La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

LA NATURA DELLA LUCE E IL MODELLO ATOMICO DI BOHR.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "LA NATURA DELLA LUCE E IL MODELLO ATOMICO DI BOHR."— Transcript della presentazione:

1 LA NATURA DELLA LUCE E IL MODELLO ATOMICO DI BOHR

2 Il modello atomico di Rutherford Il modello atomico di Ernest Rutherford venne limitato perché era in disaccordo con le leggi dellelettromagnetismo, dichiarava cioè che un elettrone, in un tempo brevissimo, emetteva energia sotto forma di radiazione e poi precipitava nel nucleo. stabile Latomo è invece stabile. Il modello di Rutherford, non riusciva inoltre a spiegare le righe spettrali che emettevano gli elementi.

3 o TEORIA ONDULATORIA o TEORIA ONDULATORIA di Clerk Maxwell o TEORIA CORPUSCOLARE o TEORIA CORPUSCOLARE di Planck - Einstein

4 TEORIA ONDULATORIA Nell800, secondo il fisico–matematico Maxwell, la luce è un particolare tipo di onda elettromagnetica, caratterizzata da precisi valori di lunghezza donda e frequenza, generata dalloscillazione di una carica elettrica e che può propagarsi nel vuoto. Quindi quello che oscilla sono gli effetti elettrici e magnetici, che le cariche elettriche in movimento, generano nello spazio circostante. Un elettrone fermo produce un campo elettrico, sentito dalle altre particelle vicine. Una carica che oscilla provoca delle perturbazioni elettriche e magnetiche, che ne inducono altre nei punti successivi.

5 TEORIA ONDULATORIA Le onde elettromagnetiche sono caratterizzate da: Lunghezza donda (λ) Lunghezza donda (λ), misurata in m, nm, Å; Frequenza (ν) Frequenza (ν), misurata in Hz (Hertz). λ λ : distanza fra 2 massimi o 2 minimi consecutivi dellonda. ν ν : numero di oscillazioni dell onda in un punto, in un unità di tempo (s). c= λ×νc= λ×νc= λ×νc= λ×ν inversamente proporzionali Lunghezza donda e frequenza sono grandezze inversamente proporzionali.

6 La luce rappresenta una parte dello spettro elettromagnetico visibile, in un intervallo di lunghezze donda che va da 750nm (rosso) a 410nm (violetto). TEORIA ONDULATORIA

7 Maxwell spiegò inoltre i fenomeni di: o DIFFRAZIONE o INTERFERENZA DIFFRAZIONE: DIFFRAZIONE: deviazione di unonda in presenza di un ostacolo. INTERFERENZA: INTERFERENZA: sovrapposizione di 2 onde difratte, con conseguente formazione di bande luminose e oscure alternate.

8 TEORIA CORPUSCOLARE O QUANTICA Planck elaborò questa teoria per spiegare lo spettro di un corpo nero (un qualunque corpo solido, liquido o gassoso ad elevata densità) e leffetto fotoelettrico. Un corpo riscaldato emette un insieme di radiazioni elettromagnetiche a differente lunghezza donda. Il tipo di radiazioni emesse dipende dalla temperatura del corpo, ma la loro distribuzione, è sempre la stessa. Ad ogni temperatura cè unemissione di radiazioni di diversa lunghezza donda; all aumentare della temperatura del corpo irradiante, il picco della curva risulta sempre più spostato verso lunghezze donda minori e quindi verso frequenze maggiori.

9 TEORIA CORPUSCOLARE Planck si rese conto che la luce doveva essere formata da granuli. Lenergia emessa da un corpo nero si presentava suddivisa in pacchetti. quanti Lenergia veniva emessa in forma quantizzata e i pacchetti furono definiti quanti. Lintensità, nella teoria corpuscolare è data dal numero di fotoni che compongono il raggio. La luce è un fascio di pacchetti o QUANTI di energia chiamati FOTONI. fotoni Albert Einstein, spiegò poi leffetto fotoelettrico ipotizzando che i quanti fossero entità reali che chiamò fotoni. lequazione di Planck – Einstein E = hν lenergia del fotone o quanto di luce h è la COSTANTE DI PLANCK (valore di 6,626 x 10-34Js) ν è la frequenza in Hz

10 IL MODELLO ATOMICO QUANTICO DI BOHR luce spettro luminoso La luce emessa da un corpo e fatta passare attraverso un prisma di vetro, si scompone nelle sue componenti, generando uno spettro luminoso. Se il corpo che emette luce è solido, liquido o gas denso, si otterrà uno spettro ad emissione continuo: Se ad emettere luce è un gas rarefatto, si ottiene uno spettro ad emissione a righe o bande, come nel caso del gas idrogeno.

11 IL MODELLO ATOMICO QUANTICO DI BOHR Secondo Bohr, gli elettroni si muovono su orbite circolari dette ORBITE STAZIONARIE o LIVELLI ENERGETICI. Se lelettrone si trova in unorbita stazionaria esso è stabile. Bohr formulò quindi due affermazioni: 1) Nelle orbite stazionarie, lelettrone conserva la sua energia e latomo è stabile. Lorbita stazionaria deve rispettare questa equazione: 2πr = nh/mv dove n è il NUMERO QUANTICO PRINCIPALE che poteva assumeva solo valori interi (1, 2, 3, …).

12 2) Se un elettrone assorbe energia, passa da unorbita stazionaria ad un livello ad energia maggiore, definito stato eccitato. Dopo 10-9s lelettrone cade ad un livello energetico minore, emettendo quindi energia fotone sotto forma di un onda elettromagnetica (fotone). Possiamo dire quindi che un atomo eccitato emette un fotone di energia pari allenergia assorbita per passare allo stato eccitato. IL MODELLO ATOMICO QUANTICO DI BOHR

13 IL MODELLO ATOMICO QUANTICO DI BOHR Studiando le righe spettrali di emissione dellidrogeno, 7 livelli energetici Bohr individuò 7 livelli energetici che chiamò (K,L,M,N,O,P,Q). Gli elettroni che emettono maggiore energia sono quelli che ricadono nel primo livello. Infatti, la differenza di energia diminuisce man mano che si passa a livelli con numero quantico sempre più elevato.


Scaricare ppt "LA NATURA DELLA LUCE E IL MODELLO ATOMICO DI BOHR."

Presentazioni simili


Annunci Google