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Studi Scientifici a Supporto della Missione PRISMA RIUNIONE TECNICA con il team industriale 20 marzo 2012 Agenzia Spaziale Italiana ROMA.

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Presentazione sul tema: "Studi Scientifici a Supporto della Missione PRISMA RIUNIONE TECNICA con il team industriale 20 marzo 2012 Agenzia Spaziale Italiana ROMA."— Transcript della presentazione:

1 Studi Scientifici a Supporto della Missione PRISMA RIUNIONE TECNICA con il team industriale 20 marzo 2012 Agenzia Spaziale Italiana ROMA

2 -Scambio di informazioni per facilitare lo sviluppo dei simulatori (per lo strumento e per i dati). -Caratteristiche tecniche del payload ottico di PRISMA e della piattaforma: -Telescopio e camere pancromatica ed iperspettrale VNIR e SWIR -Elettronica -Calibrazioni -Piattaforma -Contributi alla definizione dei prodotti L1 -Technical Note di Selex Galileo del 8/2/2012 OBIETTIVI DELLA RIUNIONE

3 TECHNICAL NOTE Selex Galileo

4 ALLINEAMENTO SPETTRALE CAMERA IPERSPETTRALE Definire due lunghezze donda, una tra 0,40 µm e 1,010 µm ed una tra 0,90 µm e 2,50 µm, di particolare interesse. COMMENTO La larghezza di banda di 10 nm dei singoli canali non rende molto critica questa scelta: basterà che uno o più canali siano centrati su righe di assorbimento di gas presenti in atmosfera.

5 ALLINEAMENTO SPETTRALE COMMENTO Calibrazione strumentale di uno spettroradiometro di campo: confronto della misura di radianza riflessa da una superficie di riferimento e la simulazione di uno spettro di irradianza con MODTRAN (Busetto et al., 2011) Lo shift, mediamente pari 4 nm, è evidente nella banda di assorbimento dellO2 atmosferico a 761 nm. In base a questa analisi è stato poi possibile ridefinire il posizionamento dei centri di banda dello spettroradiometro. Confronto tra valori errati misurati (in blu) e riposizionati (in rosso) in base alle simulazioni MODTRAN. ISMAR

6 ALLINEAMENTO SPETTRALE AZIONE Esaminare gli spettri ad alta risoluzione (λ>1nm) di radianza al sensore attesi al variare delle condizioni di acquisizione.

7 INGV: ALLINEAMENTO SPETTRALE Definizione di due lunghezze donda, una tra 0,40 µm e 1,010 µm ed una tra 0,90 µm e 2,50 µm, di particolare interesse. VNIR: Si potrebbe indicare la banda di assorbimento dellossigeno a 760 nm. SWIR: Si potrebbe scegliere una delle lunghezze dove la CO2 presenta un assorbimento non influenzato da altri assorbitori, come (in µm):1.998, 1.999, 2.0, 2.001, 2.004, 2.008, 2.009, 2.010, 2.011, e In questo intervallo spetrale è, fra laltro, previsto un elevato SNR (vedi nota tecnica Pippi, Tab.4). Accuratezza centri banda: migliore o uguale a quella con la quale vengono misurate le SRF.

8 SAP4PRISMA: ALLINEAMENTO SPETTRALE VNIR: In riferimento al VNIR la banda dellossigeno a 760nm potrebbe essere utilizzata a questo scopo. Assorbimento dellO2 assicurerebbe un buona precisione nella localizzazione anche delle bande del K (766,5 e 769,9nm) che sono state utilizzate per la detection di active fires.. SWIR: Nel range dello SWIR la banda di 10nm non assicura la identificazione di molti minerali che hanno features normalmente più strette nello SWIR, comunque si potrebbero utilizzare gli assorbimenti a: 2324nm calcite (travertino), 2308nm dolomite, 2200 caolinite, 2325 serpentino. Cmq la definizione della CW per il VNIR e lo SWIR richiede la conoscenza esatta delle caratteristiche di dispersione utilizzato per PRISMA (SSI/ ).

