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Strumenti di contrasto e prevenzione della corruzione per le PMI alla luce delle nuove normative Camera di Commercio di Bergamo 16 ottobre 2013 Strumenti.

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1 Strumenti di contrasto e prevenzione della corruzione per le PMI alla luce delle nuove normative Camera di Commercio di Bergamo 16 ottobre 2013 Strumenti di contrasto e prevenzione della corruzione per le PMI alla luce delle nuove normative INCONTRI DEL SISTEMA CAMERALE LOMBARDO In collaborazione con Transparency International Italia Camera di Commercio di Bergamo 16 ottobre 2013

2 Legge 190/2012 e Legge 231/2001: gli obblighi in materia di anticorruzione Bergamo, 16 Ottobre 2013 Dott.Ermelindo Lungaro –Avv.Matteo Morichi Esperti in compliance

3 Page 3 Argomenti La legge 190/2012: la TRASPARENZA nella P.A.: quale impatto per le imprese? La responsabilità amministrativa degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/01: i benefici organizzativi ed economici derivanti dalladozione/attuazione dei Modelli 231 Focus su: aree a rischio e conseguenti protocolli di controllo per i reati di corruzione fra privati e/o funzionari pubblici Alcune indicazioni pratiche: come costruire, implementare e monitorare i Modelli 231; Il Rating di Legalità: finalità, imprese destinatarie, i requisiti base e incrementali del livello di rating

4 Page 4 Spinta decisiva dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE)= recente Legge anticorruzione n. 190/2012 La legge 190/2012 e i suoi impatti per le imprese Introduzione dellart. 25 Ter (Reati Societari), estendendo la responsabilità amministrativa degli Enti anche ai reati di corruzione tra privati (nuovo testo dellart del c.c.), oltre allinasprimento delle sanzioni per le persone fisiche. Le stazioni appaltanti potranno inserire nei bandi di gara le clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità. Regole più stringenti in materia di trasparenza: pubblicazione sul sito web della PA delle informazioni concernenti le attività a più elevato rischio di corruzione (es. incarichi dirigenziali, di collaborazione o consulenza); Codice di comportamento dei dipendenti delle P.A. (D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 ) Allinterno della Legge 190/12 e/o nei successivi decreti attuativi sono state introdotte importanti novità legislative che hanno impatti sulle imprese:

5 Page 5 Il codice di comportamento ha definito i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare (è bene che sia conosciuto dalle imprese che hanno rapporti con la P.A.:(id est: clausole di risoluzione del contratto o decadenza dalla carica in caso di violazione degli obblighi previsti allinterno del Codice). ESEMPI: Il dipendente non deve chiedere/accettare, per sé o per altri, regali o altre utilità; per regali o altre utilità di modico valore si intendono regalie non superiori a 100 euro, anche sotto forma di sconto (i piani di prevenzione della corruzione possono modulare tale importo, anche in misura ridotta, e comunque per un importo massimo non superiore a 150 euro). Il dipendente in servizio non deve accettare incarichi di collaborazione da soggetti privati che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all'ufficio di appartenenza. Nella conclusione di accordi negoziali e nella stipulazione di contratti per conto dell'amministrazione, nonché nella fase di esecuzione degli stessi, il dipendente non deve ricorrere a mediazione di terzi, né corrispondere o promettere ad alcuno utilità a titolo di intermediazione, né per facilitare o aver facilitato la conclusione o l'esecuzione del contratto (ad eccezione dei casi in cui lamministrazione ritenga opportuno ricorrere allattività di mediazione professionale). Il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici

6 Page 6 Il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche Amministrazioni prevede la creazione nei siti web istituzionali delle singole amministrazioni, di una nuova sezione: Amministrazione trasparente. In questa sezione la P.A. dovrà pubblicare: –tutte le informazioni relative alle procedure per laffidamento di lavori pubblici, servizi e forniture, dalla fase del bando fino a quella dellesecuzione dellopera; –gli atti di governo del territorio (piani territoriali, piani di coordinamento, strumenti urbanistici, generali e di attuazione e delle rispettive varianti); –la documentazione relativa a ciascun procedimento di presentazione e approvazione delle proposte di trasformazione urbanistica diniziativa privata o pubblica –in caso di calamità e/o emergenze, è prevista la pubblicazione degli atti urgenti e straordinari adottati; –gli schemi di provvedimento prima che siano portati allapprovazione, delle delibere di adozione o approvazione e dei relativi allegati tecnici; La trasparenza nel Settore Pubblico Il D.Lgs. 33/2013 è figlio della legge 190/2012 e si pone come scopo quello di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sullutilizzo delle risorse pubbliche

7 Page 7 Il D.lgs. 231/01 e la corruzione fra privati Viene inserito il nuovo reato previsto dall'art. 319-quater c.p., relativo al delitto di Induzione indebita a dare o promettere utilità (cd. concussione per induzione), che punisce sia il pubblico ufficiale che induce il privato a pagare (reclusione da 3 a 8 anni), sia il privato che dà o promette denaro o altra utilità (reclusione fino a 3 anni) Induzione indebita È riformulato l'art del codice civile (Infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità), ora denominata Corruzione tra privati. Viene introdotta quindi lipotesi corruttiva anche se rivolta ad un privato. La fattispecie è procedibile a querela, a meno che dall'illecito derivi una distorsione della concorrenza Corruzione tra Privati La nuova legge sulla corruzione, tra le numerose modifiche ha introdotto anche le seguenti fattispecie, rilevanti ai fini del D.lgs. 231/01 in materia di responsabilità amministrativa degli Enti.

