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1 VIDEOTERMINALI E PREVENZIONE Dr. Ferdinando Masala Specialista in Medicina del Lavoro.

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Presentazione sul tema: "1 VIDEOTERMINALI E PREVENZIONE Dr. Ferdinando Masala Specialista in Medicina del Lavoro."— Transcript della presentazione:

1 1 VIDEOTERMINALI E PREVENZIONE Dr. Ferdinando Masala Specialista in Medicina del Lavoro

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4 4 SORVEGLIANZA SANITARIA E NORMATIVA l TITOLO VII del Dlgs 81/08 del VIDEOTERMINALE: apparecchiatura dotata di schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione, costituita da personal computer, sistemi di videoscrittura, di elaborazione dati, testi o immagini. NON SI APPLICANO: ai posti di guida, registratori di cassa, strumenti controllo macchinari….

5 5 SORVEGLIANZA SANITARIA E NORMATIVA POSTO DI LAVORO: l'insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale,eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l'unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l'ambiente di lavoro immediatamente circostante; LAVORATORE: il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'articolo 175.

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7 7 Frequenti e brevi pause durante il lavoro al computer: gli effetti sul benessere e sulla produttività I risultati indicano che il comfort visivo migliora durante le pause e gli esercizi e che la produttività aumenta. Frequenti pause dal lavoro al computer producono effetti benefici sul comfort e sulla produttività dell'operatore. Il tempo di lavoro perso durante le brevi pause è normalmente compensato da un aumento dell'efficienza nei successivi periodi di lavoro. Robert A. Henning, Sabina M. Alteras-Webb, Pierre Jacques, George V. Kissel e Anne B.Sullivan Dipartimento di Psicologia Università del Connecticut Uno dei metodi per liberarsi dei problemi muscolo-scheletrici è la distensione muscolare. Bisogna sempre ricordarsi che le persone non sono delle macchine. Martin Dainoff - Direttore del Centro di Ricerche Ergonomiche Università Miami dell'Ohio

8 8 VISIONE OCCUPAZIONALE La visione occupazionale ravvicinata (meno di un metro), protratta (molte ore al giorno per molti anni), statica (minime alternanze con visione da lontano) può causare condizioni di disagio a breve-medio termine. Non è stato ancora chiarito se possa causare anche effetti a più lungo termine.

9 9 VISIONE OCCUPAZIONALE Comporta un marcato e concomitante impegno di: l Accomodazione: il cristallino modifica il suo potere rifrattivo per poter mettere a fuoco sulla retina un oggetto situato a meno di 5 metri; l Convergenza: i globi oculari ruotano in modo simultaneo e sincrono verso linterno, per poter far convergere i due assi visivi sulloggetto osservato, in modo tale che la sua immagine cada sulle fovee retiniche, parti destinate alla visione distinta.

10 10 VISIONE OCCUPAZIONALE Ladattamento pupillare o riflesso fotomotore interviene in 0,2-0,5 secondi quando una od entrambe le retine sono esposte ad un aumento/diminuzione della stimolazione luminosa. Ladattamento retinico è un cambiamento della sensibilità della retina a cambiamenti di illuminazione (pigmenti fotosensibili). Lazione combinata dei due tipi di adattamento consente il mantenimento di un efficiente, ma non necessariamente confortevole, visione in ambienti ove esistano aree con elevata differenza di luminosità.

11 11 DISTURBI Per la vista e gli occhi Muscolo-scheletrici Da affaticamento fisico e mentale Derivano solitamente da: l inadeguata progettazione del posto di lavoro l modalità di svolgimento l inadeguato comportamento da parte delloperatore

12 12 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI Insieme di disturbi funzionali che si originano quando lapparato visivo cerca di conseguire, ricorrendo ad artifici stressanti, risultati funzionali eccedenti le proprie possibilità fisiologiche. Sono precoci, imprecisi, non chiaramente ed immediatamente ricollegabili alle cause che li hanno provocati; costituiscono una sorta di campanello di allarme.

