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4.Fedone: Introduzione al Fedone La seconda navigazione Dottrina delle idee 5. SitologiaSitologia.

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3 4.Fedone: Introduzione al Fedone La seconda navigazione Dottrina delle idee 5. SitologiaSitologia

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16 a) la divinità platonica se fosse veramente un dio a tutti gli effetti sarebbe il principio supremo e quindi incarnerebbe il bene. Il Demiurgo però non incarna il bene perché dipende dalla super- idea di bellezza; b) Platone stesso, allinizio del Timeo, ci informa che egli non credeva assolutamente nella figura del Demiurgo e che per lui il vero dio resta il bene; c) il Demiurgo inoltre non può essere considerata un dio perché se fosse veramente tale sarebbe indipendente da ogni cosa ma il Demiurgo dipende dal mondo della idee; d) infine, come è stato scritto precedentemente, il demiurgo non è illimitato come dovrebbe essere un vero dio ma al contrario presenta due limiti. Il mondo sensibile, che è stato assemblato dal Demiurgo, è da sempre e per sempre unimmagine temporale del mondo delle idee. Platone, nel Timeo, scrive che lartigiano comincia a plasmare nella materia (chiamata anche spazio dallautore del testo) e arriva a formare la realtà. In principio sono stati creati cinque solidi geometrici fondamentali con tutte le facce uguali tra di loro che si possono ottenere tutti e cinque partendo da un triangolo rettangolo isoscele e da uno rettangolo scaleno. Essi sono il cubo, lottaedro, il tetraedro, licosaedro e il dodecaedro. I primi quattro solidi corrispondono ai quattro elementi; il quinto solido, il dodecaedro, funge da elemento decorativo del cosmo e la cui funzione non è ben precisata. Il Demiurgo esprime sia la relazione tra idee e materia sia il finalismo (è come se il mondo fosse stato creato da un artigiano direbbe Kant) Indice

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25 Introduzione al Fedone Il protagonista è Socrate che parla con un filosofo pitagorico, Echecrate di Fliuntee, un suo allievo, Fedone di Elide e due allievi di Filolao, Simmia di Tebe e Cebète di Tebe. Nel Fedone Platone tratta diffusamente il tema dellimmortalità dellanima. Il testo può essere suddiviso in sei parte: a)il tema della morte b)i primi tre argomenti c)la dottrina dellanima-armonia d)la seconda navigazione e la ricerca delle cause prime e)lultimo argomento f)il mito escatologico g)morte di Socrate Nella prima parte Socrate parla con Simmia e Cebete e dice loro di non compiangere la sua condizione perché qualsiasi filosofo in quanto tale deve morire ma la morte non deve essere cercata con il suicidio perché sarebbe un atto empio. Si paragona il corpo ad una carcere di cui non ci si può liberare di propria iniziativa poiché gli uomini sono proprietà degli dei ma Cebete obietta a Socrate che se fosse davvero così non ci sarebbe motivo di

26 Introduzione al Fedone Il protagonista è Socrate che parla con un filosofo pitagorico, Echecrate di Fliuntee, un suo allievo, Fedone di Elide e due allievi di Filolao, Simmia di Tebe e Cebète di Tebe. Nel Fedone Platone tratta diffusamente il tema dellimmortalità dellanima. Il testo può essere suddiviso in sei parte: a)il tema della morte b)i primi tre argomenti c)la dottrina dellanima-armonia d)la seconda navigazione e la ricerca delle cause prime e)lultimo argomento f)il mito escatologico g)morte di Socrate Nella prima parte Socrate parla con Simmia e Cebete e dice loro di non compiangere la sua condizione perché qualsiasi filosofo in quanto tale deve morire ma la morte non deve essere cercata con il suicidio perché sarebbe un atto empio. Si paragona il corpo ad una carcere di cui non ci si può liberare di propria iniziativa poiché gli uomini sono proprietà degli dei ma Cebete obietta a Socrate che se fosse davvero così non ci sarebbe motivo di