8 Page 8 Il D. Lgs. 231/2001 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la nozione di responsabilità amministrativa dellente associativo (società e consorzi, enti forniti di personalità giuridica, associazioni) per reati commessi da soggetti apicali o dipendenti/collaboratori nellinteresse o a vantaggio della società. La responsabilità ha di fatto natura penale perché deriva da reato, viene accertata con procedimento penale, e comporta lapplicazione di sanzioni particolarmente afflittive (sino allinterdizione definitiva dallesercizio dellattività). E previsto lesonero da detta responsabilità se lEnte dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi (cd. Modello 231), in ogni caso lente non risponde se le persone indicate hanno agito nellinteresse esclusivo proprio o di terzi. In base allart. 4 del D. Lgs. 231/01 lente risponde anche in relazione ai reati commessi allestero. Il D.lgs. 231/01: strumento di contrasto allillegalità

9 Page 9 Persone Fisiche Persone Fisiche + Enti La responsabilità penale è solo riferita alle persone fisiche e non può essere trasferita su un Ente o una società, siano essi dotati oppure privi di personalità giuridica. Soltanto gli art. 196 e 197 cod. pen. prevedevano (e prevedono tuttora) unobbligazione civile per il pagamento di multe o ammende inflitte, ma solo in caso dinsolvibilità dellautore materiale del fatto. Né lente, né i soci delle società o associazioni possono dirsi estranei al procedimento penale per reati commessi a vantaggio o nellinteresse dellente. Ciò, ovviamente, determina un interesse di quei soggetti (soci, associati, ecc.) che partecipano alle vicende patrimoniali dellente, al controllo della regolarità e della legalità delloperato sociale. La responsabilità in sede penale degli enti si aggiunge a quella delle persone fisiche che li rappresentano e che materialmente hanno realizzato lillecito. Ante D. Lgs. 231/01Post D. Lgs. 231/01 Il D.lgs. 231/01: cosa è cambiato a livello di responsabilità?

10 Page 10 Legge 62/2005 D. Lgs. 231/2001 Artt. 24 e 25 - Reati contro la Pubblica Amministrazione Art. 25 ter - Reati Societari D.Lgs. 61/2002 Legge 7/2003 Art. 25 quater - Reati di finanziamento del terrorismo Legge 228/2003 Art. 25 quinquies - Delitti contro la personalità individuale Art. 25 sexies - Reati di abuso di mercato Legge 7/2006 Art. 25 quater 1 - Reati di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili Legge 146/2006 Reati transnazionali D.Lgs. 81/2008 Art. 25 septies - Reati in materia di sicurezza, salute ed igiene sul lavoro D.Lgs. 231/2007 Art. 25 octies - Reati in materia di ricettazione, riciclaggio, impiego di beni o denaro di provenienza illecita Levoluzione delle fattispecie di reato 231 (1/2)

11 Page 11 Legge 94/2009 Art. 24 ter - Delitti di criminalità organizzata Legge 99/2009 Art. 25 novies - Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci allautorità giudiziaria Legge 116/2009 Art. 25 bis - Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento Artt. 25 bis 1 - Delitti contro lindustria e il commercio Art. 25 novies - Tutela del diritto dautore Levoluzione delle fattispecie di reato 231 (2/2) Legge 48/2008 Art. 24 bis - Delitti informatici e del trattamento illecito dei dati D.lgs. 16 luglio 2012, n. 109 Art. 25-duodecies - Reati per limpiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare La legge n. 190/2012 Art. 24 ter - Reati di corruzione fra privati Art. 25 undecies - Delitti in materia ambientale Leggi 121/2011

12 Page 12 Settore Gestione dei rapporti con Soggetti Pubblici Attività sensibili a rischio Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.) Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-ter c.p.) Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640, comma 2, n. 1 c.p.) Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.) Concussione (art. 317 c.p.) Corruzione e istigazione alla corruzione (artt c.p.) Induzione a dare o promettere utilità (art. 319 quater c.p.) Partecipazione a gare pubbliche e/o gestione dei relativi contratti di appalto per la fornitura di beni e servizi Selezione e gestione dei rapporti per la partecipazione a gare pubbliche e/o costituzione di ATI o J.V. Richiesta a soggetti pubblici di autorizzazioni, licenze, concessioni e provvedimenti amministrativi per l'esercizio delle attività aziendali (es. Autorizzazioni industriali) Acquisizione e rendicontazione di contributi/finanziamenti pubblici Negoziazione/stipulazione/esecuzione di contratti per lapprovvigionamento di beni, servizi e consulenze Gestione delle assunzioni del personale e del sistema premiante Gestione dei flussi finanziari Sponsorizzazioni di eventi e/o concessioni di omaggi/liberalità/donazioni Fattispecie di reato Artt. 24 e 25 - Reati contro la Pubblica Amministrazione Aree a rischio in materia di corruzione di funzionari pubblici

