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1 Il Bilancio dello Stato e la legge di stabilità a cura di Mauro Cernesi Università di Cassino- Facoltà di Economia Cattedra di Scienza delle Finanze.

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1 1 Il Bilancio dello Stato e la legge di stabilità a cura di Mauro Cernesi Università di Cassino- Facoltà di Economia Cattedra di Scienza delle Finanze – Prof. Antonio Bariletti

2 2 Il Bilancio dello Stato Bibliografia di riferimento : - G.Brosio, Economia e finanza pubblica, Carocci Editore, 2000, Cap. VII – Il Bilancio e lefficienza delle organizzazioni pubbliche, pag. 235 ss.; - P.Bosi, Corso di Scienza delle finanze, Il Mulino, 2006, Cap.II – La finanza pubblica in Italia, il bilancio dello Stato e la legge finanziaria (P.Bosi e P.Silvestri), pag. 83 ss.; - G. Vegas, Il nuovo bilancio pubblico, Il Mulino, 2010.

3 3 Il Bilancio dello Stato Documento contabile con il quale il Parlamento autorizza il Governo ad erogare le spese e ad incassare le entrate e, di conseguenza, a mettere in atto lintervento dello Stato nelleconomia (P.Bosi).

4 4 Tipologie di Bilancio Di previsione consuntivo A legislazione vigente programmatico Annuale pluriennale Di competenza di cassa

5 5 Classificazione in base al tempo Bilancio di previsione: riporta le entrate e le spese che si prevede di realizzare nel periodo di riferimento; Bilancio consuntivo (o rendiconto): riporta i risultati della gestione già conclusa. Con il rendiconto si è in grado di verificare se sono state rispettate le autorizzazioni concesse con il bilancio preventivo e qual è stato landamento della gestione delle entrate e delle spese pubbliche.

6 6 Le fasi del Bilancio dello Stato Preparazione del Bilancio (anno t-1): riguarda la formulazione da parte del Governo dei progetti di bilancio e della legge di stabilità (entro il 15.10) e la discussione e approvazione da parte del Parlamento (entro il 31.12); Gestione del Bilancio (anno t): riguarda la realizzazione delle entrate e delle uscite. E prevista una fase di assestamento (entro il 30.06) per tenere conto delle modifiche intercorse; Rendicontazione (anno t+1): riguarda la definitiva fissazione dei risultati dellesercizio finanziario; il rendiconto consuntivo è parificato dalla Corte dei Conti (giugno) e presentato al Parlamento per lapprovazione (entro il 30.06).

7 7 Il Bilancio di previsione Bilancio di previsione a legislazione vigente: mostra levoluzione spontanea delle entrate e delle spese così come risulta dalla proiezione della normativa in vigore; Bilancio di previsione programmatico: recepisce gli interventi desiderati per correggere le tendenze in atto e quindi mostra levoluzione desiderata delle entrate e delle spese.

8 8 Bilancio di previsione annuale e pluriennale Bilancio di previsione annuale: le previsioni di entrata e di spesa si limitano allesercizio successivo. La redazione del bilancio anno per anno corrisponde alle esigenze tecniche di unordinata contabilità e a quelle politiche e giuridiche di un frequente controllo sulloperato del Governo. Bilancio di previsione pluriennale: si riferisce a più anni (almeno tre – come in Italia - e non più di cinque) ed è redatto in forma sintetica con riferimento ad ampie aggregazioni. Esso non comporta alcuna autorizzazione a riscuotere e a pagare e dunque ha la funzione di indicare lo scenario, spontaneo (nella versione a legislazione vigente) o desiderato (nella versione programmatica), di medio termine entro cui si colloca il bilancio annuale.

9 9 Bilancio di competenza e di cassa (le fasi delle entrate e delle spese) Entrate Accertamento = momento in cui lAmm. determina sia la ragione del credito dello Stato sia la persona del debitore (ruoli, cartelle). Riscossione = fase in cui il debitore effettua il pagamento agli agenti incaricati dallo Stato (esattori). Versamento o incasso = quando lesattore versa le somme alla Tesoreria dello Stato. Spese Impegno = momento in cui da un atto legale risulta lobbligo di effettuare un pagamento (contr. Appalto). Liquidazione = con cui si determina lammontare certo da pagare e viene individuato il soggetto creditore. Ordinazione = al Tesoriere è trasmesso lordine di pagare (mandato di pagamento, ordini di accreditamento). Pagamento = passaggio materiale delle somme.

