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I REGOLAMENTI 17/62 E 1/2003 LE INTESE VIETATE SONO NULLE DI PIENO DIRITTO, PERO ART. 101.3 REG. 17/62: ESENZIONI INDIVIDUALI ED ESENZIONI PER CATEGORIA.

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1 I REGOLAMENTI 17/62 E 1/2003 LE INTESE VIETATE SONO NULLE DI PIENO DIRITTO, PERO ART REG. 17/62: ESENZIONI INDIVIDUALI ED ESENZIONI PER CATEGORIA (REGIME AUTORIZZATORIO) REG. 1/2003: REGIME DI ECCEZIONE LEGALE Esenzioni attestazioni negative

2 LE RAGIONI DEL PASSAGGIO AL REG. 1/2003 CARICO DI LAVORO ECCESSIVO PER LA COMMISSIONE + ONERI ECCESSIVI PER LE IMPRESE IL REGOLAMENTO 1/2003 SI FONDA SU UN SISTEMA DI AUTOCONTROLLO E AUTOREGOLAZIONE DELLE IMPRESE: UNINTESA CHE SODDISFA LE CONDIZIONI DI CUI ALLART E VALIDA AB ORIGINE (LE IMPRESE POSSONO AVVALERSI DELLAMPIA PRASSI APPLICATIVA ORMAI SVILUPPATASI. INOLTRE: COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 2004 CHE FORNISCE LINEE DIRETTRICI.

3 IL REGIME DI ECCEZIONE LEGALE NEL REG. 1/2003 Art. 1: Gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di cui allart (101.1) del trattato che non soddisfano le condizioni di cui allart (101.3) del trattato sono vietati senza che occorra una previa decisione in tal senso. Gli accordi, le decisioni e le pratiche concordate di cui allart (101.1) del trattato che soddisfano le condizioni di cui allart (101.3) del trattato non sono vietati senza che occorra una previa decisione in tal senso. Lo sfruttamento abusivo di una posizione dominante ai sensi dellart. 82 (102) del trattato è vietato senza che occorra una previa decisione in tal senso.

4 LONERE DELLA PROVA (REG. 1/2003) Art. 2: In tutti i procedimenti nazionali o comunitari relativi allapplicazione degli articoli 81 (101) e 82 (102) del trattato, lonere della prova di uninfrazione dellart (102.1) o dellart. 82 (102) del trattato incombe alla parte o allautorità che asserisce tale infrazione. Incombe invece allimpresa o associazione di imprese che invoca lapplicazione dellart (101.3) del trattato lonere di provare che le condizioni in esso enunciate sono soddisfatte.

5 IL RAPPORTO TRA NORMATIVA ANTITRUST DELLUNIONE E LEGISLAZIONI NAZIONALI ART. 3 REG. 1/2003 OBBLIGO DI APPLICAZIONE PARALLELA: QUANDO LE AGC O I GIUDICI NAZIONALI APPLICANO LA LEGISLAZIONE NAZIONALE ANTITRUST A COMPORTAMENTI CHE PREGIUDICANO IL COMMERCIO TRA STATI MEMBRI AI SENSI DEGLI ARRT. 101 E 102 TFUE, DEVONO APPLICARE ANCHE GLI ARTT. 101 E 102 TFUE OBBLIGO DI CONVERGENZA: LE AGC E I GIUDICI NAZIONALI NON POSSONO VIETARE, SULLA BASE DELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE ANTITRUST, COMPORTAMENTI CHE NON SONO VIETATI DALLART. 101 TFUE. PER QUANTO RIGUARDA INVECE GLI ABUSI DI POSIZIONE DOMINANTE, POSSONO ADOTTARE E APPLICARE NORME INTERNE PIU RIGOROSE DELLART. 102 TFUE RATIO: EVITARE CHE UNA MEDESIMA INTESA SIA VALUTATA DIVERSAMENTE DALLE DIFFERENTI AUTORITA NAZIONALI

6 LE DECISIONI DELLA COMMISSIONE CONSTATAZIONE ED ELIMINAZIONE DELLE INFRAZIONI (ART. 7 REG. 1/2003) MISURE CAUTELARI (ART. 8 REG. 1/2003) IMPEGNI (ART. 9 REG. 1/2003) CONSTATAZIONE DI INAPPLICABILITA (ART. 10 REG. 1/2003)

7 CONSTATAZIONE ED ELIMINAZIONE DELLE INFRAZIONI IL PROCEDIMENTO PRENDE AVVIO IN SEGUITO A DENUNCIA (STATI MEMBRI E PERSONE FISICHE E GIURIDICHE CHE DIMOSTRINO UN LEGITTIMO INTERESSE) O DUFFICIO. ORDINE DI CESSAZIONE DEL COMPORTAMENTO VIETATO, MA ANCHE IMPOSIZIONE DI OBBLIGHI POSITIVI (RIMEDI COMPORTAMENTALI E RIMEDI STRUTTURALI) NON SI MENZIONANO LE IPOTESI IN CUI LE IMPRESE SI ADEGUANO A UNA RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE O SI ACCORDINO CON LA COMMISSIONE PER UNA SOLUZIONE AMICHEVOLE


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