano relativamente carenti nella capacità di sviluppo qualificato delle risorse di lavoro. Inoltre, se confrontati con altre realtà europee, questi dati evidenziano come la Sardegna sia lontana dagli obiettivi delineati nellambito della Strategia Europea per lOccupazione. Il confronto con le altre regioni europee in ritardo di sviluppo sottolinea il divario che la nostra regione, al pari delle altre regioni meridionali italiane, ha accumulato rispetto ai partner europei. Infine, la dinamiche positive degli ultimi anni rischiano di essere compromesse dalla scarsa competitività e dinamicità delleconomia.

33 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Previsioni per il mercato del lavoro Tassi di crescita annoUnità di lavoro 20021, , , ,4 Occupati 1,2 0,6 0,4 0,1 Tasso di disoccupazione 15,2 13,8 13,9 14, ,6 0,4 13,9

34 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Capitolo 5. Il sistema turistico della Sardegna Lofferta turistica La domanda turistica La pressione ambientale nei comuni turistici costieri Breve approfondimento sulle infrastrutture della nautica da diporto Lofferta turistica. La Sardegna copre attualmente una quota del 4,2% dei posti letto alberghieri in Italia (9° posto nella classifica regionale). Il 90% dei posti letto alberghieri si trovano in strutture ubicate nella costa. Tra il 2003 ed il 2004 vi è stata una notevole crescita dellofferta. Esercizi ricettivi +23%, posti letto +5%. Il differenziale è spiegato dalla significativa crescita dei B&B (+34%) che presentano dimensioni aziendali contenute.

35 Università degli Studi di Cagliari e Sassari La domanda turistica Stime ufficiali per il 2004 indicano che la Sardegna è stata scelta come meta di vacanze da 2 milioni di turisti. Secondo altre stime si arriverebbe a circa 6 milioni (includendo le seconde case). Il calo ha riguardato la componente italiana (-3,1%), meno quella straniera (-0,7%) grazie al successo delle politiche dei voli low cost. Il sistema turistico della Sardegna Nel 2004 le strutture ricettive hanno subito un calo complessivo delle presenze del -2,4%. Si evidenziano alcune tendenze: Il calo si è registrato negli esercizi extra alberghieri (-13%). Negli alberghi vi è stato un incremento del 2,6%. Vi sono deboli segnali di destagionalizzazione (-1% dei soggiorni in Luglio e Agosto).

36 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Limpatto ambientale del turismo nei comuni costieri Lanalisi si concentra sullimpatto ambientale esercitato sia dalla componente dellofferta turistica (strutture ricettive) che dal lato della domanda (presenze turistiche). I dati coprono luniverso dei comuni costieri della Sardegna. I comuni in cui sussiste una maggiore pressione territoriale e alti indici di consumo della risorsa ambiente dovuta al turismo sono S.Teodoro, Sinnai e Stintino. Tra quelli con un minor livello di pressione sullambiente troviamo anche comuni ad alta vocazione turistica come Alghero e la Maddalena. Scommettere sul turismo non coincide necessariamente con il degrado ambientale. Tuttavia i dati indicano che sono ancora troppi i comuni in cui gli interventi a tutela dellambiente sono insoddisfacenti. Diventa quindi improrogabile lavvio di una diversa razionalità nella gestione dei territori costieri, soprattutto di quelli ad alta vocazione turistica.

37 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Limpatto ambientale del turismo nei comuni costieri

38 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Limpatto ambientale del turismo nei comuni costieri

39 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Metodo di previsione per la domanda turistica Combinazione di tecniche quantitative (econometriche) e qualitative (expert opinion). Elaborazione di previsioni ex-ante per il 2005 Le previsioni preliminari basate su tecniche econometriche vengono sottoposte a un panel di esperti Il panel è stato individuato in modo da rispettare leterogeneità del settore turistico.

40 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Previsioni sulle presenze turistiche in Sardegna tassi di crescita Stime econometriche Categoria alberghiero extralberghiero italiani stranieri Previsioni expert opinion 1,6 1,0 1,4 1,8 totale1,1 1,3 0,3 1,8 0,4 1,2 Scenario pessimistico Scenario ottimistico 3,4 3,6 5,0 2,4 3,8

41 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Flussi turistici in Sardegna, e previsione 2005

42 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Conclusioni La lentezza dello sviluppo regionale degli ultimi trenta anni sottolinea la necessità di cambiamento profondo anche se lattuale fase di crisi strutturale dell'economia italiana rende tutto ciò senzaltro difficile. Le modalità dellintervento pubblico si sono infatti finora rivelate incapaci di eliminare il divario che separa la Sardegna dal livello medio di ricchezza italiano ed europeo.

43 Università degli Studi di Cagliari e Sassari Conclusioni Alla lentezza dello sviluppo regionale complessivo si contrappone la velocità di cambiamento di alcuni settori. Ciò impone una raccolta di informazioni tempestiva e un monitoraggio costante degli interventi effettuati, premessa necessaria per lattuazione di una politica efficace. Tutto ciò va realizzato in modo tempestivo. Limminente uscita dallObiettivo 1, la concorrenza delle nuove economie emergenti, le previste riforme costituzionali, obbligano ad intraprendere la nuova strada del recupero di competitività in tempi brevi.


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