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A.S. Lorenza Gandolfi SPSAL Modena Dispositivi di Protezione Individuale CORSO DI FORMAZIONE R.S.P.P. D.Lgs. 195/2003 e Accordo Stato Regioni 26.01.2006.

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1 A.S. Lorenza Gandolfi SPSAL Modena Dispositivi di Protezione Individuale CORSO DI FORMAZIONE R.S.P.P. D.Lgs. 195/2003 e Accordo Stato Regioni Modulo B Specializzazione per R.S.P.P. E A.S.P.P. Ottobre 2007

2 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) ASPETTI NORMATIVIASPETTI NORMATIVI CRITERI DI SCELTACRITERI DI SCELTA TIPOLOGIE E CARATTERISTICHETIPOLOGIE E CARATTERISTICHE MODALITA DIMPIEGOMODALITA DIMPIEGO

3 ASPETTI NORMATIVI ASPETTI NORMATIVI D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626/94 e s.m.i Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. durante il lavoro. Titolo IV Attuazione della direttiva 89/656/CEE relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e salute per luso da parte dei lavoratori di attrezzature di protezione individuale durante il lavoro Lavoratore: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, soci lavoratori di cooperative o di società di fatto, allievi…

4 ASPETTI NORMATIVI D.Lgs. 14 agosto 1996 n. 494 Attuazione della direttiva 92/57 CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei e mobili e di salute da attuare nei cantieri temporanei e mobili Art. 7 Obblighi dei lavoratori autonomi 1.I lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nei cantieri: la propria attività nei cantieri: a)………………………….. a)………………………….. b) utilizzano i DPI conformemente a quanto previsto dal b) utilizzano i DPI conformemente a quanto previsto dal titolo IV del D.Lgs. 626/94; titolo IV del D.Lgs. 626/94; c)…………………………… c)……………………………

5 Art. 40 D.Lgs. 626/94 D efinizioni DPI è qualunque attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o piu rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro nonché ogni componente o accessorio destinato a tale scopo. DPI è qualunque attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o piu rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro nonché ogni componente o accessorio destinato a tale scopo.

6 Art. 40 D.Lgs. 626/94 D efinizioni » Insieme di DPI diversi destinati a proteggere da uno o più rischi simultanei a proteggere da uno o più rischi simultanei » DPI collegato a un prodotto non destinato alla protezione alla protezione » Componenti intercambiabili di un DPI, indispensabili per il suo corretto indispensabili per il suo corretto funzionamento funzionamento

7 Art. 40 D.Lgs. 626/94 Esclusioni Non sono dispositivi di protezione individuale: » gli indumenti e le uniformi di lavoro quando non proteggono da rischi proteggono da rischi » dpi per uso privato contro le condizioni atmosferiche, umidità, acqua e calore umidità, acqua e calore » caschi e visiere per veicoli e materiali sportivi ….

8 Art. 41 D.Lgs. 626/94 Obbligo duso RISCHI vanno evitati o ridotti con misure tecniche di prevenzione misure tecniche di prevenzione mezzi di protezione collettiva mezzi di protezione collettiva riorganizzazione del lavoro riorganizzazione del lavoro USO DPI RISCHI RESIDUI

9 Art. 42 D.Lgs. 626/94 Requisiti dei DPI »….. devono: - essere adeguati ai rischi senza comportare un rischio maggiore; - essere adeguati ai rischi senza comportare un rischio maggiore; - essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; - essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; - tenere conto delle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore; - tenere conto delle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore; - poter essere adattati allutilizzatore secondo le sue necessità - poter essere adattati allutilizzatore secondo le sue necessità »Compatibili tra loro in caso di rischi multipli

10 D.Lgs. 626/94 art I DPI….. non devono comportare un rischio maggiore; I guanti con alta resistenza allo strappo non devono essere utilizzati vicino a macchinari in movimento

11 Art. 42 D.Lgs. 626/94 Requisiti dei DPI I DPI devono essere conformi alle norme di cui al D.Lgs. 475/92 e s. m. i.

12 ASPETTI NORMATIVI D.Lgs. 4 dicembre 1992 n. 475 Attuazione della direttiva 89/686 CEE in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative ai DPI. modificato dal D.Lgs. 2 gennaio 1997 n.10 Attuazione delle direttive 93/68 CEE, 93/95 CEE, 96/58 CEE relative ai Dispositivi di Protezione Individuale. Soggetti coinvolti: fabbricante o suo rappresentante Normativa di prodotto

13 D.Lgs. 4 dicembre 1992 n.475 STABILISCE Requisiti essenziali di salute e sicurezza Procedure di certificazione CE Adempimenti a carico del fabbricante

14 Art.3 D.Lgs.475/92 Requisiti essenziali di salute e sicurezza I DPI non possono essere immessi sul mercato e in servizio se non rispondono ai requisiti essenziali di salute e sicurezza specificati nellallegato II REQUISITI DI CARATTERE GENERALE GENERALE PRINCIPI DI PROGETTAZIONE Livelli di protezione FATTORI DI COMFORT E DI EFFICACIANOTA INFORMATIVA INFORMATIVA INNOCUITA DEI DPI REQUISITI SUPPLEMENTARI COMUNI A DIVERSE CATEGORIE DI DPI REQUISITI SUPPLEMENTARI SPECIFICI PER I RISCHI DA PREVENIRE

15 Art. 2 D.Lgs. 475/92 modificato dallart. 2 del D.Lgs. 10/97 Norme armonizzate e norme nazionali Ai sensi del presente decreto si intendono per norme armonizzate le disposizioni di carattere tecnico adottate da organismi di normazione europei su incarico della commissione CE. ………………………………………………………….. I dpi che rispondono ai requisiti previsti dalle norme armonizzate si presumono conformi ai requisiti essenziali di salute e sicurezza. Lapplicazione delle norme armonizzate è a carattere volontario

16 avere una direttiva di riferimento essere elaborata su mandato della essere elaborata su mandato della commissione CE commissione CE essere pubblicata nella G.U. della CE essere pubblicata nella G.U. della CE essere trasposta in norma nazionale con essere trasposta in norma nazionale con i riferimenti pubblicati nella G.U. degli i riferimenti pubblicati nella G.U. degli stati membri stati membri

17 PROCEDURA PER LELABORAZIONE DELLE NORME ARMONIZZATE COMMISSIONE CE MANDATO AL COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE (CEN) COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE (CEN) Membro italiano del CEN per lItalia e LEnte Nazionale di Unificazione (UNI) COMPITO DI ELABORAZIONE AD UN COMITATO TECNICO (TC) PROGETTO DI NORMA APPROVAZIONE DELLA NORMA (G.U. CE) (G.U. CE) TRASPOSIZIONE IN NORMA NAZIONALE NAZIONALE (G.U. STATI MEMBRI) (G.U. STATI MEMBRI)

18 NORME ARMONIZZATE I REQUISITI ESSENZIALI DI SALUTE E SICUREZZA (D.Lgs. 475/92 ) (D.Lgs. 475/92 ) DISPOSIZIONI DI CARATTERE TECNICO DI CARATTERE TECNICO TRADUCONO

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21 D. M. 13 Febbraio 2003 Terzo elenco riepilogativo di norma armonizzate concernente lattuazione della direttiva n. 89/686 CEE relativa ai Dispositivi di Protezione individuale. Art.1 Ai sensi dellart. 2 del D.Lgs 475/92 è pubblicato il terzo elenco………….di norme nazionali che traspongono le norme armonizzate europee in materia di DPI.