13 Page 13 Settore Gestione dei rapporti con soggetti privati Attività sensibili a rischio Art c.c.,Corruzione tra privati: 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, che, a seguito della dazione o della promessa di denaro o altra utilità, per sé o per altri, compiono od omettono atti, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, cagionando nocumento alla società, sono puniti Acquisizione di nuova clientela/nuove forniture e/o consolidamento della clientela già acquisita per la commercializzazione di beni e servizi Selezione e gestione dei fornitori di beni, servizi e consulenze Rapporti con la società di revisione legale e/o con le società di certificazione. Omaggi, sponsorizzazioni, donazioni a favore del soggetto corrotto; Operazione finanziarie e/o dismissioni di asset Assunzione di personale, legato al soggetto corrotto; Sconti o crediti personali in favore del soggetto corrotto; Concorrenza sleale; Spese di marketing in favore del soggetto corrotto Fattispecie di reato Art. 24 ter - Reati di corruzione fra privati Aree a rischio in materia di corruzione tra privati

14 Page La corruzione pubblica/privata – Ipotesi delittuose La corruzione pubblica/privata – Ipotesi delittuose Acquisizione di nuova clientela/nuove forniture Tizio, amministratore della Società X, corrompe Caio, direttore acquisti della società Y, ottenendo così unimportante fornitura di beni/servizi. Tizio, amministratore della Società X, corrompe Caio, facente parte della commissione di valutazione di una gara privata indetta per assegnare un importante appalto dopera o di fornitura di beni da parte della Società Y. Consolidamento della clientela già acquisita Tizio, amministratore della Società X, corrompe Caio, amministratore delegato o direttore acquisti della Società Y, ai fini del consolidamento del rapporto con clientela strategica e di prima fascia già acquisita.

15 Page La corruzione tra privati – Ipotesi delittuose (1/3) La corruzione tra privati – Ipotesi delittuose (1/3) Concorrenza Sleale Tizio, amministratore della Società X, corrompe Sempronio, presidente del collegio sindacale della Società Y, al fine di acquisire informazioni riservate sulla società concorrente. Tizio, amministratore della Società X, corrompe Sempronio, responsabile commerciale della Società Y, al fine di impedire che questultima partecipi ad una gara pubblica/privata. Tizio, amministratore della Società X, corrompe Sempronio, responsabile ricerca e sviluppo della Società Y, al fine di ritardare la ricerca ed il successivo lancio di un prodotto concorrente Tizio, amministratore della Società X, corrompe promettendo lassunzione a Sempronio, responsabile ricerca e sviluppo della Società Y, al fine di acquisire informazioni riservate sul lancio di un prodotto concorrente.

16 Page Gestione e Selezione dei Fornitori Tizio, amministratore della Società X, corrompe Caio, responsabile commerciale della società Y, ottenendo così unimportante sconto sulla fornitura di beni/servizi. Tizio, amministratore della Società X corrompe Caio, consulente incaricato delle certificazioni periodiche previste dai sistemi di gestione qualità (UNI EN ISO 9001:2008), di gestione ambientale (ISO 14001:2004) o di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (OHSAS 18001:2007). Tizio, amministratore della Società X, corrompe Sempronio, amministratore della Società che effettua marcature CE ai sensi della Direttiva 89/106/CE al fine di ottenere una certificazione formalmente autentica (violazione art 473 c.p., contraffazione segni distintivi). Il committente di un appalto corrompe gli appaltatori affinché essi non rispettino gli obblighi previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro o in materia ambientale, trasferendo gli indubbi benefici di risparmio immediato nel prezzo dellappalto stesso, con evidente interesse o vantaggio per lente del soggetto attivo. La corruzione tra privati – Ipotesi delittuose (2/3) La corruzione tra privati – Ipotesi delittuose (2/3)

17 Page Corruzione tra Privati………….altri esempi Il dirigente dellazienda X, in cui sono bloccate le assunzioni, chiede ad un suo fornitore fidelizzato di assumere temporaneamente un valido elemento, prevedendo, quale remunerazione, una parte del corrispettivo del contratto di fornitura Ospitalità in una beauty farm da parte dellazienda Y di dirigenti di un potenziale cliente: il costo viene indicato quale spesa di rappresentanza per attività di business development Richiesta da parte di una multinazionale farmaceutica ad un suo fornitore di partecipare ad un programma di liberalità in favore di una ONG in un Paese del terzo mondo La corruzione tra privati – Ipotesi delittuose (3/3) La corruzione tra privati – Ipotesi delittuose (3/3)

18 Page 18 che ha preventivamente adottato ed efficacemente attuato Modelli di Organizzazione e di gestione idonei a individuare e prevenire reati della specie di quello verificatosi; che ha affidato ad un proprio organismo - dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo - il compito di vigilare sul funzionamento e losservanza dei Modelli e di curarne il loro aggiornamento; la violazione fraudolenta (o con colpa per gli illeciti disciplinati dagli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale) dei Modelli da parte degli autori del reato; la diligenza dellorganismo di vigilanza e dei soggetti incaricati della gestione e del controllo. Lesimente dalla responsabilità dellente offerta dal Decreto si realizza se lente è in grado di provare: Esonero della responsabilità amministrativa dellEnte