13 13 DISTURBI OCULO VISIVI l Sintomi: l bruciore, lacrimazione l senso di corpo estraneo l ammiccamento frequente l fastidio alla luce, pesantezza l visione annebbiata o sdoppiata l stanchezza alla lettura l cefalea l NEL COMPLESSO SONO DISTURBI REVERSIBILI

14 14 FATTORI PRINCIPALI RESPONSABILI DEI DISTURBI VISIVI o ASTENOPICI Causati da sovraccarico di accomodazione e convergenza (connessi con la visione da vicino) Causati da sovraccarico della motilità pupillare e delladattamento retinico (connessi alle condizioni illuminotecniche del posto di lavoro)

15 15 FATTORI COMPLEMENTARI DEI DISTURBI VISIVI Causano sintomi rilevabili anche in operatori presenti nello stesso ambiente di lavoro ma non adibiti ad utilizzo di VDT. Sono: l Agenti chimici irritanti per la superficie oculare: fumo di tabacco, formaldeide, ossidi di azoto, ozono, polveri e fibre. Causano iperemia congiuntivale, riduzione della stabilità del film lacrimale. l Condizioni microclimatiche: bassa umidità relativa ed elevata velocità dellaria prodotte da ventilatori, sistemi di raffreddamento ecc. Possono provocare uneccessiva evaporazione del film lacrimale con conseguenti fenomeni infiammatori.

16 16 DISTURBI OCULOVISIVI o ASTENOPICI l Principali cause: l illuminazione inadatta l riflessi da superfici lucide l luce diretta (artificiale o naturale) su monitor o occhi l presenza di superfici di colore estremo (bianco o nero) l difettosità del monitor l impegno visivo statico, ravvicinato, protratto nel tempo

17 17 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI l Come prevenirli: l ai primi sintomi di affaticamento fare piccole pause l socchiudere le palpebre per 1/2 minuti l distogliere lo sguardo dagli oggetti vicini e rivolgerlo verso quelli lontani l verificare lilluminazione e le tende l eliminare riflessi e/o abbagliamenti l seguire con lo sguardo il perimetro del soffitto

18 18 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA Vi suggeriamo ora di eseguire quotidianamente questa serie di semplici esercizi di rieducazione visiva che vi aiuteranno a prevenire quei fastidiosi disturbi della vista dovuti ad un uso del VDT in condizioni di particolare impegno visivo. Vi suggeriamo ora di eseguire quotidianamente questa serie di semplici esercizi di rieducazione visiva che vi aiuteranno a prevenire quei fastidiosi disturbi della vista dovuti ad un uso del VDT in condizioni di particolare impegno visivo.

19 19 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA Per effetto di questo apprendimento gli occhi si rilasseranno, sbloccando la tensione provocata dalluso prolungato del videoterminale. La rieducazione richiede principalmente una buona motivazione e costanza nella pratica. Per effetto di questo apprendimento gli occhi si rilasseranno, sbloccando la tensione provocata dalluso prolungato del videoterminale. La rieducazione richiede principalmente una buona motivazione e costanza nella pratica.

20 20 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA PALMING Coprite gli occhi con le mani ed appoggiate tutto il peso del capo sui palmi delle mani. Restate così per minuti respirando tranquillamente. Notate come l'oscurità davanti agli occhi diventa man mano più profonda. Si può terminare visualizzando paesaggi naturali e tranquilli. Fatelo spesso per riposare gli occhi. Ogni volta che dovete aspettare il caricamento di una pagina, invece di fissare ansiosamente lo schermo, fate palming. Questo esercizio sviluppa un senso di calore sull'organo della vista che ha un effetto benefico favorendo il rilassamento della muscolatura intrinseca ed estrinseca dell'occhio. PALMING Coprite gli occhi con le mani ed appoggiate tutto il peso del capo sui palmi delle mani. Restate così per minuti respirando tranquillamente. Notate come l'oscurità davanti agli occhi diventa man mano più profonda. Si può terminare visualizzando paesaggi naturali e tranquilli. Fatelo spesso per riposare gli occhi. Ogni volta che dovete aspettare il caricamento di una pagina, invece di fissare ansiosamente lo schermo, fate palming. Questo esercizio sviluppa un senso di calore sull'organo della vista che ha un effetto benefico favorendo il rilassamento della muscolatura intrinseca ed estrinseca dell'occhio.

21 21 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA ALLENAMENTO ALL'ACCOMODAZIONE ALLENAMENTO ALL'ACCOMODAZIONE Avvicinate ed allontanate dagli occhi una penna (o un qualsiasi oggetto colorato) mentre la osservate. Respirate e battete le palpebre. L'allontanamento e l'avvicinamento alternati di un oggetto determina contrazione e rilassamento del muscolo dell'accomodazione (ciliare) che altrimenti resterebbe contratto nella stessa posizione per troppo tempo causando affaticamento visivo. Inoltre mentre ammiccare con le palpebre facilita la fuoriuscita del film lacrimale che "lubrifica", disinfetta e nutre la cornea, l'esercizio respiratorio ossigena il sangue e conseguentemente anche l'occhio.