22 Art. 45 D.Lgs. 626/94 Criteri per lindividuazione e luso …..il Ministero delle Attività Produttive …….tenendo conto della natura, dellattività e dei fattori specifici di rischio, indica: i criteri per lindividuazione e luso dei DPI i criteri per lindividuazione e luso dei DPI le circostanze e le situazioni in cui, si le circostanze e le situazioni in cui, si rende necessario limpiego dei DPI rende necessario limpiego dei DPI

23 D.M. 2 maggio 2001 D.M. 2 maggio 2001 Criteri per lindividuazione e luso dei Criteri per lindividuazione e luso dei dispositivi di protezioneindividuale (DPI). dispositivi di protezione individuale (DPI). ALLEGATO 1 Protettori auricolari ALLEGATO 1 Protettori auricolari. Raccomandazioni per la selezione, luso, la cura e la manutenzione. Norma UNI EN 458/95 ALLEGATO 2 apparecchi di protezione ALLEGATO 2 Guida alla scelta e alluso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie delle vie respiratorie Norma UNI 10720/98 ALLEGATO 3 Protezione personale degliocchi ALLEGATO 3 Protezione personale degli occhi: filtri per saldatura Filtri per la protezione da radiazioni ultraviolette Filtri per la protezione da radiazioni infrarosse appendici norme UNI EN 169/93, UNI EN 170 e UNI EN 171/93 ALLEGATO 4 Indumenti protettivi ALLEGATO 4 Indumenti protettivi da agenti chimici solidi, liquidi e gassosi pericolosi. Raccomandazioni per la selezione, luso e la manutenzione

24 LINEE GUIDA ISPESL DOCUMENTAZIONE LINEE GUIDA TECNICHE

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26 D.Lgs. 475/92 CERTIFICAZIONE, CATEGORIE E MARCATURA DEI DPI PRIMA CATEGORIA DPI di progettazione semplice destinati a salvaguardare la persona da rischi di danni fisici di lieve entità. Dichiarazione di conformità CE

27 Solo per rischi minori Solo per rischi minori Lesioni superficiali prodotte da strumenti meccanici Lesioni superficiali prodotte da strumenti meccanici Lesioni facilmente reversibili causate da prodotti per la pulizia Lesioni facilmente reversibili causate da prodotti per la pulizia Contatto o urto con oggetti caldi < 50° C Contatto o urto con oggetti caldi < 50° C Ordinari fenomeni atmosferici Ordinari fenomeni atmosferici Urti e vibrazioni lievi Urti e vibrazioni lievi Azione lesiva dei raggi solari Azione lesiva dei raggi solari PRIMA CATEGORIA

28 D.Lgs. 475/92 CERTIFICAZIONE, CATEGORIE E MARCATURA DEI DPI D.Lgs. 475/92 CERTIFICAZIONE, CATEGORIE E MARCATURA DEI DPI SECONDA CATEGORIA Attestato di certificazione CE Attestato di certificazione CE Dichiarazione di conformità CE Dichiarazione di conformità CE Per esclusione tutti quelli che non rientrano nella I° nella II° categoria. La maggior parte dei DPI è di II° categoria

29 D.Lgs. 475/92 CERTIFICAZIONE, CATEGORIE E MARCATURA DEI DPI TERZA CATEGORIA DPI di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente DPI di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente. Attestato di certificazione CE Attestato di certificazione CE Verifica periodica Verifica periodica Dichiarazione di conformità CE Dichiarazione di conformità CE 00331

30 Protezione delle vie respiratorie contro aerosol solidi, liquidi o contro i gas Respiratori isolanti isolanti DPI contro le aggressioni chimiche e le radiazioni ionizzanti (guanti e indumenti) DPI per attività in ambienti con temperatura daria > 100° oppure < - 50° C DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dallalto DPI destinati per attività che espongano a tensioni elettriche pericolose TERZA CATEGORIA

31 D.Lgs. 475/92 art. 5 Procedure di Certificazione DPI I CATEGORIA DPI II CATEGORIA DPI III CATEGORIA Il fabbricante appone la marcatura CE Il fabbricante redige la dichiarazione CE di conformità Il fabbricante redige la dichiarazione CE di conformità Il fabbricante redige la dichiarazione CE di conformità Il fabbricante sottopone il DPI alla certificzione CE (esame documentazione e modello) Lorganismo di controllo autorizzato redige lattestato di certificazione CE Sistemi di controllo della produzione Controllo prodotto finitoControllo sistema di qualità

32 MARCATURA CE – MARCATURA CE – NOTA INFORMATIVA – DICHIARAZIONE DI CONFORMITA – ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE CE (PER SECONDA E TERZA CATEGORIA) (PER SECONDA E TERZA CATEGORIA) ADEMPIMENTI A CARICO DEL FABBRICATE

33 MARCATURA CE MARCATURA CE Art. 12 D.Lgs. 475/92 modificato dal D.Lgs. 10/97 Art. 12 D.Lgs. 475/92 modificato dal D.Lgs. 10/97 DPI III CATEGORIA 0022 Numero identificativo 0022 Numero identificativo dellorganismo di controllo dellorganismo di controllo DPI I e II CATEGORIA

34 NOTA INFORMATIVA La nota informativa rilasciata obbligatoriamente dal fabbricante deve contenere oltre al nome e allindirizzo del fabbricante: istruzioni per il deposito, limpiego, la pulizia, la manutenzione,la » istruzioni per il deposito, limpiego, la pulizia, la manutenzione,la revisione, la disinfezione, ecc; revisione, la disinfezione, ecc; » le prestazioni ottenute agli esami tecnici effettuati per verificare i livelli o le classi di protezione dei DPI; verificare i livelli o le classi di protezione dei DPI; » gli accessori utilizzabili con i DPI e le caratteristiche dei pezzi di ricambio appropriati; ricambio appropriati; » le classi di protezione adeguate ai diversi livelli di rischio ed i corrispondenti limiti di utilizzazione corrispondenti limiti di utilizzazione » la data o il termine di scadenza dei DPI o dei loro componenti » tipo di imballaggio appropriato per il trasporto » il significato della marcatura se questa esiste La nota informativa deve essere redatta in modo preciso, comprensibile e almeno nella lingua dello stato membro destinatario

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36 DICHIARAZIONE DI CONFORMITA

37 Art. 42 D.Lgs. 626/94 Requisiti dei DPI I DPI devono essere conformi alle norme di cui al D.Lgs. 475/92 e s. m. i. MARCATURA CE MARCATURA CE NOTA INFORMATIVA NOTA INFORMATIVA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA (a richiesta) DICHIARAZIONE DI CONFORMITA (a richiesta) ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE CE ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE CE per DPI di SECONDA e TERZA CATEGORIA (a richiesta) per DPI di SECONDA e TERZA CATEGORIA (a richiesta)

38 art. 4 D.Lgs 626/94 obblighi del datore di lavoro del dirigente e del preposto 5. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori e in particolare … la sicurezza e la salute dei lavoratori e in particolare … d) fornisce ai lavoratori i necessari e idonei DPI f) richiede losservanza da parte dei singoli lavoratori …. delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei igiene e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei DPI messi a loro disposizione DPI messi a loro disposizione Esige luso!!!

39 art. 43 D.Lgs. 626/94 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO effettua lanalisi e la valutazione dei rischi che non possono essere eliminabili » effettua lanalisi e la valutazione dei rischi che non possono essere eliminabili con altri mezzi; con altri mezzi; » valuta sulla base delle informazioni fornite dal fabbricante e delle norme duso di cui allart. 45 le caratteristiche dei DPI disponibili; duso di cui allart. 45 le caratteristiche dei DPI disponibili; » fornisce a tutti i lavoratori i DPI necessari e conformi ai requisiti art. 42 e art. 45 art. 42 e art. 45 » mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni di igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie; manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie; » destina ogni DPI ad uso personale, qualora le circostanze richiedano luso di uno stesso DPI da parte di piu persone, prende misure adeguate; uno stesso DPI da parte di piu persone, prende misure adeguate; » informa il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge; » assicura una formazione adeguata e se necessario, uno specifico addestramento » laddestramento è indispensabile per i DPI di terza categoria e i DPI delludito » vigilare affinchè i DPI vengano effettivamente utilizzati (sanzioni fino a )

40 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO art. 43 D.Lgs. 626/94 » valutare tutti i rischi che non possono essere eliminati con altri mezzi con altri mezzi » individuare le condizioni duso e la durata dello stesso in funzione dellentità del rischio, della frequenza funzione dellentità del rischio, della frequenza dellesposizione al rischio stesso e alle caratteristiche dellesposizione al rischio stesso e alle caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore del posto di lavoro di ciascun lavoratore » fornire DPI idonei ed adeguati ai rischi presenti nellimpresa nellimpresa » informare, formare e se necessario, addestrare » vigilare affinchè i DPI vengano effettivamente utilizzati Esige luso!!!

