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PROPOSTE PER LA CRESCITA Consiglio Direttivo Roma, 21 settembre 2011.

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Presentazione sul tema: "PROPOSTE PER LA CRESCITA Consiglio Direttivo Roma, 21 settembre 2011."— Transcript della presentazione:

1 PROPOSTE PER LA CRESCITA Consiglio Direttivo Roma, 21 settembre 2011

2 UN PROGETTO PER LA CRESCITA Leconomia italiana soffre di bassa crescita E indispensabile un progetto di ampio respiro, che: –agisca sui fattori di contesto: semplificazione, qualità dei servizi pubblici, giustizia, infrastrutture –si concentri su pochi e selezionati driver di sviluppo (R&I, produttività, green economy, Mezzogiorno, crescita patrimoniale e dimensionale delle imprese) dando alle imprese la certezza e la continuità necessarie per aumentare gli investimenti e loccupazione –sblocchi i ritardati pagamenti della PA nei confronti dei fornitori privati Il governo deve dare subito un segnale: interventi attuabili rapidamente, che abbiano effetti nel breve-medio periodo e che contribuiscano alla credibilità dellItalia sui mercati

3 FISCO PER LO SVILUPPO RECUPERARE COMPETITIVITA RIDUCENDO IL COSTO DEL LAVORO –incrementare, almeno raddoppiando, gli importi forfetari previsti della deduzione per cuneo fiscale IRAP –prolungare la deduzione IRAP delle spese per apprendisti anche dopo la trasformazione del loro contratto di lavoro, per incentivare loccupazione dei giovani RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE E DIMENSIONALE DELLE IMPRESE –introdurre subito lAiuto per la Crescita Economica (ACE), previsto dal DDL delega per la riforma fiscale (riduzione IRES commisurata al nuovo capitale immesso nellimpresa) –regimi di favore per le reti di imprese e per linternazionalizzazione –stimolo allattività dei fondi dinvestimento PRODUTTIVITA, RICERCA E INNOVAZIONE –un credito dimposta automatico, per almeno 10 anni, che incentivi gli investimenti in R&I, sia in house che in collaborazione –incentivi stabili, fiscali e contributivi, per le quote di salario correlate a incrementi di produttività

4 LIBERALIZZAZIONI E PRIVATIZZAZIONI RIDURRE LA PRESENZA PUBBLICA NELLECONOMIA –Dismissioni di partecipazioni con una rigorosa attività di controllo delle authority e secondo le procedure dellevidenza pubblica a livello locale: utilizzo dei proventi, a determinate condizioni, fuori dal Patto di stabilità interno a livello statale: utilizzo dei proventi a riduzione del debito e impiego della minore spesa per interessi per investimenti –Piano pluriennale di dismissioni di immobili pubblici, statali e locali, e valorizzazione dei restanti beni disponibili RIDURRE LECCESSO DI REGOLAMENTAZIONE –affermare il principio di libera concorrenza a livello costituzionale (art. 41) –rafforzare le misure della Manovra-bis per liberalizzare le attività economiche –rafforzare le misure per la liberalizzazione delle professioni con interventi immediati (divieto di tariffe minime, libertà di pubblicità e di forme organizzative) e delega al governo per la riforma dei servizi e degli ordini professionali LIBERALIZZARE E REGOLARE I MERCATI –istituire lAutorità dei trasporti e delle infrastrutture di trasporto, autonoma e indipendente, cui affidare anche la regolazione del TPL –trasformare lAgenzia delle risorse idriche in Autorità indipendente, competente anche sul settore del ciclo dei rifiuti

5 SEMPLIFICAZIONE Rivedere il Titolo V della Costituzione – riportare alla competenza statale le materie attività produttive, energia, reti e infrastrutture Puntare su poteri e meccanismi sostitutivi per: – superare gli ostacoli alladozione di provvedimenti normativi – sbloccare i procedimenti amministrativi per lavvio di attività di impresa Attribuire una precisa responsabilità politica per il monitoraggio e lattuazione delle misure di semplificazione Completare le misure di semplificazione – approvare i provvedimenti attuativi ancora mancanti – rafforzare le norme sulla trasparenza dei procedimenti amministrativi – rafforzare le competenze delle Agenzie per le Imprese – rafforzare le semplificazioni dei procedimenti amministrativi (permesso di costruire, autorizzazione paesaggistica, ecc.) – proseguire con le semplificazioni normative (meccanismi per migliorare la produzione normativa e riduzione degli oneri previsti da norme vigenti)