10 10 Le fasi delle entrate e delle uscite Previsione Impegno Liquidazione Ordinazione Pagamento Previsione Accertamento Riscossione Incasso fasi di diritto fasi di previsione fasi di adempimento FASI DELLE ENTRATE FASI DELLE USCITE

11 11 Bilancio di previsione competenza e cassa Cassa Entrate che si prevede di incassare. Spese che si prevede di pagare. Si prescinde dal momento in cui giuridicamente è maturato laccertamento e limpegno (stesso anno o anni precedenti) Non presenta il problema dei residui attivi e passivi Competenza Entrate che si prevede di accertare. Spese che si prevede di impegnare. Si prescinde dal momento delleffettivo incasso delle entrate e delleffettivo pagamento della spesa (maturazione del diritto). Presenta il problema dei residui attivi e passivi.

12 12 Residui attivi e passivi Residuo attivo: quando parte delle entrate accertate non è riscossa nellesercizio di competenza Residuo passivo: quando parte delle spese impegnate non è giunta alla fase del pagamento nellesercizio di competenza (cosiddetti residui passivi propri) Residui passivi impropri: riguardano somme che non sono state neppure impegnate, pur essendo state contabilizzate in bilancio. Tali somme vanno in economia (cosiddette economie di spesa), ossia costituiscono un risparmio per lo Stato.

13 13 La contabilizzazione dei residui I residui passivi propri sono mantenuti in bilancio per un periodo di tempo limitato (due anni per le spese correnti, fino a tre per quelle in conto capitale), trascorso il quale ha luogo la perenzione contabile: i residui non figurano più nel bilancio e non si può più procedere ad effettuare pagamenti. Nel caso in cui il creditore ne reclami leffettuazione, lerogazione della somma può avvenire con una procedura particolare, che presuppone la reiscrizione della spesa in bilancio. I residui sono riscritti negli originari capitoli di competenza, mediante storno dal fondo per le spese obbligatorie e dordine se residui di parte corrente o dal fondo speciale per la riassegnazione dei residui perenti se di parte capitale.

14 14 1.Previsioni di competenza Impegni Economie di spesa (1 – 2) Pagamenti in c/competenza Pagamenti in c/residui Pagamenti totali (4 + 5) Stock residui passivi iniziali Nuovi residui passivi (2 – 4) Stock residui passivi finali (7+8-5) Massa spendibile (1 + 7) Coefficiente di realizzazione 0,90,8 12. Previsioni di cassa

15 15 IL PROCESSO DI BILANCIO Il processo di bilancio è regolato dallart. 81 della Costituzione e dalla legge 468/1978. Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo (1° co.) Lesercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi (2° co.); Con la legge di approvazione di bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese (3° co.); Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte (4° co.).

16 16 Articolo 81, 3° comma Questo comma sancisce la formalità della legge di bilancio. Questultima non deve contenere precetti giuridici, che sono propri delle leggi sostanziali di spesa (delle leggi ordinarie e della finanziaria). Questo significa che, in sede di approvazione di bilancio, è preclusa ogni manovra di aggiustamento dei conti pubblici. Questo vincolo è stato superato nel 1978 (l.468) con listituzione della Legge finanziaria, oggi sostituita dalla Legge di stabilità (l. 196/2009)

17 17 BILANCIO A LEGISLAZIONE VIGENTE manovra di correzione determinazione degli obiettivi della politica di bilancio DFPBPP Nota di variazione Bilancio di previsione Rendiconto Legge di stabilità modifiche durante lesercizio Bilancio di assestamento

18 18 La manovra di bilancio (esempio) Bilancio a legislazione vigente Legge di stabilità Legge di Bilancio (Bilancio di previsione Programmatico) Entrate Tributarie Altre entrate Totale entrate Spese Correnti C/capitale Totale Spese Saldo netto da finanziare

19 19 GLI OBIETTIVI: IL DFP Allo scopo di separare il momento delle decisioni sugli obiettivi da quello dellindividuazione degli strumenti della manovra sono stati previsti due documenti: il DFP e il BPP La Decisione di Finanza pubblica (15.09), che ha sostituito il DPEF, espone, almeno per il triennio successivo, gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica. Il DFP costituisce la base di partenza del processo di bilancio, perché in esso sono definite le grandezze che, una volta approvate dal parlamento, costituiranno i limiti quantitativi allinterno dei quali il Governo è tenuto a presentare il bilancio a legislazione vigente e la legge di stabilità.

20 20 GLI OBIETTIVI: IL DFP Nel DFP sono fissati: 1.Gli obiettivi di politica economica 2.Le regole che dovrebbero consentire il raggiungimento di questi obiettivi. Sono indicati sia obiettivi macroeconomici (riguardanti il reddito e loccupazione), sia obiettivi di finanza pubblica, relativi in particolare allindebitamento (al netto e al lordo degli interessi) e al debito delle Pubbliche Amm. Il DFP è un documento di carattere economico che non ha valore giuridico: perché gli obiettivi e le regole in esso contenute diventino vincolanti, occorre che diventino norme di legge con lapprovazione della legge di stabilità.