9 SPECTRAL RESPONSE FUNCTION CAMERA IPERSPETTRALE Verranno forniti i punti misurati per tutte le bande ma non per tutti i pixel. COMMENTO Sarebbe utile disporre di misure per il maggior numero possibile di punti distribuiti su tutta la fenditura. Risulta accettabile la risoluzione spettrale di misura di almeno 1 nm. AZIONE Fornire le misure.

10 SAP4PRISMA: SPECTRAL RESPONSE FUNCTION CAMERA IPERSPETTRALE Verranno forniti i punti misurati per tutte le bande ma non per tutti i pixel. COMMENTO se si prevede che la SRF vari in modo significativo sulla matrice di rivelatori è importante caratterizzare tale variazione. Poiché non pare possibile misurare la SRF di ogni rivelatore della matrice, potrebbe essere utile misurare quella relativa a pixel opportunamente distribuiti sulla matrice di acquisizione in modo da poter risalire alla SRF approssimata di ogni rivelatore mediante interpolazione. Per quanto riguarda il passo di indagine, ovvero il passo di campionamento con cui verrà misurata la SRF, si ritiene che 1nm sia sufficiente per caratterizzare una SRF che nominalmente ha una fwhm=10nm. Infine, per quanto riguarda la normalizzazione della SRF, la convenzione è quella di avere SRF normalizzata all'area. Tuttavia, si ritiene che questo punto non sia molto critico in quanto data la curva normalizzata in ampiezza è facile ricavare quella normalizzata all'area e viceversa

11 CALIBRAZIONE RADIOMETRICA CAMERA IPERSPETTRALE Definire la metodologia con sorgente di radianza calibrata oppure con rivelatore calibrato per misurare la radianza utilizzata come stimolo. COMMENTO Anche se la prima soluzione sembra la migliore, bisognerebbe conoscere la configurazione di misura. AZIONE Approfondire la scelta dellutilizzo della sorgente calibrata.

12 INGV: CALIBRAZIONE DELLO STRUMENTO Definizione delle SRF (Spectral Response Function) Definita per ogni banda degli spettrometri VNIR, SWIR e per il PAN Passo di campionamento: costante e non superiore a 1 nm Modalità di campionamento: visto che la campionatura in tutti i pixel e difficoltosa, si suggerisce di prendere la riga centrale e due righe una sopra e una sotto vicino ai bordi matrice. Reperibilità della SRF: si suggerisce di incapsulare le SRF allinterno degli HDF per ogni immagine SRF di ogni canale prima del ricampionamento del dato alluscita della separazione del prisma

13 INGV:CALIBRAZIONE DELLO STRUMENTO Tipo di calibrazione: sorgente interna o rilevatore interno Si preferisce la configurazione con sorgente calibrata interna Di essa dovrebbero essere note caratteristiche come stabilità e coefficienti di calibrazione

14 the radiance detected by the sensor in one band would be an average, weighted by the fractional area, of the two radiances related to the different temperatures. R tot = f r (R h ) + (1 - f r ) R c If two distinct temperatures, and Tc, characterized by strongly different values, represent a radiant pixel If two distinct temperatures, Th and Tc, characterized by strongly different values, represent a radiant pixel, Pixel size Tc Th INGV: SATURAZIONE DELLO STRUMENTO

15 Evitare la saturazione del sensore nelle bande SWIR è determinante per losservazione di superfici ad alta temperatura come: incendi, eruzioni vulcaniche, incidenti industriali Studio di colate recenti o in corso: temperature della parte fusa tra i 900 e 1100 °C, e temperature della crosta tra 300 e 400 °C lunghezza donda: 2.2 µm tipicamente usata per il calcolo delle temperature delle lave attive Tenuto conto di una frazione di pixel occupata dalla lava fusa di (si giunge anche a 0.05) si ottiene una temperatura integrata del pixel di 546 ° C il sensore dovrebbe avere una soglia di saturazione superiore ai 600 C