6 INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI Sbloccare lattuazione delle opere pubbliche già finanziate Prevedere, a fronte di ritardi procedurali, il subentro di livelli superiori di responsabilità Difendere le priorità nazionali nella revisione dei TEN a livello europeo Spending review e riduzione della spesa dei ministeri a tutela degli investimenti; determinare le risorse per infrastrutture garantendone la stabilità programmatica nel tempo Nel Patto di stabilità interno, nettizzazione dei trasferimenti nazionali dal tetto dei pagamenti di Regioni ed Enti locali, per evitare il disimpegno automatico dei Fondi strutturali Incentivare il coinvolgimento della finanza privata, rivedendo sia le regole (CCP) sia gli strumenti (Project Bond, sistema di garanzie) Accelerare la realizzazione di opere e investimenti produttivi strategici con particolare riguardo allenergia, alla logistica e al turismo

7 EFFICIENZA ENERGETICA 1.Lindustria dellefficienza energetica è il pilastro portante della green economy italiana: aziende oltre 3 milioni di occupati (incluso indotto) 2.Investire in efficienza energetica consente di trasformare gli obblighi comunitari di sostenibilità ambientale in volano di crescita industriale per le nostre aziende 3.Lefficienza rappresenta una concreta proposta per lo sviluppo delleconomia italiana. In 10 anni con un quadro stabile di incentivi si può ottenere: aumento della produzione industriale diretta ed indiretta di 238,4 mld di euro aumento investimenti pari a 130 mld di euro crescita occupazionale di circa 1,6 mln di unità di lavoro standard incremento del PIL medio dello 0,4% annuo impatto economico complessivo per il sistema paese pari a 15,4 mld di euro 4.Condizione fondamentale per la crescita è rappresentata dalla presenza di un framework normativo certo e stabile nel medio termine per assicurare la necessaria continuità sia ai soggetti che investono, sia allindustria fornitrice di prodotti ad alta efficienza

8 LE RISORSE (1) Le azioni sinora elencate andranno calibrate in funzione delle risorse che si possono reperire dai seguenti interventi RIFORMA DELLE PENSIONI –Superamento del pensionamento di anzianità, completando e accelerando lattuale meccanismo delle quote. –Accelerazione del processo di equiparazione a 65 anni delletà di pensionamento di vecchiaia delle donne Anticipare di un anno, al 1 gennaio 2012, lo scatto di età e di quota previsto, e proseguire il meccanismo arrivando rapidamente a quota 100 e a unetà minima di 65 anni Incrementare il requisito di età per le lavoratrici dipendenti e autonome del settore privato di 1 anno già dal 1 gennaio 2012, e di 1 anno aggiuntivo ogni 18 mesi successivi, fino al raggiungimento dei 65 anni. Lequiparazione si concluderebbe quindi nel 2019 e non nel 2026

9 LE RISORSE (2) IMPOSTA ORDINARIA SUI GRANDI PATRIMONI –La misura va collegata univocamente ad interventi di riduzione del prelievo diretto sulle imprese e sulle persone e agli altri interventi di politica industriale sopra citati –Obbligo di indicare in dichiarazione il proprio stato patrimoniale a fini di controllo antievasione –Eventuale applicazione di unimposta patrimoniale annuale ad aliquota moderata (max 1,5 per mille), prevedendo una soglia di esenzione CONTRASTO ALLEVASIONE –Limiti più rigorosi alluso del contante (limite a 500 euro). A fini antielusivi, i prelievi di contante presso le banche che superino una determinata soglia mensile potrebbero essere assoggettati a unimposta speciale in % dellammontare prelevato –Incentivi allemersione di fatturato per i contribuenti soggetti agli studi di settore: premio fiscale legato allaumento di fatturato rispetto alla soglia di congruità –Stato patrimoniale nella dichiarazione dei redditi (vedi sopra)


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