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La legge quadro di riforma della legislazione nazionale del turismo 135 del 29 marzo 2001, demanda al Presidente del consiglio dei ministri, d’intesa con.

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Presentazione sul tema: "La legge quadro di riforma della legislazione nazionale del turismo 135 del 29 marzo 2001, demanda al Presidente del consiglio dei ministri, d’intesa con."— Transcript della presentazione:

1 La legge quadro di riforma della legislazione nazionale del turismo 135 del 29 marzo 2001, demanda al Presidente del consiglio dei ministri, d’intesa con la Conferenza Stato -Regioni, il compito di emanare il Decreto attuativo dei principi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico. Tale legge fu emanata prima della riforma degli art. 117 e 118 della costituzione ( in precedenza il turismo era di competenza regionale nell’ambito di una legge quadro nazionale). Con la competenza esclusiva attribuita alle Regioni dalla riforma costituzionale dell’Ottobre 2011 queste avrebbero potuto legiferare in maniera totalmente difforme. Ma l’importanza di assicurare unitarietà al comparto turistico, alla relativa tutela dei consumatori, alle imprese e professioni turistiche e agli operatori del settore ha portato le regioni ad accordarsi per un coordinamento nazionale e per l’armonizzazione dei principi del sistema turistico. Tale accordo è contenuto nel Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 13 settembre 2002. Si crea l’Agenzia nazionale per il turismo (ex ENIT) e nel 2005 il comitato nazionale per il turismo cui spetta il coordinamento delle politiche turistiche in sede nazionale. Questo tipo di approccio istituzionale “whole of government” è necessario poiché l’Italia è percepita come una unica destinazione. Perciò la complessiva sostenibilità del turismo dovrà essere governata secondo modalità di sviluppo integrato.

2 L’Italia vanta un’identità internazionale molto forte che la colloca tra i paesi più
importanti nel settore turistico per cultura, arte, gastronomia, enologia, patrimonio paesaggistico e natura. In genere, in Italia le organizzazioni di promozione del turismo sono enti pubblici fortemente influenzati dallo stato e dalle amministrazioni locali e devono stabilire il modo più efficace di utilizzare il patrimonio del marchio “Italia” per promuovere i loro territori. L’Italia possiede un marchio internazionale molto forte Nel 2005 il marchio “Italia” era considerato come il migliore al mondo e nei cinque anni successivi si è sempre mantenuto tra i primi sei (FutureBrand e Weber Shandwick, 2009). Il profilo internazionale dell’Italia è quindi molto solido e la reputazione del turismo italiano rimane estremamente positiva. Scendendo nel dettaglio, gli studi indicano che cultura e arte, enogastronomia, patrimonio paesaggistico e natura sono gli elementi più apprezzati del marchio “Italia” dai potenziali visitatori del paese (con un punteggio superiore a 8, su una scala compresa tra 0 e 9 e in cui lo 0 corrisponde al punteggio più basso). Tra gli altri elementi del marchio, alberghi e strutture hanno ricevuto un punteggio appena superiore a 6, mentre elementi quali prezzi e costo della vita hanno ricevuto il punteggio più basso, appena sotto al 5

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5 Stanziamenti a favore dell’ENIT (milioni)
2009 Contributo a carico dello stato 33,5 Trasferimenti a carico delle regioni 7,3 Trasferimenti comuni e province 0,177 Entrate derivanti da vendite 0,278 Compartecipazioni di soggetti privati 1,2 Interventi speciali 0,120 Totale 42,5


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