41 INFORMAZIONE E FORMAZIONE CORRETTE ESAUSTIVE EFFICACI

42 INFORMAZIONE E FORMAZIONE COMPRENSIBILI

43 ADDESTRAMENTO » assicura una formazione adeguata e se necessario, uno specifico addestramento addestramento » laddestramento è indispensabile per i DPI di terza categoria e i DPI delludito e i DPI delludito

44 art. 44 D.Lgs. 626/94 OBBLIGHI DEI LAVORATORI » si sottopongono ai programmi di formazione e addestramento sulluso corretto dei DPI; e addestramento sulluso corretto dei DPI; » utilizzano i DPI messi a loro disposizione; » hanno cura dei DPI messi a loro disposizione; » non vi apportano modifiche di propria iniziativa; » al termine dellutilizzo seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna; aziendali in materia di riconsegna; » segnalano immediatamente al datore di lavoro qualsiasi difetto o inconveniente. qualsiasi difetto o inconveniente. (sanzione di 154 )

45 SCELTA DEI DPI SOGGETTI COINVOLTI DATORE DI LAVORO SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE MEDICO COMPETENTE RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI LAVORATORI

46 Art. 11 D.Lgs. 626/94 Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi Nel corso della riunione il datore di lavoro sottopone allesame dei partecipanti: lidoneità dei mezzi di protezione individuale ……lidoneità dei mezzi di protezione individuale

47 CRITERI DI SCELTA dei DPI ANALISI DEL RISCHIO RESIDUO Modalità, durata ed entità dellesposizione CARATTERISTICHE DEL LAVORO DA SVOLGERE CARATTERISTICHE DEL LAVORATORE VALUTAZIONE DEL LIVELLO DI PROTEZIONE IDENTIFICAZIONE IDENTIFICAZIONE DEL DISPOSITIVO DI PROTEZIONE ADEGUATO = DPI UTILIZZATO VALUTAZIONE DELLE PROPRIETA E DELLA BIOCOMPATIBILITA BIOCOMPATIBILITA

48 Tipologia del lavoro da svolgere Precisione destrezza Protezione rinforzata

49 PERCORSO PER LA SCELTA Analisi del rischio Adozione di tutte le misure per la sua eliminazione Permanenza di un rischio residuo Identificazione dei DPI necessari Approfondimento tecnico sulle loro possibili prestazioni Identificazione delle caratteristiche a noi necessarie Ricerca dei DPI disponibili sul mercato Scelta ed acquisto di alcuni DPI Sperimentazione Scelta definitiva Dotazione a tutti i lavoratori esposti al rischio Gestione continua nel tempo

50 DISPOSITIVO DI PROTEZIONE ADEGUATO MIGLIOR COMPROMESSO TRA TRA IL PU ALTO LIVELLO DI SICUREZZA RGGIUNGIBILE E IL COMFORT INDISPENSABILE DA ASSICURARE

51 TIPOLOGIE DI DISPOSITIVI » PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE » PROTEZIONE DEL CORPO » PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO » PROTEZIONE DELLUDITO » PROTEZIONE DEGLI ARTI SUPERIORI » PROTEZIONE DEGLI ARTI INFERIORI » PROTEZIONE DALLE CADUTE DALLALTO

52 Dispositivi di Protezione delle vie respiratorie

53 APPARECCHI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE (APVR) APPARECCHI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE (APVR) CRITERI DI SCELTA D.M. 2 maggio 2001 Criteri per lindividuazione e luso dei dispositivi di protezioneindividuale (DPI). Criteri per lindividuazione e luso dei dispositivi di protezione individuale (DPI). ALLEGATO 2 Guida alla scelta e alluso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie Norma UNI 10720/98

54 APPARECCHI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE (APVR) CRITERI DI SCELTA APPARECCHI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE (APVR) CRITERI DI SCELTA valutazione del rischio » valutazione del rischio » valori limite di esposizione » protezione fornita dai respiratori » libertà di movimento » campo visivo » condizioni climatiche » utilizzo di altri DPI » necessità di decontaminazione dellAPVR

55 NATURA DEI CONTAMINANTI CONCENTRAZIONE DEI CONTAMINANTI DEI CONTAMINANTI VALUTAZIONE DEI RISCHI

56 VALORI LIMITE VALORI LIMITE CONSENTITI TLV – TWA VALORE LIMITE DI SOGLIA ………….

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60 CLASSIFICAZIONE DEGLI APPARECCHI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE APPARECCHI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE (APVR) O RESPIRATORI Dipendenti dalla atmosfera ambiente RESPIRATORI A FILTRO Indipendenti dallatmosfera ambiente RESPIRATORI ISOLANTI

61 UTILIZZO DEI RESPIRATORI ISOLANTI solo quando: la percentuale di ossigeno è » la percentuale di ossigeno è inferiore al 17%; inferiore al 17%; » non si conosce la natura e/o la concentrazione dei contaminanti; la concentrazione dei contaminanti; » la concentrazione dei contaminanti è superiore ai limiti di utilizzo dei è superiore ai limiti di utilizzo dei respiratori a filtro; respiratori a filtro; » nellambiente sono presenti gas/vapori con scarse proprietà di gas/vapori con scarse proprietà di avvertimento avvertimento (sostanza inodore con soglia olfattiva maggiore del TLV). (sostanza inodore con soglia olfattiva maggiore del TLV).

62 RESPIRATORI A FILTRO NON ASSISTITI

63 RESPIRATORI A FILTRO RESPIRATORI A FILTRO ASSISTITI ASSISTITI ventilazione assistita ventilazione forzata

64 CLASSIFICAZIONE DEI RESPIRATORI A FILTRO RESPIRATORI A FILTRO CONTRO PARTICELLE PARTICELLECONTRO GAS E VAPORI GAS E VAPORICONTROPARTICELLE, Filtroantipolvere + facciale FaccialefiltranteantipolvereFiltroantigas Facciale filtrante antigas Filtro combinato + facciale Facciale filtrante combinato

65 TIPOLOGIE DI FILTRI PP AA EE KK BB AXAX Gas e vapori organici con punto di ebollizione superiore a 65°C Xilene,Toluene, Stirene Secondo le indicazioni del fabbricante Particelle in sospensione nellaria Gas e vapori inorganici Cloro, candeggina Secondo le indicazioni del fabbricante Gas acidi anidride solforosa, acido cloridrico Secondo le indicazioni del fabbricante Ammoniaca e derivati Secondo le indicazioni del fabbricante Gas e vapori organici a basso punto di ebollizione inferiore a 65°C etere, acetone Secondo le indicazioni del fabbricante Polveri, fumi, nebbie e fibre

66 Filtri antipolvere EN 143/02 CLASSE DI EFFICIENZA FILTRANTE P1P1 Bassa efficienza 80% 80% Media efficienza 94% 94% Alta efficienza 99,95% 99,95% P2P2 P3P3 CLASSIFICAZIONE DEI FILTRI O RESPIRATORI A FILTRO Le particelle vengono trattenute dal filtro mediante unazione meccanica ed elettrostatica, maggiori strati del materiale filtrante, maggiore è la protezione PP

67 RESPIRATORI ANTIGAS I filtri per gas e vapori sono realizzati con carbone attivo trattato, in grado di trattenere specifiche famiglie di composti chimici per assorbimento La selezione del filtro è molto importante poiché ogni filtro è idoneo solo per la protezione da una determinata classe di sostanze, per questo motivo è importante avere le indicazioni del fabbricante circa lidoneità del filtro nei confronti di una specifica sostanza

68 CLASSI DEI FILTRI ANTIGAS CLASSE DEL FILTROCAPACITA 1 Es. A1 B1 Bassa capacità 2 2 Es. A2 B2 Media capacità 3 Es. A3 B3 Alta capacità A differenza dei filtri antipolvere, per i filtri antigas la suddivisione in classi è associata alla loro capacità, cioè alla loro durata (e non allefficienza filtrante che è del 100%)

69 PERDITA TOTALE VERSO LINTERNO Perdita attraverso il bordo di tenuta Perdita attraverso altri componenti Perdita attraverso il filtro (solo per filtri antipolvere) Perdita attraverso le valvole di espirazione P ressione interna Allinterno di un respiratore a filtro, nellaria respirata dallutilizzatore sono sempre presenti concentrazioni basse/molto basse di inquinanti ambientali

70 CARATTERISTICHE DEI FACCIALI protezione Maggiore è la copertura facciale del respiratore, maggiore è la protezione. Maggiore è la pressione interna del facciale, maggiore è la protezione.