19 Page 19 Elementi costitutivi dei Modelli 231 Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo in linea con il D.Lgs. 231/2001 e con le indicazioni fornite dalle Associazioni di Categoria deve contenere i seguenti elementi: Vigilanza e Controllo Clienti/Fornitori/Consulenti Organismo di Vigilanza Attività di Monitoraggio Codice Comportam. Programma di formazione Norme e procedure Sistema di deleghe e procure Stakeholders Leggi e regolamenti Valore Rapporti contrattuali Sistema organizzativo: formalizzazione di compiti, responsabilità e linee di dipendenza gerarchico/funzionale Codice Etico: principi etici relativi ai comportamenti che possono integrare le fattispecie di reato del D.Lg.231/01. Sistema Disciplinare: previsione di sanzioni per la violazione delle norme del codice etico e delle procedure. Procedure manuali ed informatiche: tali da regolamentare i processi sensibili, i punti di controllo e la segregazione dei compiti. Programma di comunicazione/formazione : per assicurare unadeguata divulgazione dei contenuti e dei principi del modello. Sistema di segnalazione (cd. Wistleblowing): in grado di fornire tempestiva segnalazione di situazioni di criticità Organismo di Vigilanza: con il compito di vigilare sul funzionamento e sullosservanza del modello, nonché di curarne laggiornamento periodico.

20 Page La corruzione pubblica/privata – Ipotesi di protocollo di controllo (1/3) Ciclo attivo Chiara segregazione di funzioni e responsabilità avuto riguardo, da un lato, ai poteri autorizzativi dei processi di vendita e, dallaltro, ai poteri autorizzativi di spesa (es. consulenze). Netta ripartizione dei compiti tra le varie funzioni nellambito dellorganizzazione delle vendite, in particolare tra responsabilità nei rapporti con il cliente, responsabilità nella definizione del prezzo di offerta e delle condizioni/tempi di pagamento (e relative penali) e/o responsabilità nella definizione di eventuali risoluzioni transattive in caso di controversie. Criteri generali e trasparenti per la determinazione di un prezzo massimo di offerta per singolo prodotto o servizio, di modo che qualunque anomalia possa essere agevolmente rilevata (cd. Prezzi di listino). Pianificazione di attività di benchmarking (raffronto con i valori economici di mercato) per monitorare il fair value.

21 Page Ciclo passivo Netta ripartizione dei compiti tra le varie funzioni nellambito dellorganizzazione degli acquisti, in particolare tra funzione che individua e seleziona il fornitore/consulente/prestatore di servizi, funzione che sottoscrive lordine/contratto di acquisto, funzione che certifica le prestazione e funzione che autorizza il pagamento Individuazione di criteri generali e trasparenti per la determinazione di un prezzo massimo di acquisto per singolo prodotto o servizio, attraverso lacquisizione di più preventivi (almeno tre) e regole precise per la gestione degli acquisti in emergenza e/o da fornitore unico. Determinazione di regole generali soprattutto su termini e condizioni di pagamento. Pianificazione di attività di benchmarking (raffronto con i valori economici di mercato) per monitorare il fair value. Attenzione alla definizione delle provvigioni degli agenti/procacciatori daffari e allassegnazione della responsabiiltà per il calcolo e/o loro liquidazione La corruzione pubblica/privata – Ipotesi di protocollo di controllo (2/3)

22 Page Gestione della Liquidità e della Contabilità È vietato: Effettuare elargizioni in denaro e regali a pubblici funzionari a partner commerciali, collaboratori, fornitori o riceverle al di fuori di quanto previsto dalle prassi di mercato e/o dai Codici Etici degli Enti Pubblici Effettuare pagamenti in contanti, salvo espressa autorizzazione da parte della direzione amministrazione e finanza e in assenza di documentazione contabile giustificativa a supporto. Riconoscere compensi, o effettuare prestazioni, in favore dei collaboratori esterni che non trovino adeguata giustificazione in relazione al tipo di incarico da svolgere. Effettuare pagamenti in favore di persona diversa dal fornitore delle prestazioni, salvo espressa autorizzazione da parte del Vertice aziendale. La corruzione pubblica/privata – Ipotesi di protocollo di controllo (3/3)

23 Page Comunicazione delle seguenti informazioni operazioni di vendita superiori ad un determinato importo che potrà rappresentare la soglia di rischio; operazioni di vendita superiori ad una certa percentuale rispetto al prezzo medio del prodotto, come risultante dai criteri generali suddetti; operazioni di acquisto eseguite a valori non di mercato, che non rispecchiano gli standard adottati dalla società; operazioni di incasso al di sotto/di sopra dei termini ordinari di pagamento (ad esempio, fatture pagate a vista). La corruzione pubblica/privata – Ipotesi di flussi informativi verso OdV

