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Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità FONDO SOCIALE EUROPEO PROGRAMMAZIONE 2014-2020: orientamenti strategici e operativi.

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1 Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità FONDO SOCIALE EUROPEO PROGRAMMAZIONE : orientamenti strategici e operativi. CONCERTAZIONE CON IL PARTENARIATO ISTITUZIONALE, ECONOMICO-SOCIALE, DI SETTORE Udine, 19 luglio 2013

2 I I documenti di riferimento 2 Proposta di regolamento generale sui fondi QSC : 11 obiettivi tematici per la strategia Europa 2020 Versione 11 settembre 2012 Proposta di regolamento FSE Versione 14 marzo 2012 Proposta di regolamento FESR Proposta di regolamento FEASR Allegato IV: Condizionalità ex-ante Position Paper della Commissione preparazione dellAccordo di partenariato e dei programmi (9/11/12) Youth Guarantee ( raccomandazion e del Consiglio 22/04/2013 Livello Comunitario Europa 2020 Comunicazione della Commissione 3 marzo 2010 Livello Nazionale Documento Barca Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari ( 27/12/12) Documento Verso un Accordo di Partenariato (9/04/2013)

3 EUROPA 2020

4 4 Crescita intelligente: sviluppare uneconomia basata sulla promozione conoscenza,innovazione,istruzione e società digitale. Crescita sostenibile promuovere uneconomia più efficiente sotto il profilo nelluso delle risorse rendendola più competitiva e più verde a bassa emissione di carbonio. Crescita inclusiva: promuovere uneconomia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale. 3 PRIORITA Gli Stati membri dell'Unione propongono ogni anno obiettivi nazionali coerenti con EU2020 nellambito dei loro Piani Nazionali di Riforma

5 EUROPA 2020 I cinque traguardi quantitativi da raggiungere: Aumentare il tasso di occupazione della popolazione fra 20 e 64 anni dal 69% al 75% Raggiungere il 3% del Pil in investimenti in R&S Ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto al 1990; portare la quota delle fonti di energia rinnovabile nel nostro consumo finale al 20%; migliorare del 20% lefficienza energetica Ridurre il tasso di abbandono scolastico dal 15% al 10% e aumentare la quota della popolazione in età compresa fra 30 e 34 anni che hanno completato gli studi superiori dal 31% al 40% Ridurre il numero di europei che vivono sotto la soglia di povertà del 25%

6 YOUTH GUARANTEE

7 Raccomandazione del Consiglio europeo del 22 aprile 2013 sullistituzione di una garanzia per i giovani Garantire che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni ricevano unofferta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro un periodo di 4 mesi dallinizio della disoccupazione o dalluscita dal sistema distruzione formale E prevista la creazione di apposito fondo a livello europeo di 3 miliardi di euro a cui dovrà obbligatoriamente aggiungersi una corrispondente quota di 3 miliardi di euro a valere sul FSE nonché la quota di cofinanziamento nazionale/regionale che le risorse FSE recano con sè

8 YOUTH GUARANTEE E in fase avanzata, nellambito del Piano di azione e coesione nazionale e del quadro della riprogrammazione del POR FESR 2007/2013, la possibilità di anticipare lavvio delle iniziative della Youth Guarantee

9 PROPOSTA DI REGOLAMENTO GENERALE

10 REGOLAMENTO GENERALE Gli 11 obiettivi tematici della proposta di Regolamento Generale FSE

11 PROPOSTA DI REGOLAMENTO FSE

12 REGOLAMENTO FSE La bozza di regolamento FSE stabilisce, allarticolo 3, che il Fondo sociale europeo sostiene le seguenti priorità dinvestimento degli obiettivi tematici 8, 9, 10 e 11.