71 VALORI MASSIMI DI PERDITA VERSO LINTERNO DELLAPPARECCHIO (IL) VALORI MASSIMI DI PERDITA VERSO LINTERNO DELLAPPARECCHIO (IL) 2semimaschera IL max (%) IL max (%) FACCIALE PENETRAZIONE (P) ATTRAVERSO IL FILTR0 ANTIPOLVERE 20 Classe P1 % PENETRAZIONE MASSIMA (P max) CLASSE DI EFFICIENZA FILTRANTE

72 MASSIMI VALORI AMMESSI PER LA PERDITA TOTALE VERSO LINTERNO NELLE CONDIZIONI DI PROVA IN LABORATORIO STABILITI DALLE NORME SPECIFICHE RESPIRATORI CON FILTRO ANTIPOLVERE D.M.. 2 MAGGIO 2001 MASSIMI VALORI AMMESSI PER LA PERDITA TOTALE VERSO LINTERNO NELLE CONDIZIONI DI PROVA IN LABORATORIO STABILITI DALLE NORME SPECIFICHE RESPIRATORI CON FILTRO ANTIPOLVERE D.M.. 2 MAGGIO 2001 ACCESO SPENTO ACCESO SPENTO ,05 5 0,05 5TMP1TMP2TMP3 ELETTRORESPIRATORE + QUARTO DI MASCHERA O SEMIMASCHERA O MASCHERA INTERA 1050,2THP1THP2THP3 ELETTRORESPIRATORE + ELMETTO O CAPPUCCIO 2060,1P1P2P3 FILTRO + MASCHERA INTERA 2282P1P2P3 FILTRO + SEMIMASCHERA O QUARTO DI MASCHERA 2282FFP1FFP2FFP3 FACCIALE FILTRANTE FACCIALE FILTRANTE PERDITA TOTALE VERSO LINTERNO MASSIMI VALORI AMMESSI (%) MARCATURA APPARECCHI DI PROTEZIONE

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74 Decreto Ministeriale 20 agosto 1999 art. 3 allegato 3 CRITERI DI SCELTA DEI DPI PER LE VIE RESPIRATORIE FATTORE DI PROTEZIONE Rapporto fra la concentrazione dellinquinante nellaria ambiente e quella presente allinterno del facciale. FATTORE DI PROTEZIONE NOMINALE Valore del fattore di protezione quando la penetrazione attraverso i filtri e le perdite verso linterno assumono i massimi valori consentiti dalle norme. Il FPN rappresenta la massima protezione garantita, secondo le norme tecniche di riferimento, da una specifica combinazione facciale-filtro

75 Decreto Ministeriale 20 agosto 1999 art. 3 allegato 3 CRITERI DI SCELTA DEI DPI PER LE VIE RESPIRATORIE Decreto Ministeriale 20 agosto 1999 art. 3 allegato 3 CRITERI DI SCELTA DEI DPI PER LE VIE RESPIRATORIE Esempio semimaschera + filtro P1 perdita totale verso linterno 22% C est 100 C est 100 FPN = _____ = ______________ FPN = _____ = ______________ C int 22 (%) C int 22 (%) FPN di una semimaschera + filtro P1 ________ = 4,5 FPN di una semimaschera + filtro P1 ________ = 4, Allinterno del facciale la concentrazione dellinquinante è 4,5 volte inferiore rispetto alla sua concentrazione nellambiente Tramite il FPN si calcola la massima concentrazione alla Tramite il FPN si calcola la massima concentrazione alla quale ci si può esporre con il respiratore. quale ci si può esporre con il respiratore. Esempio semimaschera + P1 FPN 4,5 Esempio semimaschera + P1 FPN 4,5 la massima concentrazione esterna ammessa sarà la massima concentrazione esterna ammessa sarà 4,5 X VLE

76 D.M. 2 maggio 2001 CRITERI DI SCELTA DEI DPI PER LE VIE RESPIRATORIE D.M. 2 maggio 2001 CRITERI DI SCELTA DEI DPI PER LE VIE RESPIRATORIE FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO (FPO) FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO (FPO) ….è il valore del fattore di protezione da utilizzare nella pratica operativa dellambiente di lavoro, ha lo scopo di tenere prudentemente in considerazione le problematiche derivanti dalle specifiche diversità riguardanti i vari ambienti di lavoro, dalle esigenze di mobilità delloperatore, dallaccuratezza con cui è indossato il respiratore ….

77 D.M. 2 maggio 2001 PER LA SCELTA DELL APVR IDONEO A SPECIFICHE CONDIZIONI DIMPIEGO D.M. 2 maggio 2001 PER LA SCELTA DELL APVR IDONEO A SPECIFICHE CONDIZIONI DIMPIEGO DEVE ESSERE UTILIZZATO IL FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO (FPO) IL FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO (FPO)

78 D.M. 2 maggio 2001 CRITERI DI SCELTA VALORI DI FPO e FPN DEI DIVERSI TIPI DI APVR D.M. 2 maggio 2001 CRITERI DI SCELTA VALORI DI FPO e FPN DEI DIVERSI TIPI DI APVR ELETTRORESPIRATORE MASCHERA TMP1 ELETTRORESPIRATORE MASCHERA TMP2 ELETTRORESPIRATORE MASCHERA TMP ELETTRORESPIRATORE ELMETTO THP1 ELETTRORESPIRATORE ELMETTO THP2 ELETTRORESPIRATORE ELMETTO THP MASCHERA INTERA CON FILTRO P1 MASCHERA INTERA CON FILTRO P2 MASCHERA INTERA CON FILTRO P SEMIMASCHERA CON FILTRO P1 SEMIMASCHERA CON FILTRO P2 SEMIMASCHERA CON FILTRO P FACCIALE FILTRANTE FFP1 FACCIALE FILTRANTE FFP2 FACCIALE FILTRANTE FFP3 FPOFPNTIPO

79 Decreto 2 maggio 2001 PER LA SCELTA DEL TIPO DI APVR E NECESSARIO CONOSCERE: NECESSARIO CONOSCERE: » CONCENTRAZIONE DELLINQUINANTE NELLAMBIENTE; DELLINQUINANTE NELLAMBIENTE; » MASSIMA ESPOSIZIONE A VALLE DELLA PROTEZIONE; DELLA PROTEZIONE; » FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO DELLAPVR. DELLAPVR.

80 FPO = Concentrazione esterna/VLE VLE X FPO = Concentrazione ambientale esempio: rimozione di amianto friabile concentrazione media ponderata ff/l valore limite di esposizione D.Lgs 257/ ff/l : 100 = 20 Infatti 100 x 20 = 2000 Infatti 100 x 20 = 2000 è quindi necessario utilizzare un APVR con FPO superiore o uguale a 20 CALCOLO DEL FATTORE DI PROTEZIONE NECESSARIO PARTICELLE (polveri,..)

81 TIPO DI RIMOZIONEff/lMEDIAPLAUSIBILI RANGE DI ESPOSIZIONEFPOESPOSIZIONE ff/l MEDIA con uso di DPITIPOLOGIADIRESPIRATORE RIMOZIONE COPERTURE IN CEMENTO AMIANTO Semimaschera P3 Facciale filtrante FFP3 RIMOZIONE AMIANTO FRIABILE IN EDIFICI O IMPIANTI Elettrorespiratore Con maschera pieno facciale TMP3 RIMOZIONE AMIANTO FRIABILE IN EDIFICI O IMPIANTI Elettrorespiratore casco/cappuccio THP3

82 CALCOLO DEL FATTORE DI PROTEZIONE nel caso eccezionale e temporaneo in cui non si conosca la concentrazione del contaminante è possibile valutare il livello di protezione in funzione della tossicità della sostanza FFP1/P1 Per contaminanti con TLV = 10 mg/mc FFP2/P2 Per contaminanti con TLV > 0,1 mg/mc FFP3/P3 Per contaminanti con TLV < 0,1 mg/mc Esempi: fumi di saldatura FFP2/P2 silice FFP3/P3 polvere di legno FFP2/P2

83 DISPOSITIVO DI PROTEZIONE FPNFPO SEMIMASCHERA5030 MASCHERA PIENO FACCIALE SCELTA DEL TIPO DI MASCHERA FPO = Concentrazione esterna/TLV La classe del filtro si seleziona in base alla concentrazione FATTORE DI PROTEZIONE GAS/VAPORI

84 ESEMPI DI SCELTA RAPIDA DEL FILTRO ADEGUATO Tipo di filtro o respiratore Tipo di contaminante FFP1/P1Cemento,gesso,marmo FFP2/P2 Polvere di legno, fumi di saldatura, fibre di vetro FFP3/P3 Amianto, piombo, silice, cromo, cobalto A1/P2 semimaschera Verniciatura A1/P2 semimaschera Fumi di bitume ISOLANTEAnidride carbonica, monossido di carbonio

85 APPARECCHI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE CARATTERISTICHE » CARATTERISTICHE » MODALITA DIMPIEGO