21 21 PRESENTAZIONE DELLA DFP Al fine di assicurare il coordinamento di tutti i livelli di Governo, la definizione del DFP inizia il 15 luglio con linvio alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica (prevista dalla legge 42/2009) e alle Camere delle linee guida per la ripartizione degli obiettivi programmatici tra i livelli di Governo. La Conferenza, di cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali di Governo, fornisce indicazioni ai fini del collegamento tra gli obiettivi aggregati da fissare nellambito della DFP e le regole previste per il singolo Ente (Regione o Ente locale). Acquisito il parere della Conferenza entro il 10 settembre, il Governo lo trasmette alle Camere (entro il 15 settembre) e contemporaneamente presenta lo schema di Decisione di Finanza Pubblica (DFP).

22 22 LA REF Il ciclo di programmazione prende, però, avvio con la Relazione sullEconomia e la Finanza Pubblica (REF) che deve essere presentata dal Ministro dellEconomia e delle Finanze al Parlamento entro il 15 aprile di ogni anno. Essa contiene laggiornamento delle previsioni macroecomiche e di finanza pubblica per lanno in corso e per il biennio successivo, alla luce dei consuntivi e della manovra approvata nellanno precedente. Essa riporta anche, se disponibile, il parere del Consiglio UE sullaggiornamento del Programma di stabilità.

23 23 GLI OBIETTIVI: IL BPP Il momento della programmazione, che parte dal DFP, è rafforzato dal Bilancio Pluriennale di Previsione (BPP). Questultimo elaborato in coerenza con gli obiettivi indicati nel DFP copre una programmazione triennale ed espone separatamente: landamento delle entrate e delle spese in base alla legislazione vigente (Bilancio pluriennale a legislazione vigente) e le previsioni sullandamento delle entrate e delle spese degli interventi programmati dalla DFP (Bilancio pluriennale programmatico). Esso è redatto, termini di competenza e cassa. Il BPP è presentato con la legge di bilancio, entro il 15 ottobre, e non impone alcun vincolo sulla evoluzione futura del bilancio e che dunque rimane per memoria a indicare che cosa si dovrebbe fare negli anni successivi per rispettare gli obiettivi pluriennali.

24 24 DALLA LEGGE FINANZIARIA ALLA LEGGE DI STABILITA Come sappiamo, in base allarticolo 81, comma 3, il Bilancio pubblico non può stabilire nuovi tributi e nuove spese, ma si limita a fotografare le entrate e le spese pubbliche. Per questa ragione era necessario uno strumento per realizzare la manovra di finanza pubblica da affiancare al Bilancio dello Stato. Questo nuovo strumento, denominato Legge finanziaria, fu previsto per la prima volta con la legge n. 468/1978. La LF nel tempo ha mostrato però diversi punti critici.

25 25 I PUNTI CRITICI DELLA LF (lassalto alla diligenza) La LF segue, rispetto alle normali leggi di spesa, un binario preferenziale in Parlamento (sessione di bilancio). La LF deve essere approvata, infatti, entro il mese di Dicembre. Questo ha provocato nel passato veri e propri assalti alla diligenza. Per risolvere il problema sono state attuate diverse soluzioni prima di approdare alla legge 208/1999, che solo in parte ha risolto il problema; Altro punto critico riguarda la separazione del momento in cui si decidono gli obiettivi aggregati della manovra e quello dellindividuazione degli strumenti per realizzarla. Nei primi dieci anni di applicazione della LF i due momenti coincidevano (nella LF con la sessione di Bilancio). Il problema fu risolto dalla legge 362/1988 che ha previsto la sessione anticipata del Bilancio con la presentazione del DPEF (30.06) separando i due momenti.

26 26 LEVOLUZIONE DELLA LEGGE FINANZIARIA PRIMA FASE l. n. 468/1978 La finanziaria definisce tutti gli interventi di finanza pubblica Sovraccarico di istanze particolari (assalto alla diligenza) FINANZIARIA OMNIBUS SECONDA FASE l. n. 362/1988 La finanziaria si limita alla regolazione delle aliquote fiscali e al finanziamento di leggi già esistenti Eccessiva frantumazione della manovra finanziaria FINANZIARIA SNELLA TERZA FASE l. n. 208/1999 La finanziaria ritorna a contenere anche norme sostanziali di entrata e di spesa Permangono i problemi delle istanze particolari e la finanziaria è spesso blindata FINANZIARIA ROBUSTA

27 27 LA LEGGE DI STABILITA Dal primo gennaio 2010 ( legge n. 196/2009) la Legge Finanziaria è andata definitivamente in soffitta ed è stata sostituita dalla Legge di stabilità. Allo scopo di rendere più snello il nuovo strumento, il legislatore ha stabilito espressamente che sono escluse dal suo contenuto le norme per lo sviluppo – che troveranno collocazione in appositi disegni di legge collegati – e le norme a carattere ordinamentale e organizzatorio. Sono escluse altresì le norme di delega e gli interventi di natura localistica o microsettoriale.