22 22 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA SUNNING Senza occhiali e ad occhi chiusi guardate in direzione del sole per qualche istante. Respirando immaginate davanti a voi una profondità infinita immaginando di assorbire il calore e distribuirlo dentro gli occhi, dietro, e anche verso la nuca minuti. Fa molto bene alternarlo con il Palming. Muovete poi gli occhi in grandi cerchi per permettere alla luce di toccare ogni parte della retina. SUNNING Senza occhiali e ad occhi chiusi guardate in direzione del sole per qualche istante. Respirando immaginate davanti a voi una profondità infinita immaginando di assorbire il calore e distribuirlo dentro gli occhi, dietro, e anche verso la nuca minuti. Fa molto bene alternarlo con il Palming. Muovete poi gli occhi in grandi cerchi per permettere alla luce di toccare ogni parte della retina.

23 23 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA COORDINAZIONE SPAZIALE COORDINAZIONE SPAZIALE Seguite molto lentamente il contorno di un quadro o qualsiasi altro oggetto, come se lo disegnaste con la punta del naso; alternate oggetti vicini e lontani. Questo esercizio ha una azione selettiva sulla visione stimolando la messa a fuoco per lontano, contrariamente a quello che accade con l'uso del VDT in cui è impiegata esclusivamente la visione per vicino.

24 24 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA BLINKING (battere le palpebre) Fatelo il più spesso possibile; serve a dare movimento, relax, e per inumidire e pulire la cornea e massaggio agli occhi. Il movimento deve essere leggero, come il battito d'ali di una farfalla. Ma all'inizio può anche essere utile alternare un battito leggero ad un vero e proprio strizzare gli occhi.

25 25 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA COLPO DOCCHIO (flashing) Gettare uno sguardo rapidissimo su qualcosa. Chiudere gli occhi e osservare che cosa resta dell'immagine. Sviluppare man mano una più precisa memoria visiva delle cose percepite. Acquisire questa capacità rende più semplice il processo di elaborazione neurofisiologica della visione riducendo laffaticamento.

26 26 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA GODERE DELLA VISIONE SFUMATA Ridurre l'importanza della nitidezza ai casi in cui è assolutamente necessaria. Imparate a privilegiare nella visione, nell'ordine: il movimento, il colore, la forma e lo sfondo. La nitidezza è necessaria in pochissime situazioni. Volere ad ogni costo ottenere una elevata nitidezza induce un super-impegno delle strutture oculari impegnate nel fenomeno della messa a fuoco

27 27 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA SBADIGLIARE Sbadigliando ci si rilassa, ci si ossigena e si inumidiscono gli occhi. Fatelo spesso, anche se "non vi viene". Le lacrime ossigenano, disinfettano e lubrificano la cornea. Inoltre il film lacrimale rappresenta un vero e proprio mezzo diottrico, comportandosi come una vera e propria lente di ingrandimento

28 28 DISTURBI OCULO VISIVI o ASTENOPICI: RIEDUCAZIONE VISIVA VISIONE NUCLEARE Non cercate di vedere un volto o un oggetto tutto insieme (=fissare). Esploratelo invece, scandagliatelo muovendo rapidamente la visione concentrata da un particolare all'altro. In questo modo si impegnano settori diversi della retina consentendone il recupero funzionale

29 29 DISTURBI MUSCOLO SCHELETRICI l Sensazioni: l senso di peso, di fastidio l intorpidimento l dolore l rigidità di: l collo l schiena l spalle l braccia l mani

30 30 DISTURBI MUSCOLO SCHELETRICI l Cause: l posizione di lavoro scorretta l errata scelta degli arredi l posizione di lavoro fissa e mantenuta per lungo tempo l movimenti rapidi e ripetitivi delle mani (uso di tastiera e mouse)

31 31 DISTURBI MUSCOLO SCHELETRICI l Come prevenirli: l verificare che la parte alta del monitor sia al livello degli occhi l verificare la distanza del monitor e della tastiera l stare seduti ben eretti con i piedi ben poggiati l regolare bene laltezza e linclinazione della sedia l ai primi sintomi di dolore al collo o alle estremità concedersi una pausa alzandosi e muovendosi

32 32 SORVEGLIANZA SANITARIA l per chi utilizza i videoterminali sistematicamente e abitualmente per almeno 20 ore settimanali dedotte pause e interruzioni l è esercitata dal Medico Competente. Sono previste visite preventive e periodiche

33 33 SORVEGLIANZA SANITARIA Si articola su due livelli: l PRIMO LIVELLO: compete al Medico del Lavoro. l SECONDO LIVELLO: si basa sul ricorso a consulenti specialisti (oftalmologi, ortopedici/fisiatri. Le visite specialistiche oculistiche sono previste per legge solo come accertamenti di secondo livello: la loro esecuzione nel primo livello può essere considerata raccomandabile ma non indispensabile e tanto meno tassativa.