16 DUAL-BAND technique ? When applying ? We MUST have: Thermal Condition of the Target of the Target Technical Equipment of the Sensor of the Sensor characterized by two dinstict sub-pixel temperatures e.g.aa lavas Crust temperature Hot fracture temperature

17 Comparison with Landsat TM Thermal budget retrieval using dual-band technique ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA E VULCANOLOGIA

18 Utilizzando Th=1000, Tc=400 e fh=0.005 otteniamo la seguente radianza integrata (curva in rosso): Lintervallo spettrale considerato è nm e e la radianza e espressa in W/m2/sr/nm. Le curva superiore e inferiore rappresentano rispettivamente le radianze spettrali corrispondenti alle due temperature Th e Tc Theorical integrated radiance 2 Theorical integrated radiance 1

19 SAP4PRISMA : CALIBRAZIONE DELLO STRUMENTO Tipo di calibrazione: sorgente interna o rilevatore interno Potrebbe essere utile conoscere la strategia e la sinergia di utilizzo dei tre sistemi [1) lampade, 2) sole, 3) luna] prima di esprimere un giudizio. Lutilizzo di lampade è sicuramente corretto, ma sarebbe utile conoscere od almeno avere una valutazione sulla variazione di queste sorgenti nel tempo e la loro potenza (vedi anche nota INGV su saturazione). Sarebbe utile inserire anche qualche elemento (lampade o pannelli) per la verifica della calibrazione spettrale in volo. N.B. In riferimento al punto proposto da INGV sulla saturazione, si fa presente che oltre alla saturazione è importante ottenere una caratterizzazione del sensore per bassi segnali in quanto ciò determina il successo o meno delle applicazioni sulle acque marine ed interne

20 VALIDAZIONE DATI CAMERA IPERSPETTRALE Definire le attività di validazione dati. COMMENTO Sarebbe necessario definire il quadro completo delle attività di calibrazione e validazione sia pre-lancio che post-lancio. AZIONE Approfondire la tematica.

21 - MISURE VICARIE ATTIVITÀ DI VALIDAZIONE TIPOLOGIAParametri misurati Misure in campo e a mare Parametri atmosferici -Temperatura - Pressione - Umidità -Trasparenza atmosferica - Irradianza solare integrata - Irradianza spettrale solare al suolo -Aerosol Parametri del suolo -Riflettanza spettrale di suoli e manufatti - TBD Misure in laboratorio - Riflettanza spettrale su campioni di suoli e manufatti - TBD

22 VALIDAZIONE DATI ES. APPLICAZIONI IN ACQUE COSTIERE E INTERNE campagne ad hoc in sincronia alle osservazioni satellitari su diversi ambienti acquatici con proprietà ottiche differenti. - misure in acqua di riflettanza, di IOP e di conc. di chl- a, TSM e CDOM (dati utili per valutare le metodologie di elaborazione dati di Level 2b e Level 3 e Level 2c). strumentazione di siti per la raccolta automatica e/o periodica di dati in situ - Piattaforma Acqua Alta in alto Adriatico - Stazione Sperimentale Eugenio Zilioli di Sirmione sul lago di Garda ISMAR

23 INGV: VALIDAZIONE DELLO STRUMENTO Validazioni vicarie dei dati iperspettrali effettuate mediante campagne di misura periodiche su aree di riferimento durante le quali verranno acquisite misure: atmosferiche, irradianza solare, riflettanze spettrali dei materiali superficiali, temperatura delle superfici. Si propone listituzione di un sito vicario permanente: ampia zona desertica situata nel deserto Algerino il sito sarà caratterizzato dal punto di vista litologico, spettroscopico e climatologico Il sito sarà alla fine del progetto di renderlo disponibile durante la fase attiva del sensore PRISMA

24 SAP4PRISMA : VALIDAZIONE DELLO STRUMENTO Il progetto non utilizza siti di calibrazione per verificare le performance radiometriche del sensore; al momento sono previsti siti di validazione per le applicazioni (es. Maccarese). Si ritiene opportuno trovare una sinergia europea per lidentificazione dei siti di calibrazione

25 SOGLIE DI GENERIC COVER MASK CAMERA IPERSPETTRALE Presentazione di Selex Galileo. COMMENTO Andrebbe definito lo scopo. AZIONE Fornire suggerimenti.

