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I Comuni e il Servizio Idrico Integrato: Focus su 3 Gestori.

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Presentazione sul tema: "I Comuni e il Servizio Idrico Integrato: Focus su 3 Gestori."— Transcript della presentazione:

1 I Comuni e il Servizio Idrico Integrato: Focus su 3 Gestori

2 PARTE I: LE IMPRESE PARTECIPATE DEI COMUNI ITALIANI E I GESTORI DELLIDRICO

3 3 Quante sono veramente le partecipate dei Comuni ANCI ha estratto dal sistema informativo del registro delle imprese i dati di tutte le imprese tra i cui soci al 31 dicembre 2010 figurava almeno un Comune. Il risultato dellestrazione ha dato imprese, di cui 460 in liquidazione. Un primo set di elaborazioni su collocazione geografica e settore di attività, è stato dunque effettuato sulle imprese attive (ottenute sottraendo dalle imprese dellestrazione, quelle in liquidazione, quelle sospese e quelle che nei tre anni precedenti non avevano presentato alcun bilancio). Dallelaborazione sono state altresì escluse le società quotate che, per le proprie peculiarità, necessitano di analisi a parte e avrebbero distorto i dati di tutte le altre imprese. A causa di 175 imprese per le quali erano incomplete le informazioni sui soci, si è potuto analizzare la quota di partecipazione dei Comuni su imprese. Le considerazione effettuate sui bilanci si riferiscono, invece, ad un insieme di imprese che hanno depositato il bilanci 2009 al Registro delle Imprese.

4 4 Le partecipazioni dei Comuni e le imprese Fonte: data base Anci su dati Infocamere Per Regione Il 19% e il 15% dei Comuni che detengono partecipazioni, a livello nazionale, si concentrano in Lombardia e Piemonte. La totalità dei Comuni di Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Basilicata detiene partecipazioni azionarie in imprese.

5 5 Le imprese partecipate per settore di attività Fonte: data base Anci su dati Infocamere Le partecipate sono state ripartite in base al settore di attività indicato dal codice ATECO in 7 macro classi di attività, una delle quali, quella relativa ai SPL è stata, a sua volta, spacchettata in 5 sottocategorie. Alla categoria Ciclo integrato dellacqua risultano appartenere 268 imprese partecipate.

6 6 Le imprese partecipate per settore di attività Farmacie ed altre attività commerciali Per Altri SPL si intendono prevalentemente attività di trasporto e magazzinaggio merci.

7 7 Il valore delle partecipate Per Codice Ateco La tabella mostra lincrocio tra voci di bilancio e codici di attività per le imprese del panel che hanno depositato il bilancio del 2009: i valori per il settore dei Servizi Pubblici Locali sono presentati in forma aggregata e poi spacchettata per le cinque sottoclassi individuate.

8 Gli Utili, le Perdite e il Risultato di Esercizio prodotti (insieme al numero di imprese), per categoria Ateco e quota di partecipazione dei Comuni

9 PARTE II: IL CONFRONTO FRA 3 BEST PERFORMER NAZIONALI A PARTECIPAZIONE INTERAMENTE COMUNALE

10 10 Iris Acqua Srl Il Gestore Nata il 29 dicembre del 2005, Irisacqua è detenuta al cento per cento dagli enti locali, ed è responsabile della gestione del servizio idrico integrato della Provincia di Gorizia. Essa svolge tutte le fasi del ciclo integrato dellacqua: captazione, adduzione nella rete e fornitura agli utenti, raccolta attraverso la rete fognaria delle acque reflue e depurazione. I Soci Il capitale sociale di 20 milioni di euro è interamente ripartito tra i 25 Comuni soci: Capriva del Friuli, Cormòns, Doberdò del Lago, Dolegna del Collio, Farra dIsonzo, Fogliano-Redipuglia, Gorizia, Gradisca dIsonzo, Grado, Mariano del Friuli, Medea, Monfalcone, Moraro, Mossa, Romans dIsonzo, Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Canzian dIsonzo, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino, San Pier dIsonzo, Savogna dIsonzo, Staranzano, Turriaco e Ville. LATO LAmbito Territoriale Ottimale è lATO ORGO – Orientale Gorizia. Comuni di riferimento: 25 Popolazione residente ATO: 143 mila abitanti Superficie totale del territorio servito: Kmq 466 Comuni serviti: 25 Numero utenze attivate:

11 11 Smat Spa Il Gestore LATO LAmbito Territoriale Ottimale è lATO 3 – Torinese. Comuni di riferimento ATO: 306 Popolazione residente ATO: 2 mln e 154 mila abitanti Superficie totale del territorio servito: Kmq Densità Ab./kmq: 321 I Soci Il capitale sociale di euro è interamente ripartito tra i 285 Comuni soci di SMAT; per un elenco completo si rimanda allallegato. Nata il 1 aprile 2001, SMAT si occupa della gestione integrata delle risorse idriche come previsto dalla Legge 36/94. A partire dal 2004, insieme con la Società ACEA di Pinerolo, ottiene da parte dellAutorità dAmbito Territoriale Torinese (ATO 3) laffidamento della gestione di tutto il ciclo dellacqua sul territorio dellATO 3. Smat Spa è la controllante di un gruppo composto da 3 società (Risorse Idriche spa di Torino, Aida Ambiente srl di Pianezza e Asa Acque di Castellammare) ha, inoltre, 2 società collegate (il Gruppo SAP di Torino e APS spa di Palermo). Tutte queste imprese costituiscono il Gruppo SMAT, leader nel campo del servizio idrico integrato. Comuni serviti al 31/12/2011: 285 Superficie totale del territorio servito: Kmq Numero utenze attivate:

12 12 Acque Veronesi Sc a rl Il Gestore LATO LAmbito Territoriale Ottimale è lATO V – Veronese. Comuni di riferimento ATO: 97 Popolazione residente ATO: abitanti Superficie totale del territorio servito: Kmq Densità Ab./kmq: 266 I Soci Il capitale sociale di euro è ripartito tra 35 Comuni, 1 Consorzio e 5 società. Nata il 27 gennaio 2006, Acque Veronesi s.c.a r.l. è una società consortile a partecipazione pubblica totalitaria costituita allo scopo di ottenere l'affidamento in via diretta della gestione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale Veronese. La società nasce per gestire lerogazione del servizio idrico per i 77 comuni dell'Area Veronese dell'Ambito Ottimale (i 20 Comuni dellArea del Garda sono affidati all'Azienda Gardesana Servizi). Attualmente la società gestisce il servizio in 69 Comuni dellArea di riferimento. Comuni serviti: 73 Superficie totale del territorio di competenza: Kmq Abitanti serviti:

13 13 I Dati Economici Di seguito, un confronto tra i principali valori di Bilancio per il triennio ed il confronto con il valore medio di tali voci calcolato per le 245 imprese partecipate dai Comuni, operanti nel settore idrico integrato ed inserite nel db ANCI, relativo al solo anno 2009.

14 14 Gli investimenti Le tre imprese considerate hanno effettuato nel corso del 2011 investimenti tecnici, di manutenzione e potenziamento della rete per un totale di quasi 95 milioni di euro, ripartiti secondo lo schema seguente:

15 15 Il personale e lorganizzazione La governance delle tre società è esercitata dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale per la cui numerosità si rimanda alla tabella: La tabella riporta il numero dei dipendenti dei tre gestori aggiornato al 31/12/2011:

16 16 Le tariffe Le tariffe, definite dallAATO, che Irisacqua è tenuta ad applicare allutenza, sono costituite da una quota fissa annua e da una quota variabile. La quota fissa è la quota che assicura la disponibilità del servizio 24 ore al giorno, 365 giorni allanno, indipendentemente dallentità dei consumi e serve a coprire le spese per straordinarie manutenzioni e per nuovi investimenti. La quota variabile varia in funzione del consumo mensile e, come espressamente previsto dalla Legge Regionale, si articola in tre fasce di prezzo: la fascia agevolata (prevista solo per uso domestico e agricolo), fino a 6 mc/mese, che corrisponde ai bisogni primari (bere, cucinare, lavarsi); la fascia base, da 7 a 15 mc/mese (500 litri al giorno!), che copre tutte le necessità di utenti che non sprechino e facciano un uso consapevole dellacqua; la fascia consumo eccessivo, oltre i 15 mc/mese, che penalizza gli sprechi. IrisAcqua La tariffa del servizio integrato è deliberata annualmente dallAATO3 Torinese e si articola nelle seguenti voci: quota di accesso indipendente dai consumi di acqua potabile; tariffa variabile proporzionale al consumo di acqua potabile misurato e suddivisa in fasce di prezzo crescenti, in adeguamento alle normative, allo scopo di controllare il consumo e disincentivare gli sprechi; tariffa per il servizio fognario; tariffa per la depurazione delle acque reflue. La tariffa del servizio di acquedotto è differenziata a seconda del tipo di uso (es. domestico, agricolo, pubblico, industriale) e per fasce territoriali determinate in relazione alla posizione altimetrica e alla marginalità socioeconomica. Anche la tariffa del servizio depurazione è differenziata a seconda del tipo di uso, civile o produttivo, ed in particolare per l'uso produttivo sono applicati coefficienti correlati alla qualità e quantità dell'acqua scaricata.. Sono previste inoltre riduzioni tariffarie per i nuclei familiari in base alla situazione economica equivalente (ISEE ). Per il 2011 la tariffa media del Servizio Idrico Integrato è pari a 1,33 /mc. e risulta una delle più basse dItalia e dEuropa. Smat

17 17 Acque Veronesi applica le tariffe idriche (tariffe acqua, fognatura e depurazione) approvate dallAATO Veronese, sul cui sito sono indicate le tariffe in vigore per ciascun comune di appartenenza. Lobiettivo dellAATO, in collaborazione e su proposta del gestore, è di armonizzare gradualmente le tariffe dellacqua, sia nei valori in euro/mc, che nella modulazione degli scaglioni, in modo da arrivare ad un unico piano tariffario in tutti i Comuni nei quali Acque Veronesi ha la responsabilità gestionale. Attualmente la tariffa media per lintero territorio gestito da Acque Veronesi applicata agli usi domestici per il servizio completo di acquedotto, fognatura e depurazione si attesta intorno ad 1,16 euro per metro cubo consumato, tra le più basse del panorama nazionale. Nel grafico sottostante è riportato listogramma con le tariffe medie del Servizio Idrico Integrato al 1 Gennaio 2010 (Iva Esclusa) estrapolato dal sito di Smat. Acque Veronesi

18 18 Il Confronto sulla base degli indici di bilancio 1/7 L'analisi di bilancio mira a comprendere la gestione economica, finanziaria e patrimoniale di unazienda tramite lo studio del Bilancio desercizio e dei dati da questo ricavabili. L'analisi per indici detti anche RATIOS, consiste nella costruzione di quozienti o rapporti tra grandezze diverse dello Stato patrimoniale e del Conto economico, essi vengono utilizzati sia per la valutazione dello stato di salute dell'azienda che per la programmazione e il controllo della gestione futura. Analisi della redditività Il ROS (Return on Sales) è lindice che misura la redditività delle vendite ed è espresso dal rapporto tra risultato operativo e ricavi netti sulle vendite moltiplicato per 100. Il ROS può assumere valori uguali, superiori o inferiori allo zero. Nel caso delle tre aziende considerate il ROS è sempre maggiore di 0, questo significa che in tutte e tre le aziende considerate i ricavi della gestione caratteristica sono in grado di contribuire alla copertura dei costi extra-caratteristici, degli oneri finanziari, straordinari ed eventualmente alla remunerazione del capitale proprio.