24 Page 24 Il ciclo di sviluppo dei Modelli 231 e i suoi impatti per le imprese 1. Adozione 2. Attuazione3. Monitoraggio 4. Aggiornamento 3.1 Piano di Vigilanza 3.1 Piano di Vigilanza 3.2 Verifiche sulloperatività del Modello 3.2 Verifiche sulloperatività del Modello 3.3 Control Self Assessment periodico 3.3 Control Self Assessment periodico 3.4 Adeguamento del SCI post - verifiche 3.4 Adeguamento del SCI post - verifiche 1.1 Individuazione delle aree di rischio 1.2 As Is e Gap Analysis 1.3 Approvazione dei Modelli 231 dal CdA 1.3 Approvazione dei Modelli 231 dal CdA 2.1 Attuazione Action Plan 2.1 Attuazione Action Plan 2.3 Flussi informativi e reporting OdV 2.3 Flussi informativi e reporting OdV 2.2 Comunicazione e Formazione 2.2 Comunicazione e Formazione 4.1 Aggiornamento normativo e/o organizzativo dei Modelli Aggiornamento normativo e/o organizzativo dei Modelli 231

25 Page 25 Il ruolo e i requisiti dellOrganismo di Vigilanza (OdV) Autonomia e Indipendenza. Professionalità. Continuità dazione. Requisiti Poteri verificare lefficacia del Modello 231; vigilare sul funzionamento e sulla sua osservanza; curarne costantemente laggiornamento; redigere, per ogni verifica, un report dellattività; promuovere iniziative di comunicazione e formazione; valutare lidoneità del sistema disciplinare segnalare tempestivamente allorgano dirigente, per gli opportuni provvedimenti, le violazioni accertate. In conformità con il D.Lgs. 231/2001, le Società hanno provveduto ad affidare il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli e di curarne laggiornamento ad un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo. Requisiti

26 Page 26 La collocazione dellOdV nella governance aziendale Comitato Interno di Controllo (*) Presidente/A.D. CdA Collegio Sindacale Organismo di Vigilanza Reporting periodico Flussi continui Direzioni Aziendali Applicabile solo alle Società Quotate (*)

27 Page 27 LOrganismo di Vigilanza, decide quali controlli attivare, utilizzando specifichi strumenti di verifica I soggetti coinvolti attuano e monitorano le proprie attività sensibili mediante un processo di self assessment, predispongono i Flussi Informativi e li inviano allOdV Responsabili di Unità Operative Terminate le attività di analisi e di controllo attuate come descritto, lOdV predispone una relazione, in cui si evidenzia: i possibili mutamenti nelle aree di rischio della Società; lo stato di attuazione del Modello; i miglioramenti possibili; e la sottopone agli Organi Societari. Relazione al CdA, Comitato di Controllo e Collegio Sindacale LOrganismo di Vigilanza riceve anche segnalazioni spontanee relative a possibili violazioni del Modello Flussi Informativi e CSA LOdV riceve i Flussi e ne analizza il contenuto Organismo di Vigilanza Piano di Vigilanza Il funzionamento dei Modelli 231

28 Page 28 Le misure sanzionatorie previste dal D. Lgs. 231/2001 a carico della Società sono: pecuniarie, da un minimo di ad un massimo di , applicate in quote comprese tra un minimo di 100 ed un massimo di (valore minimo di ciascuna quota 258, valore massimo 1.549); interdittive(*), applicate per un periodo non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni, consistenti in: interdizione dallesercizio dellattività, sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dellillecito, divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e leventuale revoca di quelli già concessi, divieto di pubblicizzare beni o servizi. confisca del profitto pubblicazione della sentenza (*) Le sanzioni interdittive possono essere irrogate anche in via cautelare nel corso del procedimento penale di accertamento del reato. Il Sistema Sanzionatorio 231 per le imprese

29 Page (4) G.I.P. Tribunale di Roma [2 Ord.] Tribunale di Roma [1 Sent.] G.I.P. Tribunale di Salerno [1 Ord.] 2006 (12) G.I.P. Tribunale Torino [3 Ord.] G.I.P. Tribunale di Milano [1 Ord. - 2 Sent.] Corte dei Conti [Lombardia] [1 Sent.] Corte di Cassazione [1 Ord. - 3 Sent.] Consiglio di Stato [1 Decisione] 2007 (11) Tribunale di Milano [3 Sent.] Corte di Cassazione [4 Sent.] Corte Costituzionale [1 Ord.] 2005 (11) Corte di Cassazione sez. II e IV penale [2 Sent.] Parere Consiglio di Stato - sez. III G.I.P. Tribunale di Torino [3 Ord. - 2 Sent.] G.I.P. Tribunale Milano [1 Ord.] G.I.P. Tribunale Ivrea [1 Ord.] G.I.P. Tribunale di Bari [1 Ord.] 2004 (18) G.I.P. Tribunale di Milano [8 Ord.] Tribunale di Milano [1 Sent.] G.I.P. Tribunale di Torino [4 Ord.] Corte di Cassazione sez.II-VI penale [2 Ord.] Corte di Cassazione sez. VI penale [1 Sent.] G.I.P. Tribunale di Lucca [1 Ord.] G.I.P. Tribunale di Vibo Valentia [1 Ord.] 2008 (26) Corte di Cassazione [7 Sent. - 3 Ord.] G.I.P. Tribunale di Milano [6 Ord.] Tribunale di Milano [2 Sent.] Corte di Appello di Milano [1 Sent.] Corte di Appello di Roma (Sezione civile) [1 Decreto] Corte di Appello di Genova (Sezione civile) [1 Decreto] G.I.P. Tribunale Torino [2 Ord.] Corte di Appello Tribunale di Torino [1 Sent.] G.I.P. Tribunale di Napoli [1 Ord.] Tribunale di Cosenza [1 Sent.] 2002 (2) G.I.P. Tribunale di Milano [1 Ord.] Tribunale di Pordenone [1 Sent.] 2010 (4) G.U.P. Tribunale di Milano [1 Decreto] Tribunale di Milano [2 Ord.] Tribunale di Molfetta [1 Sent.] 2009 (21) G.U.P. Tribunale di Milano [1 Sent.] G.U.P. Tribunale di Milano [2 Ord.] Corte di Cassazione [13 Sent.] G.U.P. Tribunale di Bari [1 Ord.] Corte di Appello di Torino [1 Sent.] G.I.P. Tribunale di Milano [1 Ord.] Tribunale di Asti [1 Ord.] Tribunale di Lucera [1 Sent.] Evoluzione della giurisprudenza 231 in Italia: 142 sentenze

