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Mito germanico e fumetto italiano. I fumetti danteguerra Già prima della Seconda guerra mondiale, i fumetti italiani attingono al patrimonio leggendario.

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Presentazione sul tema: "Mito germanico e fumetto italiano. I fumetti danteguerra Già prima della Seconda guerra mondiale, i fumetti italiani attingono al patrimonio leggendario."— Transcript della presentazione:

1 Mito germanico e fumetto italiano

2 I fumetti danteguerra Già prima della Seconda guerra mondiale, i fumetti italiani attingono al patrimonio leggendario e mitologico del mondo germanico. Già nel Enrico Basari pubblica sul giornale cattolico per ragazzi Il Vittorioso il fumetto Beowulf: leggenda cristiana dellantica Danimarca, rielaborazione molto libera e in chiave religiosa del poema medievale. Versioni dei Nibelunghi e di altre leggende germaniche vengono pubblicate sul giornale a fumetti LAvventuroso, delleditore Nerbini.

3 Limpresa Bonelli Nellimmediato Dopoguerra ha inizio il percorso editoriale Bonelli. Le fortune della casa editrice sono soprattutto legate alla figura del ranger Tex Willer. Tex, ranger del governo e, contemporaneamente capo Navajo con il nome Aquila della Notte, entra nellimmaginario di generazioni di italiani. La formula è quella di un fumetto di buon disegno, ma rivolto a un pubblico di massa.

4 Con landar del tempo, la casa editrice Bonelli moltiplica i suoi personaggi e le sue serie, ognuna delle quali si colloca in un filone letterario-fumettistico ben riconoscibile. Tra le serie attualmente in commercio, ad esempio, Dylan Dog e Dampyr sono indubbiamente fumetti horror – pur con molte e significative differenze di stile e di tono tra le due serie – Nick Raider e Julia sono noir, Brendon è fantasy, Nathan Never è fantascienza. Martin Mystère rimanda invece al genere inizialmente saggistico della fanta-archeologia, trasformato in genere narrativo di successo, soprattutto, dalla serie cinematografica di Indiana Jones.

5 Dampyr: lammazzavampiri e il draugr Il personaggio di Dampyr è uno dei più recenti della Bonelli. Il protagonista, Harlan Draka, è figlio di un vampiro e di una donna. Il suo sangue è letale per i vampiri veri, ed egli sceglie come scopo della sua esistenza la lotta contro i Maestri della notte, tra cui, forse, cè ancora suo padre. Nella sua guerra personale è aiutato da Tessla, una vampira pentita e da Kurjak, ex combattente della guerra dei Balcani.

6 I numeri 33 (Sotto il vulcano, dicembre 2002) e 34 (La caverna dei troll, gennaio 2003) di Boselli e Dotti contengono una riscrittura dellislandese Saga di Egill il monco (Egils saga Einhenda, XIV secolo). Il racconto di Dampyr è ambientato in Islanda ed è la bella veggente Gudrun a raccontare le avventure di Egill e del suo compagno Asmund. I due vichinghi – allinterno del racconto nel racconto – hanno il volto di Harlan e di Kurjak.

7 Oltre a questo ipotesto principale, gli autori del fumetto fanno anche uso della Saga di Eirik il rosso (Eiriks saga rauða), un testo che risale probabilmente al XIII secolo in cui si racconta dellarrivo di un gruppo islandesi nel misterioso Vinland (con ogni probabilità le coste dellAmerica settentrionale) e il loro incontro con il popolo degli Skraelingar (probabilmente i nativi americani).

8 La saga di Egill il monco Il testo islandese che viene così riscritto per immagini racconta la storia di Egill e di Asmundr che partono alla ricerca delle figlie del re di Russia, rapite da mostri misteriosi e portate nella terra dei troll. Durante limpresa, Egill e Asmundr vengono aiutati da una gigantessa, e una sera tutti e tre i personaggi raccontano la propria storia. Particolarmente impressionante è il racconto di Asmundr che racconta della sua veglia funebre nel tumulo dellamico Árán, morto improvvisamente. Per tre notti, il cadavere dellamico si rianima, e la terza notte tenta di divorare Asmundr, che però riesce a ucciderlo.

9 Il draugr Il cadavere rianimato è detto in antico nordico draugr, ed è molto simile al concetto di zombie, oggi molto diffuso nella letteratura e nel cinema horror – e anche nel linguaggio comune – ma in origine appartenente al mondo del voodoo caraibico.

10 Nel loro racconto, Boselli e Dotti modificano in modo piuttosto sostanziale lipotesto: lepisodio del draugr non viene narrato nel quadro di un flash-back come nella saga. Il valoroso guerriero Starkad (nome di un celebre eroe del mondo nordico antico) muore in uno scontro con un gruppo di berserkir, e viene sepolto in un tumulo dove Egill (e non Asmund!) si siede a vegliarlo.