34 34 l sono previsti controlli l degli occhi e della vista l alla colonna vertebrale e agli arti superiori l periodicità: l biennale se classificati idonei con prescrizioni e/o quelli con più di 50 anni l tutti gli altri ogni 5 anni CONTROLLI

35 35 l I lavoratori sono sottoposti inoltre a controllo oftalmologico: l quando sospettano alterazioni delle funzioni visive, confermate dal Medico Competente l qualora la visita periodica ne evidenzi la necessità CONTROLLI

36 36 LE PAUSE l Gli operatori ai VDT hanno diritto ad una interruzione del lavoro mediante: l pausa l cambiamento di attività l In assenza di contrattazione ha comunque diritto ad una pausa di 15 min. ogni 120 min.

37 37 STRESS l Disturbi di tipo psicologico o psicosomatico: l mal di testa, stanchezza l irritabilità, tensione nervosa l ansia, depressione l insonnia l problemi digestivi

38 38 STRESS l Cause: l carico di lavoro superiore o inferiore alle capacità della persona l mancanza di riconoscimento l lavoro monotono e/o ripetitivo l isolamento da colleghi l software o hardware inadeguati l fattori ambientali: l spazio l microclima

39 39 STRESS l Come prevenirlo: l svolgendo attività fisica l sfruttando al meglio le pause l adottando comportamenti corretti conformemente alla formazione e informazione.

40 40 FATTORI PSICOSOCIALI

41 41 LA POSIZIONE CORRETTA l Tronco: l posizione eretta, fra 90 e 110° per evitare dannose compressioni pelvico- addominali, appoggio del tratto lombare 90°- 110° 90°

42 42 LA POSIZIONE CORRETTA l Gambe: l a circa 90°per ridurre laffaticamento e facilitare la circolazione. Piedi ben poggiati a terra o sul poggia-piedi

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44 44 LA POSIZIONE CORRETTA l Braccia piegate a circa 90°. Avambracci appoggiati nello spazio fra bordo tavolo e tastiera (almeno 15 cm) l Occhi: distanza occhi monitor fra i 50 e i 70 cm. Il bordo superiore del monitor deve essere posto allaltezza degli occhi. 90° cm

45 45 IL PIANO DI LAVORO DEVE ESSERE: l con bordi arrotondati l di colore neutro e superficie opaca l regolabile in altezza (67-77 cm.) o ad altezza fissa (72 cm.)

46 46 PIANO DI LAVORO l profondo cm. l largo cm. l comunque di dimensioni sufficienti

47 47 IL SEDILE DI LAVORO DEVE ESSERE: l stabile l con 5 razze e ruote l girevole l senza braccioli (o arrotondati)

48 48 SEDILE DI LAVORO l regolabile: l sedile (alto/basso) l schienale (alto/basso, inclinazione) l traspirante e lavabile

49 49 IL MONITOR DEVE ESSERE: l orientabile e inclinabile l con superficie antiriflettente l con luminosità e contrasto regolabili

50 50 MONITOR l con immagine stabile senza sfarfallamenti l con caratteri leggibili e definiti l pulito l la parte retrostante lontana da pareti

51 51 LA TASTIERA DEVE ESSERE: l inclinabile e separata dal monitor l lontana dal bordo del piano di lavoro 15 cm. l con superficie opaca e di colore neutro l con simboli chiari

52 52 IL MOUSE DEVE: l garantire una buona impugnatura (ergonomica) l essere manovrato avendo cura di poggiare lavambraccio al piano di lavoro

53 53 PORTA DOCUMENTI opzionale per chi lo desidera DEVE ESSERE: l regolabile: l alto/basso l destra/sinistra l collocato in modo corretto in relazione allattività da svolgere

54 54 Dovrà essere di dimensioni adeguate: l larghezza 45 cm. l profondità 35 cm. l Inclinazione 10-20° l superficie in materiale anti- scivolo IL POGGIAPIEDI opzionale per chi lo desidera