30 Page 30 Lesimente 231 secondo la giurisprudenza………. …pernoncadereinunasortadiresponsabilitàoggettivadeglienti, occorreverificarelaefficaciadelmodelloconvalutazioneex-antee nonexpost,rispettoagliilleciticommessi. Delrestononavrebbesensoritenereinefficaceunmodello organizzativoperilsolofattochesianostaticommessidegliillecitida partedeiverticidellapersonagiuridica Inadeguatezza Modello Organizzativo Contestazione reatoalle Persone Fisiche Sussistenza dellillecito amministrativo contestato allente == Pertuttiquestimotivisiritienecheicomportamentiillecitioggettodi imputazionenonsianofruttodiunerratomodelloorganizzativo,ma sianodaaddebitarealcomportamentodeiverticidellasocietàche risultanoincontrastoconleregoleinternedelmodelloorganizzativo regolarmenteadottato. Lasocietàdeveesserepertantodichiaratanonpunibileexart.6 D.Lgs.231/2001. P.Q.M. Vistol'art.530/2c.p.p. assolve laImpregilos.p.a.dall'illecitoascrittogliconriferimentoalcapoD perchéilfattononsussisteeconriferimentoalcapoCperché nonpunibileaisensidell'art.6D.Lgs.231/01 Modello Organizzativo efficace Contestazione allente dellillecito amministrativo Non punibilità ex art.6 D. Lgs. 231/2001 Elusione fraudolenta delle Procedure = ++ Inmeritoaquestofatto,comunque,siosservacheaquelladataera giàstataavviatalaproceduradiadozione del modelloe che in ogni caso la società avevagiàautonomamente adottato unproprio codice di autodisciplina sulla base dei principi dettati da Borsa Italiana s.p.a. OltreaciòsideveconsiderarecheilCOnominatoil inbaseal modelloorganizzativoeralostessosoggetto già in precedenza nominato come responsabile dell'internalauditing. Questeconsiderazionievidenzianolavolontàdellasocietà– giustificatadallasuadimensioneinternazionale e dalla delicatezza dei servizi trattati–di adeguarsi allanuovanormativa conunatempestivitàquasi senza precedenti nel panorama delle aziende italiane delsettorecostruzioni. Non tempestiva adozione del Modello Organizzativo Contestazione reato alle Persone Fisiche Sussistenza dellillecito amministrativo contestato allente += Sentenza del Tribunale di Milano Sezione Giudice per le indagini preliminari del 17 Novembre 2009

31 Page 31 Benefici societari/organizzativi della compliance al d.lgs. 231/01 Beneficiare delle cause esimenti dalla responsabilità nel caso di illeciti commessi da suoi Amministratori, dipendenti e/o collaboratori esterni (recenti sentenze hanno confermato lorientamento di considerare lOrgano di Vertice responsabile direttamente dei danni patiti dalla Società ove non sia stata predisposta una rete di protezione 231). OBIETTIVO Migliorare limmagine presso i clienti, il mercato e verso lesterno in generale ed usufruire dei benefici finanziari previsti dal regolamento sul rating di legalità delle imprese. BENEFICI SOCIETARI Assicurare il rispetto degli adempimenti previsti dal Decreto ogni qualvolta ciò venga richiesto nellambito dei rapporti contrattuali (es. Gare Pubbliche). Sensibilizzare tutti i stakeholder affinché seguano, nellespletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e trasparenti in linea con i valori etico-sociali cui la società si ispira e beneficiare di una rapida risoluzione, in caso di violazione, dei contratti sottoscritti con terzi contenenti lobbligo delle parti di rispettare i principi contenuti nel Modello 231 e nel Codice Etico (senza attendere lesito del procedimento giudiziario). BENEFICI ORGANIZZATIVI Effettuare unattenta ricognizione delle attività e dei processi aziendali, del sistema di controllo e del sistema delle deleghe/procure al fine di definire e chiarire gli ambiti di autonomia allinterno del Gruppo e/o delle varie Direzioni aziendali, evitando la concentrazione dei poteri (cd. Segregazione dei compiti) e allineare la forma con la sostanza.

