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PERCHE DIFFERENZIARE LE FONTI DI FINANZIAMENTO gli enti pubblici finanziano sempre meno le associazioni. la crisi ha reso più arduo avere fondi anche.

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Presentazione sul tema: "PERCHE DIFFERENZIARE LE FONTI DI FINANZIAMENTO gli enti pubblici finanziano sempre meno le associazioni. la crisi ha reso più arduo avere fondi anche."— Transcript della presentazione:

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2 PERCHE DIFFERENZIARE LE FONTI DI FINANZIAMENTO gli enti pubblici finanziano sempre meno le associazioni. la crisi ha reso più arduo avere fondi anche dalle fondazioni di erogazione. i cittadini stanno divenendo consapevoli che dovranno sostenere il welfare che sta loro a cuore: occorre promuovere il passaggio da utente a cittadino partner, che si aspetta il soddisfacimento di un bisogno ma conosce la responsabilità di dover garantire i servizi. difficilmente le istituzioni che non hanno un valido programma di fundraising potranno crescere e prosperare.

3 LA CRISI COME OPPORTUNITA Labitudine a dare per scontato il welfare lascia lentamente il posto a nuovi atteggiamenti. Occorre far capire, con eventi di sensibilizzazione, che anche le organizzazioni non profit vanno sostenute e supportate da coloro che sono interessati alla loro esistenza. Occorre però attrezzarsi e rendere il più possibile misurabili i nostri risultati (su questo occorre cominciare a lavorare in modo diverso nelle ONP e a comunicare, di conseguenza, in modo diverso)

4 Fonti di finanziamento - 1 Individui privati (cittadini, piccoli e grandi donatori) Imprese per sponsorizzazioni e altre partnership (Corporate fundraising) Fondazioni di erogazione (bancarie, private o di comunità)

5 Fonti di finanziamento - 2 Enti pubblici nazionali e locali Fondi Europei Merchandising Eventi speciali

6 Gli individui I cittadini donano, ma oggi hanno poca fedeltà a unorganizzazione. Tendono a spostarsi da unorganizzazione allaltra e da una causa allaltra. Perfino con il Rid, il tempo di permanenza di un donatore si aggira tra i 4 e i 7 anni. Fondamentale garantire trasparenza, ma soprattutto efficacia e qualità dei servizi o delle attività proposte. E coinvolgimento. Un donatore non coinvolto è un donatore che prima o poi se ne andrà.

7 Le imprese (Corporate fundraising) Le aziende hanno modificato il loro modo di guardare al non profit: dalla semplice filantropia (o sponsorizzazione) alla Responsabilità Sociale dimpresa. Non si tratta più solo di avere una buona immagine, ma di investire affinché il territorio in cui agisce limpresa abbia caratteristiche di benessere, per garantire la propria prosperità sul lungo periodo. Molti modi possibili di interagire con le imprese, a partire dalla RSI, (beni, servizi, competenze, non solo soldi): filantropia, sponsorizzazione, Cause relating marketing, payroll giving, volontariato dimpresa, fornitura di beni, passaggio di competenze.

8 Coca Cola e WWF

9 Cesvi e radio DeeJay

10 GOLIA E ALTRI SPONSOR MINORI A FAVORE DELLASSOCIAZIONE RICERCA TRAPIANTI.

11 Fondazione Sodalitas: E la più grande associazione territoriale del sistema confindustriale, per costruire un ponte tra impresa e società; Ha introdotto in Italia la Sostenibilità dImpresa; A Sodalitas aderiscono 91 imprese leader del mercato italiano, che rappresentano il 30% del PIL; Funge da punto di riferimento per le imprese che vogliono realizzare progetti di Sostenibilità per lAmbiente, il Lavoro, il Mercato, la Comunità; E lorganizzazione di riferimento per lo sviluppo di partnership tra impresa e non profit E il partner italiano dellUE per lattuazione dellAgenda in materia di Sostenibilità; Realizza ogni anno 80 interventi di consulenza manageriale gratuita a favore delle organizzazioni non profit (oltre interventi dalla nascita).

12 Fondazioni di erogazione A) bancarie B) private C) di comunità Servizi, beni, denaro, know how: sovente oggi le fondazioni seguono i progetti affinché siano sostenibili sul lungo periodo. In ogni caso: importante comprendere le priorità di chi abbiamo di fronte. Noi non siamo questuanti ma le fondazioni di erogazione non sono BANCOMAT, bensì PARTNER.

13 LA NOSTRA MISSIONE Diventare il punto di riferimento della filantropia istituzionale in Italia aumentando il numero, la coesione, le risorse e limpatto degli enti derogazione LA VISIONE Essere il punto di riferimento per coloro che s'interessano di filantropia per lestensione della sua rete così come per la qualità dei servizi e della conoscenza che può mettere a disposizione dei suoi interlocutori

14 Si è modificato il contributo che possiamo avere dagli enti. Più che richieste di denaro, possiamo chiedere: Enti pubblici locali e nazionali 1.Un aiuto per ottenere visibilità per le nostre ONP e per i nostri progetti (siti comunali, provinciali e regionali) 2.La concessione di sale gratuite per eventi. 3.La collaborazione di personale pe. comunale per i nostri eventi.

15 ASPETTI POLITICI GENERALI (Istituto Italiano Donazioni)

16 Fondi europei I fondi europei richiedono particolari strategie di alleanze e reti di relazioni, tenendo presente che un ente piccolo, giovane e che non presenta caratteristiche di sostenibilità non dovrebbe mai porsi come capofila, ma condividere con altri soggetti (comuni, università, istituzioni di maggiori dimensioni) il proprio progetto o idea progettuale. E notevoli e specifiche capacità di progettazione.

17 Merchandising La vendita a fine di raccolta fondi di oggetti deve seguire una logica di rigorosa progettazione, e deve essere chiaro qual è il costo per lorganizzazione (specialmente se non è avvezza a questo tipo di eventi) e il ritorno delloperazione. Tenere i dati degli anni precedenti!

18 Eventi speciali Che si tratti di cene, concerti, teatro o altro, prudenza… gli eventi speciali si organizzano a fine di raccolta fondi solo quando si è certi di evitare il bagno di sangue… Controllo preciso di costi e entrate certe o quasi certe, valutazione degli obiettivi dellevento e del lavoro necessario a realizzarlo (che deve essere calcolato nei costi). Cfr. check list EVENTI

19 Le domande che occorre porsi una volta data una prima valutazione sullevento: 1.Di che tipo di evento si tratta? 2.Sono necessari permessi, autorizzazioni, contratti? Valutare la possibilità di ottenerli. 3.E stato identificato il luogo adeguato? E disponibile? Quanto costa? 4.E chiaro chi e quanti potrebbero essere gli ospiti/partecipanti/invitati? 5.Esistono sufficienti risorse interne allorganizzazione? 6.Occorre coinvolgere risorse esterne a pagamento? In che misura? A quali costi? 7.Sono necessarie attrezzature di cui lONP non dispone? 8.Il piano di comunicazione è stato identificato? 9.Sono chiari i costi del piano di comunicazione? 10.E stato preparato un preventivo preciso?


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