55 55 ILLUMINAZIONE Valori e condizioni ottimali: l fra i 200 e i 400 lux l pareti, pavimenti, soffitti, porte, piani di lavoro devono essere di colore chiaro e opaco l le tende devono consentire la regolazione della luce naturale (es. veneziane) l plafoniere anti-abbagliamento

56 56 ILLUMINAZIONE POSIZIONE SBAGLIATA

57 57 ILLUMINAZIONE POSIZIONE SBAGLIATA

58 58 ILLUMINAZIONE POSIZIONE CORRETTA

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60 60 MICROCLIMA l preferibile impianto di climatizzazione l nella stagione calda la temperatura non dovrebbe essere inferiore di oltre 7°C a quella esterna l nelle altre stagioni tra i 18 e i 20°C

61 61 MICROCLIMA l umidità fra il 40 e il 60% l ricambio 32 metri cubi di aria per persona allora in assenza di fumatori

62 62 RUMORE l installare i VDT in locali poco disturbati da fonti di rumore interne o esterne l scegliere strumentazione poco rumorosa l isolare gli strumenti rumorosi in locali separati o con dispositivi fono-isolanti

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64 64 OCCHIALI E VDT La Legge 3 febbraio 2003, n° 14 "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2002" precisa i casi in cui il datore di lavoro fornisce a sue spese i dispositivi speciali di correzione (ad esempio occhiali speciali per VDT) "in funzione dell'attività svolta. Nel caso in cui il lavoratore addetto al VDT, in base ai risultati della visita del Medico Competente, debba utilizzare per il lavoro al VDT occhiali diversi da quelli normali di correzione che il lavoratore già usa, il datore di lavoro sarà obbligato a fornirli senza alcuna discrezionalità. La norma è stata introdotta a seguito di una sentenza della Sesta Sezione della Corte Europea.

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68 68 VDT E CALORE Il VDT produce calore che va eliminato con misure appropriate; ciò è molto importante specialmente nei casi in cui nello stesso locale siano installati più apparecchi. Occorre quindi arieggiare regolarmente i locali di lavoro: dinverno ventilarli brevemente ma a fondo (aprire completamente la finestra e la porta).

69 69 CAMPI ELETTROSTATICI Rari sono i casi di irritazione cutanea dovuti a campi elettrostatici. Si può comunque prevenirli acquistando un VDT generante un campo elettrostatico ridotto (come nel caso della maggior parte degli apparecchi nuovi), oppure applicando davanti allo schermo un filtro elettrostatico. Ciò richiede, però, linstallazione di una messa a terra efficace, cosa non sempre facile.

70 70 LE RADIAZIONI - 1 Secondo lattuale stato delle conoscenze in materia, il lavoro al videoterminale non comporta pericoli di esposizione a radiazioni tali da pregiudicare la salute degli operatori.

71 71 LE RADIAZIONI - 2 Lacquisto di filtri per ridurre le radiazioni si rivela quindi completamente ingiustificato. E tuttavia importante verificare, prima dellacquisto, la presenza della marcatura CE sul videoterminale che garantisce che i campi elettromagnetici sono al di sotto dei limiti raccomandati e riscontrabili nei comuni ambienti di vita dove sono utilizzate apparecchiature elettriche e televisive.

72 72 FILTRI ANTIRIFLESSO - 1 Se il videoterminale é stato posizionato in modo corretto (parallelo alla finestra e disposto lateralmente rispetto ai corpi illuminanti del soffitto) non è necessario usare filtri.

73 73 FILTRI ANTIRIFLESSO - 2 Quando le condizioni sono sfavorevoli (es. in un ufficio ad angolo con due fronti di finestre) i filtri possono evitare i disturbi causati da riflessioni sullo schermo. Bisogna però fare attenzione a procurarsi un prodotto di qualità e a provarlo prima di acquistarlo, in quanto, a seconda della marca, il filtro assorbe dal 30 al 50 % della luce dello schermo e peggiora la qualità di riproduzione dellimmagine.

74 74 FILTRI ANTIRIFLESSO - 3 La qualità dellimmagine peggiora anche quando sul filtro sono presenti impronte o polvere e pertanto è necessario che esso sia pulito regolarmente. Per evitare i riflessi provocati dalle finestre, la soluzione migliore è comunque quella di disporre la postazione di lavoro in modo corretto rispetto alle finestre ed ai punti luce del soffitto

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