28 28 LA LEGGE DI STABILITA Il disegno di legge di stabilità è presentato dal Governo al Parlamento entro il 15 ottobre, a poca distanza, dalla presentazione della DFP (15 settembre). La riduzione di tempo di presentazione tra i due documenti (prima – 30.09) è riconducibile alla volontà dei tecnici di avvicinare la fase della programmazione a quella di definizione della manovra, avendo a disposizioni in tal modo un quadro economico e di bilancio più stabile.

29 29 LA LEGGE DI STABILITA Alla legge di stabilità è demandata la definizione annuale del quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale; essa per il medesimo periodo è lo strumento attraverso il quale sono regolate annualmente le grandezze previste dalla legislazione vigente per adeguare gli effetti finanziari agli obiettivi (art.11,co. 2, legge n.196/2009).

30 30 LA LEGGE DI STABILITA: CONTENUTI Tra i contenuti specifici della LS, tra le più importanti, ricordiamo: a)Il livello massimo del ricorso al mercato finanziario e il saldo netto da finanziare in termini di competenza; b)le variazioni delle aliquote, delle detrazioni e degli scaglioni, le altre misure che incidono sulla determinazione della prestazione, afferenti a imposte dirette e indirette, tasse, canoni, tariffe e contributi; c)limporto complessivo massimo destinato, in ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale, al rinnovo dei contratti del pubblico impiego; d)le norme che comportano aumenti di spesa o di riduzione di spesa; e)Le norme eventualmente necessarie a garantire lattuazione del Patto di Stabilità interno.

31 31 IL BILANCIO ANNUALE Il disegno di legge del bilancio annuale di previsione è redatto in termini di competenza e di cassa, sebbene – come abbiamo visto- è prevista una delega per il passaggio in termini di sola cassa. Esso rappresenta la situazione tendenziale della finanza statale, prima degli interventi del Governo e del Parlamento (cosiddetto bilancio a legislazione vigente). E costituito: dallo stato di previsione dellentrata; dagli stati di previsione della spesa distinti per Ministeri, con le allegate appendici dei bilanci e delle aziende ed amministrazioni autonome; dal quadro generale riassuntivo.

32 32 IL CONTENUTO INFORMATIVO DEL BILANCIO Con la legge n. 196/2009 il contenuto informativo del Bilancio annuale è arricchito dalla nota integrativa e dalla predisposizione di una scheda illustrativa dei programmi (scheda programma). In particolare, la nota integrativa si articola per la spesa, in due sezioni: la prima contenente il piano degli obiettivi correlati a ciascun programma ed i relativi indicatori di risultato; la seconda espone il contenuto di ciascun programma e i criteri utilizzati per la formulazione delle previsioni. La scheda programma, illustrativa di ciascun programma, indica le leggi che lo finanziano, con indicazione dei corrispondenti stanziamenti del bilancio triennale; tale scheda è aggiornata semestralmente così da evidenziare le modifiche apportate in corso danno alle previsioni iniziali del programma.

33 33 I DISEGNI DI LEGGE COLLEGATI La legge 196/2009 allo scopo di dare ordine allinterno del processo decisionale e prevenire luso della decretazione durgenza ha rivisto le norme relative ai disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica. Questi ultimi, preliminarmente individuati dalla DFP, devono essere presentati entro il mese di febbraio dellesercizio successivo e concorrono al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica in quanto hanno il potere di modificare le leggi vigenti e possono pertanto rivelarsi necessari in considerazione del restringimento del contenuto della legge di stabilità

34 34 CRONOLOGIA 15.07Il Governo presenta alla Conferenza permanente per il coordinamento della Finanza pubblica le Linee guida per la ripartizione degli obiettivi programmatici tra i vari livelli di Governo, per ottenere il parere preventivo entro il 10 settembre 10.09Le linee guida, unitamente al parere di cui sopra, sono trasmesse alle Camere 15.09lo schema del DFP deve essere presentato dal Governo, su proposta del Ministro dellEconomia, alle Camere Presentazione disegno di legge del Bilancio dello Stato (a legislazione vigente) e disegno di legge di stabilità 31.12Approvazione del Bilancio (dopo aver apportato al disegno di legge di Bilancio le variazioni determinate dalla legge di stabilità) 28.02Entro febbraio dellanno successivo sono presentati i disegni di legge collegati alla manovra.