13 REGOLAMENTO FSE OBIETTIVO TEMATICO PRIORITA DINVESTIMENTO 8. Promuovere loccupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori 8.1 Accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese le iniziative locali per loccupazione e il sostegno alla mobilità professionale 8.2 Integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazione (NEET) 8.3 Attività autonoma, spirito imprenditoriale e creazione dimpresa 8.4 Uguaglianza tra uomini e donne e conciliazione tra vita professionale e vita privata 8.5 Adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti 8.6 Invecchiamento attivo e in buona salute 8.7 Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mdl, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale

14 REGOLAMENTO FSE OBIETTIVO TEMATICO PRIORITA DINVESTIMENTO 9. Promuovere linclusione sociale e combattere la povertà 9.1 Inclusione sociale 9.2 Integrazione delle comunità emarginate quali i rom 9.3 Lotta contro la discriminazione basata sul sesso, lorigine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, letà o lorientamento sessuale 9.4 Migliore accesso ai servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure sanitarie dinteresse generale 9.5 Promozione delleconomia sociale e delle imprese sociali 9.6 Strategie di sviluppo locale realizzate dalla collettività

15 REGOLAMENTO FSE OBIETTIVO TEMATICO PRIORITA DINVESTIMENTO 10. Investire nellistruzione, nelle competenze e nella formazione permanente 10.1 Riduzione dellabbandono scolastico precoce e promozione delluguaglianza allistruzione prescolare, primaria e secondaria di qualità 10.2 Miglioramento della qualità, dellefficacia e dellapertura dellistruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita 10.3 Miglioramento dell'accesso alla formazione permanente, aggiornando le abilità e le competenze della manodopera e migliorando lutilità dei sistemi d'insegnamento e di formazione per il mercato del lavoro

16 REGOLAMENTO FSE OBIETTIVO TEMATICO PRIORITA DINVESTIMENTO 11. Rafforzamento della capacità istituzionale e di unamministrazione pubblica efficace 11.1 Investimento nella capacità istituzionale e nellefficacia delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici nellottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona governance 11.2 Rafforzamento delle capacità delle parti interessate che operano nei settori delloccupazione, dellistruzione e delle politiche sociali: patti settoriali e territoriali di mobilitazione per una riforma a livello nazionale, regionale e locale

17 REGOLAMENTO FSE Concentrazione degli interventi: larticolo 4 della bozza di regolamento FSE stabilisce che: almeno l80% delle risorse finanziarie del POR deve essere concentrato su un massimo di quattro delle priorità di investimento sopraindicate; in ciascuno SM, almeno il 20% delle risorse totali del FSE è attribuito allobiettivo tematico promuovere linclusione sociale e combattere la povertà … A titolo di deroga, le risorse del FESR attribuite allobiettivo tematico 9 possono rientrare nel calcolo per rispettare la quota del 20% Complessivamente 18

18 POSITION PAPER

19 Delinea il quadro del dialogo tra i Servizi della Commissione e lItalia sulla preparazione dellAccordo di partenariato e dei Programmi operativi Fa riferimento a tutti i Fondi del QSC – Quadro Strategico Comune: FSE, FESR, FC, FEASR, FEAMP Promuove un intervento dei fondi concentrato su un numero limitato di priorità, individuandone 4 tra cui Aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, promuovere linclusione sociale e il miglioramento della qualità del capitale umano.

20 POSITION PAPER In tale ambito costituiscono interventi prioritari: combattere la disoccupazione giovanile attraverso lintegrazione dei giovani nel mdl, anche sostenendo la transizione tra istruzione e occupazione integrare i più vulnerabili – donne, lavoratori anziani, immigrati, persone a rischio di esclusione sociale e povertà – nel mdl migliorare la qualità dellistruzione e della formazione promuovere la mobilità dei lavoratori ammodernare e rafforzare le istituzioni del mdl combattere il lavoro sommerso

21 METODI E OBIETTIVI PER UN USO EFFICACE DEI FONDI COMUNITARI 2014/2020

22 Il documento avvia il confronto interno ai fini della preparazione dellAccordo di programma e dei Programmi operativi. Il documento propone: Sette innovazioni di metodo Tre opzioni strategiche relative a Mezzogiorno, città, aree interne Ipotesi di metodo e operative in merito a ognuno degli 11 obiettivi tematici

23 METODI E OBIETTIVI PER UN USO EFFICACE DEI FONDI COMUNITARI 2014/2020 Le sette innovazioni di metodo Risultati attesi. Nei programmi operativi gli obiettivi da raggiungere saranno definiti sotto forma di risultati attesi i quali saranno misurati attraverso indicatori di impatto. Azioni. Costituiscono lo strumento attraverso il quale raggiungere i risultati attesi. Tempi previsti e sorvegliati. Ad ogni azione devono essere associati i tempi previsti di attuazione, oggetto di un sistema centrale di sorveglianza. Apertura. Trasparenza e monitoraggio di qualità e conoscenza dei cittadini singoli o organizzati. Partenariato mobilitato. Rafforzamento del partenariato estendendolo anche alla fase discendente della programmazione. Valutazione di impatto. Centralità e impulso alla valutazione dimpatto con valutazione del se, in quale misura ed eventualmente per chi, le azioni adottate abbiano prodotto effetti per le persone/imprese. Forte presidio nazionale.