19 19 Il Confronto sulla base degli indici di bilancio 2/7 Il ROA (Return on Assets) è un indice di Bilancio che misura la redditività relativa al capitale investito o all'attività svolta; esso misura, quindi l'efficienza nel governo del capitale investito, indipendentemente dalle modalità di finanziamento e si calcola come rapporto tra utile corrente ante oneri finanziari (EBIT) e totale dell'attivo. E' un indicatore della economicità della gestione caratteristica ed è utile per paragonare aziende appartenenti ad uno stesso settore: esprime come un'azienda può agire in base a ciò che possiede, prescindendo dalla forma di finanziamento messa in atto. Il ROE (Return On Equity) indica la redditività del capitale proprio ed è espresso dal rapporto tra Utile prodotto e capitale proprio investito (il patrimonio netto). In altre parole, il ROE esprime la sintesi dellinteresse maturato, per effetto della gestione, sui mezzi propri investiti in azienda. Un'impresa, per poter attrarre nuovo capitale di rischio, dovrebbe fornire un ROE superiore ai tassi di rendimenti di investimenti alternativi. 4,32% 5,44%

20 20 Il Confronto sulla base degli indici di bilancio 3/7 Un approfondimento ulteriormente può arrivare dal calcolo del così detto ROE Lordo che al numeratore inserisce il reddito prima delle imposte (EBIT). Così facendo il rendimento non viene influenzato da politiche economiche dello Stato e in particolar modo da evidenze di natura fiscale. Il ROI esprime la redditività di tutto il capitale investito (quindi anche quello preso a prestito), si ottiene dal rapporto tra Reddito Operativo (nel nostro caso lEBIT) ed il Capitale investito Netto Operativo (cioè quello derivante dalla gestione caratteristica dellazienda). Il ROI misura infatti la redditività della gestione caratteristica (il core business) riferita alla dimensione aziendale.

21 21 Il Confronto sulla base degli indici di bilancio 4/7 Un approfondimento ulteriormente può arrivare dal calcolo del così detto ROE Lordo che al numeratore inserisce il reddito prima delle imposte (EBIT). Così facendo il rendimento non viene influenzato da politiche economiche dello Stato e in particolar modo da evidenze di natura fiscale. Il ROI esprime la redditività di tutto il capitale investito (quindi anche quello preso a prestito), si ottiene dal rapporto tra Reddito Operativo (nel nostro caso lEBIT) ed il Capitale investito Netto Operativo (cioè quello derivante dalla gestione caratteristica dellazienda). Il ROI misura infatti la redditività della gestione caratteristica (il core business) riferita alla dimensione aziendale.

22 22 Il Confronto sulla base degli indici di bilancio 5/7 Analisi della solidità finanziaria e della composizione delle fonti di finanziamento I margini e quozienti di struttura patrimoniale consentono di effettuare un confronto tra impieghi e fonti di finanziamento per verificare la correlazione temporale tra fonti e impieghi. Il Margine primario di struttura è dato dalla differenza tra Mezzi propri e attivo fisso (le immobilizzazioni), mentre il Quoziente esprime il rapporto tra questi valori. Quando il Quoziente di struttura non supera lunità e il Margine è negativo (come nei tre casi delle imprese considerate) vuol dire che le aziende sono capitalizzate in maniera non ottimale, e fanno ricorso principalmente al capitale di terzi per sostenere il piano degli investimenti.