35 35 LA FORMAZIONE DEL BILANCIO E possibile utilizzare due schemi: Il metodo del bilancio incrementale = il bilancio di ogni anno è costruito incrementando o diminuendo gli stanziamenti previsti in quello dellanno precedente, sulla base delle maggiori o minori esigenze (Teoria di Wildavsky) Il metodo del bilancio a base zero = il bilancio deve essere ricostruito ogni anno e occorre giustificare lesistenza di ogni stanziamento.

36 36 LA TEORIA DI WILDAVSKY Aaron Wildavsky nel 1975 afferma che il principale fattore che determina la dimensione e il contenuto del bilancio di ogni anno è il bilancio dellanno precedente. Modello americano: il Governo espande la spesa, dallaltra il Parlamento cerca di limitarla, per evitare livelli di pressione tributaria troppo elevata. Il Governo incrementa le previsioni tenendo conto di alcuni elementi (aumento dei costi dacquisto dei fattori produttivi e del costo della vita). Il legislativo, invece, opererà in senso opposto (cercherà di ridurre di una certa percentuale lo stesso stanziamento). Il risultato di queste due forze opposte ci darà lincremento del bilancio.

37 37 LA TEORIA DI WILDAVSKY (G.Brosio p. 238 ss) Comportamento di ogni ufficio dellesecutivo: X it = b i Y it -1 X it = richiesta di stanziamento fatta dallufficio i per lanno t; Y it -1 = stanziamento concesso lanno precedente a i dal legislativo; b i = costante >1.

38 38 LA TEORIA DI WILDAVSKY (G.Brosio p. 238 ss) Comportamento del legislativo: Y it = a i X it Y it = stanziamento concesso; X it = richiesta di stanziamento fatta dallufficio i per lanno t; a i = costante <1. Y it = a i b i Y it –1 Lo stanziamento finale, che è iscritto a bilancio nellanno t, è una percentuale, normalmente in aumento, dello stanziamento concesso lanno precedente.

39 39 Esempio: Wildavsky Stanziamento anno precedente di euro; percentuale di aumento richiesta dallufficio 1,2%; percentuale accolta dal legislativo 0,90%; Y it = 0,90 x 1,20 x ,00 = STANZIAMENTO CONCESSO

40 40 Critiche alla teoria incrementalista Alla base dellincrementalismo sta la teoria dellarazionalità limitata (bounded rationality) di Herbert Simon (premio Nobel 1978). In base a questa teoria si rimette in discussione la dottrina economica tradizionale secondo la quale i soggetti economici prendono decisioni in modo ottimale. Dal momento che non è possibile attuare un comportamento massimizzante, non conoscendo le alternative e dati i costi di transazione, lincrementalismo è la risposta più soddisfacente tra quelle possibili.

41 41 Critiche alla teoria incrementalista Il modello è in grado di spiegare gli elementi di regolarità e uniformità nella crescita dei bilanci pubblici, ma non i disallineamenti rispetto al trend che si verificano di frequente. Gli stessi teorici dellincrementalismo sono consapevoli che alterazioni economiche/sociali o politiche possono renderlo impraticabile. Si pensi a fasi di recessione (alterazioni economiche), a cambi di maggioranza (alterazioni politiche), ai cambiamenti sociali (richiesta di nuovi servizi). Per tenerne conto Depster e Wildavsky hanno riformulato lequazione del legislativo che diventa:

42 42 Il modello di Dempster e Wildavsky Y it = a i (b i + b i Z it +…+ b k Z kt ) Y it –1 Dove Z it sono le variabili socio economiche, anche straordinarie, osservate al tempo t e che suggeriscono al potere legislativo di modificare, in più o in meno, la percentuale di accoglimento dellesecutivo.

43 43 LA FORMAZIONE DEL BILANCIO IN ITALIA Quale linterazione Governo-Parlamento in Italia? Rispetto agli Stati Uniti i ruoli sono invertiti (il bilancio approvato dal Parlamento è maggiore del bilancio richiesto dal Governo). Ragioni: asimmetria di interessi, governi pluripartito, politiche di spesa assembleari, interessi particolari (microsettoriali)… Ancora oggi? Apparentemente si. Il Governo pone la fiducia sulla LF, per blindarla rispetto alla propria maggioranza.

44 44 LA FORMAZIONE DEL BILANCIO IN ITALIA Larticolo 23 della legge 196/2009 prevede che in sede di elaborazione degli schemi degli stati di previsione, i Ministri sono tenuti ad attenersi alle istruzioni fornite annualmente, con circolare del Ministero delle Finanze /DRGS (Aprile – Maggio). I Ministri anche sulla base delle proposte dei responsabili della gestione dei programmi stabiliscono gli obiettivi di ciascun dicastero e quantificano le risorse necessarie al loro raggiungimento (Luglio). E fatto divieto di formulare previsioni sul semplice calcolo della spesa storica incrementale.