24 METODI E OBIETTIVI PER UN USO EFFICACE DEI FONDI COMUNITARI 2014/ TAVOLI NAZIONALI

25 Lo schematismo risultato atteso – obiettivi specifici introdotto dal documento Metodi e obiettivi … ha una ricaduta diretta anche sui Programmi operativi. Alle azioni è invece attribuita una valenza indicativa e di individuazione di un possibile ambito: rimane salva la possibilità di una diversa declinazione delle azioni nei POR, fatta salva la riferibilità a risultati attesi e obiettivi specifici. METODI E OBIETTIVI PER UN USO EFFICACE DEI FONDI COMUNITARI 2014/2020

26 Dagli 11 obiettivi tematici (art. 9 Regolamento disposizioni comuni) a 4 missioni/obiettivi trattati in 4 tavoli nazionali funzionali alla scrittura dellAccordo di partenariato Missione/obiettivoObiettivi tematici Tavolo nazionale Lavoro, competitività dei sistemi produttivi e innovazione 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 A Valorizzazione, gestione e tutela dellambiente 2, 4, 5, 6, 7B Qualità della vita e inclusione sociale 2, 6, 7, 8, 9, 10C Istruzione, formazione e competenze 1, 2, 9, 10D

27 METODI E OBIETTIVI PER UN USO EFFICACE DEI FONDI COMUNITARI 2014/2020 Lo schema programmatorio Obiettiv o tematico Priorità dinvestimen to Risultati attesi Obiettivi specifici Azioni

28 Il quadro di sintesi della nuova programmazione del FSE per il periodo Programma Operativo FSE Regolamento generale dei Fondi (COM(2012) 496 final del ) 11 Obietti tematici (art. 9) Regolamento del FSE Reg. COM(2011) 607 final/2 del Position Paper della CE Regole della concentrazione tematica per FSE (art. 4) l'80% della dotazione FSE su un massimo di 4 delle priorità d'investimento (Regioni più sviluppate) Almeno il 20% delle risorse totali dell'FSE sono attribuite all'obiettivo tematico "promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà" (ob. tematico n.9) 4 Obiettivi tematici e 18 Priorità di investimento per FSE (art. 3) 4 Obiettivi tematici per lItalia Occupazione e mobilità (ob. tematico 8) Inclusione sociale e lotta alla povertà (ob. tematico 9) Competenze, istruzione e apprendimento permanente (ob. tematico 10) Capacità istituzionale (ob. tematico 11) Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari (Ministro Barca) 7 metodi di innovazione RisultatiAzioniTempi Apertura PartenariatoValutazionePresidio nazionale

29 ACCORDO DI PARTENARIATO

30 ART. 14 PROPOSTA DI REGOLAMENTO GENERALE LAccordo di partenariato è il documento predisposto dallo Stato membro che stabilisce le modalità adottate dallo Stato membro medesimo per assicurare lutilizzo dei Fondi in allineamento con la strategia dellUnione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva Viene presentato alla UE entro tre mesi dallapprovazione dei Regolamenti, unitamente ai Programmi Operativi Sulla base degli esiti dei Tavoli nazionali, e riprendendo una struttura articolata per risultati attesi, obiettivi specifici e azioni redatta la Bozza di Accordo di partenariato dellItalia, presentata il 9 aprile 2013, e confronto informale con i Servizi della Commissione europea aprile 2013.

31 ACCORDO DI PARTENARIATO Sulla base degli esiti dei Tavoli nazionali, e riprendendo una struttura articolata per risultati attesi, obiettivi specifici e azioni, è stata redatta la Bozza di Accordo di partenariato dellItalia, presentata il 9 aprile 2013 e oggetto di confronto informale con i Servizi della Commissione europea il aprile Sulla base delle osservazioni della CE, il 15 luglio 2013 è stata predisposta una seconda bozza dellAccordo che sarà oggetto di ulteriore esame/verifica interna nel corrente mese di luglio e trasmessa alla CE nella prima settimana di luglio.