86 FACCIALI FILTRANTI FFP FPOFPNTIL% Modelli con piu taglie Doppia bardatura con elastici regolabili Doppia bardatura con elastici regolabili Bordo di tenuta Bordo di tenuta Valvola di espirazione Valvola di espirazione CRITERI DI SCELTA MODALITA DI IMPIEGO Controllare lintegritàControllare lintegrità Sostituire:Sostituire: ogni turno di lavoro ogni turno di lavoro se provvisto di bordo di tenuta seguire se provvisto di bordo di tenuta seguire le istruzioni (generalmente ogni tre turni) le istruzioni (generalmente ogni tre turni) in ogni caso se lintasamento provoca un in ogni caso se lintasamento provoca un aumento della resistenza respiratoria o aumento della resistenza respiratoria o non è garantita la tenuta ai bordi non è garantita la tenuta ai bordi

87 LLCC2 B663 EN 149/2001 FFP3 CE0026 Marcatura CE di III CATEGORIA Classe di efficienza Norma Europea di Riferimento EN 149/2003 Nome o marchio di identificazione del fabbricante Marcatura identificativa del tipo

88 COME INDOSSARE LA SEMIMASCHERA FILTRANTE Verifiacare la tenuta del facciale prima di entrare nellarea di lavoro Per allentare la tensione premere sullinterno delle fibbie dentate. Usando ambedue le mani modellare lo stringinaso Regolare la tensione della bardatura tirando allindietro i lembi degli elastici. facciale sotto al mento; facciale sotto al mento; elastico inferiore dietro la elastico inferiore dietro la nuca sotto le orecchie; nuca sotto le orecchie; elastico superiore dietro la elastico superiore dietro la testa e sopra le orecchie. testa e sopra le orecchie. NON ATTORCIGLIARE Inserire gli elastici nelle fibbie, tenete il facciale in mano, stringinaso verso le dita elastici in basso

89 PROVE DI TENUTA PRESSIONE POSITIVA » Appoggiare le mani sul facciale » Espirare rapidamente » Si deve avvertire una pressione positiva (sovrapressione) allinterno del facciale (sovrapressione) allinterno del facciale e laria non deve sfuggire dai bordi e laria non deve sfuggire dai bordi PRESSIONE NEGATIVA » Coprire con le mani il respiratore » Inspirare rapidamente » Se il facciale si piega leggermente verso linterno » significa che il respiratore è indossato correttamente.

90 SEMIMASCHERA FILTRO P FPOFPNTIL% MODALITA DIMPIEGO Ispezionare i componenti prima delluso Sostituire le parti danneggiate Sostituire le parti danneggiate Sostituire i filtri quando il loro intasamento Sostituire i filtri quando il loro intasamento provoca fatica a respirare provoca fatica a respirare Pulizia dopo luso Pulizia dopo luso Conservare in contenitore pulito lontano da Conservare in contenitore pulito lontano da aree contaminate, a temperatura ambiente aree contaminate, a temperatura ambiente e in zone non umide e in zone non umide

91 COME INDOSSARE LA SEMIMASCHERA Posizionare il respiratore davanti alla bocca e al naso Tirare la bardatura sopra la testa Tirare la bardatura sopra la testa Agganciare gli elastici inferiori dietro al collo Agganciare gli elastici inferiori dietro al collo Regolare la pressione sul viso tirando prima gli elastici inferiori Regolare la pressione sul viso tirando prima gli elastici inferiori poi quelli superiori poi quelli superiori Effettuare la prova di tenuta a pressione negativa Effettuare la prova di tenuta a pressione negativa Mettere il palmo delle mani sopra i filtri, inspirare piano e trattenere il respiro. Se il facciale si piega leggermente verso linterno significa che il respiratore è indossato correttamente. Se si avvertono perdite daria occorre riposizionare sul viso e/o modificare la tensione degli elastici

92 MASCHERA INTERA FILTRO P ,1FPOFPNTIL% Ispezionare i componenti prima delluso Sostituire le parti danneggiate Sostituire le parti danneggiate Sostituire i filtri quando il loro Sostituire i filtri quando il loro intasamento provoca fatica a respirare intasamento provoca fatica a respirare Pulizia dopo luso Pulizia dopo luso Conservare in contenitore pulito lontano da Conservare in contenitore pulito lontano da aree contaminate, a temperatura ambiente aree contaminate, a temperatura ambiente e in zone non umide e in zone non umide Non utilizzare con occhiali a stanghetta Non utilizzare con occhiali a stanghetta Poco confortevole a causa della resistenza Poco confortevole a causa della resistenza inspiratoria inspiratoria

93 COME INDOSSARE LA MASCHERA INTERA Stringere le cinghiette della parte inferiore poi quelle della parte superiore poi quella della sommità. Posizionare il centro del sistema di cinghie il piu possibile vicino alla nuca. Collocare il mento in fondo alla maschera e tirare il sistema di cinghie sopra la testa. Per indossare la maschera riunire le cinghiette laterali, due in ogni mano.

94 PROVA DI TENUTA PRESSIONE NEGATIVA Chiudere con il palmo della mano la bocca di entrata dellaria, inspirare e trattenere il respiro. La maschera dovrà ripiegarsi leggermente verso linterno e rimanere così per tutto il tempo che si trattiene il respiro.

95 FILTRI ANTIPOLVERE PER SEMIMASCHERA E MASCHERA INTERA MARCATURA EN P3 143/02 VVERV G25 CE0012 Nome o marchio di identificazione del fabbricante TIPO Classe Marcatura identificativa del tipo Marcatura CE di III CATEGORIA Norma europea di Riferimento EN 143/2002 anno di scadenza

96 ELETTRORESPIRATORE CON MASCHERA INTERA (TMP3) UNI EN 12942/ ,05 5 FPO FPN FPN TIL% TIL% Acceso Spento Superfici facilmente lavabili senzaSuperfici facilmente lavabili senza punti di raccolta punti di raccolta Peso ridotto 1,5 - 2 Kg. Peso ridotto 1,5 - 2 Kg. Portata minima del flusso daria 110 l/min Portata minima del flusso daria 110 l/min Autonomia della batteria minimo 4 ore Autonomia della batteria minimo 4 ore Preferire quelli senza tubo flessibile Preferire quelli senza tubo flessibile Possibilità di inserire telai speciali per Possibilità di inserire telai speciali per lenti lenti Marcatura in funzione della massima Marcatura in funzione della massima perdita verso linterno TM3 P perdita verso linterno TM3 P ISPEZIONARE TUTTI I COMPONENTI ISPEZIONARE TUTTI I COMPONENTI PRIMA DELLUSO PRIMA DELLUSO

97 COME INDOSSARE LELETTRORESPIRATORE (TMP3) Collocare il mento in fondo alla maschera e tirare il sistema di cinghie sopra la testa. Spegnere la batteria. Per indossare la maschera riunire le cinghiette laterali, due in ogni mano. Controllare che la pallina sia a livello oppure al di sopra del livello minimo di flusso segnato Verificare lentità del flusso,inserire lindicatore nella bocca duscita del turbo

98 COME INDOSSARE LELETTRORESPIRATORE (TMP3) COME INDOSSARE LELETTRORESPIRATORE (TMP3) Collocare il palmo della mano sulla bocca di entrata del filtro, inspirare e trattenere il fiato. Controllare che la maschera aderisca al viso e che rimanga aderente finchè si trattiene il fiato. Stringere le cinghiette della parte inferiore poi quelle della parte superiore poi quella della sommità. Posizionare il centro del sistema di cinghie il piu possibile vicino alla nuca.