27 desiderare la morte perché gli dei sono molto buoni e savi. Proprio grazie allobiezione dellallievo di Filolao, Cebete, Socrate ci dice lo skopós del dialogo: dimostrare che nulla di male può accadere alluomo buono né in vita né in morte, e che anzi, anche dopo la morte lanima continuerà ad esistere, protetta ancora da divinità benevole. I primi tre argomenti sono altrettante dimostrazioni alla sua tesi iniziale e possono essere titolate: a)largomento dei contrari b)largomento della reminescenza c)solo ciò che è composto può decomporsi Per argomentare la prima dimostrazione Socrare sostiene che ogni cosa tragga origine dal proprio contrario: per esempio dal grande si genera il piccolo e perché ciò avvenga, tra i due contrari vi deve essere un processo che permetta di passare dalluno allaltro (per esempio: il crescere e il decrescere). La stessa cosa accade per il vivere e il morire: dal vivo si genera il morto, e allo stesso modo, con il processo contrario del rivivere, dal morto si genera il vivo. Ora, se è possibile rivivere, è necessario che le anime non scompaiano, ma continuino ad esistere dopo la morte da qualche parte. Daltra parte, se si esclude che dal morto nasca il vivo, succederebbe che una legge di natura («i contrari si generano dai contrari») non avrebbe valore universale, il che è impossibile. Tale argomento viene anche detto della palingenesi o antapòdosi. Cebète ricorda allora a Socrate la sua dottrina della reminiscenza (anamnesis), secondo cui ogni

28 nostro apprendimento è in realtà un ricordo di qualcosa conosciuto in precedenza, prima della nostra nascita. Socrate dice che il ricordo di una cosa può smuoverne un altro e tale associazione può avvenire anche di fronte alle semplici immagini dipinte di tali oggetti. Ora, noi diciamo che queste associazioni sono possibili in base alla somiglianza o alla dissomiglianza tra gli oggetti. Secondo il filosofo, poiché noi infatti conosciamo il concetto di simile, è necessario che da qualche parte lo abbiamo visto e conosciuto, e siccome in questa vita abbiamo esperienza di oggetti uguali, ma non delluguale in sé, è necessario che sia successo in una vita precedente. Così Socrate ha dimoastrato largomento della reminescenza. Simmia e Cebète non sono ancora del tutto persuasi dalle parole di Socrate, riportando la credenza di molte persone, secondo la quale l'anima, dopo la morte del corpo, si dissolve nell'aria. Socrate però allontana subito tali timori: infatti, solo ciò che composto può decomporsi e, dissolvendosi nelle sue parti, perire. Lanima invece è simile alle idee le quali sono quelle cose che «permangono sempre costanti e invariabili», le uniche che si possano pertanto dire «non composte». Nella terza parte i due Simmia e Cebete hanno due obiezione ciascuno alle dimostrazioni precedenti: il primo sostiene che lanima potrebbe essere un prodotto del corpo e dissolversi con esso dopo la morte; Cebete invece propone che lanima dopo varie vite vissute muoia Socrate obietta che lanima non può essere paragonata ad un accordo, come aveva fatto Simmia,

29 perché questultimo è successivo alla costruzione dellargomento mentre lanima non può nascere dopo il corpo. Per rispondere allobiezione più complesa di Cebete Socrate decide di cercare la causa (aitìa) della generazione e della corruzione delle cose e narra che, essendo stato deluso dalla filosofia di Anassagora perché riconduceva tutto a cause materiali e quindi utilizza un nuovo metodo di ricerca: la seconda navigazione. Socrate obietta a Cebete che lanima fa parte dellidea della vita e pertanto quando incontra lidea della morte, non potendo accettarla «se ne va via salva e incorrotta, sfuggendo alla morte». I due allievi concordano con Socrate che bisogna prendersi cura dellanima attraverso lesercizio della virtù. Socrate allora conclude con un mito: la Terra, afferma Socrate, è una sfera posta al centro delluniverso, ma quella che noi uomini conosciamo e abitiamo non è che una sua parte. Essa è infatti come una grotta sovrastata dallaria, di cui noi abitiamo la parte interna. Sulla terra, a sua volta, esistono altre cavità, altre voragini, la principale delle quali è quella che Omero e i poeti chiamano Tartaro, in cui confluiscono tutte le acque dei fiumi e dei mari e da cui poi escono di nuovo. In questo luogo, inoltre, vi sono vari fiumi che non mescolano mai le proprie acque, tra cui i quattro principali sono lOceano, lAcheronte, il Piriflegetonte e lo Stige. Il testo si conclude con la morte di Socrate dopo essersi congedato dagli allievi e dai parenti. Indice

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