45 45 LA FORMAZIONE DEL BILANCIO IN ITALIA Sarà poi il Ministro dellEconomia a valutare la congruità e la coerenza tra gli obiettivi indicati da ciascun Ministero e le risorse richieste per la loro realizzazione, tenendo anche conto dello stato di attuazione dei programmi in corso e dei risultati conseguiti negli anni precedenti in termini di efficienza e di efficacia della spesa (Agosto/Settembre). Il 15 ottobre presentazione del disegno di legge di legge di bilancio alle Camere.

46 46 PERCORSO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO Aprile/ Maggio Circolare del MEF/DRGS recante istruzioni per la compilazione del bilancio LuglioI Ministri competenti sulla base delle proposte dei responsabili della gestione dei programmi stabiliscono gli obiettivi di ciascun dicastero e quantificano le risorse necessarie per il loro raggiungimento. E fatto divieto di formulare previsioni basate sul semplice calcolo della spesa incrementale. Agosto/ Settembre Valutazione da parte del MEF delle proposte (congruità e coerenza tra obiettivi indicati da ciascun Ministero e le risorse richieste per la loro attuazione) 15 ottobreIl disegno di legge di bilancio a legislazione vigente, predisposto dal Ministro dellEconomia, viene presentato dal Governo al Parlamento

47 47 Le classificazioni del Bilancio Funzionale: raggruppa le voci per settore dintervento. Essa ha lo scopo di mettere in evidenza gli obiettivi dellattività pubblica, anche ai fini di una loro misurazione. Economica: distingue la parte corrente da quella in conto capitale.

48 48 LA CLASSIFICAZIONE ECONOMICA Le entrate sono ripartite in QUATTRO TITOLI: TITOLO I : ENTRATE TRIBUTARIE TITOLO II : ENTRATE EXTRATRIBUTARIE TITOLO III: ENTRATE DA ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI E RIMBORSO CREDITI TITOLO IV : ENTRATE PROVENIENTI DA ACCENSIONE DI PRESTITI

49 49 LA CLASSIFICAZIONE ECONOMICA Le entrate sono ripartite in QUATTRO TITOLI: TITOLO I : ENTRATE TRIBUTARIE (imposte dirette e indirette) TITOLO II : ENTRATE EXTRATRIBUTARIE (le entrate correnti diverse dai tributi, quali il canone Rai e i redditi di capitale, oltre a tutti i proventi derivanti dallattività dei ministeri – sono circa il 7/8% di quelle tributarie) TITOLO III: ENTRATE DA ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI E RIMBORSO CREDITI (cosiddette entrate in conto capitale; esempio vendita dei beni ecc. si tratta di entrate modeste) TITOLO IV : ENTRATE PROVENIENTI DA ACCENSIONE DI PRESTITI (indebitamento a medio e lungo termine. Qui sono incluse le voci relative alle entrate che sorgono dalla vendita di titoli del debito pubblico)

50 50 LA CLASSIFICAZIONE ECONOMICA TITOLO I (Entrate tributarie) + TITOLO II (Entrate extra- tributarie)= ENTRATE CORRENTI ENTRATE CORRENTI + ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI (esclusa la categoria 15- Rimborso di anticipazioni e crediti) = ENTRATE NETTE ENTRATE NETTE + RIMBORSO CREDITI (categoria 15) = ENTRATE FINALI (TITOLO I + TITOLO II + TITOLO III) ENTRATE FINALI + ACCENSIONE PRESTITI = ENTRATE COMPLESSIVE (TITOLO I + TITOLO II + TITOLO III + TITOLO IV)

51 51 LA CLASSIFICAZIONE ECONOMICA Le spese sono ripartite in tre TRE TITOLI: TITOLO I : SPESE CORRENTI. TITOLO II : SPESE IN CONTO CAPITALE TITOLO III : SPESE PER RIMBORSO DI PRESTITI

52 52 LA CLASSIFICAZIONE ECONOMICA Le spese sono ripartite in tre TRE TITOLI: TITOLO I : SPESE CORRENTI. Allinterno delle spese correnti si distinguono le spese per funzionamento (tra cui il personale), per interventi, a favore di soggetti esterni allo Stato, per trattamenti di quiescienza e per oneri del debito pubblico, oltre ad oneri comuni. TITOLO II : SPESE IN CONTO CAPITALE. In questa voce confluiscono sia gli investimenti diretti dello Stato sia i contributi agli investimenti effettuati da soggetti pubblici e privati (investimenti indiretti, partecipazioni azionarie, e conferimenti). TITOLO III : SPESE PER RIMBORSO DI PRESTITI (qui sono incluse le spese per restituire - con i dovuti interessi – i prestiti ricevuti da soggetti economici privati).