32 Page 32 Con delibera del 14 novembre 2012, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012, lAutorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha approvato il "Rating di legalità delle imprese in attuazione dellarticolo 5-ter del Decreto legge n. 1/2012 e successive modificazioni ed integrazioni (cd Decreto Sviluppo) Il Rating di legalità è entrato in vigore il 2 gennaio 2013 e costituisce un strumento di promozione della legalità e di principi etici al fine di elevare la sicurezza e la concorrenzialità nelle attività economiche. Ha infatti introdotto nellordinamento un sistema di premialità per le imprese che rispettano la legge e/o si allineano ai più elevati standard etico/sociali e/o di governance, adeguando la propria organizzazione in tale direzione. Il Rating che sarà assegnata avrà un range tra un minimo di una stelletta ed massimo di 3 stellette attribuito dallAutorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende che verranno verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate. Il rating di legalità per le imprese e le sue finalità

33 Page 33 Perché richiedere il Rating di Legalità? VISIBILITÀ DELLA SOCIETÀ Lattribuzione del Rating di Legalità viene pubblicizzata dallAGCM, la quale mantiene costantemente aggiornato in unapposita sezione del proprio sito lelenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito (art. 8 del Regolamento di attuazione dellart. 5 ter del D. L. n. 1/2012). La Società verrà dunque inserita in unelenco di imprese virtuose che evidenzia il livello di rating assegnato, sospeso o revocato e che sarà facilmente consultabile dai propri clienti, fornitori. e più in generale Partners Lart. 5 ter del D. L. 1/2012 prevede che del Rating di legalità si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonchè in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del Regolamento dellAGCM. Inoltre il medesimo art. 5 ter prevede che gli istituti di credito che omettano di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca dItalia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione presa. Benefici del rating di legalità per le imprese Il Decreto attuativo del Ministero dellEconomia e delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico è stata trasmesso al Consiglio di Stato il 4 aprile 2013 e si è ancora in attesa di conoscere gli esiti. ACCESSO AL CREDITO BANCARIO E CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI PUBBLICI

34 Page 34 Il Rating di Legalità può essere richiesto da qualsiasi impresa (in forma individuale o collettiva) che rispetti i requisiti previsti allart. 1 del Regolamento di attuazione dellart. 5-ter del D. L. n. 1/2012 e ss.mm.ii.. In particolare, limpresa deve: avere sede operativa nel territorio nazionale; aver raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nellultimo esercizio chiuso nellanno precedente alla richiesta di Rating; risultare, alla data della richiesta del Rating, iscritta nel registro delle imprese da almeno due anni. Qualsiasi impresa che rispetti questi requisiti può richiedere il Rating di Legalità, mediante la compilazione di un Modulo di Autocertificazione!! Chi può richiedere il Rating ?

35 Page 35 Per lattribuzione del Rating di Legalità è necessario il rispetto di tutti i requisiti di cui all art. 2, commi 2 e 3, del Regolamento dellAGCM. Il rispetto di tali requisiti (di seguito sintetizzati) consente allimpresa di essere iscritta nella lista curata dallAutorità con un punteggio base di una stella (per il dettaglio sui requisiti si veda lAllegato 1). I requisiti base sono: Limprenditore e il Direttore Tecnico (o i suoi soci persone fisiche titolari di partecipazioni di maggioranza, legale rappresentante, amministratori e direttore generale se impresa collettiva) non hanno ricevuto misure di prevenzione e/o cautelari, sentenze/decreti penali di condanna, sentenze di patteggiamento per reati tributari ex d.lgs. 74/2000 e per reati ex d.lgs. n. 231/2001 (per il dettaglio dei reati si veda lAllegato 2). Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non deve essere stata iniziata azione penale ai sensi dell'art. 405 c.p.p. Limpresa stessa non deve essere destinataria di sentenze di condanna né di misure cautelari interdittive per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al citato d.lgs. n. 231/2001. I requisiti base per laccesso al Rating (1/3)

36 Page 36 Tutti i provvedimenti che impediscono lattribuzione di una stella dovranno essere divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato ed in ogni caso, il rating di legalità non sarà rilasciato alle imprese destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive in corso di validità I requisiti base per laccesso al Rating (2/3) Limpresa, nel biennio precedente la richiesta di rating, non deve essere stata condannata per illeciti antitrust gravi (es. cartelli tra operatori concorrenti per la fissazione di prezzi o di altre condizioni contrattuali o la ripartizione dei mercati), mancato rispetto delle norme a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, violazioni di obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori. Limpresa, nel biennio precedente la richiesta di rating, non deve avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, né avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione. Limpresa deve infine dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili, anche secondo le modalità previste dallAutorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (quali ad esempio Bonifico bancario/postale, Ri.Ba, RID, carte di credito, assegni non trasferibili ecc.)

37 Page 37 I requisiti base per laccesso al Rating (3/3) Ai sensi dell art. 2, commi 4, del Regolamento dellAGCM, si dice che dopo cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza o del provvedimento di condanna, il rating potrà essere rilasciato se: a)nei confronti dellImprenditore, se limpresa è individuale, e dei soggetti apicali richiamati al comma 2, se limpresa è collettiva non è stata iniziata lazione penale ai sensi dellarticolo 405 c.p.p. per delitti aggravati ai sensi dellarticolo 7 del decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, non sono state adottate misure cautelari, misure di prevenzione e non sono stati emessi provvedimenti o sentenze di condanna anche non definitivi ai sensi del presente articolo; b)nei confronti dellimpresa non sono state emesse sentenze di condanna e adottate misure cautelari per gli illeciti previsti dal D.lgs. 231/01 e ricorrono gli ulteriori requisiti richiesti. Limpresa deve inoltre dimostrare la totale dissociazione dellattuale struttura rispetto ai reati accertati in via definitiva.