99 FILTRI ANTIPOLVERE ELETTRORESPIRATORE CON MASCHERA INTERA MARCATURA MARCATURA EN TM3 P VVERV G25 CE0012 Nome o marchio di identificazione del fabbricante Classe TIPO Marcatura identificativa del tipo Marcatura CE di III CATEGORIA Norma europea di Riferimento EN Anno e mese di scadenza

100 ELETTRORESPIRATORE CON CAPPUCCIO O ELMETTO THP3 UNI EN 12941/ ,2FPOFPN TIL % Superfici facilmente lavabili senza punti di raccolta punti di raccolta Peso ridotto 1,3 – 1,6 Kg. Peso ridotto 1,3 – 1,6 Kg. Portata minima del flusso daria prevista Portata minima del flusso daria prevista dal fabbricante non inferiore a 120 l/min dal fabbricante non inferiore a 120 l/min Autonomia della batteria minimo 4 ore Autonomia della batteria minimo 4 ore Marcatura in funzione della massima Marcatura in funzione della massima perdita verso linterno TH3 P perdita verso linterno TH3 P Lelmetto fornisce anche la protezione del capo Lelmetto fornisce anche la protezione del capo Deve essere dotato di dispositivo di allarme Deve essere dotato di dispositivo di allarme Prima delluso verificare lentità del flusso e Prima delluso verificare lentità del flusso e il funzionamento del dispositivo di allarme il funzionamento del dispositivo di allarme ISPEZIONARE TUTTI I ISPEZIONARE TUTTI I COMPONENTI PRIMA DELLUSO COMPONENTI PRIMA DELLUSO Non fornisce protezione con lelettrorespiratore spento

101 FILTRI ANTIPOLVERE ELETTRORESPIRATORI CON CAPPUCCIO/ELMETTO MARCATURA MARCATURA EN TH3 P ERV G25 CE0012 Nome o marchio di identificazione del fabbricante CLASSE E TIPO Marcatura identificativa del tipo Marcatura CE di III CATEGORIA Norma europea di Riferimento EN Anno e mese di scadenza

102 NELLUTILIZZO DI RESPIRATORI A FILTRO LA PROTEZIONE NON E GARANTITA IN CASO DI: Presenza di barba » Presenza di barba » Basette lunghe » Capelli nella zona di adesione del facciale » Uso di occhiali (per le maschere intere) » Uso di occhiali (per le maschere intere)

103 TELAIO PER LENTI PER MASCHERA INTERA

104 PITTOGRAMMI FILTRI - CONFEZIONI Vedere informazioni Gamma di temperatura per la conservazione Umidità massima per la conservazione Data di scadenza

105 FATTORI CHE DETERMINANO LA DURATA DEI FILTRI ANTIPOLVERE INTASAMENTO DEL FILTRO » INTASAMENTO DEL FILTRO » PERDITA DI TENUTA AL VOLTO Il filtro va sostituito quando lutilizzatore avverte un aumento della resistenza respiratoria

106 LA DURATA DEI FILTRI ANTIGAS DIPENDE LA DURATA DEI FILTRI ANTIGAS DIPENDE: Natura e concentrazione del contaminante Umidità e temperatura ambientale Ritmo respiratorio e capacità polmonare del lavoratore Il filtro va sostituito quando lutilizzatore avverte lodore o il sapore della sostanza, ciò avviene quando il carbone attivo è saturo e ha quindi esaurito la sua capacità di assorbimento FATTORI CHE DETERMINANO LA DURATA DEI FILTRI ANTIGAS DEI FILTRI ANTIGAS

107 D.M. 2 maggio 2001 D.M. 2 maggio 2001 » prima di utilizzare gli APVR i lavoratori devono ricevere uninformazione ed una formazione ricevere uninformazione ed una formazione sia teorica che pratica (addestramento); sia teorica che pratica (addestramento); » è opportuno ripetere linformazione e la formazione annualmente; formazione annualmente; » la formazione e il suo aggiornamento devono essere affidati a persone competenti. essere affidati a persone competenti.

108 INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO D.M. 2 maggio 2001 CONTENUTI DELLA FORMAZIONE TEORICA » effetti delle sostanze pericolose; » funzionamento degli APVR che si intende utilizzare; » limiti delleffetto protettivo; » durata di impiego, sostituzione dei filtri; » valutazione dello stato di efficienza; » indossamento dellapparecchio filtrante; » pulizia, conservazione e manutenzione.

109 INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO D.M. 2 maggio 2001 ADDESTRAMENTO ALLINDOSSAMENTO DEL DISPOSITIVO ALLA VERIFICA DELLA TENUTA DEL FACCIALE ALLA VERIFICA DELLA TENUTA DEL FACCIALE » PROVE A PRESSIONE NEGATIVA » PROVA A PRESSIONE POSITIVA

110 ADDESTRAMENTO Deve essere effettuato mediante esercitazioni pratiche sui DPI in dotazione. Non può essere considerato addestramento se il lavoratore non viene messo in grado di utilizzare personalmente il DPI (indossandolo e simulando le effettive condizioni di impiego).

111 VERIFICA DELLADDESTRAMENTO CON IL FIT TEST

112 PROTEZIONE DEL CORPO PROTEZIONE DEL CORPO

113 INDUMENTI PROTETTIVI indumento che copre o sostituisce gli indumenti personali, progettato per proteggere contro uno o piu pericoli Evitare la contaminazione del corpo e degli abiti civiliEvitare la contaminazione del corpo e degli abiti civili Assorbimento cutaneo Assorbimento cutaneo Inalazione secondaria Inalazione secondaria Contamianzione di ambienti non inquinati Contamianzione di ambienti non inquinati Proteggere da alte/temperatureProteggere da alte/temperature Proteggere da rischi meccaniciProteggere da rischi meccanici

114 INDUMENTI PROTETTIVI INDUMENTI PROTETTIVI Manipolazione di prodotti chimici pericolosi Manipolazione di prodotti chimici pericolosi Rimozione di materiali contenenti amianto Rimozione di materiali contenenti amianto Lavori di sabbiatura Lavori di sabbiatura Lavori in impianti frigoriferi Lavori in impianti frigoriferi

115 MARCATURA Identificazione del fabbricante Tipo di prodotto, nome commerciale o codice Taglia Norma specifica di riferimento Pittogramma e livello delle prestazioni Etichettatura di manutenzione

116 INDUMENTI DI PROTEZIONE PITTOGRAMMI DI RAPPRESENTAZIONE DEI RISCHI

117 TIPI DI PROTEZIONE CHIMICA Tipo 1 tenuta stagna di gas Tipo 2 tenuta non stagna ai gas Tipo 3 tenuta di liquidi con pressione (getti) Tipo 4 tenuta spruzzi (aerosol) Tipo 5 tenuta di polvere Tipo 6 tenuta limitata di schizzi di liquidi Suddivisione in base alla condizione fisica degli agenti chimici, della loro quantità e della loro pressione

118 TIPI DI PROTEZIONE TIPO 4 Protezione chimica a prova di spruzzi o aerosol di liquidi. Le cuciture devono essere eseguite di liquidi. Le cuciture devono essere eseguite in modo da non permettere la penetrazione in modo da non permettere la penetrazione degli spruzzi attraverso i fori delle cuciture. degli spruzzi attraverso i fori delle cuciture. Giunture saldate/sigillate Giunture saldate/sigillate TIPO 5 Resistenza alla penetrazione delle particelle solide offre quindi protezione contro fibre solide offre quindi protezione contro fibre e polveri. Giunture cucite e polveri. Giunture cucite TIPO 6 protezione limitata contro liquidi chimici (schizzi) TIPO 6 protezione limitata contro liquidi chimici (schizzi) Giunture cucite. Giunture cucite.

119 INDUMENTI DI PROTEZIONE INDUMENTI DI PROTEZIONE ETICHETTE

120 INDUMENTI DI PROTEZIONE CHIMICA LA TUTA DEVE ESSERE: INTERA CON CAPPUCCIO INTEGRATO PRIVA DI TASCHE CHIUDIBILE AI POLSI, ALLE CAVIGLIE E LUNGO IL CAPPUCCIO DI TESSUTO IN GRADO DI GARANTIRE UNIDONEA BARRIERA RESISTENTE ALLABRASIONE E ALLO STRAPPO

121 INDUMENTIDI PROTEZIONE INDUMENTI DI PROTEZIONE TUTE IMPERMEABILI RIUTILIZZABILI TUTE IMPERMEABILI RIUTILIZZABILI » consentono una maggior traspirazione » consentono il lavaggio sotto la doccia » necessitano periodicamente di accurata pulizia a cura dellimpresa o in lavanderia pulizia a cura dellimpresa o in lavanderia autorizzata autorizzata » resistenti agli strappi e alle abrasioni

122 TUTE IMPERMEABILI RIUTILIZZABILI

123 INDUMENTIDI PROTEZIONE INDUMENTI DI PROTEZIONE TUTE MONO USO » poco traspiranti » poco resistenti agli strappi e alle abrasioni » ottima gestione

124 TUTE MONO USO

125 SI NO

126 INDUMENTI AD ALTA VISIBILITA

127 Art. 37 codice della strada … obbligo per coloro che operano in prossimità della delimitazione di un cantiere o comunque sono esposti al traffico dei veicoli nello svolgimento dellattività lavorativa di essere visibili sia di giorno che di notte mediante lutilizzo di indumenti da lavoro FLUORESCENTI E RIFRANGENTI ALLEGATO V D.Lgs 626/94 Attività per le quali è necessario mettere a disposizione DPI 8. INDUMENTI FOSFORESCENTI Lavori in cui è necessario percepire in tempo la presenza dei lavoratori.