53 53 LA CLASSIFICAZIONE ECONOMICA TITOLO I = SPESE CORRENTI SPESE CORRENTI + SPESE IN C/CAPITALE (esclusa la categoria 31- Acquisizione di attività finanziarie) = SPESE NETTE SPESE NETTE + ACQUISIZIONE DI ATTIVITA FINANZIARIE = SPESE FINALI (TITOLO I + TITOLO II) SPESE FINALI + RIMBORSO PRESTITI = SPESE COMPLESSIVE (TITOLO I + TITOLO II + TITOLO III)

54 54 IL QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO E I RISULTATI DIFFERENZIALI Le differenze tra (parte delle) entrate e (parte delle) spese costituiscono i SALDI DI BILANCIO. In base alla legge di contabilità i saldi (o risultati differenziali) che sintetizzano le informazioni contenute nel BS sono quattro: 1.Il risparmio pubblico; 2.Lindebitamento netto; 3.Il saldo netto da finanziare; 4.Il ricorso al mercato. I quattro saldi sono espressi sia in termini di competenza giuridica (accertamenti/impegni) sia di cassa (incassi/pagamenti)

55 55 IL QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO E I RISULTATI DIFFERENZIALI RISPARMIO PUBBLICO = differenza tra il totale delle entrate correnti (Titolo I + Titolo II) e il totale delle spese correnti (Titolo I). Se positivo, indica la quota delle risorse correnti (provenienti dal prelievo obbligatorio) destinabili al finanziamento delle spese in conto capitale; per anni è stato negativo indicando la quota delle spese da finanziare ricorrendo allindebitamento (se il saldo è negativo si avrà il DISAVANZO CORRENTE). Il risparmio pubblico indica, in sintesi, il contributo dello Stato alla formazione del risparmio nazionale.

56 56 IL QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO E I RISULTATI DIFFERENZIALI INDEBITAMENTO (o ACCREDITAMENTO) NETTO = differenza tra il totale dei primi tre titoli delle entrate e il totale dei primi due titoli di spesa al netto delle partite finanziarie (risorse necessarie al rimborso crediti- categoria 15 delle entrate e alle acquisizioni di attività finanziarie- categoria 31 delle spese). Non si tiene conto, quindi, delle entrate per laccensione di prestiti (titolo IV) e delle spese per il rimborso di prestiti (titolo III). Pone in evidenza il saldo positivo (accreditamento) o negativo (indebitamento) con cui si chiudono le operazioni di bilancio di natura economica.

57 57 IL QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO E I RISULTATI DIFFERENZIALI SALDO NETTO DA FINANZIARE= differenza fra il totale dei primi tre titoli delle entrate (tributarie + extratributarie + ammortamento di beni patrimoniali + rimborso crediti) e il totale dei primi due titoli di spesa (spese correnti e in conto capitale). In pratica entrate finali – spese finali. Indica la misura del ricorso al mercato monetario o finanziario per coprire tutte le spese finali che eccedono le entrate finali. In sostanza corrisponde alla somma di indebitamento netto e saldo delle partite finanziarie.

58 58 IL QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO E I RISULTATI DIFFERENZIALI RICORSO AL MERCATO = differenza fra il totale delle entrate finali (primi tre titoli dellentrata, escluso il titolo IV - accensione di prestiti) e il totale delle spese, comprese quindi quelle per il rimborso dei prestiti pubblici (titolo I, II e III). Indica la quota che lo Stato deve chiedere in prestito al mercato finanziario (famiglie e altri operatori economici) per pagare sia lintervento pubblico sia le spese per far fronte ai prestiti concessi. Coincide con il valore del Titolo IV delle Entrate (Emissione del debito pubblico)

59 59 I SALDI DI BILANCIO A. ENTRATEB. SPESESALDI (A-B) ENTRATE CORRENTI (Entrate tributarie + extratributarie) SPESE CORRENTI(+) RISPARMIO PUBBLICO (-) DISAVANZO CORRENTE Entrate correnti + Alienazione e ammortamento beni patrimoniali (al netto dei rimborsi crediti - cat. 15 delle entrate) = ENTRATE NETTE Spese correnti + Spese in conto capitale (al netto Acq. Attività finanziarie - cat. 31 delle spese) = SPESE NETTE INDEBITAMENTO NETTO Entrate correnti + Entrate in Conto Capitale (Alienazione e ammortamento beni patrimoniali + rimborso crediti) = ENTRATE FINALI Spese correnti + Spese in conto capitale = SPESE FINALI SALDO NETTO DA FINANZIARE Entrate correnti + Alienazione e ammortamento beni patrimoniali ENTRATE FINALI Spese correnti + Spese in conto capitale + Rimborso prestiti SPESE COMPLESSIVE Se il risultato è negativo RICORSO AL MERCATO

60 60 ALCUNE PRECISAZIONI Lidentità ENTRATE COMPLESSIVE (Tit. I + Tit. II + Tit. III + Tit. IV) – SPESE COMPLESSIVE (Tit I + Tit. II + Tit. III) = ZERO si verifica soltanto nel bilancio di previsione. In sede di consuntivo è normale riscontrare una divergenza tra le ENTRATE COMPLESSIVE e LE SPESE COMPLESSIVE che viene denominata DISAVANZO COMPLESSIVO.

61 61 Lo scadenziario delle procedure parlamentari Entro il 15 settembre Il Governo presenta alle Camere La Decisione di Finanza Pubblica (DPF). Il documento ha lo scopo di delineare la manovra di finanza pubblica e di definire il quadro macroeconomico. Entro il 15 ottobre il Governo presenta alle Camere Il disegno di legge di approvazione del bilancio annuale a legislazione vigente e il bilancio pluriennale programmatico, il disegno di legge di stabilità. A partire dal 15 ottobre Inizia la sessione di bilancio presso la Camera e il Senato. I disegni di legge sono inviati alle Commissioni permanenti per quanto di loro competenza e alla Commissione bilancio per lesame generale Entro il 31 dicembre Dopo essere state promulgate, la legge di bilancio e la finanziaria vengono pubblicate nella G.Ufficiale. Se non si procede allapprovazione entro la fine dellanno, il Parlamento autorizza il Governo allesercizio provvisorio Entro il 28 Febbraio Disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica

62 62 Il rendiconto generale dello Stato I risultati della gestione si riflettono in due documenti ben distinti: il conto del bilancio (o conto consuntivo) e il conto generale del patrimonio a valore. Il conto del bilancio è composto da tanti conti parziali corrispondenti ai vari stati di previsione; per ciascuno è separatamente dimostrato il risultato della gestione di competenza di quella dei residui. Esso espone distintamente le entrate di competenza dell'anno, le spese, la gestione dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi precedenti, le somme versate in Tesoreria e quelle pagate, il conto totale dei residui attivi e passivi che si trasmettono all'esercizio successivo. Il conto generale del patrimonio comprende: le attività e le passività finanziarie e patrimoniali, con le variazioni derivanti dalla gestione del bilancio e con quelle verificatesi per qualsiasi altra causa, la dimostrazione dei vari punti di concordanza tra il conto del bilancio e quello del patrimonio.

63 63 Il rendiconto generale dello Stato In coerenza con quanto previsto per il bilancio di previsione, anche il Rendiconto è corredato da una nota integrativa per ciascuna amministrazione, che espone i risultati e il grado di realizzazione degli obiettivi riferiti a ciascun programma e le relative risorse utilizzate, motivando gli eventuali scostamenti rispetto a quanto previsto con il bilancio di previsione. Con riferimento ai programmi sono illustrati i risultati finanziari ed evidenziati gli eventuali scostamenti tra le previsioni iniziali e i risultati a consuntivo. Inoltre, in maniera speculare rispetto alle previsioni, nella Rilevazione dei costi sostenuti, allegata Rendiconto generale dello Stato, sono presentate le risultanze economiche di ciascuna amministrazione riconciliate con i dati della gestione finanziaria.

64 64 Il rendiconto generale dello Stato Complessivamente, rispetto alla situazione previgente, si osserva un ampliamento delle informazioni rese a consuntivo e una maggiore attenzione verso le risultanze della gestione. Lobiettivo è quello di fornire informazioni utili alla valutazione delloperato delle amministrazioni centrali dello Stato, nonché alla definizione del successivo bilancio di previsione, sia in termini di allocazione delle risorse, sia di valutazione della congruità degli stanziamenti assegnati a ciascun programma e agli obiettivi ad esso associati.

65 65 Le fasi della rendicontazione SoggettoFaseTempistica Ciascun Ministero a cura del Direttore della competente Ragioneria Compila il conto del Bilancio e del patrimonio relativi alla propria amministrazione Termine previsto dalla Circolare Ministeriale del Ministro dellEconomia e delle Finanze Ciascun MinisteroTrasmette i conti alla Ragioneria Gen. dello Stato Entro il 30 aprile successivo al termine dellanno finan. La Ragioneria Generale Stato Redige prospetti riassuntiviIn tempo utile per la scadenza successiva Il Ministro dellEcon e Fin. tramite il Ragioniere G.S. Trasmette alla Corte dei Conti il Rendiconto dellesercizio scaduto, per la parificazione Entro il 31 maggio La Corte dei ContiVerifica, giudica, valuta e confronta i risultati. Parificato il rendiconto lo trasmette al Ministro dellEcon. e Finanze In tempo utile per la scadenza successiva Il Ministro dellEconomia e il Consiglio Ministri Presentano il disegno di legge per lapprovazione del Parlamento Entro il 30 giugno


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