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Ruling internazionale ( art. 8, dL 30 settembre 2003, n. 269 )

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Presentazione sul tema: "Ruling internazionale ( art. 8, dL 30 settembre 2003, n. 269 )"— Transcript della presentazione:

1 Ruling internazionale ( art. 8, dL 30 settembre 2003, n. 269 )

2 2 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Con lart. 8 del dL 30 settembre 2003, n. 269, convertito nella Legge 24 novembre 2003, n. 326 è stato recentemente introdotto nellordinamento tributario una particolare procedura di ruling, attivabile dalle imprese esercenti attività internazionale, finalizzata alla conclusione di un accordo con la stessa Amministrazione sui criteri e metodi di determinazione del valore normale dei prezzi di trasferimento e sulla corretta qualificazione di dividendi, interessi, e royalties. Fonti: - Art. 8 dL 30 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 24 novembre 2003 n Provvedimento di attuazione del Direttore dellAgenzia delle Entrate del 23 luglio 2004.

3 3 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Finalità Il ruling si configura quale strumento che mira a: - inserirsi nel processo di tax compliance, rivolto a sviluppare la collaborazione ed il rapporto tra i soggetti del rapporto tributario, cioè tra contribuenti ed Amministrazione finanziaria; - inserirsi tra le iniziative del più vasto disegno di coordinamento del sistema tributario nazionale con le legislazioni degli altri Paesi comunitari; - introdurre nel nostro ordinamento gli advanced pricing agreements o Apa, raccomandati dallOcse, nelle direttive sul transfer pricing, quali strumenti finalizzati ad evitare e risolvere le controversie con i contribuenti che operano in mercati internazionali, nonché a prevenire contrasti tra gli ordinamenti tributari di diversi Stati, in materia di transfer pricing44.

4 4 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Segue :Finalità Con tale istituto si intende contemperare una duplice esigenza: 1. quella dei contribuenti di prevenire future controversie ed evitare fenomeni di doppia imposizione; 2. quella dei singoli Stati di attenuare il rischio di sottrazione di materia imponibile sulla quale prelevare la relativa imposta.

5 5 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Soggetti: Hanno accesso alla procedura del ruling le imprese con attività internazionale, intendendo per essi 1) qualunque impresa residente nel territorio dello Stato, qualificabile come tale ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di imposte sui redditi, che, in alternativa o congiuntamente: - si trovi, rispetto a società non residenti, in una o più delle condizioni indicate nel comma 7 dellarticolo 110 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, cioè che direttamente o indirettamente controlla limpresa, ne è controllata o è controllata dalla stessa società che controlla limpresa; - il cui patrimonio, fondo o capitale sia partecipato da soggetti non residenti ovvero partecipi al patrimonio, fondo o capitale di soggetti non residenti; - abbia corrisposto o percepito da soggetti non residenti, dividendi, interessi o royalties; 2) ovvero qualunque impresa non residente che esercita la sua attività nel territorio dello Stato attraverso una stabile organizzazione, qualificabile come tale ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di imposte sui redditi.

6 6 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Lufficio competente dell'Agenzia delle entrate è: l'Ufficio Ruling Internazionale Nord della Direzione Centrale Accertamento - Settore Soggetti di grandi dimensioni - con sede a Milano, per le richieste di accesso alla procedura di ruling internazionale presentate da soggetti aventi il domicilio fiscale proprio o della propria stabile organizzazione nelle seguenti regioni: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia. l'Ufficio Ruling Internazionale Centro-sud della Direzione Centrale Accertamento - Settore Soggetti di grandi dimensioni - con sede a Roma, per le richieste di accesso alla procedura di ruling internazionale presentate da soggetti aventi il domicilio fiscale proprio o della propria stabile organizzazione nelle seguenti regioni: Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Sardegna, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia;

7 7 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Listanza di ruling internazionale può avere ad oggetto, in particolare: 1) il valore normale delle operazioni di cui al comma 7 dellarticolo 110 del D.P.R. 917/1986 e cioè valore normale dei beni ceduti e dei servizi prestati e dei beni e servizi ricevuti nelle operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato che direttamente o indirettamente controllano limpresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla limpresa (il concetto è più ampio di quello accolto nellart c.c; 2) lapplicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti lerogazione o la percezione di dividendi, interessi o royalties a o da soggetti non residenti; 3) lapplicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti lerogazione o la percezione di altri componenti reddituali a o da soggetti non residenti; 4) lapplicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti lattribuzione di utili o perdite alla stabile organizzazione in un altro Stato di unimpresa residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente. Questa costituisce la casistica principale, ma lelencazione non è tassativa.

8 8 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Procedimento Lattivazione della procedura si ha con la presentazione dellistanza su carta libera da inoltrarsi in plico a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al competente ufficio dellAgenzia delle Entrate. A pena di inammissibilità, listanza deve : a) indicare le generalità dellimpresa; b) recare in allegato la documentazione atta a comprovare il possesso dei requisiti di cui al primo comma, lettera a) dellart. 1 del provvedimento di attuazione, (cioè attestanti linternazionalità dellattività dellimpresa); c) indicare specificamente loggetto del ruling; d) essere firmata dal legale rappresentante o da altra persona munita dei poteri di rappresentanza.

9 9 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Procedimento Il competente ufficio dellAgenzia delle Entrate comunica allimpresa la ricorrenza di cause di inammissibilità dellistanza entro trenta giorni dal suo ricevimento. Entro lo stesso termine di trenta giorni dal ricevimento dellistanza, se non ricorrono cause di inammissibilità, lufficio dellAgenzia delle Entrate invita limpresa a comparire al fine di verificare la completezza delle informazioni fornite e di definire i termini di svolgimento del procedimento in contraddittorio. Il procedimento, che potrà articolarsi in più incontri e comportare anche laccesso dellAgenzia presso le sedi di svolgimento dellattività dellimpresa, per acquisire elementi utili ai fini istruttori, deve concludersi entro centottanta giorni dal ricevimento dellistanza.

10 10 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Procedimento La procedura si perfeziona con la sottoscrizione congiunta di un accordo nel quale sono definiti i criteri ed i metodi di calcolo del valore normale delle transazioni o vengono concordati i criteri di applicazione della normativa di riferimento, in tutti gli altri casi. Leventuale mancato raggiungimento dellaccordo risulta da processo verbale. ****** Si rinvia al provvedimento del 23 luglio 2004 per i casi di: - verifica dellaccordo; - violazione totale o parziale; - modifica dellaccordo.

11 11 RULING INTERNAZIONALE (art. 8, dL n. 269/2003) Efficacia I commi 2 e 4 dellart. 8 del D.L. 269/2003 disciplinano espressamente gli effetti dellaccordo. Esso acquista efficacia vincolante per entrambe le parti che lo hanno sottoscritto e rimane in vigore per il periodo dimposta nel corso del quale risulta stipulato e per i due periodi dimposta successivi, salvo che intervengano mutamenti nelle circostanze di fatto o di diritto. Per i periodi dimposta coperti dallaccordo lAmministrazione finanziaria esercita i poteri di cui agli articoli 32 e seguenti del dPR 600/1973 soltanto in relazione a questioni diverse da quelle oggetto dellaccordo. In base alla normativa comunitaria, lamministrazione finanziaria invia copia dellaccordo allautorità fiscale competente degli Stati di residenza o di stabilimento delle imprese con i quali i contribuenti pongono in essere le relative operazioni.


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