128 INDUMENTI AD ALTA VISIBILITA UNI EN 471 Hanno la funzione di rendere piu visibile loperatore sia di giorno (colori altamente visibili) sia di notte (bande retroriflettenti), prevenendo investimenti accidentali da parte di veicoli, macchine operatrici o altro. COLORI Arancione Giallo Rosso

129 INDUMENTI AD ALTA VISIBILITA CLASSIFICAZIONE Sono previste 3 classi in funzione della superficie minima del materiale di fondo (luminescente) e delle bande retroriflettenti Classe 3 GRADO DI VISIBILITA PIU ELEVATO giaccone manica lunga, giacca e pantalone giacca e pantalone Classe 2 GRADO DI VISIBILITA INTERMEDIO gilet,casacche, pantaloni Classe 1 GRADO DI VISIBILITA PIU DEBOLE bretelle

130

131 PROTEZIONE DELLA TESTA Lelmetto è un dispositivo destinato a proteggere la parte superiore della testa contro lesioni: superiore della testa contro lesioni: » da oggetti in caduta » da cadute accidentali » da urto o contatto con elementi taglienti » da contatto con parti calde o fredde Elmetti di protezione per lindustria EN 397/2001

132 PROTEZIONE DELLA TESTA Copricapo di protezione per lindustria EN 812 Protezione parte superiore della testa contro lesioni: Protezione parte superiore della testa contro lesioni: da piccoli oggetti in caduta da piccoli oggetti in caduta da cadute accidentali da cadute accidentali da urto o contatto con elementi taglienti da urto o contatto con elementi taglienti Il copricapo non può sostituire lelmetto

133 PROTEZIONE DELLA TESTA OBBLIGO DUSO Art. 381 D.P.R. 547/55 i lavoratori esposti a specifici pericoli di offesa al capo per caduta di materiali dallalto o per contatto con elementi comunque pericolosi devono essere provvisti di copricapo appropriato. i lavoratori esposti a specifici pericoli di offesa al capo per caduta di materiali dallalto o per contatto con elementi comunque pericolosi devono essere provvisti di copricapo appropriato. Esempi di necessità di utilizzo: lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature montaggio e smontaggio di impalcature montaggio e smontaggio di impalcature lavori in trincee, fossati, pozzi… lavori in trincee, fossati, pozzi… demolizioni demolizioni durante luso di sistemi di arresto caduta (con sottogola) durante luso di sistemi di arresto caduta (con sottogola) macelli, fonderie, altiforni macelli, fonderie, altiforni lavori in prossimità di apparecchi di sollevamento lavori in prossimità di apparecchi di sollevamento

134 PROTEZIONE DELLA TESTA elmetto e copricapo resistenza allurto: massa di 5 Kg lasciata cadere da 1 m. sullelmetto (per copricapo 5 Kg da 25 cm) resistenza alla penetrazione: cuneo di 3 Kg lasciato cadere da 1 m. sullelmetto (per il copricapo 500 gr. da 50 cm)

135 ACCESSORI devono essere utilizzati solo quelli previsti dal fabbricante, non sono ammessi adattamenti PROTEZIONE DELLA TESTA lelmetto deve essere sostituito dopo un urto violento

136 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO Art. 382 D.P.R. 547/55 I lavoratori esposti al pericolo di offesa agli occhi per proiezione di schegge o di materiali roventi, caustici, corrosivi o comunque dannosi, devono essere muniti di occhiali, visiere o schermi appropriati. RISCHI meccanici proiezione di corpi estranei meccanici proiezione di corpi estranei fisici esposizione a fisici esposizione a radiazioni infrarosse e ultraviolette chimici esposizione a chimici esposizione a polveri, fumi, gas, liquidi….

137 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO DANNI DANNI ULTRAVIOLETTI congiuntiviti, cheratiti INFRAROSSI congiuntiviti, cheratiti, retinopatie CORPI ESTRANEI lesioni superficiali, lesioni permanenti

138 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO REQUISITI DI COMFORTEVOLEZZA I D.P.I. degli occhi e del viso devono: I D.P.I. degli occhi e del viso devono: » adattarsi alla conformazione del viso » garantire aderenza e stabilità » devono essere realizzati con materiali leggeri, resistenti, compatibili e di buona qualità ottica resistenti, compatibili e di buona qualità ottica » avere ripari laterali » assicurare ampio campo visivo » essere compatibili con luso di occhiali da vista e altri DPI e altri DPI

139 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO I dpi degli occhi disponibili sul mercato sono innumerevoli e studiati in funzione del tipo di protezione che devono offrire. La marcatura di questi tipi di dispositivi è abbastanza complessa considerando le minime superfici disponibili e si avvale di codici alfanumerici il cui significato è contenuto nelle norme armonizzate e nella nota informativa.

140 TIPOLOGIE DI PROTEZIONI occhiali a stanghetta occhiali a mascherina visieramaschera per saldatura

141 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO MARCATURA OCULARI N appanname K abrasione 3F1S3 - 2,5 POSIZIONE I tipo di protezione da Radiazioni (filtro) – graduazione nessun numero filto per saldatura nessun numero filto per saldatura 2 filtro per ultravioletti 2 filtro per ultravioletti 3 filtro per ultravioletti senza alterazione dei colori 3 filtro per ultravioletti senza alterazione dei colori 4 filtro per infrarossi 4 filtro per infrarossi 5 filtro solare 5 filtro solare 6 filtro solare con protezione infrarosso 6 filtro solare con protezione infrarosso POSIZIONE II codice di identificazione del fabbricante POSIZIONE III classe ottica 1 – 2 – 3 POSIZIONE IV resistenza meccanica S – F – B - A POSIZIONE V campo di utilizzo eventuale protezione da 3 liquidi (gocce e spruzzi) 8 archi elettrici 3 liquidi (gocce e spruzzi) 8 archi elettrici 4 particelle grossolane 9 metalli fusi 5 gas 4 particelle grossolane 9 metalli fusi 5 gas

142 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO RESISTENZA MECCANICA RESISTENZA MECCANICA IMPATTOMARCATURA ROBUSTEZZA INCREMENTATA 5,1 m/s S IMPATTO A BASSA ENERGIA 45 m/s F IMPATTO A MEDIA ENERGIA 120 m/s B IMPATTO AD ALTA ENERGIA 190 m/s A

143 NUMERI DI GRADUAZIONE PER SALDATURA AD ARCO

144 NUMERI DI GRADUAZIONE PER SALDATURA A GAS

145 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO Vetro non temperato solo per lavorazioni senza proiezione di materiale solido (es. verniciatura) Vetro non temperato solo per lavorazioni senza proiezione di materiale solido (es. verniciatura) Lenti in vetro temperato per lavorazioni con agenti chimici o rischio di graffi o urti con una forza di impatto limitata (es. saldatura, soffiatura) Lenti in vetro temperato per lavorazioni con agenti chimici o rischio di graffi o urti con una forza di impatto limitata (es. saldatura, soffiatura) Policarbonato, per lavorazioni in cui le particelle possono essere proiettate contro le lenti con notevole forza (es. fresatura, molatura); Policarbonato, per lavorazioni in cui le particelle possono essere proiettate contro le lenti con notevole forza (es. fresatura, molatura); Acetato se è necessaria una certa resistenza allaggressione degli agenti chimici. Acetato se è necessaria una certa resistenza allaggressione degli agenti chimici.