32 GOVERNANCE PER LA PREPARAZIONE DEI PROGRAMMI OPERATIVI

33 DGR GENERALITA N DEL GIUGNO 2012 STRETTO COORDINAMENTO TRA LE DIREZIONI CENTRALI NELLE QUALI SONO COLLOCATE LE ADG DELLA PROGRAMMAZIONE 2007/2013 UNITAMENTE ALLA DIREZIONE CENTRALE FINANZE, PATRIMONIO E PROGRAMMAZIONE Coordinamento dei Direttori centrali (DC finanze, patrimonio e programmazione, DC cultura, sport, relazioni internazionali e comunitarie, DC lavoro, formazione, commercio e pari opportunità, DC risorse rurali, agroalimenari e forestali) Coordinamento delle Autorità di gestione

34 CONDIZIONALITA EX ANTE

35 Gli SM/Regioni concentrano il loro sostegno per garantire un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi dellUE secondo le loro specifiche esigenze di sviluppo. Viene verificata la coerenza/corrispondenza rispetto a condizionalità ex ante, vale a dire: esistono (sul territorio) le condizioni quadro necessarie a garantire luso efficace delle risorse assegnate/assegnabili? CONDIZIONALITA EX ANTE Art. 17 e Allegato IV del Regolamento generale

36 CONDIZIONALITA EX ANTE Condizionalità ex ante: 8.1 – Accesso alloccupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, ivi comprese iniziative locali per loccupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori; 8.2 – Lavoro autonomo, imprenditorialità e creazione di imprese; 8.3 – Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, comprese azioni mirate a favorire la mobilità transnazionale dei lavoratori; 8.4 – Invecchiamento attivo e in buona salute; 8.5 – Adattamento dei lavoratori, imprese e imprenditori al cambiamento; 9.1 – Abbandono scolastico; 9.2 – Istruzione superiore; 9.3 – Apprendimento permanente; 10.1 – Inclusione attiva – inclusione di comunità emarginate come i Rom; 10.2 – Sanità

37 CONDIZIONALITA EX ANTE i lavori inerenti le condizionalità 8.1, 8.2, 8.3, 8.5 sono stati coordinati dalla Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità, con i contributi della Direzione centrale attività produttive e della Direzione centrale risorse rurali, agroalimentari e forestali; i lavori inerenti le condizionalità 8.4 e 10.1 sono stati coordinati dalla Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità, di concerto con la Direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria e politiche sociali; i lavori inerenti la condizionalità 9.1 sono stati coordinati dalla Direzione centrale istruzione, università ricerca, famiglia, associazionismo e cooperazione; i lavori inerenti le condizionalità 9.2 e 9.3 sono stati coordinati dalla Direzione centrale istruzione, università ricerca, famiglia, associazionismo e cooperazione, di concerto con la Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità; i lavori inerenti la condizionalità 10.2 sono stati coordinati dalla Direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria e politiche sociali;

38 CONDIZIONALITA EX ANTE Il Ministero dello sviluppo economico ha predisposto apposite schede per la rilevazione delle condizionalità ex ante che prevedono appositi spazi di autovalutazione concernenti: gli elementi concreti che sono alla base della valutazione circa il soddisfacimento di ciascun criterio di adempimento; criticità attuali e potenziali nellassolvimento dei criteri di adempimento; azioni aggiuntive ritenute necessarie per il pieno soddisfacimento di ciascun criterio di adempimento e relativa tempistica; In relazione agli obiettivi tematici 8, 9 e 10, la fase di autovalutazione richiesta in merito al soddisfacimento dei criteri di adempimento previsti per ogni condizionalità non evidenzia elementi di criticità che determinino la mancata corrispondenza ai criteri di adempimento né la necessità di porre in essere azioni aggiuntive utile a garantire il pieno soddisfacimento dei criteri di adempimento medesimi. Tale situazione è stata accertata con la DGR di generalità n. N DEL 20 SETTEMBRE 2012

39 SCHEDE PROPOSTE PROGETTUALI

40 Al fine di verificare le proposte/idee progettuali delle varie Direzioni centrali e avviare così nel concreto la costruzione dei Programmi operativi dal punto di vista contenutistico, il gruppo delle AdG ha predisposto una serie di schede, una per ogni obiettivo tematico, che sono state trasmesse alle Direzioni centrali per la compilazione.

