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Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale distribuito, statale e regionale, per il rischio idrogeologico.

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Presentazione sul tema: "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale distribuito, statale e regionale, per il rischio idrogeologico."— Transcript della presentazione:

1 Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale distribuito, statale e regionale, per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile

2 DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE Indice: 1.Finalità e compiti generali. 2.Zone dallerta, soglie, livelli di criticità e livelli dallerta. 3.Compiti, funzioni ed organizzazione della rete dei Centri Funzionali per le finalità di protezione civile. I Centri di Competenza. 4.Previsioni meteorologiche, avvisi e bollettini. 5.Misure di previsione e prevenzione non strutturale finalizzate alla riduzione del rischio idrogeologico ed idraulico elevato e molto elevato ai sensi del decreto- legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, ed al governo delle piene. 6.Indicazioni transitorie e temporanee. INDIRIZZI OPERATIVI PER LA GESTIONE ORGANIZZATIVA E FUNZIONALE DEL SISTEMA DI ALLERTAMENTO NAZIONALE DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE

3 Compito della rete dei Centri Funzionali è quello di far confluire, concentrare ed integrare tra loro: 1.i dati qualitativi e quantitativi rilevati dalle reti meteo-idro-pluviometriche, dalla rete radarmeteorologica nazionale, dalle diverse piattaforme satellitari disponibili per losservazione della terra; 2.i dati territoriali, geologici e geomorfologici; 3.le modellazioni meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche ed idrauliche. La finalità di tale compito è di fornire un servizio continuativo per tutti i giorni dellanno e, se del caso, su tutto larco delle 24 ore giornaliere che sia di supporto alle decisioni delle autorità competenti per le allerte e per la gestione dellemergenza, nonché assolva alle necessità operative dei sistemi di protezione civile. Compiti, funzioni ed organizzazione della rete dei Centri Funzionali per le finalità di protezione civile.

4 Sono le strutture che, sulla base delle reti informative e della conoscenza delle criticità sul territorio, devono fornire il supporto tecnico alla decisione di Protezione Civile 10 C.F. anche parzialmente operativi 1 Centro Funzionali nazionale Centri Funzionali: Localizzazione e territorio di competenza 23 Centri Funzionali 2 Centri di Competenza nazionale: APAT e CNMCA finanziamenti Euro, Ex L. 267/98, già trasferiti alla Regione Basilicata Circa 7,5 milioni di Euro a valere sui fondi di competenza dello Stato della quota dellotto per mille dellIRPEF; convenzioni operative con ARPA-SIM Emilia Romagna, CIMA di Savona, ARPA Piemonte; bando di gara pubblicato sulla GUCE il 14/11/2003; esame delle domande di partecipazione il 28/12/2003.

5 LA CONCERTAZIONE E LE CONVENZIONI Gli indirizzi operativi sono il risultato di un lungo percorso di raccolta di opinioni e dibattiti, formali ed informali, tra molti dei soggetti coinvolti sviluppatosi nellambito dei diversi Tavoli Tecnici costituiti ai sensi delle Ordinanze 3134/01 e 3260/02 che hanno accompagnato la realizzazione della rete meteo-radaristica nazionale e dei Centri Funzionali, nonché dei progetti di ottimizzazione e manutenzione delle reti idro-meteo pluviometriche. Buona parte degli indirizzi operativi sono già stati concertati ed adottati nellambito delle convenzioni sottoscritte: da ciascuna Regione o Provincia autonoma, dal Dipartimento e dalla Regione Basilicata e relative alla rete dei Centri Funzionali; dalle Regioni Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e dal Dipartimento, relativamente allintegrazione nel sistema radar nazionale dei radar esistenti …

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7 La gestione del sistema di allerta nazionale è assicurata dal Dipartimento della protezione civile, dalle Regioni e dalle Province autonome attraverso la rete dei Centri Funzionali, nonché le strutture regionali ed i centri di competenza chiamati a concorrere funzionalmente ed operativamente a tale rete… GESTIONE DEL SISTEMA DI ALLERTA NAZIONALE Ai fini delle attività di previsione e prevenzione, le Regioni e le Province Autonome, anche cooperando tra loro e dintesa con il Dipartimento della protezione civile: suddividono e/o aggregano i bacini idrografici di propria competenza, o parti di essi, in ambiti territoriali significativamente omogenei per latteso manifestarsi nel tempo reale della tipologia e della severità degli eventi meteoidrologici intensi e dei relativi effetti; stabiliscono un insieme di valori degli indicatori che, singolarmente o concorrendo tra loro, definiscono, per ogni tipologia di rischio, un sistema di soglie articolato almeno sui due livelli di moderata ed elevata criticità, oltre che ad un livello base di situazione ordinaria, in cui le criticità possibili sono ritenute comunemente ed usualmente accettabili dalle popolazioni.