146 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO Classe ottica 1 migliore, per classi inferiori, 2 o 3, locchiale deve essere indossato per un tempo inferiore, in particolare se di classe 3 I normali occhiali da vista non sono occhiali protettivi Per lavori di breve durata sopra gli occhiali da vista è possibile utilizzare occhiali di protezione Per lavori continuativi è necessario utilizzare occhiali di sicurezza con lenti graduate Quando esiste il rischio di proiezione di particelle è necessario utilizzare occhiali dotati di protezioni laterali

147 PROTEZIONE DELLUDITO art. 49 septies D.Lgs. 626/94 Il datore di lavoro qualora i rischi derivanti dal rumore non possono essere evitati con le misure di prevenzione e protezione …. » fornisce DPI delludito a tutti i lavoratori la cui esposizione quotidiana superi 80 dB(A). » fa il possibile per assicurare che vengano indossati i DPI se lesposizione è uguale o superiore a 85 dB(A)

148 PRINCIPALI TIPI INSERTI AURICOLARI INSERTI AURICOLARI INSERTI AURICOLARI CON ARCHETTO CUFFIE

149 PROTEZIONE DELLUDITO CRITERI DI SCELTA » livello di esposizione giornaliera/settimanale al rumore » livello di esposizione giornaliera/settimanale al rumore » requisiti di attenuazione sonora del DPI » soglia uditiva del lavoratore (disturbi/patologie) » soglia uditiva del lavoratore (disturbi/patologie) » ambiente di lavoro e attività lavorativa (temperatura e umidità segnali di avvertimento, presenza di polvere) segnali di avvertimento, presenza di polvere) » comfortevolezza, praticità » compatibilità con altri DPI

150 ATTENUAZIONE SONORA » I DPI sono in grado di fornire valori di attenuazione sonora diversi che il fabbricante deve indicare nella nota informativa diversi che il fabbricante deve indicare nella nota informativa che accompagna il protettore. che accompagna il protettore. » SNR esprime con un solo valore, in dB, lattenuazione sonora semplificata semplificata Il protettore auricolare per risultare idoneo deve abbattere il rumore fino ad arrivare ad unesposizione residua di 70 – 80 dB(A) residua di 70 – 80 dB(A) > a 80 insufficiente a 80 insufficiente < a 65 iperprotezione

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154 PROTEZIONE DELLUDITO Guida alla scelta Tipo di lavoro/ambiente Caratteristiche del lavoratore Dispositivo consigliato Ambienti con alte temp. Umidità, lavoro fisico intenso inserti Ambienti polverosicuffie Contemporaneità con altri DPI inserti Infezioni/irritazioni del condotto uditivo cuffie

155 PROTEZIONE DEGLI ARTI INFERIORI RISCHI RISCHI » fisici (freddo, calore…) » meccanici (schiacciamento,tagli, perforazioni, scivolamento…) » meccanici (schiacciamento,tagli, perforazioni, scivolamento…) » chimici (polveri, liquidi…) » chimici (polveri, liquidi…)

156 PROTEZIONE DEGLI ARTI INFERIORI PUNTALE DI PROTEZIONE CALZATURA DI SICUREZZA marcatura S Resistenza fino a 200 joule di energia di impatto (20 Kg. da 1 m.) CALZATURA DI PROTEZIONE marcatura P Resistenza fino a 100 joule di energia di impatto (10 Kg. da 1 m.) CALZATURA DA LAVORO marcatura O Nessuna protezione dal rischio di schiacciamento Nuove tipologie di puntali: non metallici, forati, in alluminio

157 PROTEZIONE DEGLI ARTI INFERIORI I scarpe in pelle o altri materiali con eccezione della gomma II scarpe completamente in gomma

158 RESISTENZA ALLO SCIVOLAMENTO EN Coefficiente dinamico di attrito Minimo 0,15 In edilizia deve essere almeno superiore a 0,20 PROTEZIONE DEGLI ARTI INFERIORI

159 MARCATURA Xxxxxx T 44 Abcd CE EN 345 S3 05 – 03 TAGLIA MESE ED ANNO DI FABBRICAZIONE MARCATURA DI CONFORMITA ARTICOLO FABBRICANTE NORMA TECNICA DI RIFERIMENTO CATEGORIA

160 PROTEZIONE DEGLI ARTI SUPERIORI RISCHI RISCHI » fisici esposizione a basse/alte temperature » meccanici manipolazione di materiali abrasivi,taglienti…. » chimici esposizione a polveri e sostanze chimiche » biologici microrganismi

161 Tipologia del lavoro da svolgere Precisione destrezza Protezione rinforzata

162 PRESA

163 NOTA INFORMATIVA NOTA INFORMATIVA INFORMAZIONI FORNITE DAL FABBRICANTE EN 420 lista delle sostanze contenute nel guanto delle quali sia nota lista delle sostanze contenute nel guanto delle quali sia nota la proprietà di provocare allergie la proprietà di provocare allergie

164 PITTOGRAMMI EN 420 PERICOLIMECCANICI TAGLI DA URTO CALORE e FUOCO FREDDO PERICOLICHIMICI RADIAZIONI IONIZZANTI PERICOLICHIMICI (penetrazione ) (penetrazione ) PERICOLI DA MICRORGANISMI MICRORGANISMI

165 GUANTI DI PROTEZIONE CONTRO RISCHI MECCANICI GUANTI DI PROTEZIONE CONTRO RISCHI MECCANICI EN ABRASIONE ( 1 – 4 ) TAGLIO ( 1 – 5 ) PERFORAZIONE ( 1 – 4 ) STRAPPO ( 1 – 4 )

166 PROTEZIONE DEGLI ARTI SUPERIORI GUANTI Devono essere robusti, garantire una buona presa e proteggere le mani da tagli ed abrasioni e perforazioni. Pelle/crosta o cotone supportato in nitrile o PVC

167 GUANTI DI PROTEZIONE CONTRO RISCHI MECCANICI MATERIALI CUOIO/PELLE Bassa resistenza al taglio Permeabilità ai liquidi Presenza di cromo VI Buona resistenza allabrasione e allo strappo LIMITAZIONIINDICAZIONI

168 GUANTI DI PROTEZIONE CONTRO RISCHI MECCANICI MATERIALI SUPPORTATI/SPALMATI Cotone con supporto in nitrile, neoprene, PVC, poliuretano Buona resistenza meccanica e alle polveri Ottima presa/flessibilità Buona traspirazione (dorso areato) Buona traspirazione (dorso areato) INDICAZIONI

169 GUANTI DI PROTEZIONE CONTRO RISCHI TERMICI (CALORE/FUOCO) EN 407 COMPORTAMENTO AL FUOCO ( 1 – 4 ) CALORE PER CONTATTO ( 1 – 4 ) CALORE CONVETTIVO ( 1 – 4 ) GRANDI PROIEZIONI DI METALLO FUSO ( 1 – 4 ) CALORE RADIANTE ( 1 – 4 ) PICCOLI SPRUZZI DI METALLO FUSO ( 1 – 4 ) ALLUMINIZZATI, CROSTA FODERATA CON FELTRO, FIBRE ARAMIDICHE

170 GUANTI DI PROTEZIONE CONTRO IL FREDDO EN Impermeabilità allacqua ( 0 – 1 ) Freddo di contatto ( 1 – 4 ) Freddo convettivo ( ) COTONE, COTONE BLOUCLÈ, PELLE FODERATA, COTONE RIVESTITO IN PVC

171 RESISTENZE CHIMICHE DEI MATERIALI

172 PRODOTTI CHIMICI E MICRORGANISMI EN 347 PENETRAZIONE diffusione, di un prodotto chimico e/o di un microrganismo, attraverso porosità, linee di saldatura o altre imperfezioni del materiale del guanto di protezione. I guanti che resistono alla penetrazione costituiscono unefficace barriera contro i microrganismi

173 RESISTENZA ALLA PERMEAZIONE DEI PRODOTTI CHIMICI EN 374 PERMEAZIONE Processo con il quale un prodotto chimico si diffonde attraverso il materiale del guanto di protezione

174 RESISTENZA ALLA PERMEAZIONE DEI PRODOTTI CHIMICI EN 374 Classe 6 > 480 min Classe 5 > 240 min Classe 4 > 120 min Classe 3 > 60 min Classe 2 > 30 min Classe 1 > 10 min INDICE DI PROTEZIONE TEMPO

175 RESISTENZA ALLA PERMEAZIONE DITTA NNVVVVC FORMALDEIDE 6480JJJNITRILE 4180GGGLATICE 123VVV LATICE E NEOPRENE MISCELATO 395XXV LATICE RIVESTITO DI NEOPRENE INDICE DI PROTEZIONE TEMPO DI PERMEAZIONE (in minuti) (in minuti) CODICE PRODOTTO PRODOTTO

176 GUANTO DI PROTEZIONE PER RISCHI CHIMICI/MECCANICI/MICRORGANISMI MARCATURA Marcatura D.Lgs. 475/92 Livelli prestazionali Rischi meccanici Numero identificativo Organismo di Controllo Marchio o nome del fabbricante modello taglia Pittogrammi Rischi meccanici, chimici e biologici Norma europea armonizzata di riferimento


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