38 Page 38 Il punteggio base di una stella può essere incrementato, secondo quanto previsto all art. 3 del Regolamento dellAGCM, al ricorrere di ciascuna delle condizioni sotto riportate. Ogni condizione rispettata corrisponde allassegnazione di un +. Il raggiungimento di 3 + corrisponde allassegnazione di una stella. NB: Limpresa potrà conseguire un ulteriore segno + in caso di denuncia, allautorità giudiziaria o alle forze di polizia, di reati previsti dal Regolamento commessi a danno dellimprenditore o dei propri familiari e collaboratori e qualora alla denuncia sia seguito lesercizio dellazione penale in relazione ai fatti di reato denunciati Rating 2 stelle Sistemi di tracciabilità dei pagamenti, anche per importi non previsti dalla legge, ovvero inferiori a Rispetto dei Protocolli di legalità del Ministero dellinterno con Confindustria e dalle Associazioni di Categoria con le Prefetture Adozione di un Modello 231 o di una struttura che verifichi il rispetto della Legge Adesione a Codici Etici di autoregolamentazione delle associazioni di categoria (es. Farmindustria) Iscrizione nelle White List per fornitori di servizi/lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa Adozione di processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility I requisiti per lincremento del Rating

39 Page 39 Iter di attribuzione e rinnovo del Rating Fac-simile Formulario Istruzioni per la compilazione 1.Invio della richiesta Il Legale Rappresentante della Società compila il formulario pubblicato sul sito dellAGCM La domanda viene inviata per via telematica allAutorità 1.Comunicazione ai Ministeri Interno e Giustizia LAGCM trasmette copia della richiesta al Ministero dellInterno (MI) e Ministero della Giustizia (MG), che possono formulare eventuali osservazioni 3.Verifiche da parte dellAGCM In caso di incompletezza dellistanza presentata, lAutorità ne informa limpresa entro 15 gg LAutorità può compiere le verifiche necessarie, anche richiedendo informazioni a tutte le pubbliche amministrazioni (es. per carichi pendenti, condanne definitive), in tal caso il termine per lassegnazione del rating è sospeso al massimo per 45 gg 4.Comunicazione dellesito della richiesta LAutorità comunica al richiedente lesito della richiesta, entro 60 gg dal ricevimento della richiesta (a meno di comunicazioni/ osservazioni/ richieste, in seguito alle quali il termine viene prorogato di 30 gg se il MI o MG hanno fatto osservazioni e/o inizia a decorrere dalla data di ricevimento della richiesta completa) 5.Rinnovo Limpresa invia allAGCM, nei 30 gg recedenti la scadenza del periodo di validità del proprio Rating, un autocertificazione sottoscritta dal legale rappresentante che attesti la permanenza di tutti i requisiti.

40 Page 40 Gli art. 6 e 7 del Regolamento dellAGCM disciplinano la durata, le modalità per il rinnovo e gli obblighi informativi che devono essere rispettati. DURATA REVOCA Due anni dal rilascio con possibilità di rinnovo su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una stelletta, lAutorità dispone la revoca del rating. Se vengono meno i requisiti grazie ai quali l azienda ha ottenuto un rating più alto lAntitrust riduce il numero di stellette. Durata, revoca, sospensione e obblighi informativi OBBLIGHI INFORMATIVI Limpresa cui è stato attribuito il Rating è tenuta a comunicare all'AGCM ogni variazione dei dati riportati nei propri certificati entro 10 gg dal verificarsi degli stessi. SOSPENSIONE LAutorità potrà disporre la sospensione del rating in caso di rinvio a giudizio dellimpresa o adozione di misure cautelari nei confronti della stessa, nellambito di un procedimento penale per uno dei reati cui si fa riferimento nei requisiti per lottenimento del rating.

41 Page 41 Nonostante il dettato legislativo ponga in termini facoltativi e premiali la conformazione degli Enti alla normativa di riferimento (regolamento rating di legalità e D.lgs. 231/01), ladozione di una politica aziendale conforme a principi di legalità preventiva possiamo dire che sia ormai diventata un must per le aziende, sia perché in futuro potranno godere di benefici finanziari per laccesso al credito bancario/finanza pubblica sia perché, dopo più di 12 anni dalla sua entrata in vigore, è unanimemente riconosciuto che le aziende non possono rinunciare ai benefici diretti e indiretti che ladeguamento al d.lgs. 231/2001 può dare loro. Lazienda ha infatti lopportunità di cercare di trasformare una spesa in investimento sfruttando loccasione delladempimento al d.lgs. 231/2001 per rivedere criticamente i propri processi interni, non solo per identificarne i profili di rischio rispetto alla commissione dei reati previsti dal Decreto, ma anche per riprogettarli in unottica di recupero di efficienza, se non addirittura di efficacia. Alcune considerazioni finali INVESTIRE IN STRUMENTI ORGANIZZATIVI PER PREVENIRE COMPORTAMENTI ILLECITI CONVIENE………………………………


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