41 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE

42 Con riferimento agli obiettivi tematici 8, 9 e 10, le proposte contenute nelle schede proposte progettuali sono state oggetto di esame congiunto interno allAmministrazione regionale. Sulla base anche degli esiti dei tavoli nazionali e della bozza di Accordo di partenariato, si sono predisposte, per ciascun obiettivo tematico, tabelle che individuano prime proposte di interventi prioritari, tenuto conto dello schema obiettivo tematico – priorità dinvestimento – risultato atteso – obiettivo specifico – azione e delle esigenze di concentrazione previste. TALI TABELLE COSTITUISCONO LA BASE DI DISCUSSIONE DELLA CONCERTAZIONE CON IL PARTENARIATO

43 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE Con riferimento allobiettivo tematico 11, lanalisi si è fondata sui soli contributi derivanti dalle schede proposte progettuali [comunque ridotti], non essendoci stati esiti da parte dei tavoli nazionali né dalla prima bozza di Accordo di partenariato del 9 aprile. La tabella oggetto di concertazione è pertanto ridotta. Ulteriori sviluppi potranno derivare, oltrechè dal confronto partenariale che si avvia, dagli sviluppi che sono preannunciati a livello nazionale.

44 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE Le schede proposte delineano un primo quadro delle possibili azioni da ricondurre al POR FSE 2014/2020. Come detto, le azioni proposte sono il frutto dellincrocio fatto tra le proposte pervenute da parte delle Direzioni centrali ed il quadro di riferimento emerso a livello nazionale e comunitario. Le schede proposte delineano anche un primo quadro di concentrazione degli interventi cui si è pervenuti grazie alle indicazioni che emergono dallanalisi del contesto socio economico utili, per lappunto, per LINDIVIDUAZIONE DELLE PRIORITA DI INVESTIMENTO DI CIASCUN OBIETTIVO TEMATICO DEL FSE SU CUI CONCENTRARE GLI INTERVENTI

45 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE COME RICORDATO IN PRECEDENZA: Le bozze del regolamento generale e del regolamento FSE prescrivono una forte concentrazione dei finanziamenti (80%) su un numero limitato di priorità di investimento (4) nellambito degli Obiettivi tematici. 8: Promuovere loccupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori; 9: Promuovere linclusione sociale e lottare contro la povertà; 10: Investire in istruzione, competenze e apprendimento permanente; 11: Migliorare la capacità istituzionale e unefficiente amministrazione pubblica. Un principio di concentrazione che viene rafforzato anche dallobbligo di destinare in ciascuno Stato membro almeno il 20 % delle risorse allobiettivo tematico 9. Partendo da questa indicazione regolamentare, si è implementato un metodo di analisi del contesto socio–economico del Friuli Venezia Giulia volto a fornire elementi informativi di supporto del processo decisionale, così come prescritto dal Regolamento, per la concentrazione degli interventi.

46 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE I passaggi seguiti nellanalisi sono i seguenti: identificazione, per gli obiettivi tematici 8, 9 e 10, dei principali indicatori statistici del mercato del lavoro, dellinclusione sociale e dellistruzione. Gli indicatori scelti sono quelli dotati di maggiore fattibilità e applicabilità ed il cui valore è basato su fonti statistiche affidabili e disponibili in forma sistematica. misura del valore di ciascun indicatore utilizzando quali fonti di base dati esclusivamente quelle di tipo statistico ufficiale (Istat), privilegiando quelle che trovano analoga corrispondenza a livello dei Paesi dellUE (Eurostat e/o OCSE). Lanno di riferimento è stato quello al momento disponibile, il 2011, indicando, nel caso di valori che non si riferiscono a questo, lanno di rilevazione. Ove disponibili sono stati riportati anche i valori del 2012 che però, per mancanza di analogo dato medio disponibile al 2012 per lUe, non viene utilizzato per il calcolo del fabbisogno. misura del fabbisogno basata sul divario esistente fra la situazione attuale ed una situazione obiettivo di riferimento (valore target). Lindividuazione del target di benchmarking da assumere per i diversi indicatori - e di conseguenza la loro quantificazione – rappresenta chiaramente laspetto più delicato dellintera procedura utilizzata. Nellanalisi condotta si è assunto di porre quali target obiettivo il raggiungimento i valori medi riscontrati a livello di UE 27; nel caso in cui questo dato non fosse disponibile, il valore registrato a livello circoscrizionale regionale, vale a dire il Nord Est dItalia.

47 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE PER LA QUANTIFICAZIONE DEL FABBISOGNO SI E APPLICATA LA SEGUENTE FORMA: FD = (situazione regionale attuale/target)*100: se il valore di F è superiore a 100, lindicatore regionale è migliore del tasso obiettivo e il segno è positivo; se è inferiore a 100 lindicatore regionale è peggiore del target e il segno è negativo. E evidente che qualora ci si riferisca a indicatori in cui il valore migliore corrisponde a valori più bassi e che cioè si trovano in una relazione inversamente proporzionale rispetto al perseguimento di migliori condizioni economiche e lavorative (come, ad esempio, il tasso di disoccupazione), allora per il calcolo del numero indice si procede invertendo lordine come sotto riportato: F = (target /situazione regionale attuale)*100 (se F è inferiore a 100, il segno è negativo, lindicatore regionale è peggiore di quello obiettivo e viceversa).

48 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE AVVERTENZA Il metodo adottato si limita solo ad evidenziare elementi di relativa criticità che emergono dal contesto socio economico regionale, offrendo spunti informativi di tipo esclusivamente orientativo rispetto ai processi di scelta che lAmministrazione regionale è chiamata ad affrontare per la determinazione delle priorità dinvestimento del nuovo PO FSE su cui concentrare l80 % delle risorse finanziarie. Il metodo risente significativamente del benchmarking che viene scelto come valore target di riferimento per la determinazione del fabbisogno. A seconda del target scelto, infatti, si può essere più o meno severi rispetto alle soglie che lindicatore deve assumere per segnalare una condizione di problematicità.

49 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE I RISULTATI DELLANALISI DEGLI INDICATORI DI CONTESTO SOCIO ECONOMICO Considerati gli indicatori di contesto utilizzati per ciascuna priorità dinvestimento, sono state individuate, per ciascun Obiettivo tematico, le situazioni di criticità che corrispondono agli indicatori in cui si rileva uno scostamento negativo rispetto al valore target.

50 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE INDICATORI DI CONTESTO A MAGGIORE CRITICITA

51 B. 1/3 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE Dai risultati dellanalisi di benchmarking condotta sulla base degli indicatori del contesto socio economico, emergono i seguenti ambiti rispetto ai quali si registrano situazioni di relativa criticità: OBIETTIVO TEMATICO 8: Tasso di disoccupazione di lunga durata: Occupabilità dei giovani, in particolare delle giovani donne; Occupazione dei lavoratori con oltre 55 anni di età. OBIETTIVO TEMATICO 9: Tendenza ad un aumento della povertà; Peggioramento delle condizioni socio-lavorative dei soggetti svantaggiati (disabili, ex detenuti, immigrati, ecc); Necessità di rafforzare lofferta dei servizi socio-assistenziali a fronte dellacuirsi delle aree di sofferenza economica e sociale. OBIETTIVO TEMATICO 10: Popolazione anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria; Coinvolgimento popolazione adulta in attività di apprendimento permanente; Tasso di abbandono scolastico giovanile.

52 OBIETTIVO TEMATICO PRIORITA DINVESTIMENTOOPZION E FVG 8. Promuovere loccupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori 8.1 Accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese le iniziative locali per loccupazione e il sostegno alla mobilità professionale 8.2 Integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazione (NEET) 8.3 Attività autonoma, spirito imprenditoriale e creazione dimpresa 8.4 Uguaglianza tra uomini e donne e conciliazione tra vita professionale e vita privata 8.5 Adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti 8.6 Invecchiamento attivo e in buona salute 8.7 Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mdl, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE

53 OBIETTIVO TEMATICO PRIORITA DINVESTIMENTOOPZION E FVG 9. Promuovere linclusione sociale e combattere la povertà 9.1 Inclusione sociale 9.2 Integrazione delle comunità emarginate quali i rom 9.3 Lotta contro la discriminazione basata sul sesso, lorigine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, letà o lorientamento sessuale 9.4 Migliore accesso ai servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure sanitarie dinteresse generale 9.5 Promozione delleconomia sociale e delle imprese sociali 9.6 Strategie di sviluppo locale realizzate dalla collettività

54 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE OBIETTIVO TEMATICO PRIORITA DINVESTIMENTOOPZION E FVG 10. Investire nellistruzion e, nelle competenze e nella formazione permanente 10.1 Riduzione dellabbandono scolastico precoce e promozione delluguaglianza allistruzione prescolare, primaria e secondaria di qualità 10.2 Miglioramento della qualità, dellefficacia e dellapertura dellistruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita 10.3 Miglioramento dell'accesso alla formazione permanente, aggiornando le abilità e le competenze della manodopera e migliorando lutilità dei sistemi d'insegnamento e di formazione per il mercato del lavoro

55 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE IPOTESI DI CONCENTRAZIONE PERCENTUALE DELLE RISORSE FINANZIARIE Ob. Tematico 8: Promozione dell'occupazione e sostegno alla mobilità professionale Ob. Tematico 8: Promozione dell'occupazione e sostegno alla mobilità professionale Priorità 8.1: Accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese le iniziative locali per l'occupazione e il sostegno alla mobilità professionale Priorità 8.7 Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mdl, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale Priorità 8.1: Accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese le iniziative locali per l'occupazione e il sostegno alla mobilità professionale Priorità 8.7 Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mdl, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale 35 % 3% Ob. Tematico 9: Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà Ob. Tematico 9: Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà Priorità 9.1: Inclusione attiva Priorità 9.5: Promozione delleconomia sociale e delle imprese sociali Priorità 9.1: Inclusione attiva Priorità 9.5: Promozione delleconomia sociale e delle imprese sociali 15 % 5% Ob. Tematico 10: Investimento nell'istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente Ob. Tematico 10: Investimento nell'istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente Priorità 10.1: Riduzione dell'abbandono scolastico precoce e promozione dell'uguaglianza di accesso all'istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità Priorità 10.2: Potenziare laccesso allistruzione e allapprendimento permanenti, elevare le abilità e le competenze della forza lavoro e accrescere la pertinenza dei sistemi dinsegnamento e di formazione rispetto alle esigenze del mercato del lavoro Priorità 10.3: Migliorare la qualità, lefficacia e lapertura dellistruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione ed i tassi di riuscita Priorità 10.1: Riduzione dell'abbandono scolastico precoce e promozione dell'uguaglianza di accesso all'istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità Priorità 10.2: Potenziare laccesso allistruzione e allapprendimento permanenti, elevare le abilità e le competenze della forza lavoro e accrescere la pertinenza dei sistemi dinsegnamento e di formazione rispetto alle esigenze del mercato del lavoro Priorità 10.3: Migliorare la qualità, lefficacia e lapertura dellistruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione ed i tassi di riuscita 5% 8% 25%

56 PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI PRIORITARI AI FINI DELLA CONCERTAZIONE AVVERTENZA Le percentuali di ripartizione delle risorse proposte sono da considerarsi esclusivamente orientative. Solo nel momento in cui si avrà a disposizione lammontare delle risorse di cui godrà il Friuli Venezia Giulia per il Fondo Sociale Europeo, sarà possibile determinare i valori certi di ripartizione dei finanziamenti per gli investimenti prioritari identificati.

57 CRONOPROGRAMMA

58 luglio 2013: concertazione con il partenariato (sessione plenaria e sessioni tematiche) 30 agosto 2013: restituzione delle schede per la rilevazione delle priorità da parte del partenariato settembre 2013: analisi delle schede e restituzione degli esiti del processo di concertazione agosto 2013: trasmissione informale alla Commissione europea dellaccordo di partenariato novembre 2013: approvazione del quadro strategico comune, dei regolamenti comunitari, del quadro di riferimento finanziario dicembre 2013: trasmissione del POR alla Commissione europea dicembre 2013: approvazione dellAccordo di partenariato da parte della Commissione europea primi mesi del 2014: approvazione del POR da parte della Commissione europea

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