11 La tavola è presentata qui senza le nuvole. Lultima battuta di Egill, nella sesta vignetta, sembra tratta da un film di vampiri: Ora puoi riposare, amico! La tua anima raggiungerà il Valhalla, la terra degli eroi, libera per sempre dalle tenebre infernali di Hel!

12 I berserkir Nelle fonti antico-nordiche, i berserkir erano guerrieri che cadevano in una sorta di furia estatica durante il combattimento. Allora si lanciavano – a volte nudi - contro il nemico ed erano invulnerabili e invincibili. Secondo alcune fonti si trasformavano anche in lupi o in orsi. Quando poi la furia svaniva, cadevano esausti a terra. Erano considerati guerrieri consacrati a Odino, a cui era appunto sacro il lupo.

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14 Lisola di ghiaccio e di fuoco Questanno la Bonelli festeggia il ventennale del personaggio Martin Mystère. Mystère è un archeologo non ortodosso, è stato allievo di un maestro tibetano (Kut-Humi) e ha trovato numerose prove dellesistenza in tempi remoti di due grandi civiltà – Atlantide e Mu - che si sono distrutte a vicenda nel corso si una guerra secolare. Suoi nemici mortali sono gli Uomini in nero una setta conservatrice che mira a impedire la diffusione della verità storica, pericolosa per lordine costituito.

15 Le storie di Martin Mystère vertono in genere su un evento considerato impossibile dalla scienza ufficiale – esistenza di antiche civiltà perdute, visite di extraterrestri, viaggi nel tempo, improbabili avvenimenti storici del passato la cui memoria è stata cancellata – e il racconto consiste in una sorta di disvelamento: il risultato delle indagini è che Mystère scopre la fantasiosa realtà che si cela dietro le leggende, le fiabe, i miti ecc. Mentre Dampyr – come Dylan Dog – tematizza il rapporto con il soprannaturale, più o meno minaccioso e distruttivo, Martin Mystère tende a eliminare dalla scena del racconto il soprannaturale sostituendolo con lignoto, il fantasioso, linsospettato.

16 Lalbo gigante di Martin Mystere numero 6 – Lisola di ghiaccio e di fuoco, di Recagno ed Esposito, settembre 2000 – si apre con una riscrittura per immagini del racconto eddico della creazione delluniverso. Notevole è che Asgard e i suoi dei siano disegnati in un modo che rimanda senza dubbio ai fumetti Marvel di Mighty Thor. Poi però viene mostrato Odino appeso al frassino, e nella visione che scaturisce dal suo auto- sacrificio, il dio riconosce la falsità del mito tradizionale.

17 Alle origini del mondo umano sta in realtà una discesa degli extraterrestri. Gli oggetti carichi di potenza misteriosa che hanno lasciato dietro di sé [cfr Odissea nello spazio, di Stanley Kubrik] sono in grado non solo di stimolare levoluzione delluomo, ma da un gruppo di ominidi formano una razza di divinità che si dissemina per il mondo intero formando le antiche religioni. Il racconto prosegue poi in modo piuttosto contorto,tra continui colpi di scena inframmezzati da flash-back in cui si raccontano altre antiche storie nordiche: la leggenda di Sigfrido, soprattutto, e il viaggio di Eirik il Rosso nel Vinland.

18 Robinson Hart è stato Beowulf Tra i fumetti nati come spin-off di Martin Mystère cè Zona X, che da qualche anno ha ormai spesso le pubblicazioni. Zona X comprendeva al proprio interno diverse mini-serie, una delle quali aveva come protagonista Robinson Hart, il viaggiatore del tempo.

19 Nel primo racconto della seria, Robinson Hart viene gettato in un lontano passato, insieme a una banda di rapinatori – due pessimi soggetti e la loro burbera madre – evidentemente tratti dal film per ragazzi Goonies. Nel passato, Robinson continua a lottare contro la banda e solo alla fine dellepisodio scopre di essere piombato nellantica Britannia allepoca delle invasioni germaniche (V secolo).

20 In conclusione dellepisodio, Robinson Hart incontra un bardo sassone che recita brani del Beowulf: la storia di Robinson è stata trasposta nel mito reinterpretando i fatti concreti: i delinquenti = Grendel; loro madre = madre di Grendel; lauto su cui viaggiavano = drago. Anche qui, dunque, il mito e la leggenda vengono rilette come espressioni letterarie di fraintendimenti, e dietro la rielaborazione letteraria si nasconde un fatto impossibile (in questo caso il viaggio nel tempo)


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