26 DESTRIPING CAMERA IPERSPETTRALE Utilizzo sia delle tecniche di destriping per la correzione a posteriori che matrici di offset e guadagni. COMMENTO Per quanto riguarda il destriping si suggerisce lutilizzo di tecniche consolidate (riportate in letteratura quali: A.Barducci, I.Pippi "Analysis and Rejection of Systematic Disturbances in Hyperspectral Remotely Sensed Images of the Earth Applied Optics - LP, 20 March 2001, vol.40, n.9, pp ). AZIONE Fornire suggerimenti e definire meglio lutilizzo delle matrici di offset e guadagni.

27 INGV: SNR DELLO STRUMENTO Si ritiene importante avere informazioni sul Signal to Noise Ratio (SNR) sia per le bande VNIR sia per le bande SWIR E inoltre importante avere anche la valutazione dei corrispondenti Noise Equivalent Delta Radiance (NE R) Le valutazioni di SNR e NE R dovrebbero essere incapsulate anche nei file HDF delle immagini Si ribadisce la necessità di SRF di ogni canale prima del ricampionamento del dato alluscita del separazione del prisma

28 SAP4PRISMA: DESTRIPING E auspicabile che tale relazione venga caratterizzata anche nelle zone di non linearità. Tuttavia, tale misura avverrebbe in laboratorio e non terrebbe conto degli eventuali cambiamenti della caratteristica DN/L nelle condizioni operative. SELEX dovrebbe chiarire il tipo di variabilità che è prevista per le caratteristiche DN/L. A titolo d'esempio, si considerino i seguenti tre casi 1) le caratteristiche DN/L del sensore in orbita non cambiano sensibilmente e sono quelle misurate in laboratorio (ipotetico). In questo caso evidentemente la caratterizzazione a terra delle curve DN/L evita lo striping. 2) le caratteristiche DN/L cambiano ma tale cambiamento è dello stesso tipo per tutti i rivelatori. Per maggior chiarezza si pensi al caso in cui le curve DN/L rimangono le stesse a meno di un offset che dipende da rivelatore a rivelatore. In questo caso, una sola sorgente di calibrazione permetterebbe, in teoria, di compensare di nuovo le variazioni ed eliminare lo striping. 3) le caratteristiche DN/L cambiano forma da rivelatore a rivelatore. In questo caso un residuo di striping continuerebbe a comparire e andrebbe compensato con tecniche di post-processing supervisionate ([1]) o non supervisionate ([2], [3]). [1] G. Corsini, M. Diani, T. Walzel, Striping removal in MOS-B data, IEEE Transactions on Geoscience and Remote Sensing, Vol. 38, N. 3, May 2000, pp [2] N. Acito, M. Diani, G. Corsini, Subspace based striping noise reduction in hyperspectral images, IEEE Transactions on Geoscience and Remote Sensing, Vol. 49, No. 4, February 2011, pages [3] N.Acito, M. Diani, G. Corsini, Residual striping reduction in hyperspectral images, 17th International Conference on Digital Signal Processing, 2011, doi: /ICDSP , pp.1-7

29 RICHIESTE A SELEX GALILEO CORREZIONE ED INTEGRAZIONE DELLA NOTA TECNICA In particolare fornire: -Dimensioni della pupilla dingresso -Trasmittanza spettrale totale delle ottiche -Sensibilità e risposta spettrale dei rivelatori -Stato di avanzamento dei prodotti L0 e L1 e loro suddivisione -Struttura dei file HDF-5 -Dimensioni e ridondanza della memoria dati per decimazione canali spettrali.


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