8 Convenzione n.391 stipulata con lARPA Piemonte il 19/12/2001 Zone di allertamento Calabria Lombardia 102 aree

9 DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE …… Quadro legislativo, autorità, avvisi, ecc…

10 Ciascuna Regione o Provincia autonoma avrà quindi cura di indirizzare e/o stabilire le procedure e le modalità di allertamento del proprio sistema di protezione civile ai diversi livelli, regionale, provinciale e comunale ai sensi del decreto legislativo n. 112/1998, della legge n. 401/2001 e della normativa regionale in materia di protezione civile, nonché secondo le indicazioni del presente atto ed i criteri di massima per la pianificazione demergenza già emanati dal Dipartimento della protezione civile. GLI INDIRIZZI OPERATIVI SONO DESTINATI AD … ALLERTARE CHI DEVE ALLERTARE … Il SISTEMA DELLA PROTEZIONE CIVILE E LE POPOLAZIONI AI FINI DELLA SALVAGUARDIA LORO E DEI BENI NEL TEMPO REALE E NELLAMBITO DEL QUADRO LEGISLATIVO VIGENTE

11 L. 183/89 L. 225/92 L. 267/98 D.L.vo 112/98 L. 401/01 Circolare interpretativa DPC/CG/ del 30/09/02 D. L.vo 245 del 4/11/02. art. 3 INDIRIZZI Presidenza del Consiglio dei Ministri DPC Presidenti delle Giunte Regionali UTG Province Comuni QUADRO LEGISLATIVO Secondo le procedure regionali … Tempo reale …… Tempo differito … Difesa del suolo

12 DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE ENTI PUBBLICI TERRITORIALIUFFICI TERRITORIALI DI GOVERNO IL PREFETTO COMUNI PROVINCE REGIONI assicura, coerentemente con quanto pianificato in sede locale dai competenti enti territoriali, il concorso delle amministrazioni e strutture centrali e periferiche dello Stato attraverso… A)la deroga alla normativa vigente per assumere iniziative di carattere straordinario, anche in attesa di specifica ordinanza B)lattivazione dei mezzi e dei poteri di competenza statale predispone sia i programmi e le attività di previsione e prevenzione che lattuazione degli interventi in caso di calamità catastrofi e altri eventi che determinano situazioni di rischio formula gli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza predispone i piani provinciali di emergenza attua le attività di previsione e prevenzione previste dai relativi programmi regionali vigila sulla predisposizione dei servizi urgenti da parte delle strutture provinciali di protezione civile predispone i piani comunali di emergenza attua le attività di previsione e prevenzione previste dai relativi programmi regionali attiva i primi soccorsi necessari a fronteggiare lemergenza ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER IL RITORNO ALLE NORMALI CONDIZIONI DI VITA URGENTI PER IL SUPERAMENTO DELLEMERGENZA QUADRO LEGISLATIVO : Certezze

13 Art. 108 – Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali Regioni a1) alla predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali; a2) all'attuazione di interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall'imminenza di eventi omissis; Province b1) all'attuazione, in ambito provinciale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali, omissis; Comuni c1) all'attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali; QUADRO LEGISLATIVO : Ambiguità nel d.l.vo n. 112/98 Capo VIII Protezione Civile Art. 107 – Funzioni mantenute alla Stato a) allindirizzo, promozione e coordinamento delle attività delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, delle comunità montane, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale in materia di protezione civile: g) la promozione di studi sulla previsione e la prevenzione dei rischi naturali ed antropici ; Capo IV Risorse idriche e difesa del suolo Art. 88– Compiti di rilevo nazionale c) alla determinazione di criteri, metodi e standard di raccolta elaborazione e consultazione dei dati, alla definizione di modalità di coordinamento e di collaborazione tra i soggetti pubblici operanti nel settore, nonché indirizzi volti all'accertamento, ricerca e studio degli elementi dell'ambiente fisico e delle condizioni generali di rischio; alla valutazione degli effetti conseguenti alla esecuzione dei piani, dei programmi e dei progetti su scala nazionale di opere nel settore della difesa del suolo; z) alla determinazione di criteri, metodi e standard volti a garantire omogeneità delle condizioni di salvaguardia della vita umana, del territorio e dei beni; Art. 89 – Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali c) ai compiti di polizia idraulica e di pronto intervento di cui al regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 e al regio decreto 9 dicembre 1937, n. 2669, ivi comprese l'imposizione di limitazioni e divieti all'esecuzione di qualsiasi opera o intervento anche al di fuori dell'area demaniale idrica, qualora questi siano in grado di influire anche indirettamente sul regime dei corsi d'acqua; Serv. idrometrico Serv. di piena Serv. di pronto intervento idraulico Polizia idraulica PRESIDIO TERRITORIALE Interventi urgenti

14 PRIMA DEL MANIFESTARSI DELLEVENTO PREVISIONE PREVENZIONE Zona di allertamento soglie scenario BASE MODERATA ELEVATA AL MANIFESTARSI DELLEVENTO PREVENZIONE GOVERNO PER IL SUPERAMENTO DELLEMERGENZA ATTEN. PRE-ALL. ALLARME IL PIANO EMERGENZIALE E LE SUE FASI EMERGENZA DEGLI EFFETTI DURANTE E DOPO IL MANIFESTARSI DELLEVENTO PER IL RITORNO ALLORDINARIETÀ NEL BREVE PERIODO VALUTAZIONE DEI DANNI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI VALUTAZIONE DEL RISCHIO RESIDUO Livelli di criticità Il piano emergenziale e le sue fasi AUTORITÀ DI PROTEZIONE CIVILE SCHEMA DI GESTIONE DEL SISTEMA DELLA PROTEZIONE CIVILE

15 Si auto attiva in previsione di un evento significativo Attività di previsione monitoraggio e sorveglianza Attività di contrasto e interventi urgenti di prima emergenza Attività di gestione ordinaria dellemergenza Attività volte a ristabilire le condizioni ordinarie di vita t -72 ore Avvisi meteo Fase emergenza Attivazione sistema preposto al contrasto ed alla gestione emergenza Attivazione ordinanza specifica -12 ore Manifestazione evento Manifestazione primi effetti Fine effetti Dichiarazione stato emergenza ARCHITETTURA GENERALE DEL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE NEL TEMPO REALE Autorità di Protezione civile CENTRO FUNZIONALE S.O.R. Fase previsione e prevenzione Fase intervento infrastrutturale Avviso di criticità Informazioni Allertamento del sistema regionale di protezione civile

16 Centri di competenza AUTORITÀ E STRUTTURE: FASE DI SORVEGLIANZA E CONTRASTO A) Rete Centri Funzionali C.F. Regionali e delle Province autonome … RETE C.F. Nazionali DPC APAT RID CNMCA INFORMAZIONI Autorità di protezione civile Presidente della Giunta – Capo del Dipartimento ai sensi dellart. 3 D. L.vo 245 del 4/11/02 1) Rete Sale Operative e/o Centri Situazioni Ce.Si. DPC Nazionale Regionali e/o Provinciali RETE … 2) Presidi territorialiB) Governo delle piene … Previsione, monitoraggio, sorveglianza, prevenzione non strutturale Contrasto preventivo e gestione emergenza

17 SERVIZIO DI GOVERNO DELLE PIENE SERVIZIO IDROMETRICO SERVIZIO DI PREVISIONE E MONITORAGGIO Attività svolte dal CENTRO FUNZIONALE SERVIZIO PIENA anche su opere idrauliche di 1ª e 2ª categoria SERVIZIO DI PRESIDIO TERRITORIALE IDRAULICO (esteso a tutti i corsi dacqua che presentino evidenze di criticità) SERVIZIO DI REGOLAZIONE DEI DEFLUSSI Livelli di criticità Attività svolte dal soggetto delegato dalla Regione Attività svolte dai gestori Regione e DPC con il concorso tecnico di AdB, RID Regione Regione/DPC Piano di emergenza provinciale Piano di emergenza della diga Documento di protezione civile Pianificazione e programmazione di protezione civile R.D. 2669/1937 I SERVIZI CHI GESTISCE … CHI GOVERNA …

18 Servizio di governo delle piene: regolazione dei deflussi Flusso delle informazioni durante levento CF DEC. GESTORE UTG di riferimento RID compartimentale Servizio presidio territoriale idraulico Manovre ed informazioni Dati monitoraggio Insieme dei dati e delle informazioni raccolte Livelli di criticità AdB Dati monitoraggio invaso RID informazioni UTG valle Unità di comando e controllo (Regioni e/o Prov.aut.me, DPC) Trasmissione consenso per manovre extra documento di protezione civile della diga e/o piano di laminazione Trasmissione manovre Piano di laminazione CF. DI RIF.

19 Previsioni meteorologiche e degli effetti al suolo: bollettini e avvisi Bollettino di vigilanza meteorologica Previsioni: - Meteorologica Scala max/min: - Sinottica - Nazionale Previsioni: - Meteorologica - Effetti Scala max/min: - Nazionale - Regionale Previsioni: - Effetti Scala max/min: - Regionale - Zone dall.mento Adottato: - Capo Dip. Diffuso: - Centri Funzionali - Ministeri Avviso di avverse condizioni meteo Adottato: - Presidenti Giunte - Capo Dip. Diffuso: - Presidenze Giunte - Centri Funzionali - UTG - Ministeri Avviso di criticitàAdottato: - Presidenti Giunte - Capo Dip. Diffuso: - Presidenze Giunte - Centri Funzionali - Ministeri

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21 SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico PREVISIONI NUMERICHE COMMENTATE E BOLLETTINO DI VIGILANZA METEOROLOGICA GIORNALIERA NAZIONALE DPC Ufficio valutazione e prevenzione rischi Gruppo Tecnico UGM/CNMCA DPC Veglia Meteo Bollettino meteorologico giornaliero Mininterno Minambiente Minagricoltura Mininfrastrutture Previsioni in forma numerica a scala sinottica C.F. regionali e/o Servizi meteo Servizi meteo regionali o aree previsione meteo C.F. regionali/provinciali selezionate dal Dipartimento DPC WEB

22 SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico AVVISO DI CRITICITA REGIONALE – CENTRO FUNZIONALE REGIONALE OPERATIVO DPC Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi Centro Funzionale regionale operativo Avviso meteo regionale Ufficio presidenza giunta regionale Proposta avviso criticità regionale Ufficio presidenza Giunta regionale Ufficio responsabile sistema protezione civile Centri Funzionali regionali e/o Presidenze Giunte Regioni bacini interregionali Ce.Si. – Ufficio Gestione Emergenze Avviso meteo nazionale UTG Secondo le procedure adottate dalle Regioni Avviso criticità regionale adottato

23 SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico Centro Funzionale regionale non operativo DPC Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi Centro Funzionale Responsabile C.F. non operativo Avviso meteo nazionale Presidente giunta regionale Richiesta assistenza del C.F. del DPC Ufficio Presidenza giunta regionale Ufficio responsabile sistema protezione civile Centri Funzionali regionali e/o Presidenze Giunte Regioni bacini interregionali Ce.Si. – Ufficio Gestione Emergenze DPC Ce.Si. Ufficio gestione emergenze Propone avviso di criticità Avviso di criticità adottato UTG

24 DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE Altri esempi europei … METEOFRANCE

25 Sistema di sorveglianza meteorologica sviluppato da Meteofrance in collaborazione con le autorità di Protezione Civile

26 Esempio di mappa interattiva per i rischi connessi: viabilità Mis à jour en permanence Le Centre Régional d'Information et de Coordination Routières "Ile- de-France/Centre" vous renseigne sur les conditions actuelles de circulation (bouchons, accidents, travaux, météo routière,...) Sa zone de compétence concerne les départements suivants : 18, 28, 37, 36, 41, 45, 77, 78, 91, 92, 93, 94 et 95.

27 DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE In conclusione …

28 STRUMENTO LEGISLATIVO Gli indirizzi operativi saranno quindi emanati ai sensi del comma 2 dellart. 5 della legge 401/01 Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero il Ministro dell'interno da lui delegato, predispone gli indirizzi operativi dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso e i piani per l'attuazione delle conseguenti misure di emergenza, di intesa con le regioni e gli enti locali

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30 Centri Funzionali Previsti nel decreto di approvazione dellimpiego degli 80 miliardi assegnati dalle leggi 267/98 (decreto Sarno) e 365/00 (Decreto Soverato), per lottimizzazione del monitoraggio idropluviometrico sul territorio nazionale Ottimizzano e centralizzano a livello regionale o di provincia autonoma tutte le informazioni meteo, meteo-radar, idrologiche e idrauliche necessarie per la previsione degli effetti al suolo e lemissione degli allerta Il DPC e la regione Basilicata hanno portato a compimento il progetto definitivo della rete di 23 centri funzionali sulla base di interlocuzioni tecniche e istituzionali presso regioni e provincie autonome e servizi dello stato per un importo previsionale di circa 13 mln ecu Il progetto è stato approvato dal comitato tecnico ex L. 267/98 in data il quale ha assicurato una prima significativa copertura che consentirà entro il 2003 di realizzare e ottimizzare una prima rete parziale di circa 9 centri funzionali presso le realtà regionali tecnicamente più avanzate in materia di previsione, prevenzione e monitoraggio a fini di protezione civile. La Regione Basilicata ha ottenuto un finanziamento di circa 15 miliardi di lire a valere sui fondi di competenza dello Stato della quota dellotto per mille dellIRPEF Uno strumento per il supporto alla decisione Espletano a scala regionale e sovraregionale attività di sorveglianza e di supporto tecnico alle competenti strutture della protezione civile finalizzate allemissione degli allarmi a favore delle popolazioni esposte al rischio

31 PRETURO FOSSALON DI GRADO TEOLO SPINO DADDA BRIC DELLA CROCE S.P. CAPOFIUME MONTE MACAION MONTE RASU RADAR ESISTENTI NUOVE INSTALLAZIONI DELLA PROT. CIVILE MONTE DELLE ROSE POGGIO DI MONTIERI MONTE MATAJUR MONTE LE PIZZORNEMONTE PETTINASCURA MONTE PECORARO MONTE PAGANUCCIO MONTE SERANO PIANA DI MONTENERO CASARANO MONTE LAURO MONTE COMUNE MONTE ARMIDDA IL MONTE MONTE MIDIA RICOLLOCAZIONE RADAR PRETURO MONTE LI-FOY RADAR IFA-CNR RADAR AERONAUTICA MILITARE RADAR ENAV NUOVE INSTALLAZIONI REGIONALI COLLE SETTEPANI ROMA GATTATICO DECIMOMANNU LONCON GIOIA DEL COLLE GRAZZANISE SAN GIUSTO TRAPANI MALPENSA FIUMICINO RETE RADAR NAZIONALE

32 I FLUSSI E GLI AVVISI Gruppo Tecnico CNMCA Bollettino Meteo Scala Sinottica Regione o Provincia autonoma C.F. operativo Regioni o Province autonome selezionate da DPC e competenti in meteorologia (1) Veglia meteo DPC C.F. DPC DI CONCERTO COORDINA Regione o Provincia autonoma C.F. non operativo AVVISI AVVERSE CONDIZIONI METEO AVVISI AVVERSE CONDIZIONI METEO RESTANTI REGIONI E PROV. AUTONOME AVVISO CRITICITÀ REGIONALE (a) (b) AVVISO NAZIONALE (2) BOLLETTINO O AVVISO DI CRITICITÀ NAZIONALE Sintesi (1)+(2) Somma (a)+(b) AUTORIZZATE

33 Servizio di governo delle piene Piano di laminazione GESTORE/I DPC AdBRID REGIONE/I Definizione preventiva dei volumi invasabili per laminazione Modifica preventiva e/o in corso di intervallo di evento delle condizioni di invaso attese al manifestarsi di un successivo evento atteso Programmi di attuazione: mantenimento di una quota di invaso limitata per un determinato periodo di tempo coincidente con il periodo critico dellanno per il verificarsi di eventi di piena lesecuzione di manovre preventive e/o in corso di evento da attivare sulla base della previsione deterministica delle precipitazioni e dei deflussi attesi allinvaso, nonché sullo stato dellinvaso e della portata territorialmente sostenibile a valle dellinvaso, che consentano di rendere disponibile con un congruo anticipo i volumi preventivamente definiti CF. DI RIFERIMENTO

34 Progetto Rete Radar Situazione attualeProgetto 1500 m

35 SISTEMA DI ALLERTAMENTO DISTRIBUITO, STATALE E REGIONALE, PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO Schema delle procedure per la diramazione di previsioni meteorologiche, avvisi ed allarmi in condizioni meteo avverse e di rischio idrogeologico e idraulico nelle more della costituzione del gruppo tecnico AVVISO DI AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE NAZIONALE Avviso Meteo Nazionale Servizi meteo regionali o aree previsione meteo C.F. regionali DPC C.F. Avvisi da C.F. operativo Avvisi meteo DPC dove non è operativo il C.F. DPC Veglia Meteo DPC Ufficio valutazione e prevenzione rischi Mininterno Minambiente Minagricoltura Mininfrastrutture DPC UTG C.F. regionali Uffici di presidenza Giunta regionale WEB

36 Previsioni probabilistiche GCM-ECMWF,Reading 40 Km / LAM 20km /72h-6LAM 10km/ 72h – 3h Rainfield mutifractal disagregation


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