23 23 Il Confronto sulla base degli indici di bilancio 6/7 Il Margine secondario di struttura è dato dalla differenza tra il capitale permanente (mezzi propri- passività consolidate) e attività immobilizzate. Se positivo esso segnala che il capitale permanente finanzia anche parte dellattivo circolante, con una struttura fonti-impieghi che risulta equilibrata. Se negativo si evidenzia una sostanziale incapacità del capitale permanente a coprire le attività immobilizzate, che saranno in parte finanziate con passività correnti. Osservare la composizione delle fonti di finanziamento, risulta possibile attraverso i quozienti di indebitamento (finanziario e complessivo) che misurano lincidenza delle fonti di finanziamento esterne rispetto ai mezzi propri. Il quoziente di indebitamento complessivo è costituito dal rapporto tra il capitale genericamente di terzi e dai mezzi propri. Esprime il grado di indebitamento dellimpresa, se inferiore ad 1 (come nel caso delle aziende considerare) esso segnala una relazione debito/equity ben equilibrata. In tal caso vi è la possibilità dell'impresa di realizzare una strategia di sviluppo mediante innalzamento della leva finanziaria.

24 24 Il Confronto sulla base degli indici di bilancio 7/7 Il Current ratio detto anche indice di liquidità primaria un rapporto che vede a numeratore la somma delle attività a breve e a denominatore le passività correnti. Esso misura la capacità di unazienda di far fronte a impegni a breve termine. Il valore aggiunto, è la misura dell'incremento di valore che si verifica nell'ambito della produzione e distribuzione di beni e servizi finali grazie all'intervento dei fattori produttivi (capitale e lavoro) a partire da beni e risorse primarie iniziali. Esso è una misura dell'incremento lordo del valore risultante dell'attività economica cioè nel processo di trasformazione delle materie prime iniziali in prodotto finale.

25 25 Il Confronto sulla base delle Carte del Servizio 1/3 La necessità per un gestore del servizio idrico di garantire un certo livello di qualità del servizio è sancita allinterno della Carta dei Servizi, un documento riconducibile alla promulgazione del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994, recante Principi sullerogazione dei Servizi Pubblici. Gli strumenti necessari a rendere effettivi i principi enunciati sono rappresentati dalladozione di standard di qualità e quantità del servizio, dalla razionalizzazione, riduzione e semplificazione delle procedure adottate dai soggetti erogatori, dalla piena informazione degli utenti e dalla cura dei rapporti con questi ultimi, dal dovere dei soggetti erogatori di valutazione della qualità del servizio e dalla predisposizione di forme di rimborso. Le tabelle che seguono mettono a confronto i dati emersi dallanalisi sulle Carte dei Servizi delle tre società individuate ed è stato estrapolato dal Blue Book di Utilitatis edizione I valori medi inseriti in rosso si riferiscono alla media del campione considerato da Utilitatis e che include le 3 società considerate La struttura della Carta del Servizio:

26 26 Il Confronto sulla base delle Carte del Servizio 2/3 Indicatori soggetti a risarcimento

27 27 Il Confronto sulla base delle Carte del Servizio 2/3 gg

28 PARTE IV: CRITICITA RELATIVE ALLA GESTIONE DEL SERVIZIO

29 29 Stratificazione normativa La regolazione di tale servizio è stata poi affidata dal Governo allAutorità per lEnergia e il Gas (AEEG), con il dl 201/2011 smi che ha trasferito alla stessa Autorità alcune funzioni individuate poi puntualmente con il DPCM 20/7/2012, pubblicato in GU il 3 ottobre LAutorità, ha già compiuto una serie di consultazioni e di deliberazioni, finalizzate ad inquadrare i successivi provvedimenti generali in materia di servizio idrico integrato. Sostanzialmente ha previsto lattivazione di un sistema tariffario transitorio (MTT), valido per tutti i regimi in essere, prima di passare ad una situazione di regime (revisione del MTN) ed una analisi dei costi da riconoscere. Fermo restando la possibilità di affidare il servizio in base ai principi comunitari, resta enunciato il favor per laffidamento della gestione con gara (commi 3 e 4 dellart. 3 bis del dl 138/2011) che prevede una valutazione di virtuosità di regioni, province e comuni, o degli enti di governo locali dellambito o del bacino, che utilizzino le procedure ad evidenza pubblica (ai sensi dellart.20, c. 2, del dl 98/2011 smi). Il servizio idrico integrato è influenzato dalla normativa nazionale generale sui SPL (adesso abrogata in quanto a modalità di affidamento, in esito al referendum 2011 ed alla successiva sentenza della corte costituzionale 199/2012), dalla normativa settoriale (d.lgs. 152/2006 smi) e da quella regionale (definizione dei sostituti delle ex AATO, adesso abrogate, e delimitazione degli ambiti o bacini territoriali ottimali ai sensi dellarticolo 3 bis del dl 138/11 smi).

30 30 Criticità inerenti lestensione di limiti e vincoli pubblicistici alle società Le società in house sono sottoposte alle restrizioni che valgono per le amministrazioni locali (personale, conferimento di incarichi, patto di stabilità – manca decreto attuativo) e allapplicazione del codice degli appalti per gli acquisti di beni e servizi. Lart. 20 del dl 98/2011 smi pone il divieto assunzione personale per lente (se sp. Corrente/ tot spese > 50%) incluse le spese sostenute anche dalle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto di SPL senza gara, ovvero che svolgono SPL privi di rilevanza (anche se con gara), ovvero che svolgono attività strumentali. Divieto per i Comuni con meno di abitanti di detenere partecipazioni dirette in società (dismissione al 30 settembre 2013); limite ad una sola società la partecipazione per i Comuni da a abitanti (dismissioni al 31/12/ Corte dei Conti Lombardia). E possibile per i Comuni fino a abitanti detenere le società che a bbiano il bilancio in utile nel periodo (senza riduzioni di capitale per perdite né perdite oggetto di ripiano dellente) ovvero hanno partecipazione paritaria ovvero proporzionale al numero degli abitanti, costituite da più comuni, la cui popolazione complessiva superi i abitanti. La disposizione in questione presenta un articolato sistema di preclusioni e parallelamente di eccezioni via via fornite dai differenti pareri della Corte dei Conti. Articolo 14 c. 32 del dl 78/2010 smi Patto di stabilità, personale e acquisto beni e servizi Consolidamento dei conti con lente locale

31 31 Ulteriori limiti della normativa recente Articolo 34, del dl n. 179/2012 commi 13 – 18, ancora in corso di conversione alla Camera - prevede la pubblicazione di una relazione da parte dellente competente che indichi obblighi di servizio, compensazioni e conformità del modello scelto rispetto alla normativa di riferimento nonché linserimento delle scadenze nei contratti di servizio che ne sono privi. Per le quotate e loro controllate gli affidamenti scadono naturalmente ovvero al se non è prevista una scadenza. Larticolo 3 del dl 174/12 convertito il 7/12/12 in legge 213/12 prevede poi il consolidamento dei conti fra ente locale e società partecipate non quotate (per il quale però mancano i criteri). Inoltre lo stesso articolo, modifica il TUEL prevedendo una serie di controlli sulle società partecipate dallo stesso ente, non quotate per gli enti locali con più di abitanti in prima applicazione, al 2014 e al 2015, relativamente allintroduzione di un sistema informativo per rilevare i rapporti finanziari fra i due enti, la situazione contabile e gestionale della società, il rispetto dei contratti di servizio, la qualità dei servizi ed i vincoli di finanza pubblica. Risultati da inserire nel consolidato, ancora una volta senza criteri per consolidare le due contabilità. Dl 174/2012 convertito in legge 213/ controlli Decreto 179/2012 c.d. sviluppo II – in conversione alla Camera

32 32 Gestione delle reti/impianti del ciclo idrico integrato La Sentenza n. 320/2011 della Corte Costituzionale ha dichiarato lillegittimità costituzionale del comma 2 dell'art. 49 della L. R. Lombardia 26/2003 smi nella parte in cui prevedeva la possibilità di costituzione, da parte degli enti locali, di una società patrimoniale d'ambito mediante conferimento della proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali del servizio idrico integrato, ciò in contrasto con il principio statale della proprietà pubblica delle reti. Sostanzialmente la corte afferma, la mancanza della norma nazionale che preveda tale possibilità in quanto ritiene abrogato, considerazione non esente da critiche, il comma 13 dellarticolo 113 del TUEL per incompatibilità con lex art. 23 bis del dl 135/2009. Le società patrimoniali delle reti e delle altre dotazioni degli enti locali rappresentano una realtà consolidatasi nel corso degli anni ai sensi dellart. 113 del commi 2, 4 e 13 del D.Lgs. n. 267/2000, Per quanto attiene lidrico vige però lart 143 del D.Lgs. 152/2006 e ci sono state novità giurisprudenziali. La patrimoniali sono poi interessate dalle cessioni di cui allarticolo 4 c.1 del dl 95/2012, inerente lo scioglimento entro il ovvero la cessione entro il delle società c.d. strumentali. Ciò però contrasta con il vincolo di incedibilità del capitale sociale e non appare in linea con i dettami dellordinamento che prevede tale possibilità di gestione (criticità sentenza corte costituzionale). Tale operazione non risulta poi neutra per la finanza pubblica, in quanto tali soggetti andrebbero indennizzati così come i loro creditori, risultando pertanto antieconomica. La Corte dei Conti Emilia Romagna, con il Parere 13/2/2012 n. 9/PAR, inerente le dismissioni di cui all'articolo 14, comma 32, d.l. 78/2012 accentua la problematica, in quanto, conformandosi alla pronuncia della Corte Costituzionale, ha affermato che la società patrimoniale ex art. 113, commi 2 e 13, è da considerarsi superata e che gli enti locali non solo non potranno costituire nuove società patrimoniali in ragione del succitato divieto ma dovranno anche dismettere quelle esistenti.

33 33 Memo Legge regione Emilia Romagna n. 23/2011 LAgenzia alla quale partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni e le Province della Regione opera su due livelli cui competono funzioni distinte di governo (art. 4 comma 4): Le funzioni del primo livello sono esercitate con riferimento all'intero ambito territoriale ottimale; Le funzioni del secondo livello sono esercitate, in sede di prima applicazione della presente legge, con riferimento al territorio provinciale. La Regione Emilia Romagna – con la succitata l.r. 23/ introduce un unico ATO sull'intero territorio regionale nonché riattribuisce le funzioni delle vecchie AATO provinciali, in parte allAgenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi pubblici ambientali ed in parte allo stesso ente Regione. Il Consiglio d'Ambito, è composto da Sindaci, Presidenti delle Province o amministratori e loro delegati, nominati da ciascun Consiglio locale, e svolge le funzioni di primo livello. Ai fini del SII provvede tra laltro all'assunzione delle decisioni relative alle modalità di affidamento del servizio ed alla definizione di linee guida vincolanti per l'approvazione dei piani degli interventi e delle tariffe all'utenza da parte dei Consigli locali; I Consigli locali, svolgono le funzioni di secondo livello, sono costituiti dai Comuni della provincia o dalle Unioni di Comuni o dalle Comunità Montane, nonchè dall'ente Provincia. Ogni Consiglio locale elegge un coordinatore. In relazione al servizio idrico i Consigli locali provvedono all'individuazione dei bacini di affidamento dei servizi, nelle more del riallineamento delle scadenze delle gestioni in essere, ivi compresa la loro aggregazione con bacini di pertinenza di altri Consigli ed a proporre al Consiglio d'ambito le modalità specifiche di organizzazione e